Interrogativi posti da nuove sperimentazioni scientifiche


BIOETICA:
“LASCIA CHE I MORTI
SEPPELLISCANO
I LORO MORTI”
(Matteo 8:21)



Anche nel nostro Paese è costantemente in aumento il numero delle persone che, anziché farsi seppellire, esprimono il desiderio che il loro corpo venga cremato e le ceneri raccolte in una piccola urna. Come valutare questa prassi?


Il cristiano di fronte
al problema della “cremazione”

Nella mia città circa il 50% dei defunti vengono “cremati” anziché “seppelliti”.
È una nuova tendenza che sta prendendo piede anche in Italia, dopo che in altri Stati è da lungo tempo diventata prassi comune. In Inghilterra, per esempio, i cimiteri sono ricordi del passato e per il corpo di un defunto esiste solo la pratica della cremazione.
La “cremazione” consiste nel distruggere il corpo bruciandolo all’interno di un forno crematorio, riducendolo in cenere. La cenere viene poi messa in un piccola urna, che viene murata in un loculo o interrata o in alcuni casi sparsa al vento.
Le motivazioni che spingono le nostre amministrazioni comunali a diffondere ed incoraggiare tale pratica sono la mancanza di spazio nei cimiteri, i costi elevati delle sepolture ed infine motivazioni di carattere igienico.
Ma quale atteggiamento deve avere il cristiano di fronte alla cremazione?
È lecita, oppure bisogna difendere ad oltranza la pratica della sepoltura? Il mondo cattolico fa appello alla sua “tradizione”, mentre molti avvicinano il problema emotivamente, condizionati dai brutti ricordi che storicamente evocano i forni crematori.

Per rispondere a queste domande dobbiamo rivolgerci alla Parola di Dio che ci permette di fare alcune considerazioni in merito.


Polvere o cenere?

Il libro della Genesi ci dice che siamo stati creati dalla polvere (2:7) e che il nostro destino è di ritornare polvere.
Il versetto 3,19 così si esprime: “...finché tu ritorni nella terra da cui fosti tratto, perché sei polvere e in polvere ritornerai
Sembra quindi che la sepoltura sia preferibile, tuttavia bisogna considerare che anche la cenere è destinata a diventare polvere e a disperdersi nella terra.
Abramo parlando con il Signore dice di essere “polvere e cenere” (18:27) e queste due espressioni sono usate come sinonimi per esprimere il fatto che egli si considerava un “nulla”.


La Bibbia tende alla sepoltura!

La sepoltura è una prassi ampiamente menzionata nel Vecchio Testamento. Già il capitolo 23 della Genesi ci riporta la sepoltura di Sara, moglie di Abramo, e le difficoltà di Abramo a trovare una tomba per lei. I patriarchi , i Re di Giuda e di Israele vengono sempre seppelliti accanto ai loro antenati. In Deuteronomio 34:6 troviamo scritto che Dio stesso seppellì Mosè. Isaia 53:9 profetizza la sepoltura del Signore Gesù, che noi sappiamo essersi realmente realizzata. Anche il Nuovo Testamento mostra la sepoltura come prassi comune.
Oltre alla sepoltura di Gesù, preparata dall’unzione del suo corpo da parte di Maria (Mt 26:12 Mr 14:8) ci presenta molte altre sepolture, come quelle di Giovanni Battista, di Lazzaro, del ragazzo di Nain, di Stefano, e altre.
La Bibbia tuttavia presenta anche alcuni esempi di cremazione dei defunti. In 1Samuele 31:12 i cadaveri di Saul e dei suoi figli vengono bruciati. In questo caso si tratta di una situazione di grande fretta, per sottrarli ai Filistei. Altri testi riportano l’uso del fuoco per esecuzioni (Ge 38:24; Le 20:14 e 21:9; Gs 7:15-25). Si tratta comunque di situazioni tutte particolari, che non rappresentano una norma.
Il testo di Amos 2:1 esprime una condanna della cremazione da parte di Dio: “Così parla il Signore: Per tre misfatti di Moab, anzi per quattro, io non revocherò la mia sentenza, perché ha bruciato e calcinato le ossa del re di Edom”. Questa pratica, oggi di gran moda, è chiamata “misfatto”.


