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Un uomo e una donna usati da Dio per il progresso del Vangelo
AQUILA E PRISCILLA
Nella Parola di Dio troviamo degli insegnamenti molto importanti per il nostro cammino di fede. Alcuni di questi insegnamenti ci derivano direttamente da personaggi che, malgrado la loro apparente semplicità, sono da considerare dei veri giganti della fede. Di Aquila e Priscilla la Bibbia non dice molto, ma, se ci dedichiamo con cura ad uno studio della loro storia, le sorprese non tarderanno ad arrivare, insieme ad insegnanti rilevanti per la nostra vita pratica. Introduzione Il Nuovo Testamento ci presenta Aquila e Priscilla sempre insieme. Già questo, come vedremo in seguito, non è un particolare di poco conto. Il marito, Aquila, portava un nome latino grecizzato in Akylas, ma nella realtà egli era un ebreo nativo del Ponto (quella che oggi è una regione dellattuale Turchia). Da quel territorio era probabilmente emigrato a Roma dove, possiamo presumere, si era sposato con Prisca, vero nome di questa sorella di venti secoli fa, di cui non sappiamo esattamente se fosse anche lei ebrea, con un nome latinizzato, oppure effettivamente una donna di altre origini (romane?). Priscilla è il diminutivo di Prisca, un nome latino che significa: piccola vecchia. È singolare il fatto che Paolo nelle sue lettere usi sempre il nome Prisca, mentre il diminutivo Priscilla è usato soltanto da Luca nel libro degli Atti. Linizio della storia a Roma La loro storia biblica inizia intorno agli anni tra il 49 e 52 dellera cristiana. A quei tempi limperatore romano Claudio, che aveva dei forti risentimenti nei confronti degli Ebrei, diede lordine di espellere i Giudei da quella che era allora la capitale del mondo: Roma. Grazie alla storia profana sappiamo che ciò era avvenuto perché cerano stati dei disordini nella locale sinagoga, probabilmente a causa della nuova via, o evangelo. Se, come sembra, leditto di Claudio colpiva solo i capi e gli attivisti, possiamo immaginare che la coppia si era segnalata nella capitale dellimpero per il fervore missionario, forse per questo, quindi furono cacciati! Sembrava che le loro vite fossero arrivate ad un vicolo cieco, avevano perso sia la casa che il lavoro, che a quei tempi non era cosa da poco, come oggi daltronde! Dio però aveva un piano meraviglioso per loro, li aspettava una nuova vita piena di servizio per il loro Signore. Così impariamo, dalla lettura della Parola, che Dio può cambiare le situazioni, che a noi possono sembrare brutte, e farle diventare belle, può cambiare il male in bene, a sua lode e gloria. Ogni volta quello che Dio ci chiede è di affidarci completamente con fede nelle Sue mani (cfr. Genesi 50:20), A Corinto Aquila e Priscilla devono così lasciare la città e, senza che noi ne conosciamo i motivi, trovarono rifugio a Corinto. Questo è esattamente quello che ricaviamo leggendo linizio del capitolo 18 del libro degli Atti degli Apostoli, nella parte in cui ci è raccontato del secondo viaggio missionario dellapostolo Paolo: Dopo questi fatti egli lasciò Atene e si recò a Corinto. Qui trovò un ebreo, di nome Aquila, oriundo del Ponto, giunto di recente dallItalia insieme con sua moglie Priscilla, perché Claudio aveva ordinato a tutti i Giudei di lasciare Roma. Egli si unì a loro. Essendo del medesimo mestiere, andò ad abitare e a lavorare con loro. Infatti, di mestiere, erano fabbricanti di tende. (At 18:1-3). Da questo brano apprendiamo anche altre informazioni sulla nostra coppia. Entrambi erano tessitori di tende e lì, a Corinto, svolgevano questo mestiere. È interessante sapere che ogni giudeo, da piccolo, doveva imparare un lavoro manuale, e questa era unusanza consolidata anche nelle famiglie aristocratiche israelite. Un proverbio rabbinico diceva: Chi non insegna a suo figlio un mestiere gli insegna a diventare ladro. Gesù stesso dimostrò che è cosa degna dogni rispetto lavorare con le proprie mani, imparando il mestiere di falegname. Potrebbe essere un metodo