Un aspetto fondamentale della nostra nuova vita con Cristo
DONARE: UN PRIVILEGIO
CRISTIANO (I)
La liberalità cristiana, cioè la disposizione a donare con lanimo libero da qualsiasi sentimento di egoismo o di coercizione, è uno dei segni più evidenti del cambiamento radicale prodotto, dallopera di Cristo e dalla potenza dello Spirito Santo, nella vita di chi crede. È un segno non temporaneo o sporadico, perché deve accompagnare tutta la vita del credente.
Introduzione
Qualcuno ha detto che il cristiano, dopo la conversione a Gesù, deve sperimentare anche la conversione del suo portafoglio e che questultima conversione non sia più facile della prima!
Al di là dei paradossi, che comunque aiutano ad affrontare le questioni, possiamo dire che il tema della liberalità cristiana viene trattato più volte nella Parola di Dio ma tante volte rischia di essere dimenticato dai figli di Dio e di essere poco approfondito nelle chiese.
Inoltre, non risulta agevole reperire in commercio opere evangeliche su questargomento: è forse anche per questo che i portafogli cristiani sono spesso così poco cristiani?
Con questo studio vogliamo esaminare, alla luce della Scrittura, il tema del donare, consapevoli di quanto esso sia importante allo scopo di unequilibrata crescita del singolo credente e delle comunità cristiane. La mia speranza è nella potenza della Bibbia, la mia preghiera allEterno è che queste pagine possano essere utili per chi le legge, affinché il Signore possa benedire la vita di tutti i Suoi figli.
Dal punto di vista sistematico, divideremo questa ricerca in quattro parti, alle quali seguirà una conclusione. Vedremo, innanzitutto, che Dio stesso è il più grande donatore, e poi ci dedicheremo al come e al che cosa donare, per affrontare infine le conseguenze della liberalità cristiana.
DIO:
IL PIÙ GRANDE DONATORE
Riteniamo necessario dare inizio al nostro studio mettendo al centro quel Dio meraviglioso che è lesempio perfetto di donazione e di ogni opera buona.
Solo conoscendolo più a fondo potremo sperimentare la sua luce inaccessibile e farci cambiare dalla potenza del suo Spirito Santo.
In tal modo impareremo ad amarlo sempre più e ad ubbidire sempre meglio alla sua Parola, anche per donare come Lui dona.
Dio Padre è un grande donatore
La Scrittura contiene indicazioni rivoluzionarie in merito alluso dei beni materiali, ma nessun uomo potrà mai metterle in pratica se non con laiuto dello Spirito di quel Dio che è stato lesempio di più grande donatore. È necessario avere il desiderio di assomigliare a Dio, ma senza la sua potenza trasformatrice questo desiderio non potrà mai realizzarsi appieno.
Tutte e tre le Persone della Trinità sono contraddistinte dallattributo della liberalità. Dio Padre, per esempio, è un meraviglioso esempio di donatore almeno sotto tre aspetti:
1. La salvezza.
Essa è biblicamente un vero e proprio dono di Dio Padre: Egli, nella Sua immensa misericordia, ha deciso di donare il suo unigenito Figlio affinché chiunque crede in Lui abbia vita eterna (Gv 3:16-17).
La salvezza dal fuoco dellinferno non può essere guadagnata con le opere umane, perché essa è solo ed esclusivamente un dono immeritato che riceviamo da Dio Padre (Ef 2:8-9).
2. La fede.
Anche se in Efesini 2:8 il dono di Dio è la salvezza e la fede è il contributo umano di accettazione di tale dono, in altri passi della Scrittura la fede (non quella necessaria alla salvezza) viene raffigurata in qualche modo come un dono di Dio Padre: sta scritto, infatti, che la misura della fede viene assegnata da Dio (Ro 12:3) e che ai cristiani è stato dato di credere in Cristo (Fl 1:29).
Daltronde, la stessa confessione di fede di Pietro non era scaturita dallapostolo ma gli era stata rivelata dal Padre (Mt 16:17).
3. Tutte le altre cose buone sono donate da Dio Padre o comunque possono esserlo (Ro 8:32), con particolare riferimento a quelle che appartengono alla vita e alla pietà (2P 1:3), ovvero al rapporto con Dio ed a quello con i nostri simili.
Il Salmo 84:11 promette ai figli di Dio che lEterno darà grazia e gloria e che non rifiuterà alcun bene, mentre lapostolo Paolo ricorderà ai generosi Filippesi che Dio Padre supplirà ad ogni vostro bisogno secondo la Sua ricchezza e con gloria in Cristo Gesù (Fl 4:19).
