sempre presenti
EDITORIALE
Momento di grande angoscia per Gerusalemme e per tutte quante le città di Giuda: un imponente esercito di Moabiti, Ammoniti e Maoniti si era messo in marcia contro il re Giosafat per fargli guerra. Il re radunò tutti gli abitanti del paese per implorare l'aiuto del Signore, un'implorazione motivata dalla disperazione (...siamo senza forza di fronte a questa gran moltitudine che avanza contro di noi e non sappiamo che fare...) ma anche dal coraggio nel dichiarare e nel testimoniare fiducia nel soccorso divino (...ma i nostri occhi sono su di Te). Il popolo accorse al richiamo del re: Tutto Giuda, perfino i loro bambini, le loro mogli, i loro figli, stavano in piedi davanti alSignore (2Cr 20:13). Noi cosa avremmo fatto?I bambini li avremmo sicuramente lasciati a casa!Troppo piccoli per esporli a dei rischi, troppo piccoli per capire! Eppure i bambini erano là, davanti al re, insieme ai loro genitori a condividere non soltanto un momento di grande paura e preoccupazione, ma soprattutto uno straordinario momento di preghiera e di verifica concreta della fede dei genitori. Allo stesso modo i bambini erano sul monte Garizim ad ascoltare la solenne lettura di tutta le legge (Non vi fu parola di tutto ciò che Mosè aveva comandato che Giosuè non leggesse in presenza di tutta la comunità di Israele, delle donne, dei bambini..., Gs 8:35). Erano intorno ad Esdra mentre egli pregava e confessava a Dio, piangendo e prostrato davanti alla casa di Dio, i gravi peccati commessi dal popolo che piangeva a dirotto (Ed 10:1). Quando Neemia inaugurò le mura di Gerusalemme restaurate, anche le donne e i bambini si rallegrarono: la gioia di Gerusalemme si sentiva da lontano grazie anche alle loro grida gioiose (Ne 12:43). Quando Gesù sfamò una grande folla attraverso la moltiplicazione dei pani e dei pesci, quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, oltre alle donne ai bambini (Mt 14:21; 15:38). Qualche tempo più tardi furono i bambini che gridavano nel tempio: «Osanna al Figlio diDavide!» (Mt 21:15).
Momenti diversi: di disperazione, di solenne ascolto della Parola di Dio, di denuncia e di confessione di peccati, di grande gioia, di condivisione dei doni di Gesù, di lode e di adorazione... eppure in tutti questi momenti i bambini erano insieme ai loro genitori: sempre e tutti presenti!
Quale esempio ricevono i bambini che, mentre la chiesa si incontra per pregare, per studiare la Parola di Dio, per lodare e per vivere il momento della Cena del Signore, vengono lasciati a casa o fatti uscire dalla sala per essere impegnati in attività diverse? Attività specifiche per loro certo lodevoli ed encomiabili... attività da incoraggiare e sostenere, ma che mai devono diventare alternative agli incontri della chiesa! Quando in avvenire tuo figlio ti domanderà: «Che significano queste istruzioni, queste leggi e queste prescrizioni che il Signore il nostro Dio vi ha date?» Tu risponderai: «Eravamo schiavi del faraone inEgitto e il Signore ci fece uscire dall'Egitto con mano potente... (De 6:20-21). Quali domande ci faranno i nostri figli se, per paura di stancarli o per non essere disturbati dalla loro presenza, non li lasciamo partecipare, o li lasciamo partecipare solo parzialmente, agli incontri della chiesa? La preghiera, la lode, l'ascolto della Bibbia, il pane, il vino non susciteranno interesse e neppure domande, se non li faremo diventare regolarmente oggetto della loro esperienza.
Paolo Moretti
|