Interrogativi posti da nuove sperimentazioni scientifiche


BIOETICA:
“QUANTO SON DOLCI LE TUE CAREZZE,
O MIA SORELLA, SPOSA MIA”
(Cantico dei Cantici 4:10)

Il rapporto sessuale, vissuto all’interno di un rapporto matrimoniale, non è, nei piani di Dio, fonte utilitaristica di piacere, ma piuttosto e soprattutto fonte di gioia. Anche la procreazione va pensata e vissuta in questa prospettiva, ma tenendo sempre presenti i principi divini relativi al rispetto per la vita.



Ricercare il piacere o
ricercare la gioia?

Lo strumento usato da Dio per riprodurre la vita sulla terra è la sessualità.
La vita nasce dall’incontro di un uomo e una donna, che provano attrazione reciproca. Questa attrazione riguarda in primo luogo la sfera fisica.
Uomini e donne sono dotati di organi specifici e complementari che permettono l’unione dei corpi e quindi dei gameti (spermatozoo e ovulo). L’atto sessuale ai fini della nascita di una nuova vita, può limitarsi a questo. Infatti troppo spesso oggi le coppie si formano e si uniscono solamente perché si è guidati dall’attrazione fisica, e sollecitati dagli impulsi forti che questa genera.
L’atto sessuale è vissuto con una mentalità “usa e getta”, dove si ricerca solo il piacere personale. Anche questa è una forma di utilitarismo dove c’e solo la ricerca della soddisfazione personale.
Tuttavia l’attrazione tra uomo e donna non riguarda solo la sfera fisica.
Quando Paolo scrive nella prima lettera ai Corinzi (7:9): “.. è meglio sposarsi che ardere”, egli certamente pensava ad un livello di relazione superiore a quello puramente fisico.
L’ardore fa pensare ai sentimenti più forti e quindi l’unione uomo donna deve coinvolgere tutta la sfera emotiva. L’amore quindi è un sentimento che coinvolge non solo il corpo (libido) ma anche tutti i nostri sentimenti ed emozioni (fileo). Inoltre Paolo colloca l’incontro uomo donna all’interno di un progetto matrimoniale.
L’amore, all’interno di questo contesto, diventa condivisione (agape) e questa riguarda ogni aspetto della vita: pensieri, motivazioni, progetti, ecc...
Questi tre aspetti dell’amore, fisico, emotivo e spirituale. sono necessari per una vita di coppia sana agli occhi di Dio. Il cristiano deve ambire al più alto gradino, cercando un rapporto pieno e veramente soddisfacente con il suo partner.
Così la ricerca del “piacere” lascia il posto alla ricerca della “gioia”, sentimento che a differenza del primo, regala una soddisfazione duratura ed appagante ed è terribilmente contagiosa per chi ci sta vicino.


Non demonizzare,
ma vivere il rapporto sessuale
serenamente e con gioia

Fin dal Medio Evo parte della cristianità, spinta da una religiosità oscurantista ed influenzata da una idea monastica del rapporto uomo donna, ha cercato di demonizzare la sessualità e quindi di eliminare uno dei tre elementi determinanti l’unione uomo donna.
Il rapporto sessuale era visto, ed in alcuni ambienti lo è ancora oggi, come un peccato di cui vergognarsi e da eliminare. Anche nella vita matrimoniale il ruolo del rapporto sessuale è stato riconosciuto solo in relazione alla procreazione dei figli e mai come semplice soddisfazione di bisogni che come esseri umani tutti noi abbiamo.
Di conseguenza l’uso dei metodi anticoncezionali, che permettono di vivere la sessualità in modo responsabile e libero dal pensiero di avere un figlio ad ogni rapporto, è quindi rifiutata e osteggiata.
Questo atteggiamento nei confronti della sessualità non ha alcuna base scritturale. La Parola di Dio al contrario ci fa comprendere che Dio ha dato agli uomini anche il desiderio sessuale, ed il suo appagamento all’interno di un rapporto di amore e condivisione (matrimonio) è visto da lui favorevolmente.
Il Cantico dei Cantici è tutto un inno all’amore tra due sposi e spesso non ci nasconde nemmeno gli aspetti più carnali. Potremmo tutti arrossire leggendo i passi che seguono (7:7-13):

“Quanto sei bella,
quanto sei piacevole, amore mio,
in mezzo alle delizie!…
Siano le tue mammelle
come grappoli di vite,
il profumo del tuo fiato,
come quello delle mele
e la tua bocca
come un vino generoso
che cola dolcemente per il tuo amico…
Io sono del mio amico,
verso di me va il suo desiderio…
Vieni…usciamo ai campi…là ti darò le mie carezze.”

