Riferimento fondamentale di ogni chiesa localeLA FONTE DELLAUTORITÀ Le posizioni tuttora presenti nel mondo nominalmente cristiano portano ad attribuire autorità alla tradizione (e quindi alla parola pronunciata dagli uomini) oppure alla ragione umana. I veri discepoli di Cristo devono continuare a distinguersi per il loro porre al primo posto e, quindi al di sopra di ogni altra autorità, la Parola di Cristo che lo Spirito Santo ha fatto giungere fino a noi nelle pagine della Bibbia. Il senso dellautorità è intimamente legato alla vita delluomo nel suo relazionarsi con i suoi simili, nella famiglia, nello Stato e nelle varie aggregazioni sociali. Esiste un naturale dinamismo sociale che modifica continuamente il modo di essere dei popoli. In particolare vi sono stati periodi della storia caratterizzati da forti movimenti rivoluzionari, spinti dalla ricerca di un nuovo assetto sociale che ha comportato modificazioni profonde nella vita dei popoli. Basta pensare alla rivoluzione francese, a quella bolscevica e a quella del 68. Questo fenomeno, anche non traumatico, interessa quasi tutti gli ambiti della vita sociale; dalla politica alla religione, dalla famiglia alla vita individuale, ecc... Queste modificazioni incidono in modo rilevante sul concetto e sul rispetto dellautorità che presiede allordine nellambito delle varie comunità umane, quando sono ritenute ingiuste e dispotiche. Le nostre Assemblee non sono del tutto immuni da questo fenomeno, per il semplice fatto, che esse sono costituite da uomini che vivono in mezzo a questo secolo. Sebbene siano usciti dal mondo, essi portano con sé valori e condizionamenti che incidono sulle loro relazioni e creano dei malintesi sul senso dellautorità che vige nella Chiesa di Dio. Mi sembra pertanto opportuno capire prima, per grandi linee, la natura dellautorità che vige nel mondo per meglio comprendere quella che regola la vita della Chiesa. Prendiamo la definizione di autorità che ci dà il Dizionario di filosofia di Nicola Abbagnano: Un qualsiasi potere esercitato su un uomo o gruppo umano da un altro uomo o gruppo. In senso specifico si riferisce al potere politico e dello Stato, ma in senso più generale si riferisce allautorità della Chiesa, allautorità accademica nel capo scientifico, artistico, ecc.... Lautorità quindi esercita un potere normativo e di controllo, delle opinioni e dei comportamenti, sul singolo o su un gruppo. Le diverse fonti dellautorità Vi sono due teorie che escludono che la fonte dellautorità sia Dio, il Creatore. A) La prima è chiamata aristocratica ed è attribuita ai grandi della filosofia greca. Essi sostengono che lautorità deve appartenere ai migliori ed è la natura a fare questa selezione. Gli uomini sono divisi in due classi quelli che sono destinati a possedere ed esercitare lautorità e coloro che sono destinati a subirla. Vi sarebbe una divisione naturale degli uomini in due classi. Una possederebbe naturalmente quelle qualità e capacità di esercitare lautorità mentre laltra dovrebbe sottostare ed obbedire alla prima perché questo è il suo destino. Secondo questo pensiero è la natura stessa che crea spontaneamente lautorità. B) La seconda teoria dichiara che lautorità non consiste nel possesso di una forza che simpone ma dal diritto di esercitarlo conferito da coloro che danno il loro consenso allesercizio dellautorità su di loro. Secondo questa teoria tutti gli uomini sono uguali e liberi per natura. Quindi solo dagli uomini stessi, dalla loro volontà concorde può scaturire il principio ed il fondamento dellautorità. In sostanza la fonte dellautorità è nel popolo (democrazia) che, dandosi certi ordinamenti statali e regole, vi si sottopone per garantire il bene e la libertà di ognuno che appartiene a quella comunità. Lautorità ha