Per vivere proficuamente il cammino cristianoCONOSCERE E VIVERE LA VOLONTÀ DI DIO (II) Per conoscere aspetti specifici della volontà di Dio per il nostro cammino dobbiamo imparare a vivere una relazione intima e personale con Lui che, attraverso il rinnovamento della nostra mente, ci porti a vivere in sintonia con la sua mente ed i suoi pensieri. La volontà specifica di Dio È necessario prendere in considerazione due punti che riguardano la volontà specifica di Dio: 1. Dio vuole che si mettano in pratica i suoi comandamenti. 2. Dio vuole che si ubbidisca a Lui e non alla sua creatura: non io, ma Cristo, non la mia volontà, ma la Tua sia fatta,... sono versetti che ci mettono sullattenti! A volte pretendiamo che lo facciano gli altri e non lo facciamo noi! Come Figliolo di Dio non devo ubbidire al mio io, ma al mio Dio! Il mio padrone deve essere Dio e non il mio io: lio è morto! Non io, ma Dio! Ciò detto, aggiungo che: 1. Dio vuole che pratichiamo le opere che Egli ha preparato per noi. (Ef.2:10). Dobbiamo praticare le opere che Dio ha preparato per noi e solo quelle! Se da una parte è vero che andranno allinferno coloro che cercano di salvarsi con le loro proprie opere, daltra parte è vero che chi è salvato (dallopera di Cristo) deve fare le opere (deve praticare): le opere preparategli da Dio; tramite esse dimostrerà di essere veramente salvato senza dimenticare che lopera principale che Dio vuole è credere! (Gv 6:29). Dobbiamo praticare le opere di Dio e non le nostre! Troppo spesso, ahimé, facciamo le opere preparate da noi e non da Dio: le programmiamo, le architettiamo e le realizziamo! Anche quando tutto sembra filare liscio, però, rimangono sempre le nostre opere e non le sue (cfr. Mt.7:21). A volte le opere nostre sono presentate così tendenziosamente e abilmente bene che vengono spacciate per quelle di Dio, ma al cospetto del Signore abbiamo realizzato solo la nostra volontà e non la sua! Come si fa a capire se unopera viene da Dio o dallio? I comandamenti sono scritti nella Bibbia e si leggono: ci si può sforzare di praticarli perché sono scritti chiaramente, ma quando si tratta di cose non scritte o quantomeno non scritte chiaramente e che riguardano dettagli piccoli e grandi della vita individuale, allora cominciano le vere difficoltà! Come si fa a sapere di sicuro... ...se Dio vuole che io sposi lei o unaltra? ...se devo lavorare in quella fabbrica o in unaltra? ...se devo abitare in quella città o in unaltra? ... se devo fare questo servizio o un altro nella sua opera? se Dio mi ha dato per servirlo questo dono spirituale invece che un altro? Ecc... ecc... Sono queste le domande più ricorrenti che si pone chi vuole seguire il Signore. Dio non manda un uccellino per parlarci allorecchio e neppure ci fa recapitare una sua letterina nella casella della posta con le indicazioni dettagliate da seguire in ogni caso specifico! A volte (e non di rado!) sento dire frasi come queste: Il Signore mi ha detto, ... Così ha voluto il Signore...; Dio ha voluto che me lo sposassi... Frasi del genere sono il più delle volte solo dei pretesti! A volte ho chiesto: E come te lo ha detto?! Strano, poi, che passando il tempo tanti debbano ritornare sui propri passi affermando che evidentemente si erano sbagliati e Dio non aveva veramente detto quello che loro Gli avevano attribuito. Da Matteo 28:20 apprendiamo che gli apostoli avrebbero dovuto ammaestrare i nati di nuovo in modo che metterli nelle condizioni di osservare tutto quello che Cristo ha comandato: non il 10% né il 90%, ma tutto! Ci chiediamo: È possibile farlo? È possibile fare tutto quello che Gesù ha comandato? Certo, non è facile praticare la volontà di Dio generica, ma praticare la volontà di Dio specifica è certamente ancora meno facile. Solo colui che è veramente consacrato al Signore e ripieno di Spirito Santo troverà il coraggio e la forza di dire veramente noa ciò che non è gradito a Dio ... e che, invece, piacerebbe molto al suo Io! Bisogna certamente ringraziare il Signore per essersi preoccupato di non lasciarci sulla terra come nella confusione: Egli non vuole che noi brancoliamo nel buio. Egli ci ha dato una Parola che ci indica con chiarezza la strada da seguire. Non è certo una strada facile da percorrere, ma è possibile farlo grazie allo Spirito Santo che Egli ci ha dato proprio per questo scopo. Impossibile! Bisogna dire che è impossibile vivere