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Un confronto sempre attuale e necessario
LA PAROLA DI DIO E I TESTIMONI DI GEOVA Quarta parte: Lanima,
linferno, Satana Ancora un confronto fra le dottrine insegnate dai testimoni di geova e la Parola di Dio: questa volta vengono prese in esame le loro convinzioni relative allanima, al destino degli increduli e di Satana. Anche in questo caso la Bibbia ci rivela una realtà ben diversa.... Lanima, linferno e Satana: si tratta di argomenti diversi fra loro, ma che intendiamo affrontare nello stesso capitolo per le loro interconnessioni teologiche. In ogni caso, esamineremo ciascuno di questi temi separatamente, anche perché siamo di fronte a questioni che spesso diventano oggetto di dibattito coi tdg. Lanima è eterna? Per quanto riguarda la posizione dei tdg, ricordiamo che essi sostengono che lanima sia un principio di vita, mortale e finito. Non sarebbe, pertanto, una vera e propria entità spirituale autonoma, né tanto meno essa avrebbe un carattere eterno: secondo i tdg, con la morte del corpo cessa desistere anche lanima, che pertanto non vivrà nelleternità. In relazione a queste dottrine, che cosa afferma la Parola di Dio? Che cosa possiamo rispondere a un tdg sulla base delle Sacre Scritture? 1. In primo luogo, la Bibbia afferma che lanima è unentità autonoma e che nella vita terrena essa è in possesso degli attributi propri della vita. Anche nellesistenza di quaggiù, essa è chiaramente distinta dal corpo, anche se strettamente correlata ad esso. Due testi scritturali, fra gli altri, potranno dare luce a questaspetto: Venite a me e lanima vostra vivrà (Is 55:3). La TNM (Traduzione del Nuovo Mondo dei tdg) traduce qui continuerà a vivere , ma anche questa lettura non toglie nulla alla considerazione fondamentale secondo cui lanima è unentità vivente e autonoma, ben distinta dal corpo. lintero essere vostro, corpo, anima e spirito (1Te 5:23). La TNM traduce corpo [composto] e le parentesi quadre testimoniano tutto limbarazzo della Torre di Guardia, che aggiunge arbitrariamente un aggettivo inesistente nel greco, solo per cercare di affermare le proprie tesi. La distinzione del corpo dallanima non può essere contestata dimostrando poca lealtà verso il testo ispirato da Dio, tanto più che anche in altri passi della Bibbia viene confermata la distinzione dellanima dal corpo (Mt 10:28; Eb 4:12). 2. Per quanto concerne linsegnamento biblico in rapporto alla vita dellanima dopo la morte del corpo, Dio afferma chiaramente che essa abbandona il corpo fisico ma non subisce la morte né la decomposizione. Ciò è evidente in almeno sette brani dellAntico Testamento e del Nuovo Testamento: e come ella (Rachele) stava per rendere lanima, perché morì (Ge 35:18). La TNM traduce qui mentre la sua anima stava per uscire . Ciò sembra difficile da sostenere alla luce del testo ebraico, ma paradossalmente si pone in conflitto con la loro dottrina in materia, perché dimostrerebbe che al momento della morte lanima si separa dal corpo. Il brano in questione insegna che lanima viene restituita a Dio che lha creata e che, inoltre, alla morte fisica essa esce dal corpo per essere restituita al suo Creatore. vedo un essere sovrumano che esce di sotto terra Perché mi hai disturbato, facendomi salire? (1Sa 28:13-19). La TNM è sostanzialmente conforme. Si tratta dellepisodio del peccato di Saul che consulta una negromante per parlare col defunto profeta Samuele: effettivamente, lanima di questultimo viene richiamata dal suo luogo di riposo ed il profeta viene riconosciuto. Samuele era vivente e parlò con autorità, usando rimproveri e profetizzando la fine di Saul: si tratta, allora, di unaltra dimostrazione che lanima non muore dopo la morte fisica, ma continua unesistenza cosciente e attiva. lanima, del fanciullo tornò in lui (1Re 17:21-22). La TNM è sostanzialmente conforme. Il figlio della vedova di Sarepta era morto, ma Dio compì un miracolo per mezzo del profeta Elia ed il fanciullo resuscitò: sta scritto che in lui tornò la vita e con essa pure lanima che ne era uscita alla morte fisica. Di