ricevuto perciò il diritto di emanare comandi, leggi, in modo che gli altri siano obbligati ad obbedire. I grandi giuristi dellepoca romana ritenevano che lunica fonte dellautorità fosse il popolo romano. Cicerone diceva: Quando i popoli mantengono intero il proprio diritto, nulla cè di preferibile, di più libero, di più felice, dal momento che allora essi sono padroni delle leggi, dei giudizi, della guerra, della pace, dei trattati, della vita e del patrimonio dognuno. (Resp. I, 32, 48 ). La stessa autorità è limitata dalle esigenze dei diritti e della libertà di coloro sui quali si estende, da ciò nasce il principio che essa sia un ministerio, un servizio e non un dominio da rendere ai cittadini. Lautorità è creata da Dio I cristiani, attribuiscono la fonte dellautorità a Dio: Ogni persona stia sottomessa alle autorità superiori; perché non vi è autorità se non da Dio; e le autorità che esistono, sono stabilite da Dio. Perciò chi resiste allautorità si oppone allordine di Dio; quelli che vi si oppongono si attireranno addosso una condanna; infatti i magistrati non sono da temere per le opere buone, ma per le cattive. Tu, non vuoi temere lautorità? Fa il bene e avrai la sua approvazione, perché il magistrato è un ministro di Dio per il tuo bene; ma se fai il male, temi, perché egli non ha la spada invano; infatti è un ministro di Dio per infliggere una giusta punizione a chi fa il male. Perciò è necessario stare sottomessi, non soltanto per il timore della punizione, ma anche per motivo di coscienza (Ro 13:1-5). La fonte di tutta lautorità è in Dio e quelli che la esercitano sulla terra sono suoi delegati. Perciò disubbidire a loro è disubbidire a Dio. Lobbedienza ha un limite quando lautorità si pone in contrasto con le leggi divine e chiede per se onori divini. Quando i cristiani si trovano di fronte alla scelta a chi obbedire occorre che essi dicano : Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini (At 5:29). Questo testo è fondamentale per la concezione cristiana dellautorità nellambito della vita sociale e politica. Alcuni uomini della Chiesa hanno visto in esso la legittimazione dogni forma di governo (democratico, aristocratico, oligarchico o monarchico) quale espressione di una forza che trova la fonte in Dio, altrimenti non avrebbe la possibilità di farsi valere. S. Tommaso scrisse che da Dio, come dal primo dominante, deriva ogni dominio. Le tre forme di governo sopra citate riguardano soprattutto lambito dello Stato e dellorganizzazione della vita collettiva dei popoli, pertanto lambito della Chiesa ha una sua fonte dautorità propria ed esclusiva che non si fonda sul dominio o sul potere, ma esclusivamente sul servizio nellamore secondo gli insegnamenti di Cristo e degli Apostoli. Lautorità divina della Scrittura Lautorità e i principi che regolano la vita del mondo non sono quelli che vigono nella Chiesa di Dio. Dove possiamo trovare lautorità che regola la vita del popolo di Dio? Quasi tutti i cristiani riconoscono che lautorità definitiva e superiore in materia di condotta e di fede sia la Bibbia. Le confessioni religiose istituzionalizzate (cattolica, ortodossa, anglicana) riconoscono lautorità definitiva delle Sacre Scritture, ma riservano in modo esclusivo al corpo sacerdotale lesercizio di tale autorità. Per cui, lesatta interpretazione e lapplicazione del disposto divino è di loro esclusiva competenza. In pratica si realizza un sistema in cui il corpo ecclesiastico si configura con una monarchia che vede allapice della piramide gerarchica un capo umano. Gli appartenenti a tali confessioni sono dei sudditi che in pratica non hanno alcun diritto di esercitare alcuna forma dautorità derivante loro dalle Sacre Scritture. Prima delle definizione del dogma dellImmacolata Concezione di