Una convinzione fondamentale per essere parte della Chiesa
LA CERTEZZA
DELLA SALVEZZA (II)
Dubitare della certezza della salvezza equivale a snaturare del loro significato più profondo i concetti biblici di Fede e di Grazia.Ogni riflessione su questo tema non può quindi in alcun modo prescindere da una corretta comprensione di questi due termini.
LA FEDE
Fede secondo il dizionario
della lingua italiana
1. Certezza acquisita circa lesistenza o la verità di qualcosa senza alcun bisogno di prove, certezza che qualcuno o qualcosa risponda pienamente alle nostre aspettative.
2. Il complesso dei dogmi, dei valori e dei riti di una religione storica, in particolare quella cristiana.
3. Leale mantenimento di un impegno preso, fede alla parola data, fede reciproca.
Fede secondo le Scritture
Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono (Eb 11:1)
Lungi dallessere una nebulosa illusione di persone che non hanno i piedi per terra, la fede è una tranquilla fiducia in un Dio reale, onnipotente e vicino, benché invisibile. Essa è una meravigliosa certezza riposta nel Suo amore, nella salvezza da Lui offerta, nella Sua Parola!(R.Pache).
La fede di cui è si parla nellepistola di Giuda v. 3 costituisce linsieme di tutto lin-segnamento biblico, dottrinale ed etico, che lo Spirito di Dio ha registrato e tramandato una volta per sempre a coloro che credono. Infatti Giuda che in principio voleva scrivere della salvezza in Cristo, ad un certo punto, proprio a motivo della stoltezza di certi uomini empi, si trova costretto a redigere un documento di rara bellezza e chiarezza dottrinale, soprattutto sulla persona divina del Signore Gesù (G.Parisi da Pneumatologia).
Il giusto vivrà per fede (Ro 1:17).
Senza fede è impossibile piacerGli (Eb 11:6).
Beati quelli che non han veduto, e hanno creduto (Gv 20:29).
...essendo pienamente convinto (Ro 4:21).
Così la fede vien dalludire e ludire si ha per mezzo della Parola di Cristo (Ro 10:17).
La fede è piena convinzione.
Si ha fede in colui che si conosce. La Scrittura ci conferma che la fede nasce dalla conoscenza di Colui che mantiene le sue promesse.
Non nasce dalle visioni, ma dalla conoscenza della Parola di Dio fatta carne, Gesù il Messia. (Gv 1:1-5,14; Ro 10:17; 2Co 5:7). Lo Spirito Santo parlandoci di Gesù ci convince (Gv 16:8).
Linsieme di dottrine rivelato da Dio porta anchesso il nome di fede (At 6:7; 24:24; Ro 1:5; 16:26), nella quale bisogna rimanere fermi (1Co 16:13, 1P 5:9, 2Co 3:4-5, Ga 3:2-5), perché la fede è Gesù (Ga 3:23, 25; Ef 4:13), perseverando in essa (Cl 1:23),per non naufragare (1Ti 1:19) nellapostasia (1Ti 4:1; 5:8, 12; 6:10), sviando dalla verità (2Ti 2:16-20; 3:8, Tt 1:13-14, Ap 2:13, Gd 3).
Molti tra questi passaggi vengono citati da coloro che affermano che la fede si può perdere, mentre tenendo conto del contesto vediamo che gli apostoli scrivono per esortare le chiese ad attenersi agli insegnamenti ricevuti (Tt 2:1), alla sola Parola di Dio, alla dottrina di Gesù intesa come fede. Certamente non si riferivano alla possibilità che il credente potesse perdere la fede.
Le chiese erano, come lo sono oggi, travagliate dalla predicazione di falsi apostoli, dottori, profeti. Come possiamo leggere,la verità è difesa con passione, con zelo e soprattutto con dolore; contro i cattivi maestri che provocavano le divisioni. Le discussioni sulle dottrine erano già allora allordine del giorno (2Te 2:15; 2; 3:1-2; 1Gv 2:21-23).
Dio mantiene fede alla parola data perché:
Ha stabilito dei Patti con Abramo, Isacco, Giacobbe, Mosè, Davide, Chiesa;
Dio non può mentire e rimane fedele a se stesso;
Gesù conferma la fedeltà di Dio ai suoi Patti;
I profeti e gli apostoli confermano e testimoniano come Dio mantiene fede ai suoi Patti.
