ESDRA e NEEMIA: due uomini usati da DioUN VERO RISVEGLIO Capitolo 3°: Di fronte allopposizione Quando il cammino del popolo di Dio procede a rilento ciò può essere provocato dalla presenza di ostacoli a lui esterni (ostilità, persecuzioni...), ma anche da quella di ostacoli interni (indolenza, indifferenza, pigrizia, priorità sbagliate...). In entrambi i casi è fondamentale riscoprire il valore di una piena fiducia nellintervento di Dio e di unaltrettanto piena disponibilità a seguirlo e a servirlo. Affrontare ostacoli per fare la volontà di Dio Il Signore risvegliò lo Spirito di Zorobabel, figlio di Sealtiel, governatore di Giuda, e lo spirito di Giosuè, figlio di Iosadac, sommo sacerdote, e lo spirito di tutto il resto del popolo; essi vennero e cominciarono a lavorare nella casa del Signore degli eserciti, loro Dio Ag 1:14). Si consiglia di leggere Esdra 4 a 6. Opposizione: un argomento che preferiremmo ignorare. E, soprattutto, un argomento che preferiremmo non ci riguardasse troppo da vicino. Ma, ahimé, il popolo di Dio incontra sempre opposizione quando vuole fare la volontà di Dio; pertanto, armiamoci di pazienza e cerchiamo di imparare qualcosa dallesperienza che Zorobabele e il resto del popolo hanno fatto circa duemilacinquecento anni fa. Vedremo che, oltre allopposizione esterna, il popolo di Dio deve affrontare lopposizione interna, la propria indolenza e infedeltà, il proprio egoismo. Lopposizione esterna Alcuni di noi saranno rimasti sconvolti leggendo la risposta di Zorobabele a coloro che si erano presentati a lui come persone che cercavano il Dio di Israele e che, addirittura, gli offrivano sacrifici fin dal tempo in cui si erano trasferiti in quella zona. Perché rifiuta la loro collaborazione? Perché Esdra (lautore dellomonimo libro), li descrive come nemici di Giuda e di Beniamino? Per rispondere a queste domande, occorre fare un passo indietro di circa duecento anni. Tanto tempo infatti era passato dalla conquista di Samaria, capitale del regno del nord a cui facevano capo tutte le tribù di Israele escluse Giuda e Beniamino, da parte del re assiro. In seguito alla deportazione degli Israeliti in Assiria, gli Assiri trapiantarono in Israele gente proveniente da Babilonia, Kuthah, Avva, Hamath e Sefarvaim (2Re 17:24). Secondo un loro schema di conquista, gli Assiri deportavano i popoli da loro conquistati e, al loro posto, insediavano altre popolazioni. Lo scopo era quello di mantenere il controllo del territorio per mezzo di persone fedeli al regime, umiliando i popoli deportati che invece si trovavano a vivere lontano dal loro paese. Molte di quelle persone erano di animo doppio perché servivano il Signore ma allo stesso tempo servivano altri dèi come leggiamo in 2Re 17:24-41. In effetti, 2Re 17:25-29 fa chiaramente capire che essi iniziarono a temere lEterno a causa delle afflizioni che Egli mandava loro, ma non avevano un rapporto esclusivo con Dio. Dal loro comportamento, anche nel seguito del libro di Esdra, apprendiamo che queste persone presidiavano il territorio con lo scopo di fermare gli Israeliti. Non erano animati da sentimenti nobili come avrebbero fatto pensare le loro parole in Esdra 4:2! Quindi, la risposta di Zorobabele fu saggia. Egli sapeva che, questi individui avrebbero causato problemi e sarebbero stati di intralcio al completamento dei lavori. Cè una lezione anche per noi in questo episodio. Di fronte ad unopera per il Signore, siamo propensi a pensare che il successo dipenda dal numero di persone coinvolte o dalla qualità delle persone coinvolte? Quanti di noi avrebbero risposto come Zorobabele di fronte a persone che sembravano animate da uno zelo per Dio? Non è compito vostro costruire insieme a noi una casa al nostro Dio; noi la costruiremo da soli al SIGNORE, Dio dIsraele, come Ciro, re di Persia, ci ha ordinato. (Ed 4:3). Questa frase ci fa riflettere sul privilegio che hanno coloro che appartengono al popolo di Dio di servirlo. È compito nostro servire il Signore. Egli nella sua sovranità può anche usare dei pagani per trarre gloria, ma questa non è la regola. Siamo