la vita cristiana con le forze umane: per questo Dio ha mandato il suo Spirito in noi che instilla del continuo la sua onnipotenza e ci guida per la via giusta! Cosa vuole Dio che io faccia domani, a mezzogiorno o a sera? Bisogna lasciare tutto al caso, oppure si può avere la certezza che Dio voglia una determinata cosa? Personalmente sarei roso e agitato se, in caso di fallimenti personali, fossi nel dubbio di non aver fatto ciò che Dio voleva! Cosa ha preparato Dio per me? Scoprire le opere che Dio ha preparate proprio per me non è facile, ovviamente. Due testi biblici sono orientativi sullargomento e ce ne danno i presupposti, poiché Dio ce lo vuole rivelare: Salmo 40:8 e Giovanni 13:17 (il nostro è un Dio che si rivela, lunico Dio e si rivela...). Scoprire di preciso la volontà di Dio, con certezza, non è facile, ma è doveroso, utile per noi ed assai emozionante! Nel Salmo 40:8 (Dio mio desidero fare la tua volontà , la tua legge è dentro il mio cuore) troviamo il grande desiderio di Davide: egli non prende il suo massimo piacere nel passeggiare, nel divertirsi vacanzando, nel soddisfare i suoi desideri personali, ma prende piacere (il suo massimo piacere) nel fare la volontà di Dio. In cosa troviamo noi il massimo piacere? A cosa miriamo veramente noi? Questo è un primo grande presupposto: il grande desiderio (il massimo piacere) di fare la volontà di Dio, di esserGli graditi, di farGli piacere, di soddisfarLo! Di certo Dio si rivela a coloro che prendono piacere nel fare la sua Volontà: essi godono di rivelazioni speciali. Daltra parte, a cosa servirebbero le rivelazioni divine se uno non prendesse piacere a seguirle? Giovanni 13:17 (Se sapete queste cose, siete beati se le fate) è così chiaro che non ha bisogno di particolari spiegazioni. Sapere è certamente importante: Dio diede la Legge affinché il mondo (e il suo popolo in particolare) sapesse; Dio ha dato tutto, persino il Suo Figlio, affinché il mondo sappia! Sapere è importante, ma sapere non è tutto: noi dobbiamo sapere, ma la vera beatitudine è nel fare ciò che Dio ha rivelato, nel fare ciò che sappiamo! Qual è il tuo e il mio cibo? È anche per noi quello di fare la volontà di Colui che ci ha chiamati e mandati? Se sapete queste cose, siete beati se le fate (Gv 13.17): sapere e fare (verità e carità) vanno sempre di pari passo (deve essere così). A cosa servirebbe la conoscenza se non fosse praticata? Solo a gonfiarci, a renderci presuntuosi ed orgogliosi! La teoria senza la pratica ci fa diventare palloncini gonfiati, mentre la teoria praticata ci fa diventare umili servi. La verità deve diventare carità! La conoscenza o ti cambia o ti gonfia! Chi vuole essere veramente beato deve fare le cose che Dio gli fa sapere. Troppi, purtroppo, sanno e non fanno e si privano di tante grazie, di tante gioie e si gonfiano fino a scoppiare! Ora bisogna considerare i tre momenti importanti che ci portano a realizzare la beatitudine: conoscere, desiderare di fare e fare. Quando mia mamma mi disse: Io faccio la Volontà di Dio da sempre, le chiesi: Ma tu, hai mai letto la Bibbia? . No!, fu la sua risposta! E allora, come puoi dire che fai la volontà di Dio se non la conosci? - ribattei. Il primo momento importante è conoscere: non si può fare se prima non si conosce: prima si deve conoscere e poi si deve fare! Bisogna sapere, bisogna conoscere! Il secondo momento è che oltre a conoscere, bisogna desiderare di fare! Bisogna avere il desiderio struggente di mettere in pratica le opere che Dio ha espressamente preparate per ciascuno di noi (Ef 2:10). Bisogna anche dire che può succedere di avere il desiderio di sapere e il desiderio di fare senza poi mai concretizzare: molti vogliono sapere per fare, ma non fanno mai niente! Il terzo momento è che bisogna avere la disposizione a fare. Fare a costo di morire, se necessario: bisogna avere la disposizione a realizzare lopera di Dio!... E qui tocchiamo un tasto veramente dolente: quanto e cosa siamo disposti a fare, a cosa siamo disposti a rinunciare per fare lopera di Dio? Sarò disposto a perdere tutto pur di fare ciò che Dio mi chiede, a costo di perdere tutto, sino in fondo? Questo significa disposizione a fare quello che Dio ci rivela, niente di più e niente di meno! Spesso rinunciamo con grande facilità a ciò che avevamo iniziato e ciò, forse, per ostacoli incontrati, sofferenze o rinunce varie che ci hanno spaventato. Noi