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Come un rame risonante


     Da quando facevo lo strillone vendendo “L’Unione Sarda” ai primi mattinieri cagliaritani a quando più tardi, a Milano, ho deciso di non leggere più i quotidiani per l’enormità di fandonie pubblicate di tempo ne è passato.
     Ma da quando vivo in Svizzera e mi trovo di passaggio dall’Italia, cosa che faccio naturalmente molto volentieri, non posso negare l’attrazione che i quotidiani esercitano su di me: vuoi per l’incredibile dono grafico che hanno gli italiani nel presentarli, vuoi per i temi ed i personaggi sui quali mi piace avere degli aggiornamenti. È così che mi ritrovo intrappolato in un vortice masochistico, leggendo articoli sapendo già in partenza che mi faranno soffrire…
     Per esempio, una cosa che abbiamo sperimentato come credenti è che la Persona chiave di tutta la Bibbia è Gesù Cristo. Ovviamente, qualsiasi non-cristiano che venisse a trovarsi nella nostra nazione considerata “cristiana”, si aspetterebbe di vedere esaltato Cristo, perlomeno allo stesso modo in cui è esaltato Maometto in un paese islamico. Ma, mi colpisce un particolare, ripetuto in ogni angolo del nostro Paese, un controsenso: in ogni edicola e quasi su tutte le testate dei giornali, anziché risaltare Gesù, appare il “santo padre”. Potremmo dire, che agli occhi degli sprovveduti, la sua immagine appare come il “logo” italiano, al pari delle cinque strisce oblique che identificano la Fiat.
     È però anche vero che “l’abito non fa il monaco”, e che questo monaco, per dimostrare l’umiltà di Cristo e per dissipare eventuali dubbi, potrebbe dire (a chi avesse gli occhi annebbiati dalla confusione, e perché, in fondo, i media creano e distruggono gli idoli del momento a loro piacimento), come fece l’apostolo Pietro: “Alzati, anch’io sono uomo!” (At 10:26). Purtroppo siamo ben lungi dal vedere espressioni d’umiltà da un uomo che ha usato ben venticinque anni di pontificato in viaggi costosissimi, promuovendo la propria immagine accostata alla più accanita mariolatria e, in ogni modo, favorendo il sincretismo più puro, in netta contraddizione con l’insegnamento dei Vangeli ed attirandosi così l’ira di Dio (Ro 1:18)!
     Infatti, ho sentito parlare spudoratamente e senza timore di Dio di “città mariana” (chissà perché), con riferimento al suo recente viaggio a Pompei, mettendo tutta l’enfasi possibile sull’importanza di questo viaggio; usando un linguaggio che non è proprio del giornalista, ma che trova il plauso del “fedele” più indottrinato.
     Chi conosce le Scritture, può restare davvero perplesso sul significato delle parole che ho letto (vedi “La Repubblica” dell’8.10.03 p.12) e deve chiedersi cosa capiscono quelli che non leggono abitualmente la Bibbia, di frasi come: “Abbiamo meditato i Misteri della luce quasi per proiettare la luce di Cristo…” (in una delle rare volte che è stato fatto riferimento a Gesù!), oppure: “…che sottolinea il valore del rosario come strumento di concordia”.
     Chi sa cosa significa, mi aiuti, per favore!
     Ecclesiaste 1:9 c’insegna che “non c’è nulla di nuovo sotto il sole”. Non è nuovo neanche il fatto che la chiesa cattolica non ha mai incoraggiato la lettura della Bibbia, anzi in passato l’ha fortemente ostacolata e quelli che hanno avuto il coraggio di leggerla senza la presenza di un prete, sono stati perfino perseguitati fino al rogo! All’inizio del terzo millennio nessuno ormai si domanda più se quello che dice il presunto “successore di Pietro” sta scritto, oppure se egli sta inculcando delle castronerie in menti non disposte a vedere se le cose stanno così.
     Cosa non poco grave è una frase apparentemente innocua di Giovanni Paolo II, che i milioni di seguaci di un uomo e non di Dio hanno sentito in questo contesto: “Pregate per me in questo santuario oggi e sempre”. Questa frase, inutile dirlo, sarà scritta e riscritta e i vaticanisti ne faranno un cavallo di battaglia che toglierà altra gloria al Signore. Infatti, quel “oggi e sempre” sottintende, per un cattolico, la perpetuità di questo comandamento che il “sommo pontefice” sta dando da vivo e, secondo la loro dottrina, a lui si deve ubbidienza come a Cristo. Poco importa se egli stesso ignora le Scritture tutte le volte che apre bocca.
     Così trova giustificazione la preghiera rivolta ai santi, perché – penso di non ingannarmi – quest’uomo, secondo la scia che si è premunito di lasciare, sarà presto santificato.
     Devo dire che la mia allergia ai rotocalchi è ancora tale che mi pare di sentirne l’odore della carta all’alba. Si, lo so, non è questo il problema… Così inacerbito, mi ricordo molto del sentimento di Paolo ad Atene, quando vide l’inutilità degli sforzi usati in favore delle divinità. Allo stesso modo, qui sono state usate due pagine di lode all’uomo. Neanche una volta è stato nominato il nome di Dio con l’intenzione di darGli la gloria che Gli spetta!
    
Se questo squillante cembalo ha rintronato le nostre orecchie esercitate a udire la sana Parola, ricordiamo che l’uomo di Dio, deve essere accorto in ogni cosa: “Chi legge pongavi mente”!
    

Gianni Paderi