Dio Figlio è un grande donatore
Se è vero che Dio Figlio è stato il dono più grande che Dio Padre poteva fare agli uomini, è anche vero che Gesù stesso fu un grande esempio di liberalità nella sua vita e che Egli insegnò molte cose su questargomento.
Per quanto riguarda la vita di Gesù, il Signore dimostrò in più occasioni unimmensa disponibilità verso gli afflitti e gli emarginati, rinunciando molte volte a Sé stesso pur di donarsi agli uomini bisognosi del Salvatore.
Egli venne per servire gli uomini, come aveva profetizzato Isaia (42:1; 53:3) e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti (Mr 10:45).
Gesù si è fatto uomo per prendere la forma di servo (Fl 2:6-7) e per donarci una vita esuberante (Gv 10:10). Egli ha fatto dei doni agli uomini anche dopo la sua resurrezione (Ef 4:8): quale sublime esempio di donatore! Gesù ha dato Sé stesso perché noi potessimo essere salvati e riempiti della sua presenza!
Il Signore non dimostrò solamente una liberalità eccezionale: Egli insegnò pure in modo formidabile su questargomento. I suoi insegnamenti furono di carattere generale ed anche più specifici:
1. Dai a chiunque ti chiede, e a chi ti toglie il tuo non glielo ridomandare (Lu 6:30)3.
2. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date (Mt 10:8).
3. Date e vi darà dato (Lu 6:38).
4. Parlando dei poveri, Gesù disse che purtroppo essi ci sarebbero sempre stati ma, rivolto ai Suoi discepoli, aggiunse: Quando volete, potete fare loro del bene (M r14:7).
5. Nelle moltiplicazioni dei pani e dei pesci, riferendosi alle folle affamate Gesù disse ai Suoi discepoli: Date voi da mangiare a loro! (Lu 9:13 e par.; cfr Mr 10 :21).
6. Io vi lascio pace, vi do la mia pace; Io non do come il mondo dà... (Gv 14:27).
Dio Spirito è un grande donatore
Tutte e tre le Persone della TriUnità sono caratterizzate da alcune peculiarità essenziali, e fra queste vi è certamente la liberalità.
Per quanto riguarda lo Spirito Santo, possiamo sottolineare almeno tre aspetti che Lo contraddistinguono come un grande donatore.
1. Egli innanzitutto rivela le cose profonde di Dio (1Co 2:9-10), ovvero è il mezzo che il Padre usa per rivelare ai suoi figli le meravigliose realtà spirituali che ha preparato per loro.
2. In secondo luogo, lo Spirito Santo è caratterizzato dal fatto che elargisce i doni spirituali propriamente detti (1Co 12:1-11), che Egli distribuisce come vuole (v. 11) per un efficace utilizzo volto alledificazione della chiesa.
È interessante notare come, fra i doni spirituali elencati in Romani 12:6-8 vi sia anche il dono di dare (v. 8): esso è contraddistinto dalla semplicità e dalla generosità illimitata e sta a significare che Dio stesso può fornire ai suoi figli la capacità di donare e di essere liberali oltre ogni aspettativa umana.
Il dono di dare, per questo motivo, come tutti gli altri carismi, è posseduto solo da una parte dei credenti, anche se resta il principio che tutti i credenti sono chiamati a donare e non risiede in noi la fonte della bontà né la capacità intrinseca di essere liberali.
3. Anche il frutto dello Spirito (Ga 5:22-23) è un tipico dono dello Spirito Santo. Ciò che Egli vuole compiere nella vita del credente è una poliedrica realizzazione delle stesse caratteristiche di Dio: la pace, la gioia, lamore, la dolcezza, la fedeltà, la bontà, la pazienza, l'autocontrollo e la benignità.
Si tratta di un ulteriore aspetto della liberalità di Dio, che non vuole tenere gelosamente per Sé stesso questi meravigliosi attributi!
DONARE : COME FARLO
Dopo aver visto brevemente come nel Dio trino riscontriamo il più grande esempio e la fonte stessa di ogni liberalità, esaminiamo ora che cosa il Signore si aspetta dai suoi figli, che Egli ha riscattato perché siano un popolo suo proprio, zelante nelle opere buone (Tt 2:14).