conseguenza, possiamo dire che lanima sia per la Bibbia unentità spirituale ben separata dal corpo fisico, con una propria esistenza autonoma rispetto ai cinque sensi materiali. Mt 17:3,4,8 ecco, apparvero loro Mosè ed Elia che stavano parlando con lui ed essi, alzati gli occhi, non videro nessuno se non Gesù tutto solo (Mt 17:3, 4, 8). La TNM è sostanzialmente conforme. Mosè ed Elia apparvero sul monte della trasfigurazione e parlarono con Gesù, essendo peraltro ben visibili ai discepoli presenti. Evidentemente, le loro anime erano viventi anche dopo la morte del corpo ed avevano una loro piena autonomia rispetto alla parte fisica del loro essere. Alla fine, scendendo dal monte, Gesù dirà ai suoi discepoli di non parlare a nessuno di quella visione, fino alla sua resurrezione dai morti. Si trattò, allora, di un vero e proprio spettacolo visibile, come intende la parola greca òrama che noi traduciamo visione (anche la TNM traduce visione, anche se poi, nei commenti al brano, la interpreta erroneamente come se fosse una specie di sogno). che i morti risuscitino anche Mosè lo dichiarò Or Egli non è un Dio di morti ma di viventi (Lu 20:37-38). La TNM è sostanzialmente conforme: per il Signore tutti sono viventi, anche i morti come Abramo, Isacco e Giacobbe, che sono considerati anime viventi. se questa tenda, che è la nostra dimora terrena, viene disfatta, noi abbiamo da Dio un edificio eterno, nei cieli (2Co 5:1-9). La TNM è sostanzialmente conforme, eppure qui è scritto con chiarezza che il corpo è una semplice tenda da abitare provvisoriamente in questa vita, per poi dimorare stabilmente col Signore dopo essere partiti dal corpo ed aver ricevuto da Dio un edificio eterno e celeste, che è lanima. Essa sarà sopravvestita del corpo spirituale della resurrezione e certamente non cesserà desistere alla morte fisica della nostra tenda terrena. vidi sotto laltare le anime di quelli che erano stati uccisi per la Parola di Dio e gridarono a gran voce e fu loro detto che si riposassero ancora un po di tempo (Ap 6:9-11). La TNM è sostanzialmente conforme, anche se qui è evidente che le anime dei martiri cristiani non si siano decomposte insieme ai corpi martirizzati: queste anime sono vive e gridano a gran voce come solo degli esseri viventi e coscienti possono fare! Inoltre, Dio dice loro di continuare a riposare, ma nessun morto può parlare ed essere invitato semplicemente a riposare ancora per un po di tempo. 3. In terzo luogo, domandiamoci quale sia secondo la Bibbia il destino dellanima dopo la sua separazione dal corpo. Su questargomento, la Parola di Dio delinea chiaramente due diversi destini che attendono gli uomini, a seconda che essi siano nati di nuovo oppure siano morti nei loro peccati: Per coloro che non si convertono a Gesù Cristo, la loro esistenza futura sarà caratterizzata da sofferenze atroci, che vengono evidenziate dalle espressioni usate nella Bibbia: stagno di fuoco (Ap 20:15), tenebre dovè il pianto e lo stridor di denti (Mt 8:12), fornace di fuoco e di zolfo dove saranno tormentati senza riposo né giorno né notte (Mt 13:42,50; Ap 14:9-11), caligine delle tenebre (2P 2:17; Gd 13). Il vero inferno non è qui sulla terra, ma sarà nelleternità per chi non chiede perdono a Gesù! Per coloro che si sono convertiti a Gesù Cristo, invece, la Scrittura parla di uneternità meravigliosa, da passare insieme al loro Signore (Gv 17:24) per vivere con lui, vedendolo faccia a faccia e abitando con lui nella casa che Gesù stesso sta preparando per loro (Gv 14:1-3). I credenti lo serviranno e regneranno con lui per sempre (Ap 22:4-5). In ogni caso, la loro anima continuerà a vivere anche dopo la morte del corpo fisico, proprio come accadrà agli increduli, che invece passeranno leternità nellinferno. Esiste linferno? La risposta potrebbe essere desunta già dai rilievi che hanno concluso il precedente paragrafo ma preferiamo, anche in questo caso, operare un esame più completo dei dati scritturali per poter analizzare meglio quello che Dio afferma su questo tema. Per quanto concerne la posizione dei tdg, essi sostengono che non esista alcun luogo di tormento eterno delle anime, comunque tale luogo lo si voglia denominare, perché la vita degli empi finisce con la morte fisica. Ma che cosa dice la Parola di Dio a questo riguardo? 