Un confronto sempre attuale e necessario
LA PAROLA DI DIO E I TESTIMONI DI GEOVA
Prima parte: Il nome di Dio
Crediamo utile e necessario, di tanto in tanto, rivedere alla luce degli insegnamenti della Parola di Dio le dottrine diffuse dai cosidetti testimoni di geova. Quando infatti siamo chiamati, il più delle volte occasionalmente, ad incontrarci e a confrontarci con loro, non dobbiamo trovarci impreparati e soprattutto non dobbiamo proporre altro se non ciò che sta scritto!
Introduzione
A chi di voi non è mai capitato di ricevere una visita oppure di avere una discussione con un testimone di geova su qualche argomento biblico?
A chi non è mai successo di notare per strada uomini e donne ben vestiti che, sempre in coppia, cercano di vendere libretti della Torre di Guardia1 ?
Siamo convinti che la capillare diffusione delle Sale del Regno dei Testimoni di Geova e la loro febbrile attività di proselitismo, rendano molto comuni tali esperienze. Per questa ragione riteniamo necessario che, come cristiani nati di nuovo, affrontiamo biblicamente le dottrine e le questioni che caratterizzano questo gruppo religioso.
In questo studio desideriamo fornire elementi conoscitivi tratti dalla Parola di Dio, che possano risultare utili per aiutare tutti i cristiani a difendersi dagli attacchi spirituali portati avanti da questo movimento2.
Il taglio di lettura sarà soprattutto quello dellesegesi di testi della Scrittura, in particolar modo sotto il profilo grammaticale: siamo convinti, infatti, che la Bibbia sia la Parola di Dio e che essa sia il metro per misurare ogni dottrina ed ogni teoria, al fine di valutarne lorigine umana o divina.
Daltro canto, desideriamo anche maturare un profondo amore ed una vera compassione per le anime che sono preda di questorganizzazione con fini di lucro, allo scopo di imparare a pregare seriamente per loro e di farci usare dal Signore Gesù per la conversione al vero Dio di molte di queste anime preziose.
È bene ricordare, a tal proposito, che ciascun testimone di geova (tdg) è una creatura amata da Dio, per la quale Gesù ha dato la sua vita sulla croce: se il tdg non ha bestemmiato contro lo Spirito Santo, è sempre possibile il suo ravvedimento e la sua salvezza eterna!
Al fine di concretizzare una più efficace testimonianza cristiana nei confronti dei tdg, elenchiamo qui di seguito alcuni consigli preliminari, che valgono anche come introduzione allo studio che ci siamo prefissi di svolgere:
Alcuni consigli preliminari
1. Si tratta di una battaglia spirituale: non pensiamo di combatterla con i nostri soli sforzi! Viviamola in preghiera, prepariamoci in ginocchio affinché molti tdg siano strappati dal regno delle tenebre!
2. Non ci soffermiamo coi tdg se non abbiamo niente da dire loro: a volte siamo davvero impreparati e questo studio vuol essere un contributo per colmare eventuali lacune.
3. Se avremo degli incontri con dei tdg, mostriamoci gentili e cortesi con loro (hanno tanto bisogno di conoscere lamore di Dio) ma pure fermi e decisi (hanno tanto bisogno di conoscere la verità di Dio)!
4. Allinizio di ogni incontro, e magari anche nel bel mezzo di essi, chiediamo ai tdg di pregare insieme con noi ed invochiamo la guida e la sovranità di Gesù Cristo su quellincontro!
5. Nei nostri contatti, affrontiamo un argomento alla volta, cercando di sviscerarlo bene secondo la Parola di Dio, e non ci allontaniamo mai dalla Scrittura con frasi del tipo: Secondo me
oppure Nella nostra chiesa
.
6. Conduciamo ogni discorso verso la persona di Gesù e la necessità di avere una conversione ed unesperienza personale col Dio vivente, realtà impossibili senza il sacrificio del Figlio di Dio sulla croce.
