Esempi incoraggiantiPERSONE ANZIANE NEI VANGELI: La donna adultera e la suocera di Pietro Fra le persone che avevano trascinato la donna adultera davanti a Gesù cerano anche degli anziani che, con il loro esempio negativo, ci mostrano come lesperienza maturata nel corso della vita possa essere vanificata da un attaccamento rigido alle tradizioni. Vi è poi la lezione che possiamo raccogliere dalla guarigione della suocera di Pietro e di un vecchio ambiente familiare nel quale lo zelo rivoluzionario viene guarito e trasformato da Gesù.
Comunque sia, non ci sono dubbi sulla sua autenticità e lepisodio è entrato a far parte della forma canonica del Vangelo e ne costituisce una delle pagine più rivelatrici e suggestive. La scena è di straordinaria potenza e rivela la misericordia di Gesù, che non ignora il peccato ma lo affida al perdono divino. Nel cuore del perdono La trama del racconto è ben nota: gli scribi e i Farisei conducono da Gesù una donna sorpresa in flagrante adulterio e lo mettono alla prova chiedendogli un parere sulle misure da adottare nei suoi confronti (la legislazione richiede infatti la lapidazione, Le 20:10). Ma Gesù rivolge il ben noto invito a chi si ritiene senza peccato perché scagli per primo la prima. La folla vociante a quel punto si disperde: i giovani se ne vanno per ultimi (v. 9), non perché abbiano capito il valore della parola di Gesù, ma perché hanno visto la schiera dei loro compagni assottigliarsi progressivamente: hanno le spalle scoperte, non sono in grado di affrontare personalmente la loro responsabilità. Il gruppo era la loro forza; una volta che il gruppo si è sciolto non rimane alcuna prospettiva. Ma, se sapranno far tesoro di questa ferita e di questa parola, anche per loro si aprirà una stagione di sapienza che può nascere solo dalla verità e dalla misericordia. Con il ritiro degli accusatori, la storia raggiunge il culmine. Non è necessario discutere su ciò che Gesù scrisse col dito per terra; non lo sapremo mai e le nostre supposizioni rimarranno sempre vane. La sua presenza bastava per mettere in imbarazzo i suoi accusatori, che ad uno ad uno, dal più vecchio al più giovane, si ritirarono confessando così davanti a Gesù, davanti alla donna, davanti alla folla, di essere impuri e ipocriti. Riporto per pura curiosità il pensiero di alcuni studiosi, che vedono nel suggestivo gesto dello scrivere per terra di Gesù unallusione a Geremia 17:13: Speranza di Israele, o Signore, tutti quelli che ti abbandonano saranno confusi; quelli che sallontanano da te saranno iscritti sulla polvere, perché hanno abbandonato il Signore, la sorgente delle acque vive. Lanziano maestro di vita Lanziano è ricco di esperienza ma non è infallibile. E un testimone autentico del comportamento umano; la vecchiaia dunque non è una disgrazia, ma una grazia, una ricchezza e non una povertà. Pur nei suoi limiti e con i tutti i suoi acciacchi, è un dono di Dio (che molti non ricevono!), loccasione di maturità umana e spirituale, di una testimonianza di fede da offrire ai più giovani. Lapostolo, sul finire della sua missione, si dichiara vecchio (Filemone 1:9) eppure afferma che con Cristo tutto è rinnovato, tutto è nuovo: Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie son passate: ecco, son diventate nuove (2 Corinzi 5:17). Ed è proprio su questo sguardo di fede aperto verso lorizzonte del cielo che lultima stagione della vita acquista il suo pieno e definitivo valore: bisogna prepararsi a diventare giovani. Gli anziani del popolo (Mt 21:23) Dalla meditazione delle molte figure di anziani che ruotano attorno a Gesù nella narrazione evangelica abbiamo attinto immagini spesso positive e a volte idilliache di questa stagione della vita umana. Non tutto però è così bello e positivo: il Vangelo fotografa tutta la realtà umana con il suo susseguirsi di gioie e dolori, di verità e menzogne. La stessa figura dellanziano ricorre alcune volte con una sfumatura negativa. Non è automatico che una persona invecchiando sappia far tesoro della propria esperienza, cresca in sensibilità e dolcezza, approfondisca il suo amore per la verità e conservi una giovinezza di spirito perenne. Gli anziani del popolo È il caso dei cosiddetti anziani del popolo e della loro caratterizzazione secondo i Vangeli. Come nella quasi totalità delle civiltà antiche, gli anziani godevano di grande prestigio e autorità, soprattutto in relazione allesperienza. La conoscenza della realtà, la riflessione, labilità nel compiere bene il proprio lavoro, ciò che la letteratura biblica chiama sapienza facevano dei più avanzati in età un punto di riferimento per le giovani generazioni. Se allambiente culturale e allinflusso dei popoli vicini aggiungiamo il retaggio delle antiche consuetudini tribali degli antenati di