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Un aiuto adatto
Ho sempre considerato il regalare un fiore a una donna un atto gentile e di stima: per me, con questo gesto, il maschio riconosce e apprezza le qualità e le sensibilità diverse che laltro sesso ha ricevuto dal Creatore, e entrambi, nel donare e nel ricevere, manifestano la grata accettazione di questa differenza. Perciò, pur ritenendo inutile e fuorviante laver dedicato una giornata particolare alla donna, non ho mancato in molti otto marzo di donare a mia moglie (e a mia madre prima) un ramoscello di mimosa, anche perché, essendo noi liguri, questo fiore ci ricorda le stupende distese dorate che, in primavera, rendono bella tanta parte della nostra antica terra. Quindi non trovo nulla di male nella festa della donna, anche alla luce degli insegnamenti biblici (Ro 12:15), ma non posso certo condividere luso consumistico che se ne fa (come daltronde accade oramai di tutte le ricorrenze), né approvare tante esternazioni, sovente solo retoriche, che non mancano mai in questo giorno. Come cristiano, che trova nella Parola di Dio la sola fonte della verità, so infatti che nelluomo non vè nulla che lo renda superiore alla donna, ma che entrambi sono stati posti su un perfetto piano di parità, in quanto creati quali parti complementari di quello straordinario, unico essere vivente che è luomo. Fu il peccato e il conseguente giudizio divino a creare la dolorosa dipendenza tra i sessi (Ge 3:6), ma in Cristo la Grazia di Dio ha rimosso ogni condanna, e ridato alla donna la vera pari dignità. Tra le molte notizie e le affermazioni che ho udito durante il recente giorno della donna, mi hanno colpito i riferimenti alla sua attività lavorativa e alle difficoltà che vi incontra; una statistica, nel ribadire la minoranza femminile nella consistenza della forza lavoro, riportava che dopo la maternità un 20% delle donne esce dal processo produttivo, e ciò era visto come un disagio della condizione femminile. Nello stesso tempo il nostro capo dello Stato ha detto che serve un sostegno forte e convinto per aiutare le donne a conciliare di più la maternità e il lavoro, e il presidente della Camera di credere che la sfida per le donne sia proprio quella di dover conciliare lavoro e famiglia...... le donne vanno aiutate anche da parte dello Stato, che deve mostrare verso di loro maggiore sensibilità. Ritengo le dichiarazioni di questi importanti uomini politici motivate da un apprezzabile senso di responsabilità e di partecipazione alle difficoltà della donna nella famiglia e nella società, ma la mia visione di cristiano del ruolo femminile in questi ambiti vitali, e dellaiuto che lo Stato dovrebbe dare, è forse diversa: credo infatti che il lavoro prioritario della donna (pesantissimo, ma di importanza primaria) si debba espletare nella famiglia, e che lattività fuori casa, retribuita da un datore di lavoro, dovrebbe essere almeno parziale e conseguenza di una scelta ponderata, mai forzata dalle necessità economiche. Una società giusta ed equa dovrebbe garantire e sostenere questa libertà di scelta, e apprezzare coloro che decidono di lavorare in casa propria (mia moglie seguita a sbottare ogni qual volta sente chiedere a una donna se lavora, come se quello delle casalinghe non fosse lavoro!!). Ma sapendo che la nostra società, formata da peccatori, non può essere né giusta né equa, il mio pensiero va alle donne credenti e ai tanti disagi che purtroppo vi incontrano, prima come individui, poi come mogli e madri; a loro raccomando di non lasciarsi influenzare dalle convinzioni del mondo, ove si sostiene che la vera uguaglianza tra i sessi si realizza solo in una convulsa libertà di contendere al maschio carriera e posizione sociale, quasi sempre in una frivola corsa verso la ricchezza e il successo. Non a questo il Signore ci ha chiamati, maschi o femmine che siamo, ma a ben altri valori e a altre mète, per raggiungere le quali ognuno è invitato a rispettare il ruolo di servizio che gli è stato assegnato, senza prevaricazioni e invasioni. Nelle scelte di mogli e di madri sia dunque privilegiato, con concorde decisione di coppia, e presentato come tale al Signore, il desiderio di poter lavorare per il cammino sereno della propria famiglia e lindirizzo dei propri figli verso di Lui; in una tale sottomessa armonia certo si realizza la Scrittura che dice: Una donna virtuosa chi la troverà? Il suo pregio sorpassa di molto quello delle perle. Il cuore di suo marito confida in lei, ed egli non mancherà mai di provviste (Pr 31:10-11) Giancarlo Zonta |