eccellente da proporre agli studenti dei nostri giorni, mettendoli così in grado di avere un alternativa agli studi. Anche Paolo aveva imparato il mestiere di fabbricante di tende, con ogni probabilità nella propria città natale a Tarso in Cilicia, e solo in seguito si era recato a Gerusalemme dove era entrato nella facoltà diretta dal maestro Gamaliele (Atti 22:3). Paolo avrebbe avuto bisogno della sua professione, imparata da giovane, quando soggiornò a Corinto, durante quei diciotto mesi del suo servizio di ministerio apostolico. Proprio grazie a questo lavoro, che egli esercitava, poté alloggiare presso Aquila e Priscilla, cominciando a lavorare con loro anche nel campo spirituale (At 18:3). Lapostolo si trova in un momento difficile, infatti dopo ciò che era successo ad Atene, arrivò a Corinto probabilmente un po giù di corda (depresso?), ed è lì che ben presto sarebbe stato costretto a lottare con la forte colonia giudaica del luogo (At 18: 6-7). Lamicizia della coppia è stato il primo servizio che Paolo ha ricevuto da Aquila e Priscilla, un servizio di cui sarà loro perennemente grato. Ogni giorno essi avranno avuto la possibilità di essere ammaestrati da Paolo nella Parola di Dio, e fu così che probabilmente aumentò la loro conoscenza biblica. Oltre a questo, tra loro si creò un forte legame spirituale e, quando Paolo si trovò in difficoltà, essi furono al suo fianco, pronti a dare, se fosse stato necessario, persino la vita per lui: per salvarmi la vita essi hanno rischiato la loro testa e ad essi io sono grato (Ro 16:4). Paolo ha dunque lavorato con Aquila e Priscilla, donando tutto il suo tempo libero alla predicazione dellEvangelo in quella grande città pagana. E così fece sino a quando, dopo larrivo di Sila e Timoteo, non si occupò a tempo pieno per la Parola: ... Paolo si dedicò completamente alla Parola. (At 18:5) Possiamo immaginare che cera molto interesse intorno alla predicazione dellEvangelo; così lapostolo Paolo ha dovuto scegliere, e lo Spirito Santo lo guidò in tal senso, dedicandosi completamente alla predicazione della Parola. Durante questo periodo così fruttuoso per il suo ministerio, possiamo solo immaginare chi ha provveduto ai bisogni materiali di Paolo, ma io credo che siano stati in buona parte e certamente Aquila e Priscilla. In questo mostrarono che avevano una grande passione per le anime perdute e con le loro possibilità e capacità fecero molto per liberare delle anime dalle tenebre del paganesimo. È bello pensare a questa coppia che senza essere a pieno tempo (come diremmo noi oggi) ha attivamente partecipato al progresso dellEvangelo. Chissà che non abbiano anche fatto dello straordinario, per liberare Paolo da obblighi lavorativi e provvedere così ai suoi bisogni materiali, mentre il grande apostolo si dedicava completamente allEvangelo. Che bellesempio daffetto e sensibilità allopera degli altri fratelli; soprattutto da loro emerge la volontà di lavorare comunque, e senza voler apparire, dietro le quinte, per il progresso dellEvangelo senza soffrirne per questo. Durante quei diciotto mesi che lapostolo passò con Aquila e Priscilla probabilmente, come già detto, si crearono dei legami spirituali e damicizia molto forti tra loro; non ci stupisce perciò che, quando Paolo dovette lasciare Corinto, abbia chiesto proprio a loro di accompagnarlo, nella successiva tappa del suo ministerio itinerante. Vedo così questa coppia speciale che, chiusa la loro bottega a Corinto, si rese disponibile ad nuova avventura, non confidando nelle proprie capacità o rinunciando al desiderio di sistemarsi per bene nella vita secolare: pronti a rispondere alla chiamata del Signore. Leggiamo così in Atti 18:18-19: Paolo... navigò verso la Siria, con Priscilla e Aquila... giunsero a Efeso, Paolo li lasciò là. A Efeso Dopo la permanenza a Corinto Paolo giunse a Efeso con Aquila e Priscilla e sebbene i cristiani di origina giudaica di Efeso lo pregassero di rimanere con loro più a lungo, egli si mise di nuovo in viaggio verso