Una convinzione fondamentale per essere parte della Chiesa
LA CERTEZZA
DELLA SALVEZZA (IV)
Come figli di Dio dobbiamo vivere quotidianamente il cammino della nostra santificazione, con la consapevolezza degli alti obiettivi che Egli ci pone davanti e per raggiungere i quali ci dona la guida del suo Spirito, ma anche con la coscienza che le nostre cadute non ci privano della salvezza.
LA SANTIFICAZIONE
Definizione di santificazione secondo il dizionario: rendere santo, purificare, appartare per Dio.
Una doppia direzione
La santificazione ha due direzioni :
1) Verticale, che procede da Dio.
2) Orizzontale, che procede dagli uomini.
La santificazione VERTICALE.
...noi siamo stati santificati, mediante lofferta del corpo di Gesù Cristo fatta una volta per sempre (Eb 10:10).
...con ununica offerta Egli ha resi per sempre perfetti quelli che son santificati (Eb 10:14).
...ma siete stati santificati, ma siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo, e mediante lo Spirito dellIddio nostro (Es 31:13; Le 20:7,8, 1P 1:2; 2Te 2:13); (1Co 6:11).
...il sangue di Gesù, suo Figliuolo, ci purifica da ogni peccato (1Gv 1:7-10, 2:1-2).
Dio rende santo colui che crede in Gesù e lo battezza (immerge), con lo Spirito Santo, per sempre, in perpetuo.Come abbiamo visto nei brani precedenti, è unopera che procede dallalto, con la nuova nascita o rigenerazione.
La santificazione ORIZZONTALE.
È la santificazione che procede dai credenti verso Dio e gli uomini.
Santificatevi dunque e siate santi, poiché io son santo (Le 11:44-45).
Questa è la volontà di Dio, che vi santifichiate (1Te 4:3; Ro 1:7).
...voi avete per frutto la vostra santificazione e per fine la vita eterna (Ro.6:22).
Il credente deve portare frutti visibili della sua santità (Ro 6:6-14, Gm 2:17); la fede senza opere visibili di un cambiamento spirituale è morta (Gm 1:22; Ga 5:16-26), ci vuole un cambiamento radicale da uditori a facitori.
Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale. Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà (Ro 12:1-2).
La santificazione ha due eccessi estremi opposti :
1) La carnalità da disubbidienza.
2) Il fanatismo religioso.
Mi soffermo, per ragione di spazio, solo su questi due aspetti della vita cristiana, perché sono quelli che creano problemi nelle chiese. Su questi comportamenti si concentrano le esortazioni apostoliche.
La carnalità da disubbidienza
Ce la spiega Paolo in Galati 5:16-26; poiché i desideri della carne sono contrari ai desideri dello Spirito (Gm 1:14), i credenti che pensano di non aver peccato e non lo riconoscono mentono a sé stessi e fanno Dio bugiardo (1Gv 1:10). Questo genere di credenti non conosceranno le benedizioni di Dio, pace e allegrezza, perdono la gioia della salvezza (Sl 5:12).
Il credente carnale provoca guerre e contese, non riceve risposte alle sue preghiere, continua ad amare il mondo (Gm 4:1-4), contristando lo Spirito Santo (Ef.4:30). Il cristiano è il tempio dello Spirito Santo, se lo guasta Iddio guasterà lui... (1Co 3:16-17), rovina la comunione quando non riconosce i propri peccati,ma se camminiamo nella luce, comEgli è nella luce, abbiam comunione luno con laltro, e il sangue di Gesù, suo figliuolo, ci purifica da ogni peccato. Se diciamo desser senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. (1Gv 1:7-8). Pur nondimeno nel terzo capitolo della lettera ai Corinti, Paolo ricorda che nel giorno di Cristo ogni opera sarà palesata e giudicata ma egli stesso sarà salvo; però come attraverso il fuoco (1Co 3:10-15).
Il credente che riconosce e confessa i suoi peccati ristabilisce la comunione, perché Dio è fedele e giusto da rimetterci i peccati e purificarci da ogni iniquità... noi abbiamo un avvocato presso il Padre, cioè Gesù... Egli è la nostra propiziazione per i nostri peccati (1Gv 1:9-10, 2:1-2).
A questo punto poniamoci una domanda: il credente carnale che ha sperimentato la nuova nascita perde la fede? Da quanto abbiamo letto sicuramente perde la comunione con lo Spirito Santo (verticalmente) e con la Chiesa (orizzontalmente) ma non perde certo la salvezza che è un dono per sempre. Come sempre cè ancora qui un problema di Amore.
Dalla mia pur minima esperienza, posso affermare che dalla misura in cui amo il Signore, amerò i fratelli e odierò il peccato. Da questo conosciamo che amiamo i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. Perché questo è lamor di Dio: che osserviamo i suoi comandamenti, e i suoi comandamenti non sono gravosi (1Gv. 5:1-3). Se amo, ubbidisco; se amo ho fede nel Signore, le sue benedizioni saranno su di me. La storia dIsraele insegna che fu punito per la sua disubbidienza (1Co 10:1-13). Lamore va di pari passo con lubbidienza.
