Uno dei maggiori attacchi allunità di coppia
LADULTERIO:
UN DRAMMA GESTIBILE? (III)
Risalire la china di un dolore che sembra insopportabile non è certo facile.Molti sono i fattori emotivi, spirituali ed affettivi che vengono destabilizzati dal dramma di un adulterio.Eppure cè speranza, perché Gesù Cristo è lunico che può ristabilire le relazioni spezzate e ridare un nuovo inizio a qualcosa che sembrava definitivamente perduto.
Prevenire ladulterio
Abbiamo già sottolineato, nel primo articolo, quali sono le responsabilità di un coniuge verso laltro. Queste interessano tutte le sfere della relazione matrimoniale (spirituale, affettiva, emotiva, intellettuale e sessuale) e permettono a entrambi, quando tali responsabilità vengono rispettate ed esercitate, di crescere con il sostegno reciproco sia come individui che come coppia.
Nel matrimonio, sia il marito che la moglie devono infatti vedere nellaltro loggetto delle proprie premure; devono interessarsi al bene spirituale e affettivo del coniuge e devono onorare il Signore con il loro stesso matrimonio. Questa deve essere la prima priorità di un matrimonio autenticamente cristiano.
In linea generale, lonore dovuto prevede innanzitutto la consapevolezza che il coniuge è un dono di Dio (cfr. Pr 19:14) e quindi deve essere considerato un prezioso regalo. (Mi rendo conto che in certi casi può essere difficile considerarlo tale, soprattutto quando ci sono continui litigi, tensioni o addirittura scene di violenza. La trattazione di questi casi particolari, però, esula dai limiti di questo articolo e rientra nellambito di un intervento pastorale più specifico e mirato.)
Quando riusciamo a guardare il nostro coniuge con gli occhi di Dio, allora siamo in grado di comprendere meglio il suo valore, perché anche lui/lei è loggetto dellamore incondizionato di Cristo. Quando lo consideriamo come un valido e perfetto alleato, allora siamo più portati a orientare i nostri pensieri e le nostre azioni verso il consolidamento del sodalizio matrimoniale. Dobbiamo comprendere, dunque, che il nostro coniuge è la persona che Dio ci ha messo accanto per il nostro cammino di vita.
Per questo motivo siamo chiamati, come mariti e mogli credenti, a fare di tutto per rendere il nostro matrimonio un giardino profumato, invece di lasciarlo sfiorire in una selva soffocata da erbacce di ogni genere. Non dobbiamo permettere che eventuali radici velenose comincino a crescere. Il primo luogo di crescita di tali radici è senzaltro la mente, perciò dobbiamo proteggerla con molta cura (cfr. Pr 4:23; Ro 12:2; 1P 1:13; Ef 4:23; 2Te 2:2; 2Co 11:3; ecc.), nutrendola di pensieri che glorifichino Cristo (cfr. Fl 4:8) e che esprimano la gioia e la riconoscenza per il nostro coniuge.
Questi non sono certo dei puerili artifizi psicologici, bensì sono la dimostrazione che lamore è qualcosa che si può costruire giorno per giorno, intervenendo con la volontà e la decisione di servirsi reciprocamente, in qualità di coniugi, con lo scopo di onorare Dio.
Se entrambi i coniugi si impegnano attivamente per dare uno spessore damore e di dedizione alla loro unione, in tutti gli aspetti della vita quotidiana e colmando di attenzioni ogni sfera del matrimonio, difficilmente si andrà a ricercare altrove qualcosa che ci appaghi di più. Se si curasse di più la comunicazione, la vita spirituale, la devozione verso il Signore, la riconoscenza, la premura reciproca, il romanticismo, le manifestazioni concrete daffetto, la vita intellettuale, gli aspetti emotivi della relazione e la vita sessuale, allora non si creerebbero i presupposti di quelle lacune che, in certi casi, potrebbero indurre a ricercare allesterno della relazione coniugale ciò di cui si sente la mancanza.
