Da La Vedetta Cristiana n. 8 del 15 aprile 1871
VITA SANTA!
Biografia di Rosa Madiai (III)
Si conclude, con questo terzo articolo, il racconto della vita di Rosa Madiai che, insieme a suo marito, fu duramente perseguitata per la sua fede. In questa parte Teodorico Pietrocola Rossetti racconta la vita della Madiai dalla sua liberazione dal carcere fino al momento della morte.
La liberazione dal carcere
e la morte del marito
Finalmente spuntò il giorno della loro liberazione. Il governo toscano, che avea chiuso lorecchio e il cuore alle preghiere di tutti gli Stati protestanti, si arrese a quelle del ministro di Francia e addì 15 marzo 1853 i Madiai, dopo 19 mesi di carcere, seppero che il rimanente della loro pena era stata commutata in esilio perpetuo dalla Toscana. Il Console francese a Livorno li ricevette, li fece imbarcare subito in un legno il quale era diretto a Marsiglia, e giunsero colà seguiti dallaffettuoso Mr. Chapman. Dopo tre settimane andarono a Hyères, indi a Nizza dove il Madiai ebbe un deposito di Bibbie e servì con molto zelo ed amore in quella Chiesa Cristiana condotta dal caro ed amato fratello Bettex.
Ma il Madiai, sempre ammalato e sofferente in prigione, non ricoverò mai la salute. Visitò lInghilterra con la moglie; e, quando la libertà apparve di nuovo in Toscana, si ridussero entrambi a Firenze, e qui manifestò gradatamente i sintomi di quella lunga e penosa infermità che lo trasse alla tomba. Rosa lo condusse allasilo di Nyon in Svizzera: ivi prima smarrì il lume della ragione, poi le forze fisiche gli mancarono totalmente, e dopo due anni dinconosciuti patimenti per lui, e di viva angoscia per la moglie, saddormentò nel Signore. Tre anni fa (1868) la vedova Rosa Madiai ritornò a Firenze e menò vita quieta, cristiana, piena damore e di compassione verso i sofferenti, i quali testimoniano con lacrime che giammai ella respinse la mano del povero. Era caritatevole, tenace nelle sue affezioni e nelle sue amicizie co Cristiani, buona, soccorrevole, generosa.
Le sue ultime ore
Ultimamente fu colta da grave infermità, ma Dio al rese alla preghiere de suoi figli. Appena si sentì rinforzata, andò secondo lusato a via Maggio per rompere il pane. Pochi giorni dopo ricadde, ma la malattia veramente mortale si manifestò nel venerdì 24 marzo. Il giorno seguente perdette ogni conoscenza: vaneggiava, quasi sempre, e non riconosceva se non a stenti. Ma anche nel vaneggiare rendeva testimonianza della verità. Ella conversava con Signore! Rammento che disse con molta solennità: Vita Santa! La domenica peggiorò, ma la mente ritornò a grado a grado ad essere limpida e serena. Benché il male progredisse a gran passi, ciò non di meno i Cristiani che lintorniavano erano lieti di vederla gustare la Parola della Vita, e le preghiere che sinnalzavano per lei. Nella notte della domenica udii che ripeteva linno:
Benedetto il tuo nome in eterno
Salvator che moristi per noi.
Poi ella recitò una breve preghiera ed augurò a tutti una buona e santa notte. Nel lunedì si sentì male assai, ma la mente continuava ad essere lucida, e gustava la Parola della Vita. Verso notte il fratello Fab... le parlò lungamente della nostra andata col Signore ed ella ascoltava con amore. Alluna e mezza antimeridiana del martedì 28 marzo, disse che si sentiva morire, desiderava la lettura della Parola di Dio, desiderava che si pregasse. Accorse il fratello T.P. R. e vide che il rantolo della morte era già cominciato. Rosa udì con amore a diversi intervalli molti estratti della Scrittura, e molte preghiere: la sua mente era talmente serena che, quando il R. disse: Rammentatevi le parole di Gesù, e dite con lui: Padre, io rimetto lo spirito mio nelle tue mani, ella soggiunse: anche lanima e il corpo tutto! Verso le sei e mezzo si quietò, non parlò più, ma ci guardava e intendeva ancora. Il polso mancava alle sette e un quarto: cinginocchiammo tutti e nuovamente gridammo: Padre, accogli la tua figlia; Padre apri il cielo alla tua figlia, Padre ricevi lo spirito suo nelle tue mani! E mentre così pregavamo, ella trapassò quietamente e santamente! Il pallore della morte coprì la sua faccia, ma il volto era tanto calmo, tanto sereno e bello che destava in noi questi pensieri: È questa la morte? No, è il sonno dei giusti! Oh beati coloro che muoiono nel Signore! La morte de santi del Signore è preziosa nel suo cospetto.