Il fanatismo religioso
Il fanatico religioso è lestremo opposto del credente carnale. Questi è colui che ambisce alle posizioni di prestigio nella Chiesa, osserva e stigmatizza i comportamenti dei fratelli, fa riguardi personali (Gm 2:1-4), è spesso settario (1Co 3:1-5). Ama esibire i suoi doni disubbidendo a quella norma primaria della Chiesa, lAmore, dove invece tutto deve essere messo al servizio della Chiesa (1Co capp. 12, 13, 14).
Lambizione umana è sempre stata una costante, Giacomo e Giovanni chiesero di sedersi alla destra e alla sinistra del Signore, discutendo con gli altri apostoli su chi dovesse essere il maggiore (Mr 10:35-45). Gesù risponde loro parlando invece di servizio e di amore reciproco (Gv 13:13-18). Il fanatismo religioso è una grave forma di carnalità; esso è frutto del lievito dei Farisei, i quali amavano mostrare la loro santità; mentre lipocrisia e il giudizio erano il loro modo di pensare. Lincapacità di perdonare, la creazione di nuove regole nel quale identificarsi e la disciplina che imponevano a tutti (Mt 23) li portarono poi a crearsi spazi personali e addirittura Chiese a conduzione familiare, vedi Diotrefe (3Gv 9-10).
Ai Corinti Paolo ricorda che La conoscenza gonfia, ma lamore edifica (1Co 8:1-10). La vanità intellettuale è una forma di carnalità, lo stesso Paolo ne era esposto, vedi il litigio con Barnaba e Pietro, ma lapostolo si umilia e riconosce la sua debolezza (2Co 12:7). Il fanatico religioso è orgoglioso della sua santità e della sua conoscenza.
Spesso la ricerca ossessiva della santificazione, basata sulla convinzione che chi è nato di nuovo ed ha ricevuto il battesimo dello Spirito Santo non pecca più, porta i credenti di nuovo sotto la Legge. Il senso di colpa, la paura del giudizio, vengono da Satana, è lui che mette in dubbio lopera di Dio (Ge 3:1-5), è lui che non crede alla deità di Cristo (se tu sei il Cristo, Mt 4:1-11; Lu 23:35-37). La nuova natura in Cristo certamente non pecca più ma la vecchia, quella carnale, adamitica resiste ancora, eccome. Altrimenti come si spiegherebbero le esortazioni alla santificazione da parte degli apostoli ai santi destinatari delle epistole. Essi scrivevano alle Chiese dalle quali giungevano le notizie dei peccati dei credenti; eppure mai gli apostoli mettono in dubbio, la loro salvezza. È ingannevole insegnare a chi è inesperto, un insegnamento che limita la grazia. Il credente non vuole peccare ma la legge della carne quella lo porta a peccare: questo è il suo combattimento per tutta la vita, contro la propria carne e contro le forze spirituali del male (Ro 7; Ef 6:10-18). Il cristiano è già vestito della grazia e il suo desiderio è di essere sopravvestito (2Co 5:1-10) e può lodare con gioia e piena certezza di fede: Non vè dunque ora alcuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù (Ro 8:1).
Possiamo aggiungere che il credente carnale è colui che non perde la fede (convinzione) che lo ha salvato, ma certamente non ha esercitato la fede che trasforma la sua mente, da uditore a facitore. La fede che santifica, che rende visibile agli altri il cristiano, cresce per esperienza e per apprendimento lentamente nel tempo, perché la scuola del Signore dura per tutta la vita. Il cristiano per essere adoperato dallo Spirito e per essere luce del mondo, si deve spezzare imparando a portare ogni giorno la croce di Cristo.
Lapologia del super-cristiano esalta la capacità del singolo; questi sventurati esaltandosi, sono portati a criticare tutti coloro che non manifestano la propria santità. Quando poi cadono o non ottengono risultati o risposte visibili alle proprie preghiere e capita purtroppo, perché nessuno è perfetto, vengono sopraffatti da una profonda frustrazione, schiacciati dal senso di colpa, stravolti da crisi depressive.
Abbandonano le chiese e la loro condizione diventa peggiore di quella precedente (Mt 12:43-45). Il Diavolo vince perché a queste persone non è stato insegnato che il sangue di Gesù ci purifica da ogni peccato. La responsabilità è dei maestri non solo dei credenti. Il cristianesimo del super-cristiano è figlio del Vangelo del Successo.
Le chiese si edificano nellamore e nellinsegnamento di tutto il consiglio di Dio, in questo modo si avrà una crescita equilibrata, allo stato di uomini fatti,perché come sempre, nel mezzo è la virtù.
Linsegnamento è un dono che viene da Dio. La scuola di Dio, come sappiamo, segue però altri metodi; per brevità faccio cenno solo alla scuola dei profeti dellAntico Testamento.Quando il Signore chiamò il suo servo, non si rivolse al preside della scuola per avere i migliori studenti, ma chiamò un agricoltore, Eliseo, ed un bambino, Samuele. Osservando la vita dei profeti vediamo che la loro scuola con Dio era fondata sulla sofferenza. Mosè, che certamente era istruito, aspettò quarantanni prima di entrare in servizio, imparò per esperienza, lumiltà e la sottomissione.
