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Interrogativi posti da nuove sperimentazioni scientifiche Le scelte che molti medici incoraggiano a compiere sono determinate oggi da un utilitarismo che non tiene conto della realtà di Dio e della sua volontà. Il cristiano non deve mai perdere di vista i principi dellutilitarismo che ha in Dio la sua fonte. Letica senza Dio e lutilitarismo umano Luomo di fede giudica unazione buona perché è giusta, e questa è giusta perché fa riferimento a dei principi che stanno a monte. Nel caso del cristiano unazione è giusta perché è conforme alla volontà di Dio o comunque non contrasta con i principi contenuti nella Sua Parola. Dio è visto come la fonte della morale. Letica del cristiano tende a mettere in primo piano Dio e la Sua volontà. Oggi però il pensiero dominante tende a rovesciare completamente tale ragionamento. Poiché in Dio non si crede, oppure si vuole metterlo da una parte, il ruolo centrale è preso dalluomo (o dalla donna) e dalla sua volontà. Il criterio guida nelle sue decisioni è il tornaconto. Quindi una azione è buona e giusta se in qualche modo è utile. Questo modo di vedere le cose viene chiamato Utilitarismo. Per fare un esempio, il dibattito sullaborto evidenzia molto bene queste differenti impostazioni. Da una parte cè chi lo contrasta, in quanto è contrario alla volontà di Dio che ci comanda di non uccidere e di accettare incondizionatamente la sua opera creatrice, dallaltra cè chi ad esempio non riconosce lutilità di far nascere un bambino handicappato e quindi lo ritiene una soluzione al problema. Lo slogan lutero è mio e lo gestisco io fa capire bene chi è al centro delle decisioni; Dio è lasciato completamente fuori e ci si sente in diritto di fare ciò che si considera più conveniente. Un altro esempio lo vediamo nei confronti dei malati moribondi. Da un lato cè chi, non ritenendo utile la sofferenza, propone leutanasia come soluzione, dallaltro il credente che accetta che sia Dio a stabilire i tempi della vita. Lutilitarismo secondo Dio Questa distinzione un po semplificata, può fare pensare che il cristiano sia solo un moralista, che applica in modo acritico dei modelli preconfezionati, evitando di riflettere sulle conseguenze delle sue azioni, in nome dei suoi principi e delle sue convinzioni. Tuttavia anche la Bibbia ci presenta qualche riflessione utilitaristica. Ogni cosa è lecita, ma non ogni cosa è utile; ogni cosa è lecita ma non ogni cosa edifica. Nessuno cerchi il proprio vantaggio, ma ciascuno cerchi quello degli altri .. fate tutto alla gloria di Dio così come anchio compiaccio a tutti in ogni cosa, cercando non lutile mio, ma quello dei molti, perché siano salvati. (1Co 10:23-24, 31, 33) Ogni cosa mi è lecita, ma non ogni cosa è utile. Ogni cosa mi è lecita, ma io non mi lascerò dominare da nulla (1Co 6:12). Oggi per la tecnologia scientifica molte cose sono possibili e per la legge sono anche lecite. Ma Paolo ci mette in guardia a non accettare solo ciò che è possibile e lecito, ma a riflettere sulla sua utilità. È una esortazione che ripete due volte ed in poche righe Paolo delinea le caratteristiche di ciò che un cristiano ritiene utile. Alcuni punti vanno considerati: 1. È utile ciò che edifica. Non è certo utile ciò che distrugge o uccide. Aborto, eutanasia, suicidio assistito, sono tutte pratiche che trasmettono un messaggio di morte, e che evocano sensi di colpa. Il cristiano davanti al suo Dio vuole camminare a testa alta, sapendo che la sua felicità non deve derivare dallinfelicità altrui. 2. È utile ciò che procura vantaggio agli altri, non a noi stessi. Il cristiano deve essere per definizione un altruista, uno che ritiene gli altri più importanti di sé stesso e che vive la sua vita per fare del bene. La parabola del buon samaritano ci fornisce un modello da seguire nei nostri rapporti con gli altri. Paolo ai Galati spiega che tale altruismo è frutto di : fede, operante, per mezzo dellamore (5:6). 3. È utile ciò che glorifica Dio. Il cristiano vive costantemente alla presenza del suo Dio e sente la responsabilità di glorificarlo in tutto quello che dice e che fa. Nelle decisioni importanti si rivolge a Dio per essere illuminato nelle sue scelte; nella sofferenza per avere il sostegno; nella gioia e nel successo per non perdere il controllo di sé stesso e restare umile. Gesù nel Getsemani si rivolge al Padre chiedendo di essere alleviato dal calice amaro, ma tuttavia si sottomette alla Sua volontà (Lu 22:42). 4. È utile ciò che porta molti alla salvezza. Il cristiano ha a cuore lanima delle persone e desidera che tutti siano un giorno con lui nei cieli. Nei momenti delle scelte il credente è osservato e giudicato e la sua testimonianza risente della coerenza delle sue scelte. La migliore testimonianza viene data quando di fronte ad una difficoltà si preferisce la scelta più impegnativa, se questa piace a Dio. Come possiamo dire agli altri Confida nel Signore, se, ad esempio, di fronte ad un figlio non perfetto, pratichiamo laborto, rifiutando un dono di Dio? (Sl 127:3) 5. È utile ciò che non ti rende schiavo dominandoti. A volte, ad esempio, lidea di avere un figlio ad ogni costo può diventare una vera ossessione, che condiziona la vita e le scelte di una coppia, cambiandone in modo importante le priorità. Anche la possibile malattia di un figlio può diventare unossessione, per cui si ricorre a pratiche discutibili come la diagnostica genetica preimpianto o allamniocentesi. Il timore della sofferenza e della morte può opprimere a tal punto da indurre a chiedere che la vita venga volontariamente soppressa. Si delinea così una griglia di domande che devono filtrare ogni nostra decisione, specialmente quando siamo in situazioni nelle quali la Parola di Dio non si esprime chiaramente: La mia azione edifica? Essa è utile per me stesso o per gli altri? Glorifica Dio? È di aiuto per la salvezza di altri? È una azione libera o piuttosto il frutto di un dominio che subisco? Non tutto ciò che è utile secondo gli uomini, è utile anche secondo Dio.. Giorgio Begher |