7. Chiediamo loro di raccontarci la loro conversione e narriamo la nostra: vivendo solo unadesione intellettuale ad unorganizzazione umana, in genere non sapranno cosa dire e il Signore è potente da far loro capire la necessità della nuova nascita!
8. Evitiamo un confronto fra religioni ed anche un dibattito sul contenuto dei loro libretti: confrontiamoci solo con la Parola di Dio e sfidiamoli ad usare solo la loro traduzione della Bibbia!
IL NOME DI DIO
Uno degli argomenti forti per i tdg è quello relativo al nome di Dio, che essi ritengono (erroneamente) essere quello di Geova. È un punto cruciale per qualsiasi tdg, in quanto la denominazione del loro stesso movimento trae origine dal nome che essi danno al loro dio3
ma si tratta davvero del nome che la Bibbia prevede per il Dio dIsraele?
La posizione della Torre di Guardia
I tdg sfruttano spesso una diffusa ignoranza in campo spirituale e teologico per sorprendere altre persone, magari cattoliche allacqua di rose, con dottrine piuttosto originali. Fra queste, uno dei loro cavalli di battaglia è dato dal nome proprio di Dio: per loro, la corretta traduzione del tetragramma ebraico YHWH, presente per la prima volta nella Scrittura in Esoso 3:11-15, non è Signore oppure Eterno, come nelle nostre Bibbie, ma Geova.
Questo nome ha per loro unimportanza fondamentale: è assolutamente necessario, per la loro religione, attribuire a Dio un nome proprio come lo ha qualsiasi altra persona. Inoltre, per un tdg invocare il nome proprio di Dio è necessario per essere salvati e pertanto i tdg invocano il nome di Geova nella convinzione di essere nel giusto. Se, però, questo nome fosse sbagliato? Un tdg potrebbe essere salvato per leternità soltanto se venisse alla conoscenza del vero nome del vero Dio.
I nomi per gli Ebrei
Mentre nella nostra società occidentale i nomi svolgono solo una funzione di mera identificazione delle persone, nella cultura ebraica il nome indicava o voleva indicare qualcosa di più profondo, ovvero lessenza del soggetto che lo portava, la sua stessa personalità. In Israele i nomi venivano dati in relazione a fatti precisi e con finalità ben specifiche (es. Ge 29:32-35) e talvolta venivano anche cambiati in rapporto a particolari situazioni o per scopi determinati (es. Ge 17:5; 32:28).
Al contrario di quanto affermano i tdg, pertanto, nel brano di Es 3:14-15 che fra poco esamineremo nel dettaglio, Dio non fornisce a Mosè il suo nome proprio secondo la nostra concezione moderna ma piuttosto, seguendo lusanza ebraica, egli rivela qualcosa di molto più importante in relazione alla sua stessa personalità o essenza divina. In altre parole, nel brano di Esodo 3:14-15 ciò che davvero conta non è tanto lesatta pronuncia o la corretta traduzione del tetragramma YHWH, come vorrebbero i tdg4: questo nome non ha nulla di magico, ma allo stesso tempo insegna qualcosa dimportante in rapporto alla Persona dellunico vero Dio.
Analisi di Esodo 3:14-15
Passiamo ad un esame più approfondito del brano di Esodo 3:14-15, ricordando che il contesto parla di un pastore ebreo (Mosè) che pascolava le pecore di suo suocero Jetro nel paese di Madian. Giunto al monte Oreb, Mosè vide un pruno che ardeva senza consumarsi (3:1-3) e da quel pruno Dio lo chiamò e lo incaricò di andare in Egitto per liberare il popolo dIsraele che viveva in schiavitù (v. 4-10). Alle resistenze di Mosè, che fra laltro chiese a Dio quale fosse il suo nome (v. 11-13), il Signore stesso rispose: Io Sono Colui Che Sono e poi aggiunse: Dirai così ai figli dIsraele: «LIo Sono mi ha mandato a voi» (v. 14).
In questo brano la traduzione della Torre di Guardia della Bibbia5 rende: Io mostrerò dessere colui che mostrerò di essere e dopo: Io mostrerò dessere.
