Un confronto sempre attuale e necessario


LA PAROLA DI DIO E I “TESTIMONI DI GEOVA”
Seconda parte: La Tri-Unità


Fra le dottrine rivelate nella Bibbia, la dottrina relativa alla Trinità di Dio è quella che viene maggiormente contestata e rinnegata dai “Testimoni di Geova”. Di conseguenza viene negata anche la divinità di Cristo mentre lo Spirito Santo è declassato da “Persona” (quale egli veramente è!) a una semplice forza emanata da Dio.


LA TRI-UNITÀ


Un altro “cavallo di battaglia” dei tdg è la loro teoria inerente la Trinità, teoria che talvolta lascia spiazzati gli interlocutori meno preparati. In questo secondo articolo desideriamo sviscerare l’argomento, sia per conoscere quanto la Scrittura afferma in merito a quest’importante dottrina, sia per glorificare l’unico vero Dio per le sue meravigliose caratteristiche.1


La posizione della Torre di Guardia

In questa materia i tdg seguono, forse inconsapevolmente, l’eresia dell’Unitarismo. In genere, essi sostengono soprattutto tre tesi:

1. dal momento che Dio è uno, egli non potrebbe essere trino: non sarebbe ammissibile l’esistenza di nessuna entità vivente che sia unica e trivalente allo stesso tempo;

2. la Trinità sarebbe, di conseguenza, un’invenzione della cristianità corrotta del Medio Evo, e la relativa dottrina non avrebbe pertanto alcuna base scritturale;

3. “Geova”, pertanto, sarebbe l’unico Dio e né Gesù Cristo né lo Spirito Santo avrebbero natura divina.

Di fronte a queste dottrine, che cosa possiamo rispondere a un tdg? E soprattutto, che cosa dice la Parola di Dio in merito alla Trinità?


Il Dio unico è anche plurimo

È certamente vero che la Scrittura afferma l’unicità di Dio, ed è certamente vero che non vi è alcun altro Dio al di fuori di Javè. Allo stesso tempo, però, dobbiamo riconoscere che la Bibbia, secondo la regola della rivelazione progressiva, parla anche di un Dio in più persone (nell’Antico Testamento) e di un Dio in tre persone (nel Nuovo Testamento).
Innanzitutto, l’Antico Testamento parla di un Dio unico ed anche plurimo, che può essere rinvenuto in almeno sette brani scritturali:

1.Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza…»” (Ge 1:16).
La TNM (Traduzione del Nuovo Mondo edita dai tdg) è sostanzialmente conforme, ed è interessante notare come sussistono, in questo passo, più di un elemento di pluralità in relazione alla Persona di Dio:

• la traduzione presenta un verbo al plurale (“facciamo”) ed anche un aggettivo al plurale (“nostra”);

• anche se non si nota nella traduzione, pure il nome “Dio” è qui al plurale (in ebraico: elohìm), mentre il verbo “dire” è usato alla terza persona singolare;

• inoltre, se è vero che il verbo “fare” è usato alla prima persona plurale, è anche vero che i termini per “immagine” e per “somiglianza” sono al singolare…

2. “Poi l’Eterno Dio disse: «Ecco, l’uomo è diventato come uno di noi, quanto a conoscenza del bene e del male. Guardiamo che egli non stenda la sua ma-
no…»”
(Ge 3:22).
La TNM è sostanzialmente conforme, ma anche in questo caso troviamo YHWH al singolare e “Dio” al plurale (ebr. elohìm); il verbo “dire” al singolare e il verbo “guardare” al plurale, ma soprattutto “uno di noi” (ebr. achàd mimmìnu) che manifesta la pluralità nella Persona di Dio.

3. “E l’Eterno disse: «…Orsù, scendiamo e confondiamo la loro lingua…»” (Ge 11:6-7).
La TNM è sostanzialmente conforme, anche se troviamo Javè a suo agio con il plurale dei verbi “scendere” e “confondere”, e perdutamente a suo agio a causa dell’alternarsi del singolare e del plurale. Al v. 6, infatti, “l’Eterno” (ebr: YHWH) e “disse” sono al singolare, mentre al v. 7 i verbi sono entrambi al plurale. Per inciso, al v. 8 torna un verbo al singolare perché sta scritto che “l’Eterno li disperse…”.