Una sola carne
Così non sono più due, ma una sola carne (Mt 19:6). Il Signore ha creato la sessualità come dono del quale gli sposi possano gioire liberamente. Fra le sue funzioni, essa ha anche quella di procurare piacere e benessere alla coppia, per rafforzare la loro unione. Sia benedetta la tua fonte, e vivi lieto con la sposa della tua gioventù. Cerva damore, capriola di grazia, le sue carezze tinebrino in ogni tempo, e sii sempre rapito nellaffetto suo (Pr 5:18-19). Non privatevi luno dellaltro, se non di comune accordo, per un tempo, per dedicarvi alla preghiera; e poi ritornate insieme, perché Satana non vi tenti a motivo della vostra incontinenza (1Co 7:5).
Lintimità fisica offre una preziosa ed esclusiva opportunità per cementare lunità coniugale. La tenerezza, laffetto, la passione, la vicinanza dei corpi, labbraccio tra marito e moglie, permettono infatti di soddisfare i reciproci bisogni di amore, di accettazione, di sentirsi desiderati, di condivisione, di sicurezza e di apprezzamento.
Per tutti questi motivi, è necessario curare con scrupolo la vita sessuale allinterno del matrimonio.
Questa non è qualcosa di accessorio e di scarsa importanza. Troppe coppie trascinano la loro relazione con problemi non risolti proprio in questa sfera, senza avere il coraggio di affrontare apertamente la questione. Si accontentano del meno peggio e spesso vedono latto sessuale come un dovere da compiere. Questa deformazione del concetto di sessualità coniugale rappresenta leredità di secoli di oscurantismo cattolico in questo campo.
Per quale motivo si dovrebbe sottovalutare qualcosa che poi, nel campo della consulenza matrimoniale, risulta essere invece uno degli aspetti più problematici e fonte di ansietà, invece che di gioia e di benedizione?
Molti rifiutano di parlarne, ma poi, nella riservatezza di colloqui privati, emergono frustrazioni e delusioni proprio in questo campo. Mogli fredde e scostanti, mariti sbrigativi e poco romantici, differenze di aspettative, tempi diversi, traumi infantili, sensi di colpa, o altro, possono creare delle vere e proprie barriere che impediscono di vivere i momenti di intimità fisica come dono di Dio per la coppia.
Ecco quindi che, da quel lato, ci si può indebolire e prestare il fianco a possibili tentazioni che, col tempo, potrebbero essere sempre più difficili da gestire.
Il cuore di un/a credente sposato/a deve battere solo per il suo coniuge. Certamente questo non è automatico né costante nella nostra vita matrimoniale. Allinizio sembra tutto facile: è la fase dellinnamoramento, nella quale tutto appare avvolto da un alone di romanticismo e di perfezione, e si vedono solo rose e fiori. Ma poi qualcosa comincia a cambiare, la passione diminuisce, si scoprono i reciproci difetti, a volte ci si chiede addirittura se si è sposata la persona giusta.
Le emozioni e i sentimenti legati allinnamoramento durano, in genere, due anni al massimo. In seguito, linnamoramento si deve trasformare in amore e per farlo crescere occorre lavorare seriamente. Ciò significa essere disposti a mettersi in discussione, affrontare crisi, modellarsi a vicenda, superare legocentrismo. A differenza dellinnamoramento, lamore non è solo un sentimento passivo, ma è qualcosa di attivo (cfr. 1Co 13:4-7). In questo passo biblico, lapostolo Paolo ci fa capire che tutte le caratteristiche dellamore cristiano implicano una decisione della volontà per realizzarsi.
Ci si deve impegnare per creare quel fondamento di amore, di stima, di riconoscenza, di desiderio, di rispetto e di fiducia, indispensabile in ogni matrimonio che voglia seguire le direttive di Dio. Non sono cose che cadono dal cielo, ma spesso costano sacrificio e fatica. Oggi non si è più disposti a fare dei sacrifici e delle rinunce; forse è per questo che tanti matrimoni naufragano miseramente.