consci del privilegio che abbiamo nel servire il Signore? Egli potrebbe fare a meno di noi, ma ha scelto di servirsi di noi. Saremmo in grado di discernere gli operai giusti per lavorare nel cantiere di Dio? Lopposizione interna Nonostante la risposta di Zorobabele dimostri una certa determinazione nel seguire il Signore, ciò non fu sufficiente ad impedire che i lavori fossero bloccati per parecchi anni. Perché? Alcuni di voi potrebbero pensare che i lavori furono bloccati a causa dellordine di Artaserse e che, pertanto, non si possa biasimare gli Israeliti per aver sospeso i lavori. Ma, è proprio così? Un attento esame del testo associato ad una riflessione di carattere storico, porta a conclusioni diverse. Infatti, Artaserse visse parecchi anni dopo la sospensione dei lavori (il regno diCiro si colloca fra il 559 e il 530 a.C. mentre quello di Artaserse fra il 464 e il 4242 a.C.). Come si spiega allora laffermazione di Esdra? È una buona occasione per ricordarci che il modo di scrivere la storia dipende dallo scopo che lautore si prefigge. Lesatta successione cronologica degli eventi è solo una delle possibilità. Spesso gli storici dellantichità preferivano accorpare gli argomenti in modo tematico. Esdra nel capitolo 4 dellomonimo libro, riportando gli avvenimenti legati allopposizione avvenuta ai tempi di Zorobabele, riporta anche tutti gli episodi di opposizione avvenuti anche nei decenni successivi perché il suo scopo, in questo capitolo, è quello di evidenziare la malvagità dei popoli che abitavano il paese. Da questi racconti, infatti, emerge proprio la conferma dei sospetti che Zorobabele aveva avuto impedendo qualunque collaborazione nellopera di ricostruzione del tempio da parte delle popolazioni vicine a Gerusalemme. Abbiamo appurato, quindi, che, lordine di Artaserse che impediva ai lavori di continuare si riferisce alla costruzione delle mura e non alla costruzione del tempio avvenuta ai tempi di Zorobabele. I lavori furono bloccati mentre il regno era ancora nelle mani di Ciro, il Re che aveva lasciato partire il popolo per costruire la casa di Dio. Allora perché si fermarono? Chi impedì loro di portare avanti il lavoro? È proprio questo il punto. Probabilmente, i lavori furono sospesi a causa dellintimidazione ricevuta dagli oppositori. Nonostante la risposta di Zorobabele, probabilmente la maggior parte degli Israeliti non volle continuare i lavori. Non sempre la determinazione di una guida è sufficiente a infondere coraggio a tutto il popolo. In questo caso possiamo dire che il peggior oppositore degli Israeliti furono gli Israeliti! Fu per paura delle intimidazioni ricevute che i lavori furono bloccati. Il Dio che avevano celebrato poco tempo prima per aver permesso che le fondamenta fossero gettate non era abbastanza potente da bloccare i loro nemici? Certo che lo era. Ma lentusiasmo aveva lasciato lo spazio allo scetticismo, il coraggio aveva lasciato spazio alla paura, la fiducia nel Signore era venuta meno ... Questo tipo di atteggiamento, che potremmo chiamare opposizione interna, giustifica il messaggio di rimprovero da parte del profeta Aggeo (Ag 1). Gli Israeliti avevano una grossa responsabilità nellaver bloccato i lavori. Lo zelo per la casa di Dio aveva lasciato spazio allo zelo per i propri affari non appena ci fu opposizione dei nemici. Come in tutte le epoche, il popolo di Dio doveva fronteggiare due tipi di problemi: lopposizione esterna fatta dai nemici, su cui Esdra si sofferma, e quella interna di cui ci parla Aggeo, lindolenza, legoismo, linfedeltà. A volte il nemico interno (lindolenza del popolo di Dio) è più difficile da individuare rispetto a quello esterno. È un nemico che riesce a nascondersi molto bene tra le pieghe della nostra mente. Se i lavori furono sospesi durante la vita di Ciro, che si era mostrato totalmente a favore della ricostruzione, ciò significa che gli Israeliti si scoraggiarono troppo facilmente benché non ci fossero stati ordini da parte del re per sospendere i lavori. Possiamo dire che lopposizione dei nemici costituì per molti una valida scusa per