4. “Ascolta, Israele: l’Eterno, il tuo Dio, è l’unico Eterno” (De 6:4).
La TNM rende qui: “… è un solo Geova”, anche se l’unica traduzione valida è quella di Luzzi o altre analoghe, in quanto la parola ebraica echàd significa “unico” e non “solo” (che in ebraico viene reso con iachìd, per esempio in Za 12:10).
Dal canto suo, echàd contiene l’accezione di “unico nell’essenza, nella natura” ed allo stesso tempo di “unità composta, seppure non fisicamente”. In questo senso, echàd viene usato per esempio in Ge 2:24 dove sta scritto: “… e i due saranno una sola carne”. L’unico Eterno, quindi, è in realtà un’unità composta da più persone aventi tutte la medesima natura divina!

5. “Poi udii la voce dell’Eterno che diceva: «Chi manderò e chi andrà per noi?»” (Is 6:8).
La TNM è sostanzialmente conforme: ciò può sembrare strano perché qui abbiamo un’ulteriore prova che YHWH è uno e plurimo. Troviamo infatti due verbi al singolare (“dire” e “mandare”) e un pronome al plurale (“noi”).

6. “A Betel lo trovò; là egli parlò con noi” (Os 12:5).
Qui la TNM legge: “…parlò con lui”, seguendo la variante minoritaria data dalla versione siriana dell’Antico Testamento e da alcuni manoscritti della LXX attribuiti a Luciano. La versione ebraica dell’Antico Testamento, invece, riporta senza varianti il pronome “noi”, riferito a YHWH, che qui ricorda un episodio della vita di Giacobbe e del suo incontro con lui… o loro (cfr. Ge 35:9-15).

7. “Così parla l’Eterno degli eserciti: «È per rivendicare la Sua gloria che Egli mi ha mandato verso le nazioni… infatti, ecco, io sto per agitare la mia mano contro di loro… e voi conoscerete che l’Eterno degli eserciti mi ha mandato… ecco, io sto per venire e abiterò in mezzo a te» dice l’Eterno…” (Za 2:8-10).
La TNM è sostanzialmente conforme. Ciò è significativo, perché in questo brano YHWH proclama la sua sovranità e preannuncia un suo intervento speciale nella storia umana. Allo stesso tempo, vediamo lo stesso YHWH che parla di qualcuno che lo ha mandato a compiere questa missione verso le nazioni… YHWH è l’unico Dio, che punirà le nazioni e che allo stesso tempo viene mandato da YHWH per compiere questo giudizio! È un Dio unico, è l’unico Dio, ma nella sua essenza contiene almeno due persone!


Il Dio unico è anche trino

Secondo il principio della rivelazione progressiva della Parola di Dio, non è strano constatare che il Nuovo Testamento, anche in tema di Trinità, contenga una rivelazione più completa. In particolare, il Dio unico e plurimo dell’Antico Testamento si manifesta in modo più esaustivo come un Dio uno e trino allo stesso tempo. Si tratta di una dottrina e di una realtà spirituale che possiamo vedere snodarsi nel Nuovo Testamento almeno sotto tre profili diversi:

1. Innanzitutto vi sono brani nel Nuovo Testamento dove le tre persone della Tri-Unità sono insieme. In particolare, possiamo elencare almeno i seguenti passi:

• Matteo 28:19, quando Gesù risorto, prima di tornare a Padre disse tra l’altro ai Suoi discepoli:
“Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”.
Il nome è uno solo, ma le persone sono tre…

• Giovanni 14:26, allorché Gesù diede le ultime indicazioni ai suoi discepoli prima di morire e disse fra l’altro:
“Il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel Mio nome, Egli v’insegnerà ogni cosa e vi rammenterà tutto quello che io vi ho detto”.
Perfetta collaborazione, dunque, fra tre persone dotate di pari autorità e dignità…

• At 20:28, quando Paolo disse tra l’altro agli anziani della chiesa di Efeso:
“Badate a voi stessi e a tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per pascere la chiesa di Dio, la quale egli ha acquistata col proprio sangue”.
Anche qui, rispetto alla Chiesa, si manifesta la Tri-Unità: il Figlio l’ha acquistata, il Padre ne è il proprietario, lo Spirito vi costituisce le guide.