Cesarea perché aveva fretta, infatti voleva arrivare a Gerusalemme per la Pentecoste. (Atti 18:18-22). Notiamo qui un fatto molto importante: vediamo chiaramente qual è stato il frutto del tempo che Paolo aveva trascorso con Aquila e Priscilla. Dopo essere stati ammaestrati da Paolo, quindi preparati per il ministerio, essi adesso potevano proseguire ciò che lui stesso aveva iniziato, cioè la cura di quel gruppo di giovani credenti, e proprio perché era pienamente consapevole del valore e del dono dei suoi compagni dopera egli chiese ad Aquila e Priscilla, di restare ad Efeso. Efeso a quei tempi era una città piena di paganesimo e, soprattutto, religiosamente votata alladorazione di Artemide, la grande Diana degli Efesini. La storia ci racconta che il tempio dedicato a questa dea era una delle sette meraviglie del mondo, mentre il libro degli Atti ne parla così: ... il tempio della grandi dea Diana... colei che tutta lAsia e tutto il mondo adora (At 19:27). Ma Aquila e Priscilla non erano certo arrivati ad Efeso per un pellegrinaggio, o per ammirare il tempio di Diana, né per fare fortuna costruendo delle tende, piuttosto erano lì per annunciare lEvangelo del Signore Gesù Cristo ai Giudei e ai pagani di quella città. Mentre rendevano testimonianza del Signore ad Efeso, incontrarono un loro compatriota, un predicatore giudeo di Alessandria chiamato Apollo. Dalla scrittura sappiamo che Apollo aveva scoperto che Gesù Cristo era il Messia promesso nellAntico Testamento. Possiamo leggere a questo proposito in Atti 18:24-25 : Un Giudeo, chiamato Apollo, originario dAlessandria, uomo eloquente e versato nelle Scritture, venne a Efeso. Era istruito nella via del Signore, e, fervente di spirito, annunciava ed insegnava con esattezza ciò che concerne Gesù, benché avesse conoscenza soltanto del battesimo di Giovanni. Ascoltandolo esporre la Parola, Aquila e Priscilla furono in grado di discernere che il suo insegnamento non era completo, infatti, si resero conto che il suo messaggio era carente, che la sua predicazione si fermava allopera di Giovanni Battista, e che non conosceva il valore e le conseguenze della morte e della risurrezione di Gesù il Cristo, né aveva sentito parlare del battesimo dello Spirito Santo. A questo punto, dato che non solo avevano amore per la Parola, per il ministerio, e per le anime perdute, misero in evidenza un altro lato del loro carattere straordinario: lamore di Dio che si dona agli altri nel servizio! Essi lo invitarono da loro, aprendo la loro casa, e si presero cura di questo credente giovane nella fede: Lo presero con loro, e gli esposero più a fondo la via di Dio. (At 18:26). Una dimostrazione questa di disponibilità cristiana non comune. Non confutarono pubblicamente lesposizione di Apollo, né lo beffeggiarono per la sua poca conoscenza. Anzi! Lo presero con loro e spesero del tempo con lui cercando di capire di cosa avesse bisogno e quali erano le sue lacune da colmare. Ciò che Paolo aveva insegnato a Priscilla e Aquila, essi adesso lavevano trasmesso ad Apollo che a sua volta cominciò a comunicarlo ad altri (cfr. 2Ti 2:2). Credo che qui troviamo una tra le molte indicazioni bibliche sulla necessità del discepolato da parte dei credenti maturi verso i più giovani. Così la casa di Aquila e Priscilla probabilmente diventò un centro di studi biblici nella città di Efeso a favore dei credenti. In seguito altre persone si sono probabilmente aggiunte ad Apollo, continuando a studiare la Parola di Dio da Aquila e Priscilla. Così quando lapostolo Paolo ritornò ad Efeso, qualche mese più tardi, trovò lembrione di una delle più belle chiese del tempo, i cui i membri si radunavano regolarmente in casa di Aquila e Priscilla. Ne dà una testimonianza lo stesso Paolo nel secondo capitolo della prima lettera ai Corinzi, scritta da Efeso in quel periodo, laddove dice: Le Chiese di Asia vi salutano. Aquila e Priscilla, con la chiesa che si trova nella loro casa, vi salutano molto nel Signore (1Co 16:19). Ma Aquila e Priscilla