Possiamo affermare che la fede agli occhi di Dio è lunica chiave di accesso per il perdono, per la riconciliazione, per la giustificazione (Gv 3:16-19; 5:24; 12:44-50; Ro 3:21-25; 5:1-2; 5:9-11).
Al Signore non servono le opere, ma la fede, la piena convinzione nel credente (Ef 2:8-9) che ha conosciuto la rivelazione di Dio, cioè il Suo Figliuolo Gesù (Gv 1:1-18; Eb 1:1-3).
Nel Messia, il Padre ha svelato tutti i Suoi misteri e ci ha aperto la via (Gv 14:6; Eb 10:19-20) per essere adottati (Gv 1:12; Ro 8:16-17) come figli in eterno.
Nella parabola del seminatore (Mt 13) è il quarto uditore o terreno che accoglie il seme, la Parola di Dio, ritenendola in un cuore onesto e buono e porta frutto con perseveranza (Lu 8:15).
Questa è una delle dodici parabole che, nel vangelo di Matteo, Gesù usa per annunciare lavvento del Regno di Dio. Spiega il Signore che avverrà in modo invisibile, nello Spirito Santo il giorno della Pentecoste (At 1:8, 2:1-4; Lu 17:20; Ro 14:17) e in modo visibile attraverso Israele (Ap 19; Za 12, 13, 14; Gl 2, 3; Da 9:24-27; Gr 31:33; 32:37-42; 33:17-18; Is 59, 60, 61) etc., secondo i Patti con la casa di Davide (Lu 1:32-37; 2Sa 7:13-17) e ancor prima con Abramo (Ge 12:1-3; 15:18; 17:7-8; 22:15-18).
È importante ricordare che i patti di Dio sono perpetui (Mt 26:28; Eb 8:6; 9:9-15). Sappiamo benissimo che tutte le Parole della Bibbia si sono adempiute e si adempiranno (Mt 5:18; Ap 19:10b). Questo è il motivo per cui abbiamo un approccio letterale nella lettura interpretativa della Scrittura (Sl 119:160).
Il Signore con la venuta di Gesù ha mandato e manderà ad effetto tutte le profezie che annunciavano le promesse per la Chiesa (Rapimento e Nozze della Chiesa con lAgnello in cielo) e per Israele (Regno con il Messia in terra).
In questo momento, solo due popoli possono dirsi messianici, cioè coloro che aspettano il Messia: la Chiesa confessante (nello Spirito Santo), non certo quella nominale delle religioni, e il residuo dIsraele (Ro 11:25-29).
Alcuni insegnano invece che la fede si può perdere.
Chiediamo loro se è possibile recuperarla? Se è necessario perseverare nella fede per mantenere la salvezza, vuol dire che la convinzione del credente può andare e venire. Costoro applicano la parabola del seminatore (Mt 13) e la similitudine della vigna (Gv 15) interamente ai credenti. I primi tre uditori o terreni, della parabola, secondo loro, sono i cristiani che perdono la fede come i tralci che il vignaiolo taglia e brucia, mentre solo il quarto uditore è il salvato, come i tralci attaccati alla vigna. Arrivano a questa conclusione dalla considerazione che ci sarebbero nella Chiesa due categorie di credenti, quelli che hanno ricevuto il battesimo dello Spirito Santo, possibilmente per imposizione delle mani, e quelli che non lhanno ricevuto. Per chi è stato battezzato, la perseveranza è indispensabile per mantenere lo Spirito e la fede. Se lo Spirito Santo si spegne, si perde la salvezza. La ricerca della santificazione come anche la manifestazione dei doni dello Spirito sono la prova della presenza dello Spirito Santo nel cristiano.
Questo ragionamento si fonda anche sullosservazione del comportamento dei credenti carnali che frequentano le chiese, oppure su quelle persone che hanno frequentato per un tempo la chiesa, magari facendosi battezzare in acqua e poi dopo un po non si sono più visti.
Quando penso a queste persone provo un grande dolore perché lopera di Satana è devastante e visibile ogni giorno. Le domande bibliche che ci dobbiamo fare, invece, sono quelle di chiederci cosa significa nuova nascita, cosè il battesimo dello Spirito Santo, qual è il significato della grazia e la sua portata, se la salvezza è un tesoro che dobbiamo custodire con le nostre forze oppure è un dono che viene da Dio, se ladozione è reversibile oppure è eternamente immutabile.
Cosa vuol dire essere oggi convinto e domani non esserlo più?