La sua dipartita addolorò tutti Cristiani di Firenze. Certo ella avea compiuto il suo corso ed aveva vinto il pallio, e il Signore laveva guardata sino alla fine della sua pellegrinazione in terra. Ma la sua perdita era grave, e il dolore che ne sentimmo tutti fu immenso, e dura ancora!
Toccanti testimonianze
al funerale
Il funerale ebbe luogo nel giorno seguente, il 29 di marzo. Alle cinque e mezzo pom. la camera mortuaria nellabitazione di Rosa Madiai (Piazza del Carmine, n° 2) era piena di cristiani dogni denominazione. Il lutto era grande, niuno potea rattenere le lacrime. Elevò una preghiera al Signore, il fratello Fab...: indi T.P.-R. invitò i fratelli a rammentare la virtù del sangue di Cristo che ci purga da ogni peccato, e intuonò linno:
O Redentor divino
Pongo ogni speme e vanto
Nel sangue tuo soltanto
Che i falli miei lavò!
Poi lesse 1. Cor. XV 42-58, e disse:
«Noi che crediamo in Gesù, siamo chiamati discepoli suoi. Egli è il nostro Rabbi e cinsegna sempre, in ogni circostanza della nostra vita. Cinsegna nelle cose che riguardano alla Vita Eterna, e in quelle che riguardano alla Morte. Cristo, nellEvangelo, cinsegna questa verità celeste: DALLA MORTE VIENE LA VITA: LA VITA DISTRUGGE LA MORTE. Eravamo morti né falli e né peccati, e Cristo ci ha tolti i peccati col suo sangue e ci ha vivificati: perciò la morte eterna non è più nelle anime nostre; la Vita che ci ha data Gesù lha allontanata per sempre da noi. Ora questo nostro corpo muore, ma Dio mette in esso un germe incorruttibile, guardato dalla sua virtù, e quando Gesù ritornerà, quel germe apparirà in vita: allora proveremo una volta di più la sublime verità cristiana: dalla morte viene la vita; allora e soltanto allora potremo dire: La morte è stata abissata in vittoria. O morte ovè il tuo dardo? o inferno, ovè la tua vittoria? ORA, il dardo della morte è il peccato, e la forza del peccato è la Legge. Ma ringraziato sia Iddio, il quale ci dà la vittoria per lo Signor nostro Gesù Cristo. Noi qui, piangiamo la momentanea perdita diRosa Madiai, che fu davvero fra noi, come Debora, una vera «MADRE INISRAELE» (Giu. V, 7):. Ma fra breve la vedremo nella gloria; fra breve andremo tutti a riscontrare il Signore nellaria e la rivedremo con Gesù. Consoliamoci gli uni gli altri con queste parole (I Tess: IV, 18).
Poi il prof. P. Geymonat, amico dellestinta e partecipe alle afflizioni dellEvangelo nel tempo delle persecuzioni in Toscana, elevò una preghiera al Signore, ringraziandolo di ciò che Egli aveva operato in Rosa Madiai, e pregandolo di sostenerci e di consolarci nella dolorosa perdita che tutti avevamo fatta.
Andammo in seguito al Cimitero Evangelico a Porta Pinti. La salma della Madiai fu seguita da moltissimi fratelli e sorelle (alcune di queste cadenti per grave età), commossi tutti, e mestissimi. La salma fu deposta primieramente nella stanza mortuaria, piena di gente, e pieno era ancora il cortile, benché spirasse una viva tramontana.
Fab... ricordò a sommi capi la storia delle persecuzioni patite da coniugi Madiai; disse che Rosa sentiva la sua chiamata e nera lieta, perché andava al Signore, e rammentò che attentamente ella ascoltava la lettura del capitolo IV della 1.a Tess. dove Paolo parla del nostro adunamento col Signore.
T.P.-R. «Molte furon le savie e sante parole proferite da Rosa Madiai nellultima sua malattia. Io ne rammenterò due sole, e vorrei che il Signore le scolpisse nel nostro cuore. Sabato scorso Rosa si sentiva molto aggravata. A stenti riconosceva qualcheduno. Ma in quello stato di debolezza e di vaneggiamento son certo chella conversava col Signore. Rammento che ella atteggiò il volto a molta serietà, e con voce chiara, e solenne, profferì queste due sole parole:Vita Santa!Fratelli, queste due parole valgono un volume. Queste due parole compendiano tutta la vita di Rosa Madiai.