Lebraico6 porta qui la forma verbale eheièh che è prima persona singolare dellimperfetto del verbo essere (ebr. haiàh). Il tempo imperfetto rende in ebraico il futuro, ma assai più spesso individua unazione continua ed abituale, per cui si potrebbe qui tradurre: Io sarò, ma ancora meglio: Io ero, sono e sarò sempre. La lettura Io Sono è corretta se intesa in questo senso di continuità ed abitualità dellazione. La traduzione dei tdg, invece, appare piuttosto libera e non rende né la lettera né il senso del verbo ebraico.
Nel nostro passo, inoltre, cè uno spiccato senso di dinamismo: Dio interviene nella storia dIsraele per liberarlo, Egli agisce concretamente nelle vicende del suo popolo ed opera a suo vantaggio. In questo senso, allora, una traduzione meno letterale potrebbe essere: Io sono Colui che è intervenuto, che interviene e che interverrà.
Dalle riflessioni che precedono desumiamo linsegnamento del v. 14 al nostro esame. Dio non rivela tanto il Suo nome proprio con finalità auto-identificative, egli svela piuttosto alcune caratteristiche peculiari della sua personalità: Egli è Colui che esiste in sé stesso e che allo stesso tempo è lEssere Supremo che è presente ed attivo nella storia dellumanità.
Nel successivo v. 15 troviamo per la prima volta il tetragramma YHWH, quando Dio dice ancora a Mosè: Dirai così ai figli dIsraele: «YHWH mi ha mandato a voi ». Tale è il mio nome in perpetuo, tale è la mia designazione per tutte le generazioni. Il vocabolo YHWH, che a rigore deve essere letto iehawèh, viene riscontrato altre 6823 volte nellAntico Testamento (AT) per indicare il Nome dellunico vero Dio. Le versioni evangeliche della Bibbia lo traducono quasi sempre Eterno o Signore, mentre la Traduzione del Nuovo Mondo (TNM) lo rende con Geova. È bene ricordare che nelloriginale dei manoscritti ebraici dellAT non esiste punteggiatura né vocalizzazione: essa è stata aggiunta in un momento successivo dai Masoreti, per cui in linea di principio dovremmo dire che ci è sconosciuta lesatta lettura di qualsiasi parola ebraica dellAT, compreso il tetragramma.
Gli Ebrei, inoltre, per sommo rispetto di Dio ed in osservanza al comandamento di Esodo 20:7, non nominavano mai il nome esatto di Dio secondo la sua dizione originaria, usando invece il termine adonài.
Nel VII secolo d. C. i Masoreti, nellaggiungere le vocali a tutti i vocaboli ebraici dellAT, al tetragramma YHWH posero le vocali della parola adonai, per consentire ai Giudei di leggere il nome di Dio senza violare Esodo 20:7. In questo modo, ciò che in ebraico doveva scriversi e leggersi YeHaWèH (da cui Javè), si scriveva YaHoWàH, con le consonanti di YHWH e con le vocali di adonai, ma si leggeva aDoNaI per rispettare il riserbo giudaico7. Il nome YaHoWàH, quindi, di per sé non significa nulla e dovrebbe essere usato solo come scrittura e mai come lettura
però, se viene letto così comè, può essere pronunciato anche Ieowà ed essere italianizzato con Geova, come ha fatto la Torre di Guardia.
Tale ultima procedura, però, è chiaramente scorretta ed errata per almeno tre motivi:
1. Non è esatta la punteggiatura e la vocalizzazione, per cui è errata anche la pronuncia di YHWH. Dalla comparazione del v. 15 col v. 14 è lecito pensare che la vocalizzazione originaria del tetragramma (a noi oggi sconosciuta) fosse iehawèh, visto che questa è la terza persona singolare dellimperfetto del verbo haiàh (essere), la cui prima persona singolare del medesimo tempo imperfetto è stata già riscontrata al v. 14. In altre parole, nel v. 14 Dio parla in prima persona e si definisce Io sono colui che sono, mentre nel v. 15 Dio parla in terza persona e si definisce Colui che è.
