Pace! Pace! Pace!
Lantica casa romagnola troneggiava in mezzo alla grande vigna, quasi immutata nel tempo; sola nota di novità la bandiera a sette colori con la scritta Pace in bianco, che sventolava al sole freddo di febbraio: la notai passando frettoloso, e mi venne da sorridere al pensare che, con molte probabilità, lazdora che laveva lasciata esporre non aveva la più pallida idea di dove fosse lIrak, e forse nemmeno di come si scrivesse il suo nome. Ma aveva voluto prendere parte a qualcosa su cui i mass-media avevano inesorabilmente attirato la sua attenzione.
Come lei, nessuno ha certo potuto ignorare le imponenti manifestazioni che, contro lincombente guerra, si sono svolte in tutto il mondo sabato 15 febbraio; mostrate dalle TV quasi come chiassose feste di popolo, hanno poi riempito per giorni schermi e giornali di colori e slogan. E di bandiere, tante bandiere, sovente sventolate come gioioso atto di partecipazione, talvolta come sfida.
In quei momenti, la parola più scritta, più affermata, più invocata, è stata sempre: Pace!
La pace!! Sogno senza tempo dellumanità, cercata, bramata, vagheggiata; spesso promessa, sempre sperata, mai posseduta o conosciuta, dal doloroso momento nel quale la nostra madre ancestrale prese del frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito, ed egli ne mangiò (Ge 3:6b).
Anche sabato 15, come nelle tante precedenti occasioni che hanno costellato la nostra storia, credo non si sarebbe trovato alcuno capace di affermare in maniera netta di essere contrario alla pace, di non condividere le aspirazioni dei tanti che la proclamavano, di dissentire dai loro fini; ma molti avrebbero espresso delle precisazioni, delle differenze, dei distinguo, e per vederli affermati si sarebbero battuti. È il dramma delluomo, questo: essere costretto a lottare per ottenere ciò che lo dovrebbe unire, provocare discordia per cercare pace. Così, al di là del buon risultato mediatico e emotivo, anche questa manifestazione non influirà sul futuro dei popoli, pure se, come tutti sperano, dovesse essere trovata una soluzione incruenta a questo grave problema.
Ma poiché il bisogno di pace è una indomabile necessità dellessere umano, gli inviti a impegnarsi per ricercarla e a combattere ciò che le si starebbe opponendo torneranno, magari manipolati da quei potenti che sanno usare anche questa infrenabile aspirazione per i loro scopi di dominio; questa volta pure li abbiamo visti, schierati secondo gli interessi di bottega e attenti a non far trasparire i reali motivi del loro impegno pro o contro quel certo tipo di pace. E ciò non ci ha stupito, poiché, come dice avvilito un personaggio de I Promessi Sposi, così va il mondo.
Quello che sorprende un po di più è notare, tra quelle file, persone che, proclamandosi cristiani, dovrebbero conoscere le profezie del loro Signore, e sapere che tutti gli sforzi delluomo sulla via della pace sono impotenti fatiche di Sisifo, votate inevitabilmente al fallimento. Infatti la Parola di Dio ammonisce che quando diranno: «Pace e sicurezza», allora una rovina improvvisa verrà loro addosso, come le doglie alla donna incinta; e non scamperanno (1Te 5:3); e ancora Voi udrete parlare di guerre e di rumori di guerre; guardate di non turbarvi, infatti bisogna che questo avvenga, ma non sarà ancora la fine. Poiché insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno ( Ma 24:6-7a); e infine Essi cercheranno la pace, ma non la troveranno. Verrà sventura dopo sventura, allarme dopo allarme
. Io li tratterò secondo la loro condotta, li giudicherò secondo quanto meritano; e conosceranno che io sono il Signore (Ez 7:25b-26a-27b).
Poiché proprio questa è la radice del problema, la causa dellimpossibilità umana a realizzare il sogno della pace: aver rinnegato il Principe della pace, seguitare a percorrere una via di ribellione e di disprezzo, pretendere che la soluzione stia nelle capacità delluomo e nel suo buon senso.
In questa situazione senza speranza, al credente è affidato un compito importante: impegnarsi per vivere in pace con gli altri uomini, per quello che dipende da lui; denunciare la guerra insensata che lumanità seguita a muovere al suo Creatore; invitare a quella pentita riconciliazione che sola consente a ogni uomo di godere finalmente la pace tanto cercata, ma quella vera, quella che il mondo non dà e non potrà mai dare: la pace di Cristo.
Giancarlo Zonta