Maria, madre di Gesù, avvenuto nel 1854, vi era un nutrito gruppo di teologi cattolici che erano contrari per varie ragioni bibliche. Ma dopo la sua promulgazione, dovettero accettare per vero quel dogma nonostante che la stessa chiesa cattolica romana per tanti secoli non avesse trovato un accordo ragionevole su tale dottrina. Il mondo cristiano evangelico si presenta di fronte al tema della autorità in modo abbastanza diversificato. Il principio della sola Scrittura, come dicevano gli uomini della riforma protestante, portò il credente ad avere un ruolo personale e diretto nellinterpretazione delle Scritture e stabilì anche il principio fondamentale secondo cui lautorità vera e completa risiede unicamente nella Sacra Scrittura. Nella Chiesa di Dio tutti i credenti, guidati dallo Spirito Santo, possono avvalersi dellautorità da essa derivante per la difesa e la proclamazione della verità divina. Questo principio basilare però ha incontrato ed incontra non poche difficoltà nella applicazione pratica. Per cui abbiamo registrato progressivamente una forma di specializzazione soprattutto nel campo degli studi teologici che hanno la pretesa di voler dire lultima parola interpretativa sui testi biblici, nel campo dottrinale ed esegetico. Per contro molti credenti sentono il legittimo diritto di pervenire a conclusioni interpretative ed applicative molto soggettive, e quando non si sottomettono umilmente alla guida dello Spirito Santo e al principio della condivisione e comunione con gli altri fratelli, con gli anziani e con la chiesa, producono spesso divisioni, confusione e danni considerevoli. Dagli insegnamenti di Gesù e degli apostoli comprendiamo chiaramente che la chiesa locale non è unistituzione tipo quelle del mondo, pertanto simpone il dovere di capire qualè la vera autorità vigente nella Chiesa e alla quale tutti i credenti senza alcuna distinzione devono sottomettersi. Quando parliamo dautorità ci sono molte cose che ci rendono perplessi. Tuttavia non possiamo lasciarci condizionare dallo spirito operante in questo presente e malvagio secolo. Uno dei segni degli ultimi tempi sarà lapparizione delluomo senza legge, che rifiuta lautorità e il suo stesso principio. Il concetto presente nel mondo non si può applicare per analogia nel campo della realtà spirituale e della chiesa locale. Quando ciò avviene non fa che manifestare lambizione ed il desiderio di potere e di comando tipico delle organizzazioni sociali del mondo. Daltronde bisogna riconoscere che cè, nella stragrande maggioranza delle persone, il bisogno di avere sopra di sé unautorità che dia sicurezza, che dia direttive, che dica cosa fare e non fare. Questo, è un modo di sottrarsi alle proprie responsabilità delegando agli altri le decisioni che spettano a ciascuno quando è posto davanti al comandamento di Dio. Questatteggiamento denota anche unimmaturità spirituale e la scarsa conoscenza della Parola di Dio, che è quella luce che illumina il cammino quotidiano dogni credente. La combinazione di questi due fattori, lambizione da una parte e la delega dallaltra, porta ad instaurare anche nella chiesa locale dei rapporti non corretti, che vanno ad alterare e ad inquinare lambiente in cui vive il popolo di Dio. Crediamo che tutti concordiamo sulla necessità che vi sia autorità come bene assolutamente necessario per il mantenimento dellordine e della libertà e che questautorità è la Bibbia, la Parola di Dio scritta da uomini sospinti e guidati dallo Spirito Santo. Le divergenze nascono quando passiamo sul piano pratico, prima della sua interpretazione e poi della sua applicazione. La voce dellautorità A lui apre il portinaio, e le pecore ascoltano la sua voce, ed egli chiama le proprie pecore per nome e le mena fuori. Quando ha messo fuori tutte le sue pecore, va innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce (Gv 10:3-5)...ma un estraneo non lo seguiranno; anzi, fuggiranno via da lui perché non conoscono la voce degli estranei(v.1 6). Ho anche delle altre pecore, che non sono di questovile; anche quelle io devo raccogliere, ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge, un solo pastore (v. 27 ). Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco, ed esse mi seguono. Gesù dice che le sue pecore conoscono la sua voce, lascoltano e sanno distinguerla da quella degli estranei. Alla domanda dove possiamo trovare la voce della vera autorità, senza dubbio quasi tutti i cristiani riconoscono che la troviamo nella persona del Signore, Gesù Cristo. Nel Gesù storico che ha manifestato la sua vera natura : con i suoi insegnamenti: e la gente stupiva della sua dottrina, perché Egli li ammaestrava come avente autorità(Mr 1:22); con il suo amore, con la sua potenza guaritrice: E tutti furono presi da sbigottimento... dicendo: «Quale parola è questa? Egli comanda con autorità agli spiriti immondi ed essi escono» (Lu 4:36); con le sue affermazioni che nessun altro ha fatto riguardo alla Scrittura: Fu detto, ma io vi dico... ( Mt 5:31-32); con la sua morte espiatoria sulla croce, in mezzo a due ladroni; da dove dispensa ancora perdono e salvezza. con la sua gloriosa risurrezione e con lapparizione alle donne, ai discepoli ed altri testimoni oculari. Quando per lo Spirito, che manifesta Gesù, gli uomini, avranno riconosciuto e trovato lunigenito Figlio di Dio, potranno sentire la sua voce forte e sicura che risuona lungo i secoli: Voi mi chiamate Maestro e Signore, e dite bene, perché lo sono (Gv13:13). Ammaestrava come avente autorità Gesù, durante il suo ministerio terreno, non fu a capo di nessun sistema istituzionale terreno. Però quando Egli parlava era più autorevole, di un rabbino, di un sacerdote o di un re. I suoi insegnamenti, i suoi segni esprimevano una potenza illuminante e liberatrice riconosciuta e sperimentata dagli uomini che si accostavano a Lui nella semplicità ed umiltà. La voce autorevole di Gesù Cristo si può ancora udire oggi per mezzo della Parola scritta, proclamata, insegnata fedelmente, nella semplicità evangelica da tutti i suoi fedeli discepoli. Essi si attengono strettamente a ciò che è scritto nelle Sacre Scritture. Essi hanno la buonabitudine di dire : Sta scritto... Dio dice... Gesù ha detto... Gli apostoli hanno insegnato... Così i semplici e gli umili, le pecorelle, ascolteranno ancora la voce autorevole del loro vero Pastore, che riprende, incoraggia e libera dalla schiavitù e da ogni peccato. Per ogni cristiano lunica e definitiva autorità è il Signore Gesù Cristo. Egli è il fondamento, la pietra angolare, il Capo del corpo, della chiesa. Per mezzo dellaiuto e della guida dello Spirito Santo che rivela Gesù, possiamo e dobbiamo riconoscere la sua autorevole voce che si esprime per mezzo dei suoi fedeli servi. ( 2Co 2:17). Gesù guida i suoi discepoli ed esercita la sua autorità in noi e in mezzo a noi per mezzo dello Spirito Santo. I discepoli si rattristarono quando udirono da Gesù che a breve li avrebbe lasciati per far ritorno al Padre celeste. (Gv 14:15-21) Gesù li rassicurò con la promessa di mandare a loro il Consolatore, lo Spirito Santo che avrebbe annunciato e rivelato la persona di Gesù Cristo. La fede che noi abbiamo non è soltanto una serie comandamenti e precetti, quanto piuttosto una reale relazione vivente col Cristo e col Padre celeste. Da questa relazione dipende la nuova vita per ognuno che ha creduto in Cristo. Se uno non ha lo Spirito di Cristo non appartiene a lui (Ro 8:9); Tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, sono figli di Dio (Ro 8:14). Non dobbiamo mai dimenticare né