2. In realtà i Masoreti aggiunsero al tetragramma la vocalizzazione a-o-a non per leggere ma per scrivere YHWH, per cui oggi è un errore leggere ciò che era solo scritto in quel modo ma veniva (e viene) letto diversamente8. Noi siamo abituati a leggere un vocabolo seguendo le regole di pronuncia relative alle consonanti e alle vocali presenti nel vocabolo stesso, perciò facciamo fatica a comprendere uneccezione a tale regola. In realtà, però, YaHoWàH è solo scritto così e non devessere letto YaHoWàH ma invece aDoNaI. Nessun ebreo legge il tetragramma con YaHoWàH ed è pertanto sbagliato dare a Dio il nome di Geova, partendo da tale errore di lettura9.
3. In senso più ampio è bene ricordare anche che il nome YHWH non è lunico nome di Dio nellAT, come talvolta affermano i tdg. Infatti:
i Giudei, nei loro rapporti coi pagani o quando non si trovavano in Israele, evitavano di usare il nome YHWH e ne adoperavano altri più comprensibili ai loro interlocutori (es. Da 2:28, 37, 44, 45);
nellAT troviamo anche altri nomi propri di Dio, come ad esempio El-Shaddai, Dio onnipotente (es. Ge 17:1); El-Elion, Dio altissimo (es. Ge 14:8); El-Olam, Dio eterno (es. Ge 21:33); Kadosh, il Santo (es. Is 57:15);
nellAT vi sono anche nomi composti da YHWH e da un suffisso, che indicano particolari attributi o azioni di Dio, come ad esempio Javè-Sabaoth, lEterno degli eserciti (es. 1Sa 1:3); Javè-Jireh, lEterno provvederà (es. Ge 22:13-14); Javè-Rafà, lEterno guarisce (es. Es 15:26); Javè-Shalom, lEterno è pace (es. Gc 6:24); ecc.
Altri rilievi sul nome di Dio
In conclusione di questo primo articolo, esponiamo altre tre considerazioni attinenti largomento del Nome di Dio nellAT, che completano i rilievi fin qui svolti:
1. Non è vero che il tetragramma sia presente nel NT, come talvolta affermano i tdg. Il NT è stato scritto interamente in greco koinè, ed anche se in alcuni casi sporadici vi sono delle citazioni dellAT (es. Mr 15:35), nessuno studioso serio della Scrittura ha mai rinvenuto né potrà mai rinvenire un solo versetto in cui venga menzionato direttamente il termine YHWH.
2. È interessante notare che più volte Gesù si sia definito Io Sono, identificandosi in tal modo con YHWH dellAT. Ed è interessante notare che in questi casi (Gv 8:58-59; 18:5) il Signore abbia usato il perfetto greco (egò eimì) che rende unazione continua e unesistenza immutabile ed eterna
proprio come limperfetto ebraico con cui è stato reso YHWH in Esodo 3:14-15! Tra laltro, quando la versione dei Settanta traduce il tetragramma in greco (es. in Is 43:10), a volte lo rende proprio egò eimì, e questo prima ancora che Gesù ladoperasse per sé stesso
!
3. È corretta la traduzione Eterno che, fra gli altri, usa Luzzi nella sua versione della Bibbia del 1923, dal momento che si tratta di un nome che corrisponde meglio al significato di YHWH.
Lo stesso può dirsi per la traduzione Signore che viene adoperata, fra gli altri, da Diodati e dalla Nuova Riveduta. In questultimo caso, ricordiamo che Adonai può significare anche mio signore: non a caso, infatti, la versione greca dellAT (detta dei Settanta) ha tradotto YHWH soprattutto Signore (greco: kurios). Lo stesso NT, fra laltro, riporta più di 700 volte la parola kurios citando i Settanta
NOTE alla Prima Parte:
1. Intendiamo per Torre di Guardia la società con scopi di lucro nonché lorganizzazione internazionale che produce i noti libretti Svegliatevi!.
