L’importanza della lode nella nostra vita

UN SERVIZIO ETERNO


L’impegno della lode e del ringraziamento al Signore si rivela particolarmente significativo e proficuo nei momenti in cui le esperienze della vita ci spingono allo scoraggiamento ed al pessimismo. È bene ricordare che il servizio della lode costituirà il nostro massimo impegno nel Cielo e che il Signore desidera che lo glorifichiamo qui sulla terra, preparandoci in questo modo fin da ora a vivere l’eternitàx


Situazioni che
costringono a riflettere


Penso che molte di noi abbiano vissuto nel passato o stiano sperimentando al presente dei periodi di tempo durante i quali sembra che il Signore ci metta da parte, ci costringa in qualche modo a fermarci e a rivedere i nostri progetti, non solo per la vita quotidiana ma anche per quello che riguarda il nostro servizio.
Spesso sono malattie, impegni familiari, difficoltà di rapporto con altre persone, problemi di lavoro ad assorbire tanto tempo ed energie da impedirci di servire il Signore come vorremmo.
Questi ostacoli, che frequentemente sono anche motivi di intensa sofferenza fisica o emotiva, provocano perplessità e disorientamento. Allora viene naturale fare delle verifiche, ci si esamina per capire se ci sia qualcosa che non va, alla ricerca di qualche peccato inconfessato o di motivazioni sbagliate.
Anche se fare un attento esame dei nostri atteggiamenti o azioni può farci capire meglio le conseguenze che essi producono, non troveremo necessariamente tutte le spiegazioni che cerchiamo.
Come fu per Giobbe, neppure noi siamo in grado di capire le realtà spirituali nelle quali siamo coinvolte, anche se ne viviamo le conseguenze.
Nelle circostanze difficili e dolorose possiamo però apprendere delle lezioni che forse non siamo disposte o non riusciamo ad imparare se tutto va bene.


Il valore della lode

Quando siamo in buona salute, la nostra famiglia è unita, abbiamo dei vicini di casa gentili e amichevoli (la lista potrebbe continuare a lungo), è molto più semplice ringraziare e lodare Dio.
Ricordo con piacere una serata durante un Convegno per sorelle al quale partecipai diversi anni fa: dopo avere visto un film-documentario sulla bellezza della creazione passammo del tempo a lodare Dio.
Era emozionante e coinvolgente sentire più di 50 sorelle che una dopo l’altra lodavano Dio per i motivi più diversi, ma è nelle circostanze avverse che impariamo cosa è il “sacrificio della lode”.
Il salmista Asaf scriveva nel Salmo 50:14 “Come sacrificio offri a Dio il ringraziamento e mantieni le promesse fatte al Signore” e al v. 23 “chi mi offre come sacrificio il ringraziamento mi glorifica”. Quando siamo al capezzale di un caro gravemente malato, o perdiamo il sonno per il comportamento ribelle di un figlio o siamo vittime di gravi ingiustizie, il ringraziamento e la lode si devono spostare dalle cose che vediamo e riceviamo come doni di Dio a realtà che non vediamo ma che crediamo per fede: il carattere perfetto e immutabile di Dio e le promesse contenute nella Sua Parola.

Purtroppo, anche se siamo credenti da tempo, non è sempre facile mantenere un atteggiamento di riconoscenza ma è fondamentale perché lo scopo della nostra vita è la glorificazione di Dio: cioè “proclamare le virtù di colui che ci ha chiamato dalle tenebre alla sua meravigliosa luce” (1P 2:9).


Cosa significa servire?

Nella lettera agli Ebrei 9:12-14 è scritto:
“Cristo ci ha acquistato una redenzione eterna... e il sangue di Cristo, che mediante lo Spirito eterno offrì se stesso puro da ogni colpa a Dio, purificherà la nostra coscienza dalle opere morte per servire il Dio vivente”.
La parola servire, in questo passo, significa più che fare delle opere, dà principalmente l’idea di rendere il culto e l’omaggio. Esso è messo in contrapposizione alle opere morte, prodotte dalla nostra personale giustizia che il profeta Isaia definì come un abito sporco. Is 64:4
Ritroviamo la medesima parola servizio in Ebrei 12:28 “ Perciò ricevendo un regno che non può essere scosso, siamo riconoscenti e offriamo a Dio un culto con riverenza e timore”.
Offrire il nostro culto spirituale, che l’apostolo Paolo definisce come presentare sé stessi come sacrificio vivente e santo (Romani 12:1), coinvolge tutto il nostro essere, non solo quello che facciamo ma soprattutto la disposizione del nostro cuore.
Come dice il versetto sopra citato di Ebrei 12, ringraziamento e culto vanno di pari passo perché il nostro culto può essere gradito a Dio solo se il nostro atteggiamento è giusto.
È vero che possiamo servire Dio in tanti modi; ogni azione che facciamo, se questa è in qualche modo motivo di ringraziamento a lui, lo glorifica, ma mentre altre persone possono sostituirci in vari compiti, per esempio nell’insegnare ai bambini, pulire il locale di culto, ospitare i fratelli e fare delle visite, nessun altro può prendere il nostro posto per lodare Dio.
È una responsabilità personale e unica.