perdere la consapevolezza che il Signore ha dato il dono dello Spirito Santo a tutti i suoi discepoli senza alcuna distinzione, perché solo per lo Spirito noi possiamo vivere la nuova realtà spirituale nella quale siamo pervenuti, non con i nostri sforzi o le nostre capacità, ma perché trasportati da Dio stesso (Cl 1:13). Per edificare e sviluppare il corpo di Cristo, lo Spirito Santo ha dato ai singoli credenti dei doni da spendere per lutile comune. Discernimento della vera autorità Pur riconoscendo la vitale importanza della guida dello Spirito Santo in colui che parla ed in colui che ascolta, dobbiamo umilmente riconoscere che, a causa dei nostri limiti umani, ci possono essere dei veri problemi pratici nel discernimento della vera autorità. La domanda che i cristiani si sono posti in ogni tempo è stata: quale autorità devono accettare, a quale autorità devono sottomettersi nella vita spirituale e morale? Nel corso dei secoli le risposte a questa domanda sono state essenzialmente tre: La Sacra Scrittura, la Tradizione e il Giudizio individuale. 1) Per il cristiano prima di tutto vi è lautorità della rivelazione divina, che fu dapprima parlata e poi scritta. In altre parole, la voce della Scrittura, un autorevole rapporto scritto di ciò che Dio disse, di ciò che Dio fece, e di ciò che Dio vuole che noi sappiamo. 2) Poi vi è lautorità della tradizione, intesa come la testimonianza unita allesperienza della vita della chiesa del passato, per mezzo della quale veniamo a sapere comessa intendeva ed applicava la volontà di Dio nel concreto dellesistenza quotidiana. 3) In terzo luogo, vi è lautorità del giudizio individuale, sia nelluso della nostra ragione e della facoltà di giudizio, sia sotto la forma di una convinzione spirituale intima che il credente raggiunge con la guida e laiuto dello Spirito Santo. Purtroppo durante i secoli scorsi, come anche oggi, gli uomini hanno privilegiato, di queste tre fonti dautorità ora una ora laltra, con conseguenti deviazioni che hanno portato gli uomini lontano dalla verità e dalla vera autorità. Indubbiamente per ogni cristiano la suprema ed unica autorità è la Sacra Scrittura, ma non possiamo prescindere totalmente dalla tradizione della comunità del passato e dal giudizio individuale. Le Scritture vanno applicate alla realtà del presente ed è perciò necessario, partendo dal contesto storico in cui sono collocate, comprendere il vero ed immutabile insegnamento affinché restiamo sempre fedeli al Signore, anche se cambiano i tempi e le forme del vivere civile.. Non possiamo fidarci totalmente della tradizione. Sappiamo dalla stessa Scrittura, come sin dai tempi più antichi, essa è stata una guida incerta e pericolosa. Riscontriamo che ai tempi di Gesù e successivamente nellera cristiana, verano tanti falsi insegnamenti che sinfiltravano nelle chiese producendo contrasti e divisioni. Rimane lapidaria laffermazione di Gesù con la vostra tradizione avete annullata la Parola di Dio. Perciò il credente devessere molto prudente e saggio nel ricorrere a questa fonte dautorità. Non possiamo neppure fidarci del solo giudizio individuale perché la mente umana è inadeguata alla realtà divina, luomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché gli sono pazzia e non le può conoscere, perché le si giudicano spiritualmente (1Co 2:14). Il cristiano più sincero può sbagliare riguardo alla luce interiore se non supportata dalla Scrittura e dalla tradizione. Tuttavia dobbiamo riconoscere che, se tutte e tre le fonti sono necessarie: la Scrittura, la tradizione ed il giudizio individuale, esse non sono sullo stesso piano. Nel campo della cristianità si riscontrano tre posizioni fondamentali: A) La prima è quella delle chiese moltitudiniste ( cattolica, ortodossa, anglicana). In sostanza