• Romani 15:30, dove sta scritto:
“Io v’esorto per il Signore nostro Gesù Cristo e per la carità dello Spirito Santo, a combattere con me nelle vostre preghiere a Dio per me”.

• 2 Co 13:13, nel saluto di Paolo alla chiesa di Corinto, dove leggiamo:
“La grazia del Signore Gesù Cristo e l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi”.
Abbiamo bisogno di tutte e tre le persone di Dio, perché ognuna di esse è portatrice di aspetti diversi e complementari della variegata grazia di Dio.

• Tito 3:5-6, quando l’apostolo riassume l’opera di salvezza di Dio Padre con queste parole:
“Egli ci ha salvati… mediante il lavacro della rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo, che Egli ha copiosamente sparso su noi per mezzo di Gesù Cristo nostro Salvatore”.
Anche nell’ambito della salvezza eterna possiamo constatare che Dio ha operato ed opera in tre Persone, Ciascuna con le proprie peculiarità.

• 1Pietro 1:2, dove sta scritto:
“...eletti, secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, ad ubbidire e ad essere cosparsi del sangue di Gesù Cristo...”.
Quale miglior saluto per i credenti dispersi nell’Asia Minore, un augurio di grazia e di pace da tutte e tre le persone di Dio!2

2. In secondo luogo, nel Nuovo Testamento troviamo dei brani in cui è possibile rinvenire delle caratteristiche comuni alle tre persone divine. Ciò soprattutto con riferimento ai seguenti attributi:

Potenza, che vediamo in Dio Padre almeno in 1Pietro 1:5, in Dio Figlio almeno in 2Corinzi 12:9 e in Dio Spirito almeno in Romani 15:18-19.

Santità, che vediamo in Dio Padre almeno in Apocalisse 15:4, in Dio Figlio almeno in Atti 3:14 e in Dio Spirito almeno in Matteo 28:19.

Verità, che vediamo in Dio Padre almeno in Giovanni 7:28, in Dio Figlio almeno in Apocalisse 3:7 e in Dio Spirito almeno in 1Giovanni 5:6.

3. In terzo luogo, nel Nuovo Testamento troviamo dei brani in cui è possibile rinvenire opere comuni delle tre persone divine. Ciò soprattutto con riferimento alle seguenti attività di Dio:

Redenzione, che vediamo in Dio Padre almeno in Romani 8:32, in Dio Figlio almeno in Giovanni 10:11 e in Dio Spirito almeno in Ebrei 9:14.

Resurrezione, che vediamo in Dio Padre almeno in Atti 2:24, in Dio Figlio almeno in Giovanni 10:18 e in Dio Spirito almeno in 1Pietro 3:18.
Ispirazione della Bibbia, che vediamo in Dio Padre almeno in 2Timoteo 3:16, in Dio Figlio almeno in 1Pietro 1:10-11 e in Dio Spirito almeno in 2Pietro 1:21.

Doni spirituali, che vediamo in Dio Padre almeno in 1Corinzi 12:28, in Dio Figlio almeno in Efesini 4:4-7 e in Dio Spirito almeno in 1Corinzi 12:7-11.


