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Una convinzione fondamentale per essere parte della Chiesa


      LA CERTEZZA DELLA SALVEZZA (III)
     
     
Lo Spirito Santo, quando viene ad abitare nella vita di una persona, compie in lei i miracoli divini della rigenerazione, dell’adozione, donandole la gioia della vita eterna e guidandola ad un cammino di santificazione e di servizio. Sia la dimora che i doni dello Spirito sono realtà irrevocabili.
     
     
LA NUOVA NASCITA O RIGENERAZIONE


Definizione di rigenerazione secondo il dizionario
     
      Far tornare ad essere ciò che era andato perduto, riportare nella condizione primitiva cose che si erano deteriorate o sostanze che erano state modificate o che si erano alterate. Liberare, redimere, riscattare. Rinascere, redimersi, riscattarsi, ritornare, rifiorire.
     
     
Definizione di rigenerazione secondo la Scrittura
     

      È Gesù stesso che introduce il concetto di rigenerazione o nuova nascita o nascita dall’Alto nel famoso discorso con Nicodemo (Gv 3). Alle domande del dottore d’Israele riguardo ai miracoli, Gesù risponde introducendo i temi della nascita dallo Spirito Santo, della Parola, della Croce, della Fede, della Grazia e del Giudizio. In questo discorso c’è tutta la dottrina della salvezza per grazia con la rivelazione dell’opera e la natura del Messia. Il buon Nicodemo ebbe di che riflettere sulla sua conoscenza della Parola di Dio (sappiamo che più tardi egli riconobbe in Gesù il suo Salvatore).
      Gesù è generato dallo Spirito Santo (Mt 1:18-25, Lu 1:26-38), perciò chi appartiene a Dio bisogna che sia della sua stessa natura (Ro 8:1-2, 9-11; 1Co 15:42-50; 1Gv 3:1-2; 4:17) per essere adottati come figli (Ro 8:14-17; Gv 1:12). Senza rigenerazione non si può né vedere Dio né entrare nel suo regno (Gv 3: 3-5). Per questo “Egli ci ha di sua volontà generati mediante la parola di verità, affinché siamo in certo modo le primizie delle sue creature” (Gm 1:18).
      Il regno di Dio è spirituale, chi vi accede deve essere della stessa natura di Dio, a immagine di Cristo. L’immagine che l’uomo ha perduto con il peccato, Dio la rinnova con il dono del suo Spirito (1Co 6:11; 2Co 1:21-22; E 1:13-14).
      La nuova natura di cui è rivestito il credente (2Co 5:1-5) è eterna perché lo Spirito Santo dimora in lui in perpetuo (Gv 14:16) ed è per lui, qui sulla terra, la caparra o l’anticipo della vita eterna.
      Alla luce di queste rivelazioni come è possibile affermare che la salvezza si possa perdere? Vediamo da queste “sentenze” bibliche che la salvezza dal giudizio di Dio e dalla morte (Gv 5:25) è irrevocabile. Dio non torna indietro, non ripudia un figlio che ha adottato dopo averlo strappato a Satana. Lo fa crescere con i doni spirituali donati alla Chiesa (Ef 4:13); attraverso le prove lo ammaestra e lo corregge, ma certamente non lo rinnega (2Ti 2:13).
      Con la rigenerazione si afferma il principio giuridico dell’Adozione, che anche nella legislazione umana vigente, è un principio irrevocabile e che rafforza la certezza della salvezza.
      Gli apostoli nelle loro lettere sostengono questa dottrina ed esortano gli anziani e i discepoli sparsi nelle varie chiese ad attenersi alla “sana dottrina”, alla predicazione della fede (Ga 3:2; 1Ti 6:3-5, 20-21, 4:1-3; Tt 1:9), a difendere la dottrina della fede contro coloro che negano Cristo (Gd 3-4), fino a bestemmiarlo (1Ti 1:18-20). Non dicono da nessuna parte che Dio ritiri la sua presenza per lo Spirito Santo da chi non si santifica anzi esortano a non contristare lo Spirito (Ef 4:20) visto che il credente ne è la dimora (1Co 3:16-17). Esortano, gli apostoli, a tenere accesa la luce dello Spirito che ci permette di gustare ed esaminare le profezie (1Te 5:19-20) e a non disprezzarle perché in esse è lo Spirito della profezia (Ap 19:10; 2Pi 1:19-21).
      Dio per mezzo dell’opera di Gesù ci giustifica, ci redime, ci santifica (1Co 1:30), ci riporta a quella immagine che avevamo prima del peccato (Ro. 5:12-21) affinché “…..la grazia regni, mediante la giustizia, a vita eterna, per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore” (Ro 5:21). Quindi la grazia, la rigenerazione, l’adozione sono opera di Dio, pertanto eterne ed irrevocabili.
     

     
IL BATTESIMO DELLO SPIRITO SANTO
     

      Definizione di battesimo secondo il dizionario: immersione.
      Prima di addentrarci sulla tematica del Battesimo dello Spirito Santo è bene chiarire alcuni punti.
     