Perché glorificare Dio?

Penso che ci siano almeno due motivi che debbano spingerci ad imparare a glorificare Dio “ora” e “in ogni circostanza”.

Innanzi tutto perché l’occupazione centrale quando saremo in Cielo, alla presenza del Signore, sarà l’ adorazione.
In Apocalisse 22:3 è scritto:
“Nella città vi sarà il trono di Dio e dell’Agnello, i suoi servi lo serviranno”. Di nuovo ritroviamo la parola servire di Ebrei 9 e questo mi fa pensare che il Signore ci stia preparando ora, attraverso tante e varie difficoltà, per un compito fondamentale che non avrà fine.
Anche se siamo persone di carattere ottimista, la tendenza naturale è dare più importanza a quello che non va piuttosto che a ciò che va bene, ad essere scontente per le cose che non si possiedono piuttosto che a gioire per quel che si ha.
Una cara sorella mi ha dato un suggerimento prezioso per capire a che punto sono nell’imparare ad essere riconoscente. Mi ha suggerito di scrivere ogni giorno su di un quaderno dieci motivi per cui ringraziare Dio, facendo in modo che siano sempre diversi dai giorni precedenti.
Devo ammettere che c’è bisogno di impegno per imparare ad essere grate per tante cose che si hanno e si danno per scontate o per smettere di lamentarsi a causa di circostanze spiacevoli o di persone difficili da sopportare ma, lo Spirito Santo può veramente trasformare i nostri pensieri e atteggiamenti sbagliati se glielo permettiamo.

Un secondo motivo è che la lode e il ringraziamento sono un’arma potente contro le potenze delle tenebre, contro i legami spirituali e l’oppressione satanica.
La lode ispirata dallo Spirito Santo, sia che sgorghi spontanea dal cuore, o sia suggerita dalle pagine della Bibbia, ci permette di resistere agli attacchi di Satana e di sconfiggerlo e questo non solo è una benedizione per noi stesse, ma è un grande aiuto per la nostra famiglia, per i fratelli e per tutti coloro che Dio mette sul nostro cammino.
Nel Salmo 149, il Signore ci fa intravvedere un piccolo spiraglio sulla vera portata della lode e capire quale grande privilegio essa sia:
“Abbiano in bocca le lodi di Dio e una spada a due tagli in mano per punire le nazioni e infliggere castighi ai popoli, per legare i loro re con catene e i loro nobili con ceppi di ferro, per eseguire su di loro il giudizio scritto. Questo è l’onore riservato a tutti i suoi fedeli” (vv. 6-9).

Sicuramente quanto detto non è nulla di nuovo o che la maggioranza delle sorelle che mi leggeranno non sappia già, ma credo che sia incoraggiante ricordarci queste verità per non permettere che, in certi momenti, lo scoraggiamento e la frustrazione diventino sgradite compagne di cammino.
Non lasciamo che le emozioni, che vanno facilmente su e giù, ci facciano perdere di vista l’obiettivo che ci sta davanti, perché Dio ha promesso di ricompensare tutto ciò che facciamo per la Sua gloria (Mt 6:6, 18).


Rese forti dalla lode

Il Signore ci chiama a servirlo, ma non ci costringe a farlo e nella Scrittura ci sono tanti esempi che suonano come ammonizioni.
Nel Salmo 78:9-10 è scritto:
“I figli di Efraim, gente di guerra, buoni arcieri, voltarono le spalle nel dì della battaglia. Non osservarono il patto di Dio e rifiutarono di camminare secondo la sua legge”.
Com’è triste quando il popolo di Dio, che il Signore ha preparato a combattere per la sua gloria, si tira indietro nel momento in cui dovrebbe dare il meglio di sé.
Che il Signore ci dia il coraggio e la forza di cui abbiamo bisogno per ubbidirgli nelle circostanze che lui permette e accresca in noi la consapevolezza che tutto questo non solo risulterà alla sua gloria ma, come ha detto uno scrittore cristiano, ci trasformerà secondo la sua immagine.

“La preghiera fatta in privato ci prepara a vincere tutti gli avversari che incontreremo fuori nel mondo.
Proprio come l’opposizione, l’ostilità e la bestemmia contro Dio, rafforzano ciò che è abominevole, diabolico, ignobile dello spirito umano, così l’adorazione e la lode esercitano, solidificano e rafforzano tutto ciò che è sublime e divino nell’interiore dell’essere umano”.


Orietta Vanni Trinari
(Assemblea di Perugia, Ferro di Cavallo)