Sepoltura, battesimo
e resurrezione

Leggiamo ora alcuni testi del Nuovo Testamento che inseriscono la “sepoltura” in discorsi simbolici:

“Siamo dunque stati sepolti con Lui mediante il battesimo nella Sua morte, affinché, come Cristo è stato risuscitato ...così anche noi camminassimo in novità di vita” (Ro 6:4).
“In Lui siete anche stati circoncisi… della circoncisione di Cristo, che consiste nello spogliamento del corpo della carne: siete stati con Lui sepolti nel battesimo, nel quale siete anche stati resuscitati con Lui, mediante la fede nella potenza di Dio che lo ha risuscitato dai morti” (Cl 2:11-12).

“Così è pure della resurrezione dei morti. Il corpo è seminato corruttibile e risuscita incorruttibile; è seminato ignobile e risuscita glorioso; è seminato debole e risuscita potente; è seminato corpo naturale e risuscita corpo spirituale” (1Co 15:42-43).

Il battesimo è una sepoltura.
Il rituale del battesimo richiama quello del seppellimento. Come il morto viene sommerso dalla terra, così il morto (spiritualmente) viene immerso nell’acqua. L’acqua del battesimo ricorda la terra della tomba. L’immersione nell’acqua battesimale è seguita dalla emersione, che simboleggia la resurrezione: il morto torna ad una nuova vita.
Paolo usa la metafora della sepoltura per fare comprendere grandi verità spirituali; per esprimere questa duplice fase della nuova nascita Paolo poi paragona questo avvenimento spirituale alla semina.
Un seme viene seppellito nella terra, e solo così dal seme può nascere una nuova vita, e questa vita nuova avrà un corpo: “e Dio gli dà un corpo come lo ha stabilito; a ogni seme, il proprio corpo” (1Co 15:38). Questo corpo in natura è il fiore, ma per l’uomo è il corpo celeste e glorificato che Dio ci ha promesso.
Come potremmo intendere il simbolismo del battesimo se Gesù non fosse stato sepolto, ma fosse stato cremato?
E come esprimeremo questo simbolismo il giorno che nessuno ricorderà più cosa è una sepoltura perché la cremazione diventerà l’unica prassi?
Si dovrà forse trovare un’altra forma di battesimo?
Il modello del corpo che brucia e sale al cielo sotto forma di fumo ricorda simbolismi cari alla tradizione orientale, ma distanti dalla tradizione giudaico-cristiana.


Il rispetto di un dono di Dio

Dio ha creato il nostro corpo, donandoci la vita. Ma è giusto non avere rispetto per il corpo “che non serve più”, il giorno che l’anima ritorna al Signore, eliminandolo al più presto con il fuoco, quasi disprezzandolo?
È questo un atteggiamento “usa e getta” che non considera il rispetto che dobbiamo a questo dono di Dio.
Certo la sepoltura non è molto diversa, ma ci ricorda, deponendo la salma nella tomba, la gratitudine che dobbiamo avere per il nostro corpo terreno, ed il desiderio che questo “seme” rinasca con un corpo nuovo.


Conclusioni

Abbiamo visto che nella Bibbia l’uso della sepoltura è dominante e che la sepoltura è considerata anche simbolicamente per farci comprendere verità spirituali importanti.
Tuttavia il passo di Matteo 8:21 “...lascia che i morti seppelliscano i loro morti”, mette l’accento sul rovescio della medaglia.
Il credente che da troppa importanza alla sepoltura, rischia di impegnarsi per delle tradizioni e dimenticare il vero mandato che Gesù ci dà su questa terra.
In questo senso si rischia di morire spiritualmente se si dà eccessiva importanza ai metodi usati. Credo che un cristiano, potendo scegliere, preferisca la “sepoltura” alla “cremazione”, tuttavia nessuno degli argomenti che ho esaminato in questo articolo possono essere ritenuti regole fondamentali in quanto nessuna parte la Parola di Dio ci comanda di fare così.
Se domani, come in Inghilterra, anche in Italia la “cremazione” diventerà la norma, non è necessaria nessuna crociata, ma cerchiamo invece il modo di testimoniare agli altri le verità spirituali della “resurrezione” e della “nuova nascita”.

Giorgio Begher
(Assemblea di Bolzano)