     
Cosa non è lo Spirito Santo
     

      • Un agente spirituale di Dio.
      • Un ministro e servo dei piani di Dio.
      • Una specie di creatura angelica subordinata al Padre e al Figlio.
      • Non è una “forza attiva impersonale”.
      • Non è una “cosa”.
     
     
Chi è lo Spirito Santo
     

      Lo Spirito Santo è Dio (1Co 2:11-14; At 5:3-4) e Signore (2Co 3:18).
     
      Lo Spirito Santo agisce come una persona:
     
• Difende (Gv 14:16).
      • Dimora insieme a… (Gv 14:17).
      • Insegna (Gv 14:26).
      • Rammenta (Gv 14:16b).
      • Testimonia (Gv 16:8).
      • Convince (Gv 16:8).
      • Dà ordini precisi (At 13:2-4).
      • Vieta (At 16:6-7).
      • Intercede (Ro 8:26).
     
      Lo Spirito Santo è dotato di:
     
      • Conoscenza (1Co 2:10-11).
      • Intelligenza (Ro 8:27).
      • Volontà (1Co 12:11).
      • Amore (Ro 15:30).
      • Bontà (Ne 9:20).
     
      Lo Spirito Santo ha attributi morali e spirituali; è infatti chiamato:
     
      • Lo Spirito della grazia (Eb 10:29).
      • Lo Spirito della vita (Ro 8:2).
      • Lo Spirito della verità (Gv 14:17; 15:26).
      • Lo Spirito della gloria (1Pt 4:13-14).
      • Lo Spirito Consolatore (Gv 14:26).
      • Lo Spirito di carità (Ro 5:30).
      • Lo Spirito di bontà (Ne 9:20).
     
      Lo Spirito Santo ha attributi sovrannaturali e divini:
      • Onnipresenza (Sl 139:7-8; At 16:6-7; Ro 5:5 e 8:16-17; Gv 14:17).
      • Onniscenza (1Co 2:10-11; At 16:6-7; 1Pt 1:10-11).
      • Onnipotenza (Ro 8:11; Tt 3:15).
      • Eternità (Eb 9:14).
     
      Lo Spirito Santo compie opere divine sovrannaturali:
      • Nella creazione (Ge 1:2; Gb 33:4; Sl 102:50)
      • Nella rigenerazione (Tt 3:5; Gv 3:5)
      • Nella resurrezione dei morti (Ro 8:11)
      • Nei miracoli (Mt 12:28; At 2:4; 1Co 12:9-11).
      Attività che certamente una “forza attiva”, per giunta impersonale, non può fare se non è dotata di tutte queste qualità.
     
      Lo Spirito di Dio non conduce a condizioni di “trance estatico e mistico”; in quanto Dio, Egli è intelligente. E lo è in ogni sua manifestazione come ricorda ad esempio l’apostolo Paolo riprendendo coloro che perseguono la pratica del parlare in lingue sconosciute senza la traduzione:
      “Perciò chi parla in altra lingua preghi di poter interpretare; poiché se prego in altra lingua, ben prega lo spirito mio, ma la mia intelligenza rimane infruttuosa. Che dunque? Io pregherò con lo spirito, ma pregherò anche con l’intelligenza; salmeggerò con lo spirito, ma salmeggerò anche con l’intelligenza... ma nella Chiesa preferisco dire cinque parole intellegibili per istruire anche gli altri, che dirne diecimila in altra lingua” (1Co 14:13-19).
      L’apostolo Paolo in questo capitolo non scoraggia l’uso delle lingue (vv. 39-40), raccomanda però l’ordine e il decoro (v. 40, v. 33), chi parla in lingue deve essere accompagnato dal dono di interpretazione (vv. 5/6, v. 13, 1Co 12:10,30). Il dono di lingue non è l’emissione di suoni disarticolati (v. 7) ma il parlare di lingue conosciute (v. 9-11). Il giorno della Pentecoste coloro che ricevettero lo Spirito Santo parlarono in almeno quindici lingue diverse (At 2:6-11), assolutamente parlate e conosciute.
      La conversione di Cornelio e dei Gentili con lui, fu certificata dal dono di lingue che questi esercitarono. I Giudei convertiti presenti con Pietro, riconobbero che questi glorificavano Dio perché intesero le parole udite (At 10:44-46). La stessa cosa avvenne ai discepoli di Giovanni Battista che parlarono in “altre lingue e profetizzavano” (At 19:6). In conclusione gli episodi del parlare in lingue, descritti nel libro degli Atti degli Apostoli, non diventano norma nelle epistole; solo nella prima lettera ai Corinti, questo dono viene regolamentato, per l’abuso carnale e pagano che questi ne facevano, insieme ad altri comportamenti ed errori dottrinali, da Paolo censurati.
      Dobbiamo a questo punto fare un cenno alla “diffusione” dello Spirito Santo nell’Antico Testamento, Vangeli compresi.Essa non veniva su tutti gli uomini indistintamente, ma in particolare su tre categorie di persone: profeti, re e sacerdoti. Essi venivano “investiti” di Spirito Santo e non abitati da Lui. Solo nel Nuovo Testamento lo Spirito Santo abiterà il cuore e lo spirito di quanti si convertiranno al Signore per la loro salvezza. Non è un particolare di poco conto se vogliamo capire i molti testi nei quali si parla dell’azione dello Spirito di Dio nella vita degli uomini (dell’Antico Testamento e dei Vangeli) che Egli chiama al Suo servizio. Oltre tutto, va anche registrato che coloro che erano stati chiamati a servire Dio, e per questo investiti di Spirito Santo, venivano meno nel loro servizio nel momento in cui lo Spirito Santo si ritirava da loro. Il ritiro dello Spirito invece non succederà più dopo la Pentecoste. Infatti prima della Pentecoste siamo nella “dispensazione della Legge” nel quale “Dio è per noi”; dalla Pentecoste in poi siamo nella “dispensazione della Grazia” nel quale “Dio è in noi”, e lo è “in perpetuo”. Questo è un passaggio di fondamentale importanza perché Dio si rivolge non più al solo Israele, ma a tutte le genti delle nazioni, i Gentili (Ro 9, 10, 11). Nel giorno della Pentecoste nasce un nuovo popolo, la Chiesa (Mt 21:43, Gv 10:16, Ef 2:11-18), battezzato dallo Spirito Santo (1Co 12:12-13), per la vita eterna (At 11:15-18; Ef 1:13-14).
     