dedicarsi ad altre attività. La casa di Dio era importante, ma cerano anche le proprie case da costruire... È proprio questo tipo di atteggiamento che Aggeo denuncia (vedi Ag 1). Gli Israeliti avevano abbandonato la costruzione della casa di Dio per dedicarsi alla costruzione delle proprie case! La denuncia di Aggeo è chiara: il popolo di Dio si dedicava agli affari personali dimenticando la causa del Signore (Ag 1:9-11). ciò viene indicato da Aggeo come causa di maledizione. Anche la chiesa si trova a fronteggiare questo tipo di opposizione. È lopposizione che viene dal nostro io, il quale vorrebbe soddisfare solo sé stesso. Siamo poco propensi a dedicare tempo ed energie allopera del Signore. Ma nello stesso tempo siamo molto più propensi a circondarci di tutto ciò che la nostra anima desidera. Lopera di Dio langue, ma noi siamo sazi e ripieni della nostra religione. Vincere lopposizione Lopera poté essere ripresa solo dopo qualche anno, dopo che il popolo fu stimolato da Dio stesso attraverso i suoi profeti Aggeo e Zaccaria. La predicazione di Aggeo e Zaccaria produsse un buon effetto: Mettetevi al lavoro! perché io sono con voi dice il Signore degli Eserciti secondo il patto che feci con voi quando usciste dallEgitto. Il mio Spirito è in mezzo a voi, non temete! (Ag 2:4b-5). I profeti Aggeo e Zaccaria, figlio di Iddo, profetizzarono nel nome del Dio di Israele ai Giudei che erano in Giuda e a Gerusalemme. Allora, Zorobabel, figlio di Sealtiel e Iesua figlio di Iosadac, andarono a riprendere la costruzione della casa di Dio a Gerusalemme; e con loro erano i profeti di Dio, che li assistevano (Ed 5:1-2). Dio desta di nuovo lo spirito degli Israeliti e veglia su di loro perché quella è la sua volontà. E ancora una volta si osserva che Dio è sovrano sulla storia. I nemici continuavano a essere presenti, ma il lavoro continuava grazie alla mano potente di Dio. Il vero popolo di Dio ha la caratteristica di tornare al Signore quando Egli fa udire la sua voce attraverso un profeta, un sacerdote, un governatore, o attraverso chiunque Egli voglia usare. La risposta alla parola di Dio è un elemento caratterizzante di ogni vero risveglio. Il popolo di Israele aveva ascoltato la predicazione di Aggeo e alla fine aveva ricostruito il tempio. Passarono solo ventiquattro giorni dalla prima predicazione di Aggeo allinizio dei lavori (Ag 1:1, 1:14-15). ciò è meraviglioso! Lindolenza era durata molti anni, tutto sembrava ormai perduto. Proprio quando tutto sembra andare male e non sembra esserci più speranza, è il momento di vedere Dio allopera che sensibilizza i cuori delle persone e li riporta verso di Lui. ciò che non accadde nel corso di anni, ebbe luogo entro pochi giorni. Cè uno straordinario messaggio di speranza per la Chiesa del ventunesimo secolo nascosto in questi capitoli del libro di Esdra! Anche noi vediamo che i cuori dei credenti sembrano essere sempre più freddi e indifferenti alla voce di Dio. A volte, verrebbe da pensare che non cè più alcuna speranza. È proprio in questi momenti che dobbiamo stare attenti alla voce del Signore ed essere pronti ad abbandonare il nostro peccato. Probabilmente il Signore ci farà vedere cosa cé che non va nella nostra vita, confesseremo il nostro peccato, lo abbandoneremo, le nostre vite saranno consacrate veramente al Signore. Quello sarà linizio del risveglio. Gli Israeliti cominciarono i lavori dopo ventiquattro giorni dal momento in cui il Signore parlò ai loro cuori. Noi, di quanti giorni abbiamo bisogno prima che la voce del Signore tocchi i nostri cuori? Una Pasqua molto speciale Nella celebrazione della Pasqua che troviamo alla fine del capitolo sei, vediamo proprio il riconoscimento da parte degli Israeliti del fatto che Dio li aveva guidati ed era intervenuto in loro favore piegando il cuore del re assiro Dario. La Pasqua ricordava il piegamento del Faraone da parte di Dio per liberare Israele. Doveva essere bello, per loro, associare quellevento a ciò che stavano vivendo. In qualche modo, anche loro stavano sperimentando una nuova liberazione da parte di Dio. (3. continua) |