1. In primo luogo, vediamo quali siano i dati biblici in relazione alla morte come realtà ineluttabile del corpo umano. Dal punto di vista fisico, sta scritto che la morte è una separazione del corpo dallanima: il primo va nella tomba e aspetta la resurrezione mentre la seconda va in un luogo intermedio in attesa di essere riunita al corpo spirituale. Sotto il profilo esistenziale, dopo la morte del corpo lanima vive coscientemente e non si estingue come invece sostengono i tdg. La Bibbia non lesina vocaboli comprensibili per noi uomini, al fine di renderci edotti in merito a questaspetto della vita futura dellanima: la Scrittura parla di riposo, di silenzio, di oblio, sia per i credenti che per gli increduli. Dal punto di vista spirituale, infine, la morte viene presentata nella Bibbia come una separazione delluomo da Dio, analoga alla separazione fisica del corpo dallanima, che caratterizza la morte sotto il profilo fisico. La morte come separazione spirituale è rappresentata sin dalle prime pagine della Scrittura, quando in Genesi 2:17 lEterno avverte luomo che sarebbe morto se avesse mangiato dellalbero della conoscenza del bene e del male ed effettivamente, in Genesi 3:22-24 si verifica la triste e drammatica separazione delluomo da Dio, in quanto il peccato era entrato nel cuore di Adamo e di Eva ed a quel punto essi non potevano stare più alla presenza di Javè. In tal senso, allora, vanno interpretati molti altri brani della Scrittura che parlano di morte delluomo come separazione, temporanea o eterna, dellanima da Dio: in Ezechiele 18:4 sta scritto che lanima che pecca è quella che morrà, mentre in Romani 8:13 leggiamo che se vivete secondo la carne voi morrete e in Efesini 2:1 leggiamo: (Dio) voi pure ha vivificati, voi che eravate morti nei vostri falli e nei vostri peccati. Altri passi biblici che parlano più indirettamente di tale separazione sono per esempio: Sono le vostre iniquità quelle che hanno posto una barriera fra voi e il vostro Dio (Is 59:1-2); Abbiamo molto di più caro di partire dal corpo ed abitare col Signore (2Co 5:8). 2. Una seconda questione è quella concernente il luogo designato per la vita eterna dellanima non convertita. Esso viene denominato in vario modo nella Parola di Dio (geenna, inferno, ades, sheol, ecc.) ma sia nellAntico Testamento che nel Nuovo Testamento esso viene sempre presentato come un luogo reale, nel quale le anime subiscono un tormento eterno e non una distruzione eterna, come invece sostengono i tdg. NellAntico Testamento, ci sono almeno due brani che parlano di questargomento: Chi di noi potrà resistere al fuoco divorante? Chi di noi potrà resistere alle fiamme eterne? (Is 33:14). La TNM traduce qui: alle conflagrazioni di lunga durata , ma si tratta di un tentativo avventuroso, perché laggettivo ebraico olam sta a rappresentare anche il nome di Dio quando si parla della sua eternità, e di certo egli non ha solo una lunga durata. In ogni caso, è notevole sottolineare come qui siano gli empi a parlare, coscienti di un futuro di tormenti senza fine che li aspettano se non si pentono dei loro peccati. E molti di coloro che dormono nella polvere della terra si risveglieranno: gli uni per la vita eterna, gli altri per lobbrobrio e uneterna infamia (Da 12:2). La TNM traduce qui: di durata indefinita , ed anche qui non sono esenti da critiche, seppure traducono un po meglio che nel brano precedente: qui troviamo ancora laggettivo ebraico olam, che la LXX rende col greco aiònion che significa senza fine e che la stessa TNM traduce con eterno in Mt 18:8 e 25:41. Nel Nuovo Testamento, poi, troviamo molteplici riferimenti a quel luogo reale in cui le anime degli increduli saranno tormentate eternamente. Qui di seguito ricordiamo le principali espressioni scritturali che si riferiscono a tale realtà: Il pianto e lo stridor di denti (Mt 8:12, 13:42,50, 22:13; Lu 13:24-28); Il