È vero che il testo è una allegoria del legame tra Dio ed Israele, tuttavia il rapporto fisico tra uomo e donna non è demonizzato, né è visto nella prospettiva di avere un figlio, ma invece è vissuto serenamente e con gioia.
Anche nel Nuovo Testamento troviamo brani che trasmettono un’analoga concezione. Leggiamo 1Corinzi 7:1-5:

“…è bene per l’uomo non toccar donna; ma, per evitare le fornicazioni, ogni uomo abbia la propria moglie e ogni donna il proprio marito… Non privatevi l’uno dell’altro… perché Satana non vi tenti a motivo della vostra incontinenza.”

Paolo non demonizza il rapporto sessuale, ma al contrario teme l’opera di Satana quando c’è incontinenza, o, come riportano altre traduzioni “a causa della vostra mancanza di autocontrollo”, e ciò diventa particolarmente rischioso quando ci si astiene dalla giusta sessualità, necessaria tra i coniugi.


È necessario saper distinguere!

La società moderna non consente di avere molti figli. Le case sono troppo piccole, i soldi sono troppo pochi e le donne spesso devono lavorare per contribuire al bilancio familiare. Oggi una famiglia italiana non raggiunge in media due figli.
La scienza medica ha studiato a fondo i meccanismi della fecondazione e ha molti metodi da proporre per evitare una gravidanza. Anche i credenti possono ricorrere alle soluzioni che essa offre senza sensi di colpa, poiché la sessualità non è finalizzata solo alla procreazione dei figli, ma anche a soddisfare dei bisogni umani naturali che Dio ci ha dato, all’interno di una relazione matrimoniale.
Tuttavia non ogni metodo anticoncezionale è uguale all’altro ed un cristiano deve distinguere ciò che è lecito da ciò che è perlomeno discutibile.
Il metodo Ogino Knaus , il “controllo della temperatura”, il “preservativo” ed il “diaframma”, sono metodi naturali e non comportano alcun problema.
La pillola anticoncezionale, alterando degli equilibri ormonali della donna, può avere controindicazioni o effetti collaterali, ma non remore morali. Lo stesso si può dire riguardo la sterilizzazione chirurgica (legatura delle tube nella donna o vasectomia nell’uomo) quando è necessaria e se non ci sono abusi.
Invece particolare attenzione deve essere rivolta a tutti quei metodi che impediscono l’impianto nell’utero dell’uovo già fecondato. In questo caso si ha una vita già in atto, che non può proseguire perché l’utero non la accoglie (vedi articolo di luglio). Anche se alcuni aspetti sono molto discussi, questi metodi sono a tutti gli effetti assimilabili all’aborto. Fra questi ricordiamo la “spirale”, la “pillola del giorno dopo” e la “RU 486” (attualmente non ammessa in Italia e che agisce dopo l’impianto in utero).


Conclusioni

Quindi alcuni messaggi conclusivi per le coppie cristiane:

• Sessualità serena: senza sensi di colpa derivati da concezioni punitive, che vedono nella sessualità quel “frutto proibito” che una volta consumato genera vergogna e pudore (Ge 3:7-11) e che riducono la sessualità a solo strumento di procreazione.

Sessualità santa: vissuta all’interno di un rapporto matrimoniale e non come solo strumento di piacere fisico.

Procreazione responsabile: desiderare un figlio significa accoglierlo con amore e responsabilità, sapendo che viviamo in una società in cui essere genitori richiede un impegno non indifferente, e dove è facile dare una cattiva testimonianza quando i figli vengono visibilmente trascurati.

Mezzi di contraccezione adeguati: l fine di una procreazione responsabile non giustifica ogni mezzo utilizzato. I mezzi che la scienza ci mette a disposizione devono essere valutati per l’ effetto che essi provocano e rifiutati quando questo minaccia la nuova vita che Dio ha creato.

Giorgio Begher
(Assemblea di Bolzano)