     
Quando avviene il Battesimo dello Spirito Santo?
     

      C’è chi pensa che il battesimo di Spirito Santo sia un’esperienza successiva e distinta dalla salvezza, una specie di seconda esperienza che esula dalla salvezza stessa. Se è vero questo modo di pensare, significa che ogni credente ha il dovere, dopo essere stato salvato, di ricercare e realizzare il battesimo di Spirito Santo. Questa dottrina è stata formulata per la prima volta nel XIX secolo, dal cosidetto “Movimento di Santità”.
     
Questo movimento predicava una salvezza in due tappe :
      • Prima tappa: la conversione.
      • Seconda tappa: il battesimo dello Spirito Santo.
      • Risultato: intera santificazione.
     
      Queste tappe erano considerate necessarie per giungere ad una vita spirituale più elevata, dove la vera spiritualità e potenza sono conseguenze del battesimo di Spirito Santo.
      Ancora oggi c’è chi pensa che il battesimo dello Spirito Santo
      • Sia un’esperienza successiva e distinta dalla salvezza
      • Conferisca potenza per essere testimoni di Cristo
      • Conferisca potenza per predicare
      • Dia la facoltà di parlare in lingue sconosciute come segno principale della sua presenza nel credente.
     
      Perciò il battesimo dello Spirito Santo diventa sinonimo :
      • di potenza,
      • di santificazione,
      • di servizio,
      • di “accesso” al pulpito,
      • di glossolalia (capacità di parlare lingue sconosciute).
     
      Ma è proprio questo che dice la Parola di Dio? La conseguenza di questo modo di pensare è, in un secondo tempo, la dottrina in cui si afferma che la fede si possa perdere e di conseguenza si possa perdere la salvezza e lo Spirito Santo.
     
     
Il battesimo dello Spirito Santo secondo le Scritture
     

      Di battesimo dello Spirito Santo si parla in modo esplicito in sette brani del Nuovo Testamento che occorre leggere con attenzione per ricevere quanto la Scrittura vuole insegnarci:
      • Matteo 3:11-12;
      • Marco 1:8;
      • Luca 3:16-17;
      • Giovanni 1:31-34;
      • Atti 1:4-5; 11:15-18;
      • 1Corinzi 12:12-13.
      Esaminando questi brani vediamo che:
     
      • è Gesù che battezza (e nessun altro);
      • il battesimo è un dono (Ef 1:13:14);
      • il battesimo è la vita eterna;
      • il battesimo è per chi ha creduto in Gesù;
      • il battesimo è per la Chiesa.
     
      Le conseguenze definitive sono :
     
      • la Grazia,
      • la Rigenerazione,
      • l’Adozione,
      • la Santificazione
     
      Dalla conversione di Cornelio in poi, vediamo che la predicazione del Vangelo produce negli uditori la fede e di conseguenza la conversione con l’immediato battesimo dello Spirito Santo (At 10:44-46, Ro 10:17, Ef 1:13-14).
      Cosa deve aggiungere ancora la Scrittura per difendere la dottrina di Gesù il Messia? Credo proprio nient’altro, perché “se poi ad alcuno piace d’esser contenzioso, noi non abbiamo tale usanza; e neppur le chiese di Dio” (1Co 11:16).
     
     

(3.continua)
     
      Massimo Arnesano