Israele, comprendiamo come molte delle caratteristiche della società di stampo patriarcale siano rimaste quasi immutate per secoli e secoli. Lesperienza e il senno degli anziani, stando ai dati della Bibbia ebraica, assunsero così il valore di una forma istituzionalizzata; soprattutto al ritorno dall'esilio babilonese, il popolo ebraico conobbe lautorità e il prestigio di questa autorevole porzione del popolo di Dio. A Gerusalemme in particolare la loro presenza e il loro giudizio furono determinanti in parecchie occasioni, gettando le basi di quello che sarebbe diventato il Sinedrio legato al tempio, formato da una rappresentanza sacerdotale e da questo gruppo locale. Limmagine evangelica Nel Vangelo di Matteo, gli anziani del popolo riflettono unimmagine negativa, manifestando soprattutto il fatto che il passare degli anni non aumenta necessariamente lesperienza e la saggezza se non si accompagna alla sincerità. Tipico è il loro incontro con il Salvatore, pervaso di superbia e di presunzione: e quando fu venuto nel tempio i capi sacerdoti e gli anziani del popolo si accostarono a lui (a Gesù) mentre egli insegnava e gli dissero: «Con quale autorità fai tu queste cose?» (Mt 21:23). La continuazione del dialogo dimostra che, di fronte allastuzia di Gesù, questi anziani si rifiutano di scegliere, preferendo ripiombare nel loro nascondimento piuttosto che affrontare serenamente le esigenze della verità nella disponibilità alla conversione del cuore. La loro presenza, sempre secondo il primo Vangelo, diviene ancor più pressante e decisiva man mano che gli eventi si ritorcono contro Gesù, nella scelta della violenza fisica, approvata dalle autorità religiose, per porre fine alla sua testimonianza della verità. Allora i capi sacerdoti e gli anziani del popolo si radunarono nella corte del sommo sacerdote, detto Caifa, e deliberarono nel loro consigli di liberare Gesù con inganno e farlo morire. (Mt 26:3, 47; 27:1). Limmagine degli anziani del popolo incarna allora laltro lato della vecchiaia: non necessariamente progresso e cammino di purificazione alla ricerca di ciò che nella vita è essenziale Piuttosto troviamo qui lincarnazione di quel cuore ostinato e indurito, condannato già dai profeti dellAntico Testamento:la vecchiaia - è purtroppo lesperienza umana ad insegnarcelo - può diventare talvolta ripiegamento su sé stessi, fiducia cieca e incrollabile nelle proprie convinzioni, attaccamento al proprio modo di essere e di fare, rigidità assoluta e chiusura a ogni forma di novità. Le tradizioni degli anziani Anche contro questo aspetto, si scaglia Gesù nella discussione con scribi e Farisei a proposito delle norme di purità (Mr 7:1-13). I suoi interlocutori lo interpellano a proposito del comportamento dei discepoli: Perché i tuoi discepoli non seguono essi la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure? (v. 5). E Gesù, rispondendo, svela tutta la loro malizia e ipocrisia: Voi, lasciato il comandamento di Dio siete attaccati alle tradizioni degli uomini. E diceva loro ancora: Come ben sapete (come siete abili ad) annullare il comandamento di Dio per osservare la tradizione vostra. (vv. 8, 9) La reazione di Gesù è di stampo profetico, si appella proprio a un passo del profeta Isaia (29:13): Questo popolo si avvicina a me con la bocca e mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lungi da me e il timore che ha di me non è altro che un comandamento imparato dagli uomini, a sottolineare il primato del cuore e della vita rispetto al rito e allesteriorità. La ricchezza umana e spirituale dellesperienza dellanziano - così sembra suggerire il Vangelo - è feconda e vivificante quando va daccordo con lumiltà del cuore, la semplicità, la disponibilità a rimettersi continuamente in discussione, ad accettare la novità di quel Dio che non si può identificare in modo assoluto con alcuna tradizione, forma o rito, per quanto queste espressioni possano sembrare sante e degne di rispetto. Il rischio di questa chiusura del cuore è quello di vanificare tutta lopera divina: il ripiegamento su sé stessi rischia addirittura, nelle parole del Salvatore, di annullare la parola di Dio (Mr 7:13) con le tradizioni umane. Quando lavanzare delletà coincide con compiti di educazione, di insegnamento, di testimonianza o anche semplicemente di presenza, letà diviene un talento da far fruttare e una responsabilità immensa. Chi comprende che è semplicemente un servo inutile e che unaltra, non la propria, è la Parola da far risuonare, accoglie, vive e testimonia quella sapienza che da sempre è considerata patrimonio tipico degli anziani. LA SUOCERADIPIETRO
Lultima figura di persona anziana che ci accompagna nelle meditazioni è lanonima suocera di Simone, che nellincontro con Gesù ottiene la guarigione. Ezio Coscia |