Alcune premesse
Prima di addentrarci nello specifico tema che ci siamo proposti, è necessario fare una triplice premessa:
1. Donare non è un mero optional per il credente nato di nuovo, quanto piuttosto un vero e proprio comandamento di Dio, impartito nellAntico Testamento (cfr ad esempio De 15:10-11) e ribadito a chiare lettere anche nel Nuovo Testamento da Gesù stesso (es. Mt 5:42; Lu 12:33).
2. Donare è e devessere una caratteristica del figlio di Dio, in qualunque tempo e in qualsiasi luogo egli abbia vissuto o viva attualmente.
La liberalità è e devessere una prerogativa dei riscattati dal sangue di Cristo, prerogativa voluta e amata da Dio stesso (2Co 9:7; Eb 13:16), che li distingue dai pagani (cfr Sl 37:21; 112:9; Pr 31:20).
3. Non possiamo pretendere di ricevere da Dio se prima non siamo disposti a dare. Certamente il Signore, nella Sua infinita bontà, dona anche in mancanza di un primo passo da parte delluomo, ma allo stesso tempo promette alla Sua creatura più amata delle benedizioni particolari come conseguenza della sua liberalità.
Di queste promesse contenute sia nellAntico che nel Nuovo Testamento parlerò diffusamente più avanti in questo studio.
Alcuni princìpi
del donare cristiano
Stabilite queste necessarie premesse, passiamo ad esaminare alcuni principi che la Bibbia stabilisce per quanto concerne le modalità del donare di ciascun credente.
1. Se non cè amore, donare non serve a nulla.
Nel donare dobbiamo avere lagape di Dio, altrimenti non giova a niente (1Co 13:3).
2. Nel donare è importante la volontà del donatore.
Occorre una precisa deliberazione del cuore e della mente per la quale scegliamo di essere generosi e di usare il nostro danaro per la gloria di Dio (cfr 2Co 9:7a). I soldi sono neutrali e non sono né un bene né un male in sé stessi. Essi possono essere adoperati in molti modi diversi (cfr Ec 10:19) e nella Bibbia troviamo alcuni splendidi esempi in tal senso: nellAntico Testamento, per il caso delle offerte volontarie per la costruzione del Tabernacolo (Es 35:5, 21, 22, 26, 29); nel Nuovo Testamento, per lepisodio della colletta per la chiesa povera di Gerusalemme (1Co 16:2; cfr Ro 15:26).
3. Bisogna donare sempre, senza posa.
In altre parole, il donare sussiste a prescindere dalle situazioni esterne, positive o negative che siano. In Ec 11:6, per esempio, cè un ordine di Dio che riguarda la semina in agricoltura ma ha unapplicazione spirituale anche per la liberalità cristiana: Fin dal mattino semina la tua semenza, e la sera non dare posa alle tue mani; poiché tu non sai quale dei due lavori riuscirà meglio
. Se il contadino cessasse di seminare, non raccoglierebbe più; così anche noi dobbiamo donare sempre, senza posa.
4. Si dona secondo i propri mezzi.
Si tratta di un principio attestato più volte nel Nuovo Testamento, che non si pone in contrasto col principio precedente: ad esempio, in Atti 11:29 si parla dei cristiani di Antiochia che mandarono una sovvenzione ai fratelli in Giudea, ciascuno secondo le sue facoltà. Inoltre, lapostolo Paolo comandò nella prima lettera ai Corinzi di fare lo stesso, secondo la prosperità concessa (16:2) e lo ricordò loro anche nella seconda lettera biblica (8:12), quando affermò per lo Spirito Santo che la prontezza nel dare è gradita a Dio in ragione di quello che uno ha e non in ragione di quello che non ha. Il motivo di fondo è evidente: se è vero che tutti i credenti sono chiamati a dare, è pur vero che Dio conosce i cuori ed anche i portafogli, e chi ha di più dovrebbe donare di più (cfr Es 35:5).
5. Bisogna donare di cuore.
È un aspetto complementare rispetto a quello della volontà: il donare biblico è frutto di un cuore docile ai comandamenti divini ed è lespressione di una precisa volontà di contribuire anche economicamente allavanzamento del Regno di Dio. Nellepisodio delle offerte per la costruzione del Tabernacolo, il Signore richiese un cuore volenteroso a coloro che desideravano contribuire a tale opera spirituale (v. 5) e le offerte arrivarono proprio da tutti coloro che il loro cuore spingeva e tutti quelli che il loro spirito rendeva volenterosi (v. 21; cfr v. 26,29), cioè da uomini e donne accomunati da un cuore volenteroso (v. 22).