queste chiese accettano tutte e tre le fonti in questione (Scrittura, tradizione e ragione), ma mettono al primo posto la tradizione. Quando essa si pone anche in evidente contrasto con la Scrittura, lautorità ecclesiastica può legittimarla a norma di fede e di condotta vincolante per tutti i fedeli. La tradizione diviene così più autorevole della Scrittura. Purtroppo dobbiamo riconoscere che lerrore contiene quasi sempre una parte di verità. Le peggiori eresie si sono avute aggiungendo qualcosa o sottraendo qualcosa alla verità. Molti esempi li troviamo nel cattolicesimo con lintroduzione lungo i secoli di pratiche pagane e con laggiunta di dottrine che non hanno nessun riscontro biblico, ma che hanno solo qualche riferimento nella tradizione del passato. B) La seconda possiamo dire che sia la posizione liberale, umanista o modernista. Questala del cristianesimo riformato accetta anchessa tutte e tre queste fonti, ma pone al primo posto la ragione, il suo giudizio individuale. La Scrittura è considerata come un serbatoio che contiene la Parola di Dio. Sarà lui, luomo moderno con la sua logica, a stabilire le cose che valgono e quelle che sono senza significato. Se la Scrittura è in conflitto con quel che egli sente dessere giusto, egli segue il proprio giudizio. C) La terza posizione è quella evangelica fondamentalista. In pratica il cristiano evangelico accetta anchegli tutte e tre le fonti, ma pone al primo posto assoluto la Sacra Scrittura. Ovviamente dovrà avvalersi della ragione, del suo giudizio individuale perché il vero evangelico non è uno oscurantista che disprezza il ragionamento e la cultura. Dobbiamo riconoscere che non sempre comprende o spiega tutto, ma non per questo giunge alla conclusione di dover rifiutare ciò che non è ragionevole per lui. I motivi della mancata comprensione possono essere diversi, come quello di non possedere tutti gli elementi necessari. Egli ha lumiltà di aspettare che Dio riveli quello che ora gli è incomprensibile, forse si avvarrà di un altro fratello e di una intuizione o rivelazione personale. Crediamo che ogni buon evangelico non disprezzi del tutto la tradizione. Riteniamo che sia doveroso e saggio non buttare alle ortiche, senza rispetto, il vissuto e la testimonianza collettiva delle comunità cristiane che ci hanno preceduti. Essa è la storia dei nostri padri che hanno lasciato una traccia sulla quale siamo e camminiamo. La nostra adesione ad essa però non devessere passiva, ma con rispetto, dobbiamo considerare ogni cosa, come i bereani, con spirito critico e di riscontro con la verità scritturale. Il cristiano evangelico pertanto pone indiscutibilmente al primo posto la Sacra Scrittura, e subordina ad essa sia il suo giudizio individuale che la tradizione dei fratelli del passato. Egli non avrà nessuna difficoltà ad accettare la tradizione se essa non si pone in conflitto con la Parola di Dio. La convinzione del cristiano evangelico è quella che sia la Sacra Scrittura a giudicare ogni cosa, la Chiesa e i singoli cristiani, e non viceversa. Il fatto che sia stata la Chiesa dei primi secoli a darci il Libro e a stabilirne lautenticità non significa che sia stata la Chiesa a darle autorità. Se un archeologo o un esperto darte dichiara che una certa opera è autentica, ciò non significa che lha resa autentica, ma semplicemente che ha riconosciuto una qualità ed una autenticità che lopera possiede intrinsecamente ed indipendentemente da lui. Conclusione 1. Lautorità per noi cristiani evangelici è ciò che Dio fece, disse, e ciò che Dio vuole che noi sappiamo e pratichiamo nella nostra vita individuale e nella chiesa. In sostanza è normativo per noi quello che ci dicono le Sacre Scritture. 