Spesso cè scarsa volontà di impegnarsi. Ci si dice: non ti amo più e si pensa di risolvere la questione addossando la colpa a sentimenti che sono svaniti. Eppure Dio può ridare vigore a sentimenti appannati, quando lobiettivo dei coniugi è quello di onorarLo con il loro matrimonio. Infatti io so i pensieri che medito per voi, dice il Signore. Pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza. Voi minvocherete, verrete a pregarmi e io vi esaudirò (Gr 29:11-12). Io onoro quelli che mi onorano (1Sa 2:30).
Lamore matrimoniale si manifesta dunque con la decisione responsabile e volontaria di servire il proprio coniuge, soddisfacendo i suoi bisogni. Se amiamo il nostro coniuge, allora desideriamo fargli dono di noi stessi anche per mantenere viva e appagante lintimità fisica. Questa rappresenta il naturale coronamento dellintensità del reciproco amore e del desiderio di essere uniti. Ma esprime anche il desiderio di testimoniare davanti a Dio e agli uomini che la fedeltà matrimoniale è un elemento essenziale per una sana e benedetta crescita come individui e come coppia, lasciando fuori dal contesto coniugale ogni possibile tentazione adulterina.
Di fronte al dramma
Se non si curano gli aspetti che abbiamo elencato sopra, allora, in certe situazioni particolari, potrebbero verificarsi delle cadute, dovute anche a un cedimento nellintegrità spirituale di una persona.
Se veniamo sedotti dalla filosofia mondana che legittima ogni desiderio, allora cominciamo a pensare di avere il diritto di soddisfare quei bisogni che il coniuge non ci soddisfa. Iniziamo a concentrarci sulle nostre aspettative frustrate e sulla nostra persona, istigati dallegocentrismo innato in ogni essere umano. Pian piano, facciamo pendere lago della bilancia matrimoniale sempre di più dalla nostra parte e la relazione si destabilizza. Consideriamo i nostri desideri come più importanti e, spesso, invece di parlarne apertamente con il coniuge, cominciamo a fantasticare
A quel punto, i pensieri vengono intrappolati e, senza che ce ne accorgiamo, ci spostiamo sempre più sul terreno infido della seduzione che porta al peccato.
Quando il dramma si compie, cioè uno dei coniugi cade in adulterio, la relazione matrimoniale dichiara il suo fallimento.
A quel punto, però, ci sono due possibilità.
La prima, che emotivamente sembra essere la più immediata e la più istintiva, è quella di sancire la rottura definitiva del rapporto coniugale, ammettendo drasticamente che non ci possono più essere spazi dintervento per un eventuale recupero. Lorgoglio del coniuge tradito è stato ferito a morte e la sua fiducia nellaltro è totalmente scomparsa. Una lama impietosa ha reciso tutti i punti di contatto.
La seconda, invece, seppur sia più difficile da realizzare nellimmediato, cioè quando la ferita brucia, è quella che, a mio giudizio, offre lopportunità di ristabilire la relazione spezzata. È la possibilità di ricominciare daccapo, offrendo a chi è caduto loccasione di ristabilirsi al cospetto di Dio e davanti al coniuge offeso. Fratelli, se uno viene sorpreso in colpa, voi, che siete spirituali, rialzatelo con spirito di mansuetudine (Ga 6:1).
Gesù Cristo, alla croce, ha portato i peccati del mondo. Tra questi cera il mio e il tuo. Cera anche il peccato dei coniugi adulteri. Gesù è venuto a salvare le anime, non a condannarle. Gesù è venuto a redimere coloro che, tramite la fede, hanno il desiderio di ricominciare una nuova vita. Gesù è lunico che può ristabilire una relazione spezzata e curare le cicatrici di un adulterio. Il Figlio delluomo è venuto per cercare e salvare ciò che era perduto (Lu 19:10).
Se cè sincero ravvedimento, allora tutto è possibile.
La fede nellopera di Dio non si ferma alla salvezza, ma continua nella vita di ogni persona che vuole glorificarLo.
