Un discernimento sempre più necessario

L’ESPERIENZA DI
DUE EX-CARISMATICI

Conoscere quanto vissuto da due persone credenti, di sesso e di età diversi, attirate dai movimenti carismatici ci porta a riflettere e a vigilare...


Alla ricerca di esperienze nuove

    Degli ex-seguaci raccontano come sono stati sedotti nei movimenti carismatici. Ciò che hanno vissuto, lo testimonierebbero anche prestando giuramento davanti a qualsiasi tribunale di questo mondo. Per motivi di protezione personale, li chiameremo semplicemente Elisabetta e Giovanni.
    Tutto quello che, lei cinquattottenne e lui trentaduenne, hanno vissuto nell’ambiente carismatico lo hanno scritto su tante pagine, ma noi abbiamo cercato di fare un riassunto.
    Elisabetta, dopo la sua conversione avvenuta 8 anni fa, ha vissuto quasi tutto quello che c’era da sperimentare nell’ambiente carismatico. Lei è stata per ben tre volte nella famosa comunità di Vineyard (Airport Vineyard Fellowship) a Toronto. È da questa comunità che ebbe inizio negli anni ‘90 la cosidetta benedizione di Toronto che da lì si sparse poi in tutto il mondo. Per presunto effetto dello Spirito Santo, la gente gridava, rideva, faceva il verso delle galline e di altri animali e cadeva infine a terra. Per otto volte partecipò ad una speciale “festa delle capanne” a Gerusalemme, organizzata da carismatici, e partecipò anche ad incontri con Walter Heidenreich, Christoph Häselbart, Benny Hinn, Garry e Lilo Keller e con Mahesh Chavda.
    La incuriosivano, in modo particolare, i loro libri e desiderava conoscere personalmente queste “stelle splendenti nel grande firmamento carismatico”. Elisabetta ricorda: “La mia comunità è diventata per me troppo piccola”. Per questo motivo iniziò ad andare a grandi raduni, per esempio agli “Incontri Get Ready” della Freien Christlichen Jugendgemeinschaft Lüdenscheid (FCJG) sotto la giuda del famoso carismatico Walter Heidenreich. In una grande sala (Lüdenscheider Schützenhalle) Heidenreich organizzava negli anni ‘90 (la FCJG adesso possiede una sala propria) per migliaia di visitatori degli avvenimenti carismatici (Happenings), durante i quali dei profeti, guaritori, e delle star-carismatiche entravano in scena. Dopo una serata della FCJG, dove c’era della musica rock assordante, ricorda ancora Elisabetta: “Nella notte seguente ebbi dei sogni terribili su Gesù, lo vidi con viso grottesco ed in modo osceno. Quella stessa notte, pensando a quel sogno, caddi sulle mie ginocchia e piangendo mi vergognai”. Malgrado questa esperienza lei continuò ad andarci. Una serata di chiusura di Heidenreich lei la descrive così: “L’ultima sera stavamo in piedi sulle sedie e sui tavoli e cantavamo sotto la guida di Walter Heidenreich: «Bevi, bevi fratellino, bevi…» (Trink, trink, Brüderlein trink…) e Einer geht noch, einer geht noch rein…(E un bicchiere ora, e un altro ancora…). Sembrava di essere alla Oktoberfest a Monaco di Baviera”.
    A Lüdenscheid Elisabetta incontrò una donna che le raccontò con entusiasmo quanto era bello ricevere il battesimo dello Spirito durante la festa delle capanne giudaica organizzata dalla “International Christliche Botschaft Jerusalem”. Era proprio lì che “l’ombelico del cielo” e la pienezza della benedizione si incontravano. Elisabetta partì per Israele e, in una riunione di guarigione con l’indiano Mahesh Chavda, sperimentò il battesimo carismatico dello Spirito Santo. Racconta Elisabetta: “Mentre Chavda gridava: «Chi non ha il battesimo dello Spirito Santo?» qualcuno dietro mi diede una spinta e lì pensai: «Adesso o mai più!» Io, assieme a tanti altri, andai avanti e ad uno ad uno ci furono imposte le mani per ricevere lo Spirito Santo, se cadevamo all´indietro era segno che l’avevamo ricevuto, ma se per qualche motivo questo non succedeva, era lui stesso che ci soffiava lo «Spirito». Quello che vissi mentre ero a terra superava tutto ciò che già conoscevo: sentimenti d’amore senza fine. Non potevo e non volevo più alzarmi. Ero un’altra persona; adesso conoscevo Gesù anche come amante. Riuscivo adesso a parlare in lingue (glossolalia), ad imporre le mani ad altri e a soffiargli lo Spirito. Anche le guarigioni erano sempre più frequenti, adesso ero qualcuno; avevo un titolo più alto sulla scala gerarchica tra i carismatici.
   