non rimasero molto a lungo ad Efeso: probabilmente un anno o due al massimo. Dopo la morte dellimperatore Claudio, nemico acerrimo dei Giudei, nellanno 53 o 54, le misure di espulsione contro i Giudei furono abolite. Fu così che molti dei cosiddetti rifugiati politici/religiosi di quel tempo poterono ritornare in patria a Roma. Ma Dio aveva permesso per questa coppia straordinaria, Aquila e Priscilla, questo periodo movimentato innanzitutto perché conoscessero meglio il Signore attraverso il ministerio di Paolo, poi perché diventassero ferventi testimoni di Gesù Cristo, ed infine perché partecipassero agli altri i doni ricevuti dal Signore stesso, con uno zelo e un amore non comuni attraverso un lavoro di cura danime e dinsegnamento. A Roma di nuovo Cessato il divieto di Claudio, Aquila e Priscilla ritornarono a Roma e probabilmente si sistemarono nella capitale del mondo di allora non tanto come fabbricanti di tende, piuttosto per continuare a propagare il messaggio della Parola di Dio. Paolo, scrivendo da Corinto la famosa lettera ai cristiani della capitale, lettera che è anche il suo capolavoro teologico e spirituale, non esita a ricordare i suoi amici, tessendo di loro una lode e un ringraziamento per il loro amore anche verso di lui; un amore che gli aveva salvato la vita probabilmente durante un tumulto scoppiato a Efeso, quando ancora vivevano insieme: Salutate Prisca e Aquila, miei collaboratori in Cristo Gesù: per salvarmi la vita essi hanno rischiato la loro testa e ad essi non io soltanto sono grato! (Ro 16:3-4). A Roma, Aquila e Priscilla non esitarono ad esporre la loro vita per la causa dellEvangelo. Come a Corinto essi aprirono presto la loro casa ai cristiani, e a tutte le persone che avevano bisogno di Gesù Cristo o che erano interessati allevangelo. Così nellanno 58 (probabile data), lapostolo Paolo scrive in particolare questo messaggio: Salutate Priscilla ed Aquila, miei collaboratori in Gesù Cristo ..a loro non io soltanto sono grato, ma anche tutte le chiese delle nazioni. Salutate anche la chiesa che si riunisce in casa loro (Ro 16:3-5). Leggete nuovamente le ultime parole di questo messaggio che credo hanno un sapore molto forte e uno stimolo per tutti noi: ... la Chiesa che si riunisce in casa loro. A Corinto Aquila e Priscilla avevano accolto a casa loro i credenti. Ad Efeso, una Chiesa si riuniva presso di loro. A Roma, avevano dato vita ad una Chiesa nella loro casa. E il loro ministerio non si è fermato là, visto che quattro anni più tardi, ancora Paolo invia loro un altro messaggio ad Efeso parlando di questa coppia straordinaria. Dopo Claudio anche un altro famoso imperatore, Nerone, aveva espulso i Giudei sopravvissuti dopo le tremende persecuzioni che la storia ricorda come tra le più feroci. Così essi ritornarono ad Efeso, e da lì continuarono ad appoggiare la testimonianza dei cristiani di questa città, come Paolo stesso ricorda in 2Timoteo 4:19 Saluta Prisca e Aquila e la famiglia di Onesiforo. Non abbiamo ulteriori notizie dalla Parola di Aquila e Priscilla. Non sappiamo come conclusero la loro carriera. La tradizione li vuole di nuovo a Roma dove sarebbero morti martiri, ed in effetti tra le più antiche catacombe esistenti a Roma troviamo proprio Le catacombe di Priscilla. Alcune riflessioni Aquila e Priscilla sono stati una coppia che ha dato tutto al Signore e che si è interamente consacrata alla diffusione dellEvangelo pur mantenendo attive le loro responsabilità professionali. Essi hanno aperto la loro casa a tutte le persone desiderose di conoscere il Signore Gesù. Furono di esempio pratico per molti fratelli e di testimonianza a molti non credenti ed attraverso di loro il Signore Dio ha permesso che contribuissero (se non alla fondazione) alla crescita di tre assemblee cristiane, e non di quelle minori: le chiese di Corinto, di Efeso e di Roma. Cosa può fare il Signore con una coppia così unita spiritualmente, completamente consacrata e senza riserve al Lui, capo divino? In che modo Aquila e Priscilla ci sono di incoraggiamento? E cosa possiamo fare per seguire il loro esempio? Ciò che non ho evidenziato sin qui e che mi ha colpito è lunione di Priscilla con suo marito Aquila in tutti gli aspetti della vita: 1. La fede nel loro Signore che dopo averli salvati li ha sempre aiutati e protetti in ogni situazione, persecuzione, bisogno e nelle malattie... 