6. Bisogna donare in segreto, senza ostentazione.
Ai tempi di Gesù, i grandi religiosi facevano le loro elemosine per essere osservati e lodati dagli uomini, ma il Signore stigmatizzò il loro comportamento e comandò ai Suoi discepoli: la sinistra non sappia quel che fa la destra, perché ogni elemosina va fatta in segreto (Mt 6:1-4).
7. Bisogna donare con semplicità.
Si tratta di un principio evidenziato in alcuni passi biblici, come ad esempio Romani 12:8 (Chi dà, dia con semplicità): la vera liberalità non predilige le grandi feste di beneficenza o i mega-concerti per il Terzo Mondo; il donare secondo il volere di Dio non ama le complicazioni del mondo doggi ed è semplice, modesto, senza pretese.
8. Bisogna donare con gioia.
Non serve a nulla fare delle offerte per lopera del Signore se il nostro viso è accigliato e il nostro cuore è triste: il Signore della mèsse ama un donatore allegro (2Co 9:7b), la cui generosa liberalità non è dettata da costrizioni esterne ma piuttosto è gioiosa e mossa da profonde convinzioni interne. Chi dona secondo la Bibbia non rimugina e non si pente ma, lungi dallavere dubbi o perplessità, quando dona ha il sorriso sulle labbra e lallegrezza nel cuore!
9. Bisogna donare abbondantemente.
La generosità è un altro ingrediente necessario nel vero donare cristiano, anche se va sempre correlata alle sostanze economiche possedute (vedi il precedente punto 4). NellAntico Testamento, per esempio, il popolo dIsraele donò con grande abbondanza per la costruzione del Tabernacolo (Es 36:5) e per il riordino del culto levitico ai tempi del re Ezechia (2Cr 31:5). Nel Nuovo Testamento, poi, lapostolo Paolo esorta i Corinzi ad abbondare in questopera di carità (2Co 8:7) ed è sicuro che essi saranno fedeli in tale generoso gesto di liberalità (9:10-13).
Un segreto biblico:
donare sempre di più
Nellultimo capitolo menzionato nel precedente paragrafo (2Co 9), lapostolo Paolo svela un grande segreto in materia di liberalità cristiana: se i Corinzi doneranno con gioia e con generosità (v. 6-7) il Signore li benedirà grandemente, sia sotto il profilo materiale che sotto quello spirituale: infatti, Dio è potente da far abbondare su di voi ogni grazia (v. 8) e di conseguenza sarete arricchiti in ogni cosa (v. 11).
Ma le benedizioni divine non saranno fini a sé stesse: lEterno le elargirà affinché abbondiate in ogni opera buona (v. 8) e onde possiate esercitare una larga liberalità (v. 11). In altre parole, chi dona al Signore ne riceve da Lui benedizioni materiali, che è chiamato a rimettere in circolo donando ancora e sempre più abbondantemente. In questo modo si realizzeranno le promesse del v. 10: quel Dio che fornisce al contadino la semenza ed il pane da mangiare, è lo stesso Dio che è potente da fornire e moltiplicare la semenza vostra ed accrescere i frutti della vostra giustizia.
Sarebbe folle quel contadino che non usasse una parte del frutto per seminare ancora: così, chi semina danaro nellopera dellEterno ne avrà frutto anche economico, ed è esortato a far diventare una parte di questo frutto nuovamente seme (più abbondante di prima), il quale produrrà a sua volta ulteriore frutto (più abbondante di prima) che dovrà trasformarsi ancora in seme
e così via, in un circolo virtuoso in cui il donatore conosce sempre meglio il vero Donatore ed esercita sempre meglio la vera liberalità cristiana. Allora, la prossima volta che doniamo e poi riceviamo da Dio, non riposiamo sugli allori ma continuiamo a donare, e sempre di più!
Il Signore, per altro, non esorta i suoi figli a donare generosamente solo perché questo supplisce ai bisogni dei santi (v. 12), ma anche ed ancor più perché ciò produce abbondanza di ringraziamenti a Dio (v. 12) ed abbondanza di preghiere con le quali si glorifica Iddio per lubbidienza con cui professate il Vangelo di Cristo (v. 13).
Cè sempre un obiettivo spirituale più alto: le offerte generose per i fratelli bisognosi non provvedono solo alle loro necessità materiali, pur essendo questo un obiettivo fondamentale, ma rafforzano anche quei vincoli di comunione fraterna e quellesercizio della lode a Dio che alla fine risultano le benedizioni più importanti perché permanenti.
(1. continua)
Giuseppe Martelli
(Assemblea di Roma Borgata Finocchio)
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