La Trinità è biblica, logica e ragionevole

Una delle principali obiezioni dei tdg alla dottrina biblica della Trinità è data dal fatto che, essi affermano, la relativa parola è assente nella Scrittura e che, di conseguenza, sarebbe un errore parlare di un Dio unico e anche trino.
Ancora una volta, i tdg affermano qualcosa di vero ma giungono a conclusioni errate. È senz’altro vero che la parola “trinità” non sia presente nelle pagine della Bibbia, ma nella Parola di Dio non troviamo neppure parole moderne come “natura” e “responsabilità”, né concetti teologici come la “cristologia” o le “dispensazioni”, senza che per questo si possa affermare che non esistono responsabilità o che sia un errore studiare la figura di Cristo.
D’altro canto, nei precedenti paragrafi abbiamo visto come il concetto di un Dio unico e plurimo o trino sia presente dalla Genesi all’Apocalisse, per cui non basta rigettare una dottrina solo perché non si trova traccia del suo nome nella Bibbia. Ciò che davvero conta è la sostanza, non la forma della questione: la Scrittura afferma chiaramente che c’è un Dio unico che si è rivelato e si rivela in tre persone distinte ma fra loro coessenziali, consustanziali e coeterne.
Un altro motivo di critica dei tdg contro la dottrina della trinità è dovuta alla loro affermazione che essa sia contraria alla logica e alla ragione, per cui essa dovrebbe essere rigettata. Ma tale assunto è errato e privo di fondamento.
È errato perché vi sono tante dottrine bibliche, in parte condivise dagli stessi tdg, che hanno poco di razionale e di logico sotto il profilo meramente umano. La grazia di Dio, la fede dell’uomo, la giustificazione, l’espiazione vicaria di Cristo… cos’hanno di “logico” o di “razionale”?
Eppure sono i capisaldi del cristianesimo e nessuno ne contesta la validità solo perché noi uomini non siamo capaci di inquadrarle nei nostri schemi mentali!
È anche privo di fondamento affermare che la dottrina della Tri-Unità sia contraria alla logica. Ciò perché, in realtà, si possono citare vari esempi scientifici per dimostrare che in natura o nelle convenzioni fisico-matematiche esistono fenomeni di “unicità trina” che confermano la possibilità e la “logicità” di questa dottrina cristiana.
Facciamo solo quattro esempi:
In chimica, l’acqua è formata da due molecole di idrogeno (H2) e da una molecola di ossigeno (O): messa in un recipiente vuoto e sottoposta ad una pressione di circa 230 mm e ad una temperatura di zero gradi, l’acqua si solidifica sul fondo del contenitore, rimane liquida al centro e diventa gassosa in superficie. In un solo momento, cioè, una materia unica assume tre stati differenti…
In fisica, la corrente elettrica viene da noi percepita come luce, colore e suono allo stesso tempo: si tratta di tre manifestazioni diverse di un medesimo fenomeno. In altre parole, possiamo parlare di corrente elettrica e allo stesso momento di colore, luce e suono, senza cadere in alcun tipo di errore e senza rischiare di essere fraintesi.
Lo spazio, dal canto suo, è anch’esso tridimensionale, essendo composto da lunghezza, larghezza e profondità. Sono tre componenti diverse di un medesimo fenomeno, che tra loro possono essere prese in considerazione congiuntamente ma anche separatamente, ad ulteriore dimostrazione che ciascuna di esse ha la propria individualità, pur restando lo spazio una realtà autonoma e distinta dai suoi componenti.
• Anche il tempo è costituito da tre elementi che lo compongono e allo stesso tempo sono separabili fra loro: il passato, il presente e il futuro. Si tratta di elementi intercambiabili fra loro (es. oggi è domani per ieri), ma che non modificano il fatto che il tempo sia anche un fattore in sé come lo sono ciascuno dei suoi tre elementi che lo compongono.

(2. continua)

Giuseppe Martelli
(Assemblea di Roma Borgata Finocchio)

Note:

1. Fra i tanti contributi evangelici a questo dibattito, segnaliamo in particolare lo studio di Donald Tinder, “La dottrina della Trinità: il suo sviluppo storico e le sue deviazioni”, apparso su Lux Biblica n. 29, I semestre 2004, ed. IBEI Roma. pagg. 5 e segg.