Poggio Ubertini (FI)

CONVEGNO “ACCAnto”:

IL VALORE DI UNA PRESENZA


Una sensibilità particolare

Ringrazio il Signore per avermi permesso di partecipare al primo convegno “Hnto” svoltosi a Poggio Ubertini dal 28 ottobre al 1° novembre 2005.
È stato un convegno speciale come, secondo me, sono speciali tutti coloro che sono colpiti da menomazioni più o meno gravi nel loro fisico.
Stando insieme a tanti fratelli e sorelle in Cristo che vivono questa realtà o che vivono accanto ad amici o familiari portatori di handicap, ho avvertito un clima di particolare sensibilità.
Gli studi presentati sono stati molto interessanti e chiari ed è stato bello riascoltare certi brani della Parola esaminati dal punto di vista dei “diversamente abili”, o “diversabili”, come i preferisce dire oggi per sottolineare quello che possono dare e che danno!
Mi sono piaciute le analisi di alcuni brani in cui Gesù si rapporta con ciechi, paralitici e altri malati: lui si è avvicinato a loro senza remore e con amore sincero.
Gesù non manifestava compassione, ma un vero interesse ad aiutare e a portare soluzioni o nuove prospettive di vita a coloro che soffrivano.


Dio ha per ciascuno
un progetto speciale


Questo è un ottimo esempio per ciascuno di noi che è chiamato dal Signore a vivere accanto ai diversamente abili abili.
Un altro concetto che mi è rimasto impresso è che la vita è sempre degna di essere vissuta, perché è un dono di Dio per il bene proprio e per il bene di tutti e questa vita ha inizio dal concepimento.
A Dio nulla è nascosto e lui vede e controlla la formazione dei nostri corpi e della nostra persona fin dal grembo materno (Salmo 139:13-16) così, prima che nasciamo, lui sa già perfettamente tutto di noi: se saremo “sani” o se avremo qualche deficit fisico o mentale; comunque sia, la nostra vita rientra nel suo progetto e tutti ne siamo un tassello utile e speciale.
Come sappiamo, il male esiste nel mondo a causa del peccato ed è motivo di sofferenza e dure prove, perciò la malattia, sotto varie forme, può colpire chiunque, ma Dio sa usare le conseguenze della malattia per il bene dei suoi figli e per glorificarsi.
Nulla avviene a caso, ma tutto è sotto il potente controllo del nostro Signore. Così coloro che sono colpiti da menomazioni o malattie nel fisico, stanno portando avanti il progetto speciale di Dio nella loro vita.


Da una diversabilità
una famiglia condotta
a Cristo!


Io ho vissuto accanto ad una sorella diversamente abile, grazie alla quale alcuni membri della mia famiglia ed io abbiamo conosciuto il Signore come personale Salvatore.
Quando la mia mamma ebbe come primogenita mia sorella Liliana paraplegica, avvertì un profondo disorientamento e si sentiva persa, sola abbandonata.
All’epoca non conosceva il Signore, ma oggi, come credente, riconosce che già a quel tempo il Signore le stava accanto aiutandola a sopportare quella dura prova.
Liliana non ha mai camminato. Crescendo sentiva un forte desiderio di leggere la Bibbia e, a seguito della sua insistenza, i miei genitori permisero ad un credente che viveva nel nostro paese di fare degli studi biblici in casa mia. Così dopo alcuni anni si convertirono la mamma e lei.
Vivere accanto a Liliana mi ha permesso di imparare ad amare la vita e il Signore che la dona.
Nonostante lei non camminasse, ringraziava spesso il suo Dio per la vita, perché con Gesù nel cuore sapeva apprezzare anche le più semplici cose che la rendevano felice e gioiosa.
Lei non si lamentava mai della sua disabilità, perché riconosceva che attraverso questa il suo cuore aveva cercato il Signore e lui si era fatto trovare.
Sia nella sofferenza che nella gioia, sentiva Gesù accanto a lei.
Spesso ringraziava anche la mamma per averla accettata in quelle condizioni e diceva che la vita è sempre degna di essere vissuta, specialmente se si conosce il Signore.


Sostenuti
sempre e comunque
dall’amore di Dio


Al Convegno abbiamo vissuto momenti di comunione speciali, soprattutto quando ci siamo divisi in gruppi.
Potevamo scegliere di partecipare a uno di questi tre gruppi, per essere “Hnto”:
• nella famiglia,
• nelle professioni sociali ed educative,
• nei Campi biblici e nella chiesa locale
Io ovviamente ho partecipato al primo gruppo.
Durante questi incontri ciascuno di noi si è sentito così compreso dagli altri e così disponibile a condividere che ci siamo aperti spontaneamente nel testimoniare le nostre esperienze.
Nelle storie personali di ciascuno è emerso che il Signore sta accanto in modo speciale.
Coloro che vivono la disabilità si sentono confortati dal Signore, amati e curati anche attraverso gli altri e quelli che vivono accanto a familiari o amici diversamente abili sentono di ricevere da loro un qualcosa di davvero speciale.
Certo, non mancano sicuramente momenti di scoraggiamento, dolore, senso di solitudine e di abbandono, ma sempre interviene il Signore che rincuora e rinforza, “alzandoci a volo come delle aquile”. Egli ha promesso che non ci lascia mai soli, né ci prova al di sopra delle nostre forze, anzi con la prova ci dà sempre la forza necessaria per sopportarla!


Un incoraggiamento
a proseguire


A conclusione del Convegno tutti all’unanimità abbiamo sentito la necessità di incoraggiare gli organizzatori a riproporre Convegni simili.
Insieme abbiamo capito anche l’importanza di incoraggiare con convinzione a partecipare a questo tipo di Convegni tanti altri fratelli e sorelle che forse non ne hanno compreso il valore e le ricchezze, perché non hanno mai direttamente esperimentato la gioia di stare accanto a persone diversamente abili e che, di conseguenza, non hanno mai potuto conoscere il tipo di vita che queste persone sono chiamate a vivere secondo il perfetto e benevolo piano di Dio. Sarà bello ed utile anche per altri vedere come nella vita dei diversabili si vede chiaramente l’amore di Dio e vedere che Egli si glorifica attraverso di loro.

Giovanna Meucci
(Assemblea di
Città di Castello, PG)