Da La Vedetta Cristiana n. 2 del 15 gennaio 1871
LA COLOMBA
DELLO SPIRITO SANTO
Un simpatico aneddoto, raccontato da Carlo Zanini e riferito ad un episodio avvenuto a Ravenna nella basilica di S.Apollinare in Classe, rivela come la religione tenda spesso ad approfittare della creduloneria popolare, ma anche come possa essere argutamente smascherata, opponendo alle favole e alle leggende ciò che narra la Scrittura.
Mantova, dicembre 1870.
Egregio Signor Redattore.
Leggendo il n° 12 della VEDETTA CRISTIANA, mi risovvenni di un aneddoto che, voglio sperare, non sarà del tutto ozioso al narrarlo, né contrario alla serietà del suo periodico.
Ecco le parole della VEDETTA CRISTIANA:
«Dice la leggenda che per mettere in accordo gli elettori di Fabiano, un colombo svolazzò sul suo capo: fu creduto lo Spirito Santo, e Fabiano buscò siffattamente il vescovado di Roma.»
Pare adunque che ai tempi della elezione di Fabiano (III secolo), nascesse quella intromissione de colombi nelle faccende ecclesiastiche, ed essa assunse gran voga nei tempi posteriori. Fra i tanti esempi che vi sono di siffatte baratterie, nelle quali i furbi fecero fare ai colombi le veci dello Spirito Santo (da essi contristato e da Esso disertati), mi limito a riportarne uno solo.
A Ravenna, fuori di Porta Sisi, a 3 miglia circa dalla città, sullantico Lito di Chiassi, come dice Dante, vi è una magnifica costruzione che rimonta al IV secolo, e che i moderni Ravennati chiamano: La Chiesa di Classi-fuori.
Essendo io in quella città nella primavera del 65, volli vedere quel monumento, e vi andai con mia moglie. Quando eravamo per giungervi, ci accorgemmo che dietro a noi veniva un fraticello camillita il quale andava colà per dire la Messa ai pochi contadini, nellindomani che era domenica.
Entrati nella Chiesa, demmo uno sguardo a quei monumenti darte e di marmi che vi sono in gran copia, e specialmente agli stupendi mosaici che ladornano.
Poco dopo, uscì un frate, custode del luogo, il quale, fingendo di andare a fare orazione ai piedi dellaltare (che per dirlo di passaggio, è di costruzione assai recente, poiché nella costruzione primitiva non cera neppur lidea di altari: arroge che se dovessi azzardare la mia opinione, direi esser quello un edificio eretto da Ariani), vi accese un lumicino; poi si accostò e prese a farcela da cicerone. Ma si trovò presto imbarazzato da certe nostre domande, e ritiratosi con bella maniera, poco appresso venne il frate da messa.Questi era un po più istruito; ma si meravigliava molto di sentire «anche una donna parlare così facilmente del Vangelo».
Parlammo dellopere darte, dei pregi e delle rarità dei marmi, di Odoacre primo re dItalia e di Teodorico re de Goti; poi ci mostrò la cattedra e la tomba di SantApollinare, primo arcivescovo diRavenna (cose però che hanno data assai posteriore), e ci narrò cose che non esitai punto a reputarle per favole, come sarebbe quella che S.Apollinare fosse stato mandato colà da S.Pietro, mentre visse circa 3 secoli dopo questo Apostolo!
Al che il fraticello non sapeva come rispondere.
Intanto io riguardava nel fregio della navata di mezzo una lunga serie di ritratti, parte in bel mosaico e parte in affresco.osservai che i più antichi, avevano un colombo svolazzante sulla testa.
Allora seguì tra e il frate il seguente dialoghetto:
Io. Chi rappresentano, frate, tutti que ritratti?
Fr. Sono gli arcivescovi di Ravenna, da SantApollinare, allultimo che morì pochi anni fa.
Io. Che cosa vuol dire che quella serie di arcivescovi, che parmi giunga fin verso il IX secolo, hanno tutti, meno pochi, una colomba sulla testa? È forse di questi come de papi, i quali fino al VII secolo sono quasi tutti santificati, e nellVIIIe nel IX non se ne contano più che 8, e dal secolo IX in poi di papi santi, non troviamo altri che Pio V, di poco santa memoria?
Fr. Vuol dire che quelli sono stati eletti dallo Spirito Santo.
Io. Dunque tutti gli altri sono stati eletti semplicemente dagli uomini, e quindi...
Fr. No.Anche gli altri furono eletti dallo Spirito Santo; ma questi lo furono in modo visibile.
Io. Oh!...in modo visibile!... sarei ben curioso di sapere in qual modo ciò potesse accadere.
Fr. (Con molta gravità). Ecco, allorquando dovevasi eleggere larcivescovo, tutti i fedeli duna certa età, escluse le donne, si riunivano qui, poi chiudevano le porte, e quindi intonavano il Veni Creator, e mentre cantavano, lo Spirito Santo calava giù in forma di colombo, e colui su cui si posava, era eletto arcivescovo.
Io. (Sbadatamente). Sarà stato un piccione ammaestrato.
Fr. (Con un sorriso maliziosetto). Oh no; era proprio lo Spirito Santo.
Io. Ma come faceva ad apparire? di dove veniva, se era tutto chiuso; e poi come spariva? spariva egli sulla persona cui sera posto (Avendo il frate accennato di sì).Allora vi doveva essere almeno un buco per passare!
Fr. Sicuro! In quel canto (accennando col dito verso la porta), nellantica volta cera il buco fatto apposta, e si osserva ancora nel disegno di quella magnifica volta conservato nella biblioteca del convento.
Io. (Scoppiando di risa). Ah... vede dunque che era proprio un piccione davvero; perché se fosse stato lo Spirito Santo, non avrebbe avuto bisogno del buco per passare!
Il povero fraticello rimase sbalordito; poi fece anchegli una risatina, e noi salutatolo ce ne andammo via.
C. Z.