Non sempre i battesimi dello Spirito o questi incontri hanno un “lieto fine” come lo è stato per Elisabetta. Dopo una riunione di guarigioni con il carismatico Christoph Häselbarth a Friedrichshafen vicino al “Bodensee” Elisabetta visse qualcosa che la fece molto spaventare. Una sua collega, dopo aver vissuto un’esperienza di guarigione con Häselbarth ritornò trasformata; di lei racconta Elisabetta: “La mia collega era come se fosse andata via di testa, diceva cose strane e senza senso, batteva la testa sul tavolo, piangeva e poi rideva. Aveva anche perso il senso di orientamento ed infine, come Pietro voleva camminare sul lago (Bodensee).” Le conseguenze per chi ha a che fare col mondo del paranormale, sia per i credenti che non, sono molto gravi. Questo lo può raccontare Giovanni dopo una permanenza nella Jugendgemeinschaft (comunione giovanile) di Walter Heidenreich a Lüdenscheid.


Esperienze dal sapore esoterico

    Prima che Giovanni, nel 2001, divenisse cristiano era molto attivo nel mondo dell’esoterismo. Era un discepolo della setta Reiki e, come tale, si era fatto introdurre nei primi segreti della guarigione sovrannaturale giapponese. L’aspetto fondamentale di questa setta consiste nella capacità che un maestro Reiki ha di trasmettere una forza occulta ad altre persone. Giovanni trascorse una settimana a Lüdenscheid per conoscere il lavoro tra i giovani tossicodipendenti, perché un libro aveva stimolato la sua curiosità. Inoltre visitava anche degli altri incontri della FCJG ed era impressionato dalle guarigioni che venivano fatte.
    Giovanni racconta: “Con i miei propri occhi vidi come le persone venivano guarite dai loro acciacchi.” Nonostante i fratelli in fede della sua comunità nativa lo avessero messo in guardia dal lasciarsi imporre le mani, pian piano la sua convinzione di non farsi coinvolgere scomparve: “Dopo le esperienze vissute con i carismatici a Lüdenscheid non accettavo più gli avvertimenti dei miei fratelli in fede.”
   