Credo che questo insegnamento lasci più dubbi che certezze. Il Signore Gesù quando afferma: Le mie pecore ascoltano la mia voce, e io le conosco, ed esse mi seguono; e io do loro la vita eterna, e non periranno mai, e nessuno le rapirà dalla mia mano. Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti; e nessuno può rapirle di mano al Padre. Io e il Padre siamo uno. (Gv 10:27-30), ci sta dicendo che ha messo la sua vita per le pecore e il gregge è suo e nessuno, ripeto: nessuno, può portargliele via. Credo che questo passaggio confermi che la salvezza è opera divina, eterna immutabile:
Poiché è per grazia che voi siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non vien da voi; è il dono di Dio.
Non è opera duomo, sarà il vignaiolo stesso (Dio Padre) a curare la sua vigna affinché porti frutti damore (Gv 15:1-2, 16-17) e di vita eterna; sarà Lui che eliminerà la zizzania che cresce insieme al grano, come anche i tralci infruttiferi che parlano di Cristo (Mt 6: 21-23) ma ne rinnegano la dottrina e la pietà (Gd 3-4). Molti hanno tentato di rimanere innestati impossessandosi della vigna (Mt 21:33-46), ma non hanno prodotto che lambrusche (Is 5:1-7).
La redenzione umana viene da Dio, non appartiene alluomo poterla gestire in alcun modo.
Io credo che in Gesù il nostro Pastore, e nel Padre che lo ha mandato, noi possiamo confidare nella Certezza della Salvezza che costituisce la grande consolazione (2Co 1:3-5) del credente, perché le afflizioni e le sofferenze del nostro cammino terreno sono ben poca cosa a confronto della gloria che ci aspetta (Ro 8.18). Parleremo più avanti della santificazione e della comunione che sono il frutto visibile dello Spirito Santo nel credente.
LA GRAZIA
Definizioni
Secondo il dizionario della lingua italiana, è il condono parziale o totale di una pena concesso individualmente dal capo dello Stato ai condannati.
Secondo le Scritture è invece Amore e dono di Dio attraverso la fede (Gv 1:16-17; 3:16; Ef 2:8). La grazia dimostra che è Dio che viene incontro alluomo; non è luomo che viene incontro a Dio (1Gv 4:19; Gv 6:44; Ge 3:9).
Esaminando il testo di Romani 3:21-25, osserviamo che tutti hanno peccato e Dio per dimostrare la Sua giustizia in Cristo, giustifica, cancella l'accusa gratuitamente, per la sua Grazia.
La grazia è un dono, un atto di clemenza (Ef 2:8) che libera il condannato, cancellando latto di accusa. Tutto questo grazie allespiazione di Gesù che ha pagato morendo sulla croce per i colpevoli (Cl 2:13-14). Questa è la redenzione, il riscatto per i prigionieri della morte e del peccato. Il sangue versato da Gesù è latto propiziatorio, stabilito da Dio, per accedere alla Sua benignità (Mt 26:28).
La giustizia di Dio, la Sua legge damore, sono immutabili, sono parte della Sua essenza. Egli è il legislatore e al tempo stesso il giudice, perciò non può soprassedere alle trasgressioni perché non può rinnegare Sé Stesso, deve adempiere ciò che Lui ha stabilito, ecco perché la condanna ha gravato su tutta lumanità. Ma Dio è Amore e non vuole che lumanità sia distrutta dalla Sua stessa Legge, Egli ha amato noi, e ha mandato il Suo Figlio per essere la propiziazione, per i nostri peccati (1Gv 4:10). Dio è Giustizia e Amore e non può smentire Sé Stesso.
Senza questintervento, luomo non avrebbe mai potuto giustificarsi davanti a Dio, e salvarsi dallira del Suo giudizio, a causa della sua natura adamitica, carnale e peccatrice (Ro 7) infatti: quel che esce dalla bocca viene dal cuore, ed è quello che contamina l'uomo. Poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adulteri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni (Mt 15:18-19). Il cuore è ingannevole più d'ogni altra cosa, e insanabilmente maligno; chi lo conoscerà? (Gr 17:9).
La capacità di amare Dio e il prossimo, secondo ladempimento della legge, è una facoltà che luomo ha perso con la ribellione. Ecco perché le nostre opere buone non sono sufficienti per fare pendere il piatto della bilancia dalla nostra parte. Per le opere saremo sempre trovati mancanti perché tutti hanno peccato; Un solo peccato può annullare una vita di giustizia (Ga 2:16; Ef 2:8; Tt 3:5; Ro 3:24; 4:16; 11:6; Gm 2:10).