fuoco eterno (Mt 18:8 e 25:41, con TNM conforme); Il fuoco inestinguibile (Mt 3:12; Mr 9:43 con TNM conforme); Il verme che non muore e il fuoco che non si spegne (Mr 9:48; cfr Is 66:24 con TNM conforme); Un luogo di tormento giorno e notte, nei secoli dei secoli (Ap 20:10; cfr 14:10-11 con TNM conforme). In particolare, qui viene usato il verbo greco basanìzo che significa tormento in stato cosciente e giammai estinzione, annientamento (così, per esempio, anche in Mt 8:6 e Mr 5:7, dove la TNM è conforme); Lo stesso nome geenna (Mr 9:46 e ref.) deriva dallebraico ghe-hinnom e significa letteralmente valle di Hinnom, ovvero quel luogo vicino Gerusalemme dove anticamente un fuoco perpetuo bruciava le immondizie, ogni giorno ed ogni notte. 3. In terzo luogo, se analizziamo luso biblico delle parole distruzione e perdizione con riferimento alle anime degli uomini, scopriremo che tali vocaboli non contengono mai laccezione di annichilimento oppure di estinzione, come vorrebbero i tdg, ma piuttosto rendono il concetto di eterna infelicità, sofferenza e rovina. Facciamo qualche esempio di brani dellAntico Testamento e del Nuovo Testamento, soprattutto di quelli che possono creare alcune difficoltà coi tdg per la stessa traduzione della Luzzi, che talvolta appare infelice: ma gli empi periranno nelle tenebre (1Sa 2:9). La TNM traduce qui: ...saranno ridotti al silenzio . Paradossalmente, la versione di Luzzi offre maggiori spunti a favore dei tdg e la loro traduzione del nostro brano rende uninterpretazione plausibile e anche preferibile del verbo ebraico damàn. Questultimo, infatti, non significa tanto morire, essere ridotto al nulla quanto piuttosto tacere, osservare il silenzio. In questo senso, infatti, tale verbo viene utilizzato, anche dalla TNM, in brani come Salmo 30:12 e 31:17. Tu mi levi per aria, mi fai portar via dal vento e mi annienti nella tempesta (Gb 30:22). La TNM traduce qui: ...mi dissolvi . Stavolta, però, si tratta di uninterpretazione errata, in quanto il verbo ebraico mug ha il senso di indebolire, fondere, rammollire e non di dissolvere completamente. La stessa TNM traduce questo verbo con struggere in passi come Salmo 46:7 ed Amos 9:5, ovvero con appassire in Isaia 64:6. Egli li distruggerà mediante la loro propria malizia (Sl 94:23). La TNM traduce: ...li ridurrà al silenzio , e rende meglio di Luzzi il verbo ebraico tsamàt, che viene tradotto consumare nel Salmo 119:139 (la TNM rende sfinire) e in ogni caso non contiene laccezione di distruggere per sempre. Non temete coloro che uccidono il corpo ma non possono uccidere lanima; temete piuttosto Colui che può far perire lanima e il corpo nella Geenna (Mt 10:28). La TNM traduce: ...distruggere . Qui è Gesù che parla ed usa il verbo greco apòllumi che viene sempre adoperato per indicare perdite recuperabili, come le pecore sperdute della casa dIsraele (Mt 10:6; la TNM traduce smarrite); la pecora, la dramma e il figlio prodigo delle relative parabole (Lu 15:6,9,24; la TNM legge smarrito e perduto); la pecora persa fra le altre cento (Mt 18:12; la TNM traduce anche qui smarrita). Coloro che non conoscono Dio saranno puniti di eterna distruzione, respinti dalla presenza del Signore (2Te 1:9). La TNM è conforme e traduce: ...distruzione , ma il termine greco qui adoperato è òletros e ha il senso di rovina, come può essere confermato da passi come 1Corinzi 5:5 e 1Tessalonicesi 5:3, dove però la TNM continua a leggere distruzione. A rigor di logica, però, va sottolineato che una vera e propria distruzione, intesa come riduzione al nulla, non può durare per leternità, in quanto essa si verifica in tempi brevi e non ha effetti duraturi: una cosa o una persona fisicamente distrutta in maniera completa, si dissolve presto e presto se ne perde perfino il ricordo. Spesso nel Nuovo Testamento troviamo il verbo greco katarghèo, che letteralmente significa rendere inefficace, abolire ma talvolta viene reso anche con annientare, distruggere, da intendersi però come rendere impotente o altri analoghi. Almeno in sei brani del Nuovo Testamento troviamo questo