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Recensioni

Rinaldo Diprose - L’UBBIDIENZA DELLA FEDE - Studi sull’epistola ai Romani - Pagine 198 - Euro 11,00 - Edizione U.C.E.B., Fondi (LT).

La lettera di Paolo ai Romani probabilmente è il libro più studiato e più commentato fra tutti gli scritti del Nuovo Testamento. Che bisogno c’è allora di un altro testo di studio, che va ad aggiungersi ai tanti già editi anche nella nostra lingua?
      Noi crediamo che una delle benedizioni più proficue prodotte dall’opera dello Spirito Santo nella Chiesa, nel tempo attuale della Grazia, sia la pluralità dei doni, per cui è bello scoprire che ogni commentatore, scavando nella stessa inesauribile miniera della Parola divinamente ispirata, è stata guidato da Dio a mettere in luce una particolare “sfaccettatura” di questo tesoro, nell’esercitare il proprio dono d’insegnamento. Quindi un testo di studio non esclude l’altro, ma si aggiunge all’altro fornendo nell’approccio, nella forma e nei contenuti ulteriori motivi di arricchimento.
      I commenti di Rinaldo Diprose sono già stati apprezzati dai lettori de IL CRISTIANO, infatti questo libro raccoglie gli articoli di studio pubblicati dall’ottobre 1998 al maggio 2002 nella rubrica “Fondamenta”.

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Leon Morris - IL VANGELO SECONDO LUCA - Pagine 553 - Euro 22,00 - Edizioni G.B.U., Chieti Scalo (CH).

Prosegue con encomiabile perseveranza la pubblicazione da parte dei G.B.U. dei Commentari Tyndale al Nuovo Testamento: cinque anni dopo la pubblicazione del commentario al Vangelo di Marco ecco uscire quello al Vangelo di Luca.
      Cambiano gli autori, ma non cambia lo stile già ben noto di questa collana: ricca e documentata introduzione storica e teologica; analisi attenta, scrupolosa e rispettosa del testo biblico, sviluppo analitico dell’esegesi, versetto per versetto, preceduta, quando necessario, da una visione globale del testo. L’Autore sottolinea più volte che Luca non ha scritto soltanto perché mosso da intenti storici, ma anche da obiettivi teologici profondi, per questo Luca “ci ha dato un Vangelo che canta, un Vangelo di gioia”, perché il racconto “termina, come era cominciato, con persone piene di gioia”.
     
Questo libro si presenta come un ottimo strumento per approfondire il testo biblico, nello studio personale e, ove si voglia, anche in quello comunitario.
      Unica nota a nostro avviso stonata: il ricorso all’uso dell’iconografia cattolica, divenuto ormai persistente sulle coperte degli ultimi commentari e certo non in armonia con l’uso biblico delle immagini che, come evangelici, siamo chiamati a testimoniare con coerenza.