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Dalla cronaca


Condoni e sanatorie? Basta aspettare!

     
     
Dunque, sembra proprio che il condono 2003 abbia ottenuto un grosso successo; leggo infatti su un giornale economico che “la prima fase delle sanatorie ha chiuso a quota 8,5 miliardi di euro, il che potrebbe portare l’incasso complessivo sui due anni alla cifra record di 12 – 14 miliardi”.
      Il Ministro dell’Economia è ultra soddisfatto, logicamente, considerato il rimpannucciarsi delle casse statali, notoriamente esangui e asfittiche; che si sia ancora una volta premiata l’evasione fiscale, be’, di questo nessuno degli addetti ai lavori si cura più di tanto, visti gli incrementi del gettito fiscale. Solo l’opposizione parlamentare (che a suo tempo ha però tenuto a battesimo il suo bel condono), non approva, ma questo fa parte delle regole del gioco. E, come diceva un antico adagio, “tutto va ben, madama la marchesa”.
     
Indubbiamente storcono il naso i contribuenti onesti (per scelta, pochi, e per forza, i più, e cioè tutti coloro ai quali non viene data la possibilità di evadere, poiché sta ad altri tassare direttamente i loro redditi di lavoro o di pensione). Certo è che questa consapevolezza consolidata che, prima o poi, verrà varata una legge che consentirà ai disonesti di mettersi in regola, è sicuramente un invito all’evasione fiscale; e la legittimazione di un illecito arricchimento, poiché il condono è molto vantaggioso per chi ha scelto di non rispettare la legge; ho letto, ad esempio, che il canone Rai non pagato fino al 2002 è sanabile con 10 euro per ogni annualità non pagata: questo significa versare, più o meno, un decimo del dovuto, tardivamente e senza interessi!!!
      Ma non c’è nulla di nuovo sotto il sole, come afferma da tempo immemorabile la Bibbia: infatti negli anni 60, quando, dopo il mio normale lavoro d’ufficio, svolgevo un’attività di consulenza e controllo per una azienda di trasporti che gestiva una ventina di camion, avendo fatto notare al titolare che riscontravo delle evidenti evasioni fiscali, foriere di possibili pesanti sanzioni, mi sentii rispondere “ma caro ragioniere, se la faccio franca per 4 o 5 anni, anche se poi mi dovessero beccare, ci guadagnerei sempre; e poi ci sono i patteggiamenti. Sa lei quanti bei quattrini mi metto così in tasca?”

      È questa la società costruita dall’uomo, basata sull’interesse egoistico più spinto, ove le leggi vengono rispettate solo in funzione della gravità del rischio che si corre nell’eluderle; negli USA, ad esempio, le evasioni fiscali sono meno diffuse, stante la durezza delle sanzioni e l’impegno degli organi di controllo (famoso l’episodio del gangster Al Capone, finito in carcere non per i suoi innumerevoli delitti, ma per evasione fiscale!!). Ma anche lì, recentemente, sono venute alla luce truffe enormi da parte di grandissime società, a dimostrazione che …. tutto il mondo è paese!

      “La rettitudine si è ritirata. E la giustizia si è tenuta lontana; la verità infatti soccombe sulla piazza pubblica, e il diritto non riesce ad avvicinarvisi; la verità è scomparsa, e chi si allontana dal male si espone a essere spogliato”, afferma Isaia 59, attestando l’antico persistere di una realtà di peccato che appare immutata a distanza di quasi tremila anni!! Non sono infatti attualissime queste parole? Ricordo che anni fa, una cara giovane coppia di credenti (lei svizzera, lui marchigiano) aprirono nel centro storico di Cesena un piccola caffetteria, che gestivano con garbo e dolcezza, quasi come una testimonianza. Dopo poco tempo dovettero cederla e trasferirsi in Svizzera (dove il Signore li ha grandemente benedetti con un lavoro diverso), poiché, avendo deciso di essere sottomessi alle leggi (come deve fare ogni credente, sia chiaro), erano sopraffatti dalla concorrenza!!
      Accade così che l’uomo, abituato a trovare sempre un rimedio alle sue malefatte, pensi che anche con Dio si giungerà a una “sanatoria”, un po’ perché “Dio è buono”, un po’ perché “c’è pure il Purgatorio, che il Paradiso è roba da Santi, quelli con l’aureola”; ma la Bibbia ammonisce, invece, che “è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio” (Eb 9:27), “chi crede in Lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato” (Gv 3:18), e infine “allora tutti i malvagi saranno come stoppia. Il giorno che viene li incendierà, e non lascerà loro né radice né ramo” (Ml 4:1).

      Non sperare in futuri condoni per il tuo peccato, amico che leggi: “oggi, dice il Signore, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori”.

Giancarlo Zonta