Per testimoni di geova, invece, intendiamo tute quelle persone che, più o meno attivamente o consapevolmente, lavorano (senza retribuzione...) per la società della Torre di Guardia, aderendo alle dottrine proclamate dai suoi capi.
2. La mia ricerca è stata svolta originariamente nel 1993 e manoscritta in attesa della sua trasposizione su supporto informatico. Ciò è avvenuto nel 2004 con alcune rivisitazioni nel testo e nel contenuto.
3. In realtà, anche la pretesa di essere gli unici testimoni del Dio della Bibbia non è confermata dalla Parola di Dio. LAT, infatti, parla del popolo dIsraele come dei testimoni dellEterno (es. Is 43:10, 12) e il NT proclama i discepoli di Gesù come suoi testimoni (At 1:8): queste evidenti dichiarazioni possono essere trascurate solo se ci si ritiene il nuovo Israele o se si pensa che Gesù non sia Dio, ma entrambi gli assoluti non reggono dinanzi ad una corretta lettura della Bibbia.
4. Anche la pronuncia e la traduzione di YHWH hanno la loro rilevanza e anche su questi aspetti i tdg hanno molto da imparare dalla Scrittura. Qui vogliamo affermare che il tetragramma è importante soprattutto per il suo significato e che innanzitutto per tale significato Dio lo ha rivelato al pruno ardente... non per essere identificato e distinto dagli altri dèi (o almeno non principalmente per questo scopo).
5. Nel presente studio abbiamo consultato ledizione del 1967 della Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture (TNM), che non a caso evita di denominarsi Bibbia o Sacre Scritture. Come vedremo ripetutamente nel prosieguo di questo studio si tratta, infatti, di una traduzione spesso imperfetta, se non talvolta errata o intenzionalmente sbagliata, realizzata da persone che non conoscevano e non conoscono sufficientemente né il greco né lebraico, o che almeno allatto pratico dimostrano di non conoscere le lingue originali.
6. Per i termini e la traduzione dellAT, nel presente lavoro ci siamo avvalsi della Biblia Hebraica Stuttgartensia, 4a edizione, 1990, Deutsche Bibelgesellschaft, Stoccarda, in questo caso alla pag. 89. Per quanto riguarda la trasposizione dei vocaboli, abbiamo preferito riportare, nel testo, la lettura e non la trascrizione dei fonemi, visto che la prima è accessibile a tutti i lettori e la seconda è nota solo agli addetti ai lavori.
7. Il sommo rispetto dei Giudei per il nome di Dio è dimostrato anche dal fatto che, in realtà, con la punteggiatura aggiunta dai Masoreti, nellAT il tetragramma si trova scritto YaHWàH e non YaHoWàH. La mancanza della o ebraica è spiegata dal fatto che questa vocale si scrive con un puntino al di sopra della rispettiva consonante (in questo caso la H) e siccome niente e nessuno è al di sopra di Javè, neppure questa vocale può essere trascritta al di sopra del Nome di Dio che è tre volte santo.
8. È come se oggi pretendessimo di scrivere e leggere PuLLoVer con le consonanti di CaPPeLLo: introdurremmo il neologismo PaLLeVoR, che non significa nulla e cadremmo nel ridicolo se ci ostinassimo a proclamare al mondo intero che, in realtà, i nostri predecessori si erano sbagliati e che, di conseguenza, questo è lunico vero modo per chiamare quei famosi maglioncini in inglese.
9. Per questo motivo siamo assolutamente contrari alluso del nome Geova in testi cristiani di qualunque genere, che tra laltro rischiano di confondere i credenti ed anche di mettere sullo stesso piano la Chiesa di Dio e lorganizzazione religiosa dei tdg. Talvolta questo nome errato viene riscontrato in vecchi commentari della Bibbia ed i tdg amano citare (per esempio) la nota di Luzzi nella sua versione della Scrittura in Matteo 1:21 ma oggi siamo consapevoli dellerrore e anche del maggior pericolo di confusione, evitiamo Geova nei libri e nelle canzoni cristiane!!
(1. continua)
Giuseppe Martelli
(Assemblea di Roma Borgata Finocchio)