«Rammentiamoci tutti di quelle solenni parole: Vita Santa. Rammentiamoli spesso, noi, predicatori dellEvangelo; noi che siamo considerati come la spazzatura del mondo, il ludibrio di tutti insino ad ora; noi che dobbiamo essere «gli esempi della greggia:» oh che il Signore ci faccia vivere una Vita Santa| Rammentatele voi, donne Cristiane, la cui conversazione, come dice Pietro, debbessere nel timore, nel timore di Dio chè il principio dogni sapienza: Vita Santa! Rammentatele voi, fratelli tutti, e insegnate con la vostra vita cristiana, che cè un rinnovamento in voi, operato dallo Spirito Santo, e questo rinnovamento è la Vita Santa! E finalmente rammentatele voi, che non credete ancora, acciocché vi affrettiate a credere, a entrare per la fede in Cristo che è la Vita, a ricever da Lui la Vita, e poi vivere in terra una Vita Santa!»
C. M. consorte nelle afflizioni per lEvangelo, anchegli imprigionato, e cacciato in esilio dalla Toscana né tristi tempi della persecuzione, disse che grandi furono le sofferenze diRosa, molte le prove, ma ella poté soffrir tutto perché Cristo era in lei. Fu Cristo che operò per mezzo di Rosa Madiai, non già Rosa per sé stessa; per cui la gloria deve esser resa al Signore. Soggiunse che dobbiamo rammentare la sua fermezza, la sua perseveranza, la sua fedeltà insino alla morte, e segnatamente le parole che profferì mentre conversava col Signore. Vita Santa!
E. N. pregò, indi cincamminammo alla tomba.
Deposta la salma nel luogo del riposo, T. P. R. disse:
«Gesù è la Risurrezione e la Vita. Rosa Madiai saddormentò con la profonda convinzione di risorgere alla venuta di Cristo. Essa saddormentò intieramente nel Signore, depose tutta sé stessa nelle mani del Signore: perciò mentre le si rammentavano le parole di Gesù: Padre io rimetto lo spirito mio nelle tue mani, soggiunse anche lanima e il corpo tutto!»
Pregai e la mesta funzione finì.
Era sera: il cielo era sereno e limpido: le stelle scintillavano vivamente: molti di noi, con gli sguardi rivolti in alto, dissero. Vieni o Signore Gesù! e ritornammo afflitti e silenziosi a casa, aspettando, anche noi, la nostra chiamata. SIAMO TUTTI PRONTI?...
Come una madre in Israel
ROSAMADIAI era romana. nacque da coniugi Pulini, a Roma, addì 4 marzo 1796. Era alta della persona, piena di dignità, squisitamente educata. Passò la giovinezza in Inghilterra, come governante. Nata e cresciuta nel Romanesimo professò con zelo le sue credenze religiose, benché vivesse con famiglie protestanti. Fu il marito che le evangelizzò Gesù. Insieme cominciarono a leggere le Scritture, insieme crebbero in grazia e in conoscenza della Bibbia, entrambi furono aspramente e crudelmente perseguitati, ma vinsero la prova per la virtù di Dio.
Una profonda mestizia accompagnò gli ultimi giorni di Rosa Madiai. Il suo cuore fatto per amare, per espandersi, e non per restringersi nel breve circolo dun movimento che affoga la vita, gemeva vedendo che a causa di forme e di principi i figli di Dio erano divisi fra loro. E ne aveva ben donde, ché in questi giorni tempestosi gli scismi si moltiplicano, la carità si raffredda, e lindifferenza sterilisce il cuore.
Rosa Madiai amò sempre, e fu tenace nelle sue affezioni e nelle sue amicizie con tutti cristiani. Era tenera, compassionevole verso i poveri: non li respinse mai da sé. Il giorno precedente alla sua dipartita, pensando a una povera sorella da lei immensamente amata, disse: Povera P..... chissà se ha pane? Sì, Rosa Madiai fu davvero UNA MADRE IN ISRAEL.
Visse 75 anni e 24 giorni.
Fratelli, pensando a Rosa Madiai, rammentiamo quelle due parole da lei pronunziate, mentre conversava col Signore: VITA SANTA!
T.P.R.
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