siamo abbastanza inclini a scoraggiarci e difficilmente andiamo fino in fondo a costo di tutto, ma a costo di perdere tutto, quando iniziamo unopera che Dio ci ha rivelato di fare, dobbiamo andare sino in fondo: Gesù non si fermò davanti alla morte in croce! Il mio cibo è di fare la Volontà di Colui che mi ha mandato e di compiere lopera Sua (Gv 4:34). Il suo pane quotidiano, il suo cibo era questo: qual è il tuo e il mio cibo quotidiano? È anche per noi quello di fare la volontà di Colui che ci ha chiamato e mandato? È anche il nostro cibo quello di compiere lopera Sua? Vuoi tu veramente fare la volontà di Dio? Chi la vuole fare veramente la conoscerà: Dio la rivela solo a chi la farebbe veramente a costo di tutto (Gv 7:17). Solo in questo caso Dio la fa conoscere parlando al cuore e in molte maniere! Questo è un elemento importante, fondamentale: vuoi veramente fare la volontà di Dio? Ci sono persone che vorrebbero solo conoscerla! A volte si dice: Lo voglio!, ma fino a che punto lo vogliamo veramente? Molti mi dicono: Ho letto la Bibbia, ma non ci ho capito niente! Dio non mi ha detto niente. Dio parla solo a voi, forse è solo per voi! Cosa si deve rispondere a chi fa osservazioni di questo genere? Si deve semplicemente dire: Se non avete capito niente è perché non volete fare niente!. Altri vorrebbero sapere e vorrebbero fare, ma non vanno mai oltre le parole e non fanno mai niente: Dio parla e loro non sentono, o non capiscono o non fanno... Questo succede perché la loro volontà carnale è così forte che non permette di capire o vedere quella di Dio! Abbiamo bisogno di svuotarci, di liberarci da ciò che è nostro! Abbiamo bisogno di supplicare Dio perché ci aiuti a vincere il nostro Io, la nostra natura carnale e peccaminosa! A volte si pensa che il nostro Io voglia solo cose materiali o carnali, ma questo non è vero ed è un depistaggio diabolico! Possono esserci ad esempio di credenti che vogliono predicare a tutti i costi (lo vuole il loro I!); di altri che vogliono a tutti i costi fare miracoli o parlare lingue estatiche: lo vuole il loro Io (lonore lo vuole il nostro Io, lesaltazione la vuole il nostro Io: queste non sono cose materiali! Il vero bisogno Dal testo di Romani 12:2 (Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà) apprendiamo che: 1. Non bisogna conformarsi al sistema di vita adottato dal mondo. 2. Bisogna essere trasformati mediante il rinnovamento della mente (lasciando che sia Dio a compiere questa operazione, perché è Lui che ci trasforma). A volte si vorrebbe conoscere la volontà di Dio, mentre contemporaneamente ci si conforma al mondo... Dobbiamo prendere le distanze dallandazzo del mondo, dai suoi princìpi e dai modelli di vita che ci propone, se vogliamo che Dio ci riveli la sua volontà specifica! Quando uno è conformato al mondo (intriso di mondo) non può capire, non può vedere: il mondo lo condiziona, lo acceca e gli impedisce di comprendere ciò che Dio vuole da lui. La consacrazione e la santificazione sono essenziali per chi vuole conoscere la volontà specifica di Dio: il cristiano deve diventare veramente amico di Dio a tutti gli effetti, poiché solo gli amici si dicono tutto di tutto (Gv 15:14), ma purtroppo non tutti i Cristiani sono amici di Dio! Siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente è lordine di Dio: è un comando! Quanto sei disposto ad essere trasformato? Spesso si sentono credenti pregare: Signore, serviti di me, rivelami la tua volontà ed io la farò! Belle espressioni di preghiera certamente, ma tra il dire e il fare... Spesso pensiamo che vada bene anche fare la volontà di Dio a modo nostro: non siamo disposti a cambiare! Vogliamo fare, vogliamo agire, vogliamo andare, ma restiamo fermi! Dio non vuole nasconderci i dettagli della sua volontà! Dio rivelò una sua volontà specifica ad Abramo (Ge 18) perché questi era suo amico: siamo noi amici di Dio? Quando e quanto noi siamo veramente amici di Dio? Quando e quanto, invece, noi siamo piuttosto amici del nostro Io? Spesso siamo troppo amici del mondo: come possiamo pretendere di sapere la volontà di Dio se non siamo suoi amici? Un amico è un altro te stesso (De 13:6). Alla fine del versetto suindicato (Ro 12:2), Paolo specifica il perché (lo scopo) noi non dobbiamo conformarci al mondo e dobbiamo essere trasformati: affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà di Dio (2. continua) |