Grazie a Dio, è Lui che ci è venuto incontro, ben conoscendo la nostra natura. Chi sostiene che la salvezza va mantenuta con le proprie opere non ha capito il perché della grazia di Dio che copre tutte le debolezze della nostra carne mentre la mente ed il cuore vorrebbero servire Dio.
La nostra natura cimpedisce di fare quello che vorremmo e ci ostacola con le sue necessità da soddisfare (cibi, bevande, sonno e riposo, sessualità, autostima, affermazione, sicurezza, etc.). Il credente grida: Misero me uomo! chi mi trarrà da questo corpo di morte? e ringrazia: Grazie siano rese a Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore. Così dunque, io stesso con la mente servo alla legge di Dio, ma con la carne alla legge del peccato (Ro. 7:24-25) e ricorda che:
Non v'è dunque ora alcuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù; perché la legge dello spirito della vita in Cristo Gesù mi ha affrancato dalla legge del peccato e della morte (Ro 8:1-2).
Questa è la grazia, la salvezza di Dio per luomo.
Infatti è della sua pienezza che noi tutti abbiamo ricevuto, e grazia sopra grazia. Poiché la legge è stata data per mezzo di Mosé; la grazia e la verità son venute per mezzo di Gesù Cristo (Gv 1:16-17).
Laccesso alla grazia è per fede
1. Dopo un sincero pentimento e ravvedimento: Ravvedetevi e credete all'evangelo" (Mr 1:15). Or essi, udite queste cose, furono compunti nel cuore, e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Fratelli, che dobbiam fare?» E Pietro a loro:«Ravvedetevi, e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati,e voi riceverete il dono dello Spirito Santo» (At 2:37-38; Ro 3:21-31).
2. Dopo aver invocato il nome del Signore. Difatti la Scrittura dice: Chiunque crede in Lui, non sarà svergognato. Poiché non v'è distinzione fra Giudeo e Greco; perché lo stesso Signore é Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano (Ro10:11-12).
3. Per aver creduto in Gesù e nel suo nome: E in nessun altro è la salvezza: Poiché non vè sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad essere salvati (At 4:12); ...ma a tutti quelli che l'hanno ricevuto Egli ha dato il diritto di diventar figliuoli di Dio; a quelli, cioè, che credono nel Suo nome (Gv 1:12); Io vi ho scritto queste cose affinché sappiate che avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figliuol di Dio (1Gv 5:13).
4. Giungendo alla rigenerazione della nuova nascita suggellata dallo Spirito: Gesù gli rispose dicendo: «In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio». Gesù rispose: «In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato dacqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio» (Gv 3:3, 5); In Lui voi pure, dopo aver udito la parola della verità, l'evangelo della vostra salvezza, in Lui avendo creduto, avete ricevuto il suggello dello Spirito Santo che era stato promesso (Ef. 1:13).
5. Dopo aver mangiato (assimilato) il corpo ed il sangue (la vita) di Gesù: Perciò Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico che se non mangiate la carne del Figlio delluomo e non bevete il Suo sangue, non avete la vita in voi. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo ed il mio sangue è vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me, ed io in lui: Come il vivente Padre mi ha mandato ed io vivo a cagion del Padre, così chi mi mangia vivrà anchegli a cagion di me (Gv 6:53-57).
Dove cintroduce la grazia
1. In Cristo: E a Lui voi dovete d'essere in Cristo Gesù, il quale ci è stato fatto da Dio sapienza, e giustizia, e santificazione, e redenzione (1Co 1:30); Così anche voi fate conto d'esser morti al peccato, ma viventi a Dio, in Cristo Gesù (Ro 6:11; 5:17-21).
2. Ad essere affrancati e viventi per leternità: Ma ora essendo stati affrancati dal peccato e fatti servi a Dio, voi avete per frutto la vostra santificazione, e per fine la vita eterna: poiché il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore (Ro 6:22-23).