verbo con tali accezioni: in Romani 6:6 sta scritto affinché il corpo del peccato fosse annullato (la TNM, anche meglio, rende fosse reso inattivo); in 1Corinzi 2:6 troviamo i dominatori di questo mondo stanno per essere annientati (la TNM legge ridotti al nulla); in 1Corinzi 15:24 dopo che avrà ridotto al nulla ogni principato, ogni potestà ed ogni potenza (TNM conforme); in 1Corinzi 15:26 lultimo nemico che sarà distrutto sarà la morte (la TNM, anche meglio, rende ridotta al nulla); in 2Tessalonicesi 2:8 allora sarà manifestato lEmpio, che il Signore Gesù distruggerà col soffio della Sua bocca e annienterà con lapparizione della Sua venuta (la TNM, anche meglio, rende ridurrà al nulla: paradossalmente la TNM traduce meglio in questo e in altri brani il verbo katarghèo. Nel nostro caso, bisogna considerare che la Bibbia afferma chiaramente che lAnticristo verrà tormentato in eterno, Ap 20:10, e quindi non potrà essere mai distrutto o annientato completamente.); in Ebrei 2:14 affinché distruggesse il diavolo (la TNM, anche meglio, rende riducesse al nulla quel Satana che non è ancora distrutto ed è ben attivo al giorno doggi!). In altri brani del Nuovo Testamento lo stesso verbo katarghèo viene tradotto con rendere improduttivo (es. Lu 13:7) oppure abolire (es. 1Co 13:7) o ancora abbattere (es. Ef 2:14), a dimostrazione del fatto che tale verbo contenga essenzialmente laccezione di ridurre allimpotenza, rendere inoperante o inattivo e non certo quella di distruggere in modo definitivo e permanente. Satana sarà annientato? In merito alla figura del Nemico di Dio, la posizione dei tdg è meno distante dalla Bibbia rispetto ad altre loro dottrine. Lunico vero problema è dato dalla loro teoria per la quale Satana, come peraltro tutti gli altri empi, non verrà sottoposto a tormenti eterni ma sarà distrutto per sempre. Oltre a ciò che abbiamo detto finora in merito al destino delle anime, qui ci soffermeremo su un brano citato molto dai tdg a sostegno di questa loro posizione, ovvero quello di Ezechiele 28:12-19. In questo passo viene esposto il lamento sul re di Tiro, che anche molti commentatori evangelici riferiscono alla caduta di Lucifero e dei suoi seguaci. Secondo questinterpretazione, peraltro non condivisa da diversi studiosi della Bibbia, nel nostro brano si parla di un angelo di Dio che era superiore a tutti gli altri perché metteva il suggello alla perfezione ed era pieno di saggezza e di una bellezza perfetta (v. 12). Egli abitava nel giardino di Eden ed era coperto di ogni sorta di pietre preziose (v. 13); era stato stabilito da Dio stesso come cherubino e protettore (v. 14) ed era perfetto nelle sue vie perché in lui non vera perversità (v. 15). Ad un certo punto, però, venne il giorno della sua ribellione a Dio ed egli peccò contro il Santo: allora egli fu scacciato dal monte del Signore, che lo fece sparire dalla sua presenza (v. 16) a motivo del suo cuore altero (v. 17). In questo racconto, sono due le espressione che i tdg usano per giustificare la loro teoria della distruzione eterna di Satana, ma in entrambi i casi basta un esame dei termini nella lingua originale per comprendere la fragilità della teoria della Torre di Guardia: v. 18, quando Javè esclama: Io ti riduco in cenere sulla terra . La TNM traduce qui: ...ti renderò cenere , ma il verbo ebraico abàl ha il senso di gettare via, perdere, abbandonare, considerare perduto, che è molto diverso dallaccezione, voluta dai tdg, di distruggere per sempre. Per inciso, un altro passo biblico in cui compare tale verbo è Ecclesiaste 3:6 e non per nulla la Luzzi rende perdere e la stessa TNM traduce dare come perso. v. 19, quando Javè aggiunge: e non esisterai mai più. La TNM traduce qui: ...non sarai più a tempo indefinito. In realtà, però, il verbo ebraico ayìm significa venir meno, andare via ma non certo cessare di esistere come vorrebbero i tdg. Daltronde, la stessa TNM legge questo medesimo verbo con essersene andato in 1Re 20:40 (la Luzzi traduce sparire) ed essere senza potenza in Isaia 44:12 (dove la Luzzi rende venir meno delle forze). (4. continua) |