In un raduno organizzato dalla FCJG con il carismatico Olli (Reiner) Ewers, Giovanni si sentì pronto ad accettare il battesimo dello Spirito Santo. “Ewers passava per le file – ricorda Giovanni – e, con l’imposizione delle mani, trasmetteva una potenza sovrannaturale che aveva l’effetto di far cadere le persone a terra. Più si avvicinava Olli e più aumentava la mia tensione. Sentivo come per breve tempo parlava in lingua mentre imponeva le mani sulle persone e ripeteva: «La ragione deve andare via», schioccando ad intervalli le dita. Anche quando toccò il mio turno lui pregò in lingue. Mise la sua mano sulla parte alta della mia fronte e poi comandò che la mia ragione andasse via. Ad un tratto sentii un senso di vuoto e caddi all’indietro. Inconsciamente capivo tutto Ciò che mi stava accadendo. Realizzai la mia caduta e che qualcuno dietro mi posava a terra. Mentre cadevo avevo perso tutta la sensibilità corporea, sentivo il mio corpo fluttuare nel vuoto.” Dopo due giorni Giovanni andò ad un altro raduno della FCJG in cui i partecipanti furono esortati a cantare in lingue:“Quando iniziò il canto, nella mia laringe ci fu un movimento che mai prima avevo sperimentato. Mi accorsi che ero obbligato ad alzare la voce, aprii la mia bocca e tutto il resto si formò da solo. Senza pensarci sperimentai come lo Spirito usasse la mia voce per formare delle sillabe che mi erano estranee. Nonostante non avessi nessuna idea di cosa stavo dicendo, capii che avevo ricevuto il dono delle lingue. Ora ero convinto d’aver ricevuto il battesimo dello Spirito Santo secondo l’insegnamento degli ambienti carismatico-pentecostali. Ma questa non fu la sua unica esperienza: tornato a casa, si accorse con orrore che durante il suo tempo di preghiera si manifestavano dei fenomeni strani che lui aveva già conosciuto praticando l’esoterismo: “Una mattina durante il tempo di lettura biblica successe che il leggero dondolio che avevo sempre quando parlavo in lingue, ad un tratto divenne una scossa continua. Le mie braccia che, durante la preghiera tenevo alzate lateralmente, iniziarono a muoversi con movimenti grandi verso l’alto e verso il basso; il mio corpo veniva scosso fortemente… Tutto questo lo avevo già vissuto per la prima volta durante la cerimonia di iniziazione del mio ingresso nella setta Reiki. Quando fui pronto ad aprirmi con la mia maestra per ricevere le sue energie e raggiungere il primo grado Reiki, sentii come una forza estranea scosse fortemente il mio corpo”. Questa scossa “Reiki” lo aveva posseduto frequentemente fino a quando, dopo la sua conversione, ne era stato liberato dalla potenza della preghiera. Adesso questo fenomeno era di nuovo presente e il giovane credente si domandava: “È possibile che lo Spirito Santo si manifesti allo stesso modo dello spirito Reiki?”. Man mano, avendo più chiarezza di idee attraverso la preghiera e leggendo in Isaia 28 quanto fosse negativo il segno di cadere all’indietro, si accorse che questa nuova situazione se l’era procurata con “il battesimo dello Spirito Santo”.
    Giovanni si rese conto che avrebbe dovuto chiedere in preghiera nuovamente la liberazione, ma questa volta, in rapporto al “battesimo dello Spirito Santo”.
    “Subito il giorno dopo mi accorsi che durante il mio tempo di preghiera i fenomeni sovrannaturali non si manifestavano più; il dondolio e le scosse non tornarono e non fui più obbligato a parlare in lingue. Ero felice che quello spirito falso aveva perso l´influenza su di me”.
   
Anche Elisabetta poté trovare l’uscita dal labirinto carismatico. Ebbe aiuto da fratelli maturi e fedeli alla verità di Dio e da libri sani che le fecero aprire gli occhi. Oggi il tempo trascorso nel movimento carismatico lei lo definisce così: “Mi vergogno tanto davanti a Gesù Cristo per tutte le bestemmie. Passo dopo passo Dio mi ha aperto gli occhi. Caddi sulle mie ginocchia assieme ad una mia amica e, piangendo, chiedemmo perdono a Dio e al Signore Gesù Cristo. A Lui siano rese grazie perché ci trasse fuori dal pantano...”
    La storia dei due ex-carismatici è molto simile. Impressiona che nell’ambiente carismatico abbiano una grandissima premura a vaccinare i credenti con un “nuovo spirito”. Sembra che questo spirito si contagi come un virus tramite l´imposizione delle mani oppure partecipando ai loro raduni. Che lo spirito carismatico non è lo Spirito Santo lo dimostrano non solo i rapporti dalla storia della Chiesa, ma anche testimonianze come quelle di Elisabetta e di Giovanni. Anche Gesù ci mette in guardia (Mt 24), dai falsi “salvatori” che con dei segni e miracoli cercano di sedurre gli “eletti”. Questi falsi cristi e falsi profeti sono già da tempo tra di noi e imperversano con le loro false dottrine.

(Tradotto, con permesso, dal giornale “TOPIC” da D. Soccio e A. Caruso dell’assemblea di Mannheim, Germania)