Un perdono difficile,
ma necessario
Il primo passo per recuperare una relazione dissacrata dalladulterio è dunque un vero ravvedimento da parte del coniuge adultero, con la sua piena consapevolezza di quale grande dolore ha arrecato allaltro. Senza il ravvedimento, cè ben poco su cui ricostruire.
Il secondo passo è rappresentato dal perdono.
È laspetto più difficile per un coniuge tradito, ma è necessario.
Perdonare non significa dimenticare, né cancellare con un colpo di spugna il dolore profondo procurato dal tradimento. Non significa neanche fare come se nulla fosse accaduto.
Il perdono costa, è inutile negarlo. Nessuno di noi può perdonare a cuor leggero una cosa del genere. La rabbia, la delusione e la frustrazione ci mantengono in uno stato emotivo che è esattamente il contrario di quello necessario perché si possa perdonare. Quando ci sentiamo offesi, abbandonati affettivamente, rifiutati, colpiti nel profondo e vediamo il nostro amore calpestato in modo così vergognoso, lultima cosa a cui pensiamo è proprio perdonare chi ci ha fatto tutto ciò.
Eppure, se siamo credenti, dobbiamo considerare almeno sei aspetti del perdono.
1. La Bibbia ci esorta molte volte a perdonare, perché lamore non addebita il male (1Co 13:5. Cfr. anche Sl 4:4; Ef 4:31-32; Mt 18:21-22; Cl 3:13; Mr 11:26; ecc.). Da tutti questi passi comprendiamo che il perdono è un ordine di Dio, non un optional nelle nostre relazioni interpersonali.
2. Il perdono è un atto di ubbidienza a Dio e pertanto deve essere una decisione della volontà, non lespressione dei nostri sentimenti. Noi possiamo ancora continuare a sentirci feriti e offesi, ma il perdono non può aspettare che queste emozioni siano scomparse. A livello interiore, la decisione di perdonare rappresenta il primo passo verso la guarigione dei sentimenti.
3. Senza perdono è impossibile una riconciliazione. La nostra relazione con Dio è iniziata proprio con il Suo amore e il Suo perdono, mentre noi eravamo ancora peccatori (Ro 5:8). Sulla base di ciò, dobbiamo fondare il recupero della nostra relazione coniugale proprio sul perdono.
4. Chi ha sbagliato, se si ravvede, deve avere la possibilità di ristabilirsi. Questa possibilità viene data dal perdono, invece il giudizio fine a sé stesso blocca il reintegro della persona. La Bibbia è piena di esempi di persone che hanno sbagliato, ma che poi, dopo il loro ravvedimento, sono state reintegrate al cospetto di Dio. Che dire di Pietro che ha addirittura rinnegato Cristo per ben tre volte?
5. La mancanza di perdono esclude ogni successiva azione di recupero. Non perdonare costituisce il più grosso ostacolo nel cammino della redenzione.
6. Perdonare sarà più facile se esaminiamo le nostre responsabilità personali in ciò che è accaduto. Quanto del nostro comportamento nei confronti del coniuge può averlo indotto in un momento di debolezza a fare ciò che ha fatto?
Fasciare le ferite
e ritrovare la fiducia
Anche se il coniuge tradito ha perdonato, non significa però che non stia più soffrendo.
Avrà bisogno di tempo, di preghiera, di intensificare la sua personale relazione con Dio, in modo che il Signore possa fasciare le sue ferite interiori.
Avrà anche bisogno lo ripetiamo ancora una volta di vedere un sincero ravvedimento del coniuge, perché la fiducia in lui/lei sarà crollata a zero. Pertanto, chi ha commesso adulterio deve impegnarsi prima di tutto davanti a Dio, e poi di fronte al coniuge (e a eventuali terzi, nel caso ci sia un auspicato e quanto mai necessario intervento pastorale e di disciplina della chiesa) a troncare immediatamente la relazione adulterina. Va e non peccare più (Gv 8:11b).