2. Lamore vero verso coloro che Dio presentava loro davanti, fossero essi fratelli, oppure persone non credenti a cui essi ministravano la Parola di Di; amore nellospitare, in tempi di persecuzione, la chiesa in casa loro a Roma (Ro 16:3,5) e a Efeso (1Co 16:19). 3. Lospitalità verso coloro che ministravano la Parola di Dio; ospitarono Paolo (At 18:3) che era solo, malato e perseguitato, e che era bisognoso di cure particolari. E non deve essere stato facile per Priscilla prendersi cura di Paolo afflitto da una malattia ripugnante (Ga 4:14). Lospitalità è un vero servizio al Vangelo, e i testi che abbiamo visto ci mostrano che il loro non era un sentimento passeggero, ma un vero dono (At 18,2-3) 4. Gli interessi spirituali: la disponibilità a condividere con altri il ministero, tantè che Paolo li chiama collaboratori preziosi; la disponibilità verso i giovani credenti, ad es. Efeso con Apollo; lapertura allospitalità a Paolo prima e ad Apollo poi, e alle chiese e sempre con un amore spirituale non finto ! 5. Le amicizie; furono sempre mirate allannuncio del Vangelo: Paolo, Apollo, e i fratelli. 6. Limportanza che la Parola di Dio ha avuto nella loro vita; alla scuola di Dio prima, poi di Paolo e poi nellammaestrare Apollo. 7. Limportanza del servizio; Paolo stesso li chiama più volte collaboratori, nel senso di 1Corinzi .3:9, quindi nel senso profondo del termine, di coloro cioè che collaborarono nella stessa opera comune come conlavoratori, alle dipendenze dello stesso padrone, con ambiti e funzioni differenti, ma pur sempre preziosi. 8. La dedizione alla famiglia: non abbiamo notizie che Priscilla si sia mai lamentata con Aquila:prima di tutto per i continui spostamenti e poi per il duro lavoro (pulizia della casa, fabbricare tende, occuparsi del marito e di Paolo o dei credenti che giravano per casa). Non cera la TV e forse non avevano neanche i figli. Meno male, direbbe qualcuno, perché molto difficilmente avrebbero potuto fare quello che poi hanno fatto). Sono personalmente convinto che tutto ciò, e il loro cammino di fede in comune (comunione) rese sempre più saldo il loro matrimonio! Ancora oggi il Signore Gesù Cristo è pronto a servirsi delle nostre famiglie cristiane, coppie e future coppie, per iniziare un lavoro spirituale nel nostro quartiere, nel nostro paese o città, o più semplicemente nella nostra chiesa! Dio ci aiuti ad essere suoi veri e affidabili collaboratori, nella predicazione del Vangelo, come lo furono Aquila e Priscilla! Unultima considerazione da non trascurare. Abbiamo sin qui parlato di Aquila e Priscilla, mettendo nellordine prima Aquila il marito, poi Priscilla la moglie. Nella realtà nei testi considerati (At 18:1-4,18-20,24-26; Ro 16:3-5; 1Co 16:19; 2Ti 4:19) spesso è il nome di Priscilla che precede quello del marito, evidenziando forse che le qualità e i doni di Priscilla fossero equivalenti a quelli di Aquila. Mi piace pensare che in questo caso non è vero quello che spesso si dice, e cioè che dietro un grande uomo cè sempre una grande donna! In questo caso la Parola di Dio ce li presenta accanto! Che meravigliosa benedizione per un uomo credente avere non dietro ma accanto una grande donna! La nostra generazione è avida di vedere la testimonianza pratica duomini e di donne, di coppie che vivono insieme il Vangelo. Ricordiamoci che noi oggi possiamo essere la prova che la Parola di Gesù trasforma lesistenza e dà la vera felicità. Testi biblici a cui si fa riferimento nellarticolo e dei quali si consiglia la lettura a chi desidera approfondirlo ulteriormente: Atti 18:1-4, 18-20, 24-26; Romani 16:3-5; 1Corinzi 16:19; 2Timoteo 4:19 Enrico Pasquini |