3. Mediante la fede: Poiché gli è per grazia che voi siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non vien da voi; è il dono di Dio (Ef 2:8); ...avendo pur nondimeno riconosciuto che luomo non è giustificato per le opere della legge ma lo è soltanto per mezzo della fede in Cristo Gesù, abbiamo anche noi creduto in Cristo Gesù affin desser giustificati per la fede in Cristo e non per le opere della legge, Poiché per le opere della legge nessuna carne sarà giustificata (Ga 2:16); Or senza fede è impossibile piacerGli; poiché chi saccosta a Dio deve credere ch'Egli è, e che è il rimuneratore di quelli che lo cercano (Eb 11:6); Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l'accesso a questa grazia nella quale stiamo saldi; e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio (Ro 5:1-2).
Dopo aver considerato la condizione umana, come si trovi nelle mani della morte, abbiamo visto le motivazioni che hanno spinto Dio ad agire a favore della sua creatura, e in che maniera ha cercato l'umanità perduta: Per strapparla al presente secolo malvagio (Ga 1:4), Egli ci ha riscossi dalla potestà delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio (Cl 1:13).
Questo è senzaltro laspetto più evidente dellopera di Dio. È il Padre che cerca il figlio perduto.
La prima immagine di questa ricerca, la Bibbia ce la mostra in Genesi 3:9, quando Dio, cercando Adamo che si è nascosto dietro gli alberi, esclama : Dove sei?.
È la prima predicazione del Vangelo, che cerca e salva ciò che era perduto (Lu 19:10). Adamo obbedì al richiamo della voce di Dio, ed Egli poté coprirlo con delle tuniche di pelle. Questa è la prima immagine della grazia di Dio che copre la nudità e cancella il peccato dell'uomo che non si nasconde dalla ricerca di Dio.
Non siamo daccordo con chi afferma che la fede e di conseguenza la salvezza, con il dono dello Spirito Santo siano in discussione, quando un credente è sottoposto alla prova, quando la sua santificazione non sia compiuta con perseveranza. Stiamo dimostrando, Bibbia alla mano, che la vita eterna non è un bene che Dio lascia alla libera gestione o allarbitrio di una qualsiasi chiesa o denominazione, ma è un dono che Dio offre a chiunque accetti questa opportunità. Dio ci lascia liberi di accettare o di rifiutare la Sua offerta, perché il suo è un dono gratuito. Daltronde quanta e quale sarebbe la moneta o la merce di scambio necessaria per pagare il prezzo del riscatto alla morte?
Se luomo avesse avuto la possibilità ed i mezzi per potersi salvare dalla morte, certamente Dio ce li avrebbe indicati, ma così non è, per questo ha dovuto mandare Suo Figlio.
Nessuno però può in alcuno modo redimere il fratello, né dare a Dio il prezzo del riscatto d'esso. Il riscatto dellanima dell'uomo è troppo caro e farà sempre difetto (Sl 49:7-8).
Comè vero chio vivo, dice il Signore, l'Eterno, io non mi compiaccio della morte dell'empio, ma che lempio si converta dalla sua via e viva; convertitevi, convertitevi dalle vostre vie malvage! (Ez. 33:11).
La formulazione di ogni dottrina ha uno scopo: dare conoscenza.
Le dottrine che riguardano Gesù sono colonne nel tempio della Chiesa, e linsegnamento, con la meditazione delle stesse, sono parte integrante della vita cristiana da sempre, (De 4:1-20); Sl 119; Gv 20:30; At 2:42; Mt 28:19-20; 2Ti 3:14-17 e 4:1-5). Potremmo continuare allinfinito.Ricordiamo però che lo Spirito Santo, il Consolatore, è il vicario di Cristo sulla terra ed ha un compito specifico, ammaestrare, far conoscere Gesù (Gv 14:15-17, 26; 15:26-27; 16:7-14).
Ammaestrare è stata sempre la preoccupazione degli apostoli: lo vediamo dalle epistole. La Chiesa fin dal principio, era devastata da false dottrine e falsi dottori che non insegnavano le dottrine di Cristo (2Gv 7-11). Le conseguenze erano liti, divisioni, ignoranza, disubbidienza, che si manifestarono prima in Corinto, Efeso, Colosse e nelle chiese della Galazia, con gli apostoli ancora in vita. Mentre nei secoli a venire si diffusero le eresie di Marcione, Ario, Sabelio etc..
In Atti 2:42-47, vediamo qualera la vita quotidiana della Chiesa con gli apostoli: insegnamento, comunione, rompere il pane, preghiere, le anime erano prese da timore mentre i segni ed i prodigi eran fatti dagli apostoli, vivendo assieme con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e avendo il favore di tutto il popolo.
(2.continua)
Massimo Arnesano