Dovrà ovviamente anche sottomettersi alla riprensione, alla correzione e alla disciplina della sua chiesa locale (anche se non è obbligatorio che tutta la chiesa sappia cosa è successo. Ricordiamoci che la chiesa locale deve essere informata solo nel caso in cui il peccatore rifiuti di ascoltare e di ravvedersi: cfr. Mt 18:15-17. Il discernimento e la riservatezza degli Anziani sono elementi fondamentali nel trattare certi peccati, mentre il pettegolezzo e il prurito di udire creano sempre e soltanto dei problemi!).
In molti casi è necessario che ladultero/a chieda aiuto a qualcuno che lo/la possa sostenere e consigliare nella gestione dei sentimenti e delle emozioni nei confronti della persona con la quale è caduto/a in peccato. Certi aspetti non sono secondari e le pulsioni amorose non sono facili da controllare. Ritornare in carreggiata dopo una sbandata può essere lungo e faticoso, ma è assolutamente indispensabile ritrovare un sano equilibrio coniugale, per disintossicarsi dai postumi di un innamoramento extramatrimoniale.
Il coniuge tradito avrà un disperato bisogno di ritrovare la fiducia che è stata calpestata.
Ladultero/a dovrà perciò riconquistare passo dopo passo questa fiducia. Non può certo aspettarsi che il coniuge tradito sia disponibile con facilità ad accettarlo/a come prima.
Ci vuole tempo per ricostruire una relazione spezzata. Ci vogliono conferme per riottenere la fiducia persa. Ci vuole impegno per riannodare i fili che si sono slacciati. Ci vuole amore per superare la sofferenza. Ci vuole fede per mettere tutto nelle mani di Dio.
Il coniuge tradito si è sentito rifiutato e disprezzato quando laltro ha commesso adulterio, ma dopo potrebbe essere il contrario. Chi ha peccato potrebbe sentirsi rifiutato ora, proprio mentre si tenta la ricostruzione. Purtroppo è uno scotto che deve pagare, perché la ricostruzione anche se si fonda su un perdono che cè stato non è immediata. In certi casi è breve, ma in altri può essere molto lunga.
Un monito e una speranza
La Scrittura ci avverte solennemente riguardo la gravità delladulterio, ma il mondo sembra non farci caso. Le seduzioni a volte affondano le loro lame velenose anche nella mente dei credenti.
Non lasciamoci travolgere dalla fiumana di peccato che vuole abbattersi anche sulla chiesa del Signore. Sappiamo che le porte dellAdes non la potranno vincere (Mt 16:18), ma ciò non ci esonera dalla vigilanza, anzi, veniamo esortati a non fare posto al diavolo (Ef 4:27).
La famiglia è il cuore della chiesa. In quanto tale, essa è lobiettivo primario degli attacchi che mirano a rompere il fronte difensivo dellunità di coppia. Non offriamo al nemico la possibilità di colpire impunemente attraverso peccati come ladulterio.
E se ci dovesse essere qualcuno che è caduto, ma che poi si è ravveduto, rialziamolo con amore e fortifichiamolo con la preghiera, così che possa riprendere, col tempo, il suo posto nelle fila dellesercito del Signore.
Esercitiamo infine il ministero della riconciliazione perché Dio ha messo in noi la parola della riconciliazione. Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro (2Co 5:18-19).
A tutti coloro che stanno combattendo contro il dolore di un tradimento, il Signore offre una chiara parola di speranza, che rappresenta una delle Sue più belle e significative promesse: per voi che avete timore del mio nome spunterà il sole della giustizia, la guarigione sarà nelle sue ali (Ml 4:2).
In molti casi, la guarigione sarà una relazione ristabilita; altre volte sarà la forza spirituale per andare avanti da soli; in altri casi ancora sarà un prezioso balsamo per le ferite. Dio saprà comunque avvolgerci con il suo amore e ricostruire la nostra vita, perché il Dio eterno è il tuo rifugio; e sotto di te stanno le braccia eterne (De 33:27).
(3. fine)
Marco Distort