2) Riscontriamo anche che nelluomo è innato il riconoscere lautorità della tradizione. Essa è la testimonianza e lesperienza della vita delle comunità cristiane del passato, di come interpretavano le Scritture, di come si rapportavano al mondo, nel rispetto della volontà di Dio. Però il Signore Gesù (Mt 15:6) ci mette in guardia nellaccettare passivamente come autorità normativa la tradizione (abbiamo fatto sempre cosi). Tutto deve passare al vaglio della Sacra Scrittura. 3) Ancora: dobbiamo riconoscere che lindividuo può e vuole esercitare lautorità del suo giudizio personale, come risultante del suo processo logico da una parte e della sua sensibilità alla guida dello Spirito Santo dallaltra. Senza questo processo logico non potremmo giungere a delle convinzioni stabili, pur nel cammino della fede. Ma sappiamo anche che non possiamo fidarci del giudizio individuale. Se già in molti possiamo sbagliare figuriamoci quando giudichiamo da soli. Perciò non dobbiamo fidarci troppo di noi stessi per i limiti e le visioni parziali propri della natura umana. Accettare questo significa possedere la giusta disposizione dellanimo e la consapevolezza di quanto siamo fallaci e ciò ci potrà preservare dal commettere tanti sbagli e dallassumere atteggiamenti arroganti e dogmatici. Dobbiamo riconoscere umilmente che non abbiamo la perfetta conoscenza di tutto ciò che Dio ha detto e comandato. Talvolta abbiamo dei passi della Scrittura sui quali è difficile trovare un pari sentimento. Allora dobbiamo avvalerci di tutte le fonti dellautorità per comprendere la verità. Le difficoltà nascono oltre che dalle problematiche insite nelle traduzioni, dalla nostra distanza temporale dagli avvenimenti e dai riferimenti alla vita concreta. Perciò per pervenire alla verità che riconosciamo come autorità normativa in materia di fede dobbiamo attenerci strettamente alla Sacra Scrittura ed avvalerci, quando necessario, della tradizione della primitiva Chiesa su come ha interpretato ed applicato la Parola del Cristo e gli insegnamenti degli apostoli. Infine come esseri pensanti, fatti ad immagine e somiglianza di Dio, dobbiamo avvalerci delle nostre facoltà di giudizio individuale e dell intima convinzione che raggiungiamo quando ci lasciamo guidare ed illuminare dallo Spirito Santo. Crediamo fermamente che le Sacre Scritture sono lunica autorità normativa nel campo della vita spirituale e morale e che la tradizione, come anche il giudizio individuale sono strumenti sussidiari che possono fornirci una maggiore chiarezza e sicurezza su alcune dottrine ed alcuni aspetti della vita cristiana. Gesù nei suoi insegnamenti ai discepoli e alla gente ha riconosciuto lautorità della Sacre Scritture dellAntico Testamento: tutti i suoi detti, e tutte le sue opere. Anche noi come cristiani doggi, abbiamo la necessità di appellarci allautorità delle Sacre Scritture, per discernere il vero dal falso e per distinguere il bene dal male. Negli insegnamenti, nelle decisioni dovremmo poter dire sempre, non io, non noi, ma Dio dice, la Parola di Dio dice. Sempre e a questa unica vera autorità ogni cristiano deve essere sottomesso. Crediamo che questo parlare ed insegnare sarà un modo fedele ed autorevole nel servire la Chiesa. Ogni vero cristiano che riconosce la voce autorevole del suo vero Pastore anche nei suoi fratelli, a cui Dio ha dato dei doni, non avrà difficoltà a rispettare, stimare ed amare coloro che gli parlano da parte del Signore. La sottomissione del credente, nella libertà dello Spirito, va data a Dio e alla sua Parola scritta, non agli uomini quando parlano da e per sé stessi. Il servitore avrà autorevolezza nellinsegnare e nel predicare la Parola di Dio quando la sua vita riflette umilmente e fedelmente linsegnamento del suo Signore e del suo Maestro Gesù Cristo.
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