Conclusione
Le lettere paoline vedono lapostolo impegnato .affinché tutti siamo arrivati allunità della fede e della piena conoscenza del Figlio di Dio, allo stato duomini fatti, allaltezza della statura perfetta di Cristo (Ef 4:13).
Le Chiese di Corinto, della Galazia, di Efeso, di Colosse, di Filippi sono tormentate da credenti e non, provenienti dallebraismo, che spingono i Gentili convertiti ad assolvere le regole della Legge, come la circoncisione, i cibi, le feste, etc. Inoltre a Corinto è posta in dubbio la dottrina della resurrezione e a Tessalonica non sono chiari i tempi e i modi del ritorno del Messia. In questo contesto scrive Paolo, fornendo alle Chiese la sana dottrina.
Nello stesso contesto si colloca lepistola agli Ebrei, dove la dottrina di Cristo e della Grazia sono poste a confronto con la Legge che gli Ebrei non volevano superare, non capendo che tutto ciò che loro praticavano era lombra dei futuri beni. Giovanni, Pietro e Giuda scrivendo esortano anchessi a guardarsi dai falsi profeti e dai falsi apostoli che dividono le Chiese.
Ci sono affermazioni che esigono una riflessione:
se pur perseverate nella fede (Cl 1:22-23);
compiete la vostra salvezza con timore e tremore (Fl 2:12);
hanno naufragato quanto alla fede (1Ti 1:19);
persevera in queste cose, perché facendo così, salverai te stesso e quelli che ti ascoltano (1Ti 4:16);
se abbiam costanza nella prova, con Lui altresì regneremo; se lo rinnegheremo, anchEgli ci rinnegherà; se siamo infedeli, Egli rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso (2Ti 2:12-13);
Imeneo e Fileto; uomini che si sono sviati dalla verità, dicendo che la risurrezione è già avvenuta e sovvertono la fede di alcuni (2Ti 2:16-18);
siete scaduti dalla grazia (Ga 5:4b)
a meno che abbiate creduto invano (1Co 15:2).
Questi brani, come abbiamo già detto, sono estratti dal contesto in cui Paolo scrive. Egli si oppone a coloro che negano la risurrezione futura in Cristo (1Co 15:12), come Imeneo e Alessandro che sovvertono la chiesa di Efeso e rinnegano Cristo (2Ti 2:16-18; 1Ti 4:1-5), fino alla bestemmia (1Ti 1:20). La Chiesa di Efeso verrà avvertita ancora da Giovanni (Ap 2:4-5) a ritornare al primo amore pena la rimozione del candelabro. La Chiesa di Efeso è un dolore per Paolo (ef. 4:1-6, 17-18, 31-32; 5:6-12, 17), lunità è fortemente in crisi, i vani ragionamenti contristano lo Spirito Santo. Questa Chiesa è lesempio pratico delle conseguenze prodotte dalle false teologie.
La chiesa di Colosse ha lo stesso problema (Cl 2:4-9), i credenti vengono esortati a confermarsi nella fede, come è stato loro insegnato, e non secondo la filosofia e con vanità ingannatrice secondo la tradizione degli uomini, gli elementi del mondo e non secondo Cristo (Cl 2:4-8). Lapostolo mette in guardia la Chiesa (Cl 2:16-19).
La chiesa di Filippi vive dispute e divisioni (Fl 2:14-15; 3:1-2; 4:2) e viene esortata ad avere lo stesso sentimento di umiltà (2:2-4) e di ubbidienza (4:5-8) che era in Gesù.
La chiesa di Tessalonica invece ha bisogno di un chiarimento riguardo gli avvenimenti futuri che precedono il ritorno di Cristo (1Te 4:13); Paolo esorta ad esaminare le profezie alla luce dello Spirito Santo. In questo contesto lesortazione : Non spegnete lo Spirito (1Te 5:19-20); come abbiamo già letto Gesù è lo Spirito della profezia, la Chiesa aspetta il ritorno dello Sposo, il quale è un pensiero che consola e incoraggia a compiere la nostra salvezza, il Signore viene, Maran-atà.
Pietro invece se la prende con i falsi profeti e i falsi dottori che hanno rinnegato il Signore introducendo eresie di perdizione (2Pi 2:1-2), questi sono coloro di cui dice il proverbio: Il cane è tornato al suo vomito e la scrofa lavata è tornata a voltolarsi nel fango (2:22). Con discorsi pomposi e vacui adescano quelli che si erano già un poco allontanati da coloro che vivono nellerrore, promettendo loro la libertà.
Giovanni anche lui scrive contro gli anticristi (1Gv 2:18-19) e i falsi profeti (1Gv 4:1-6) , (2Gv 7-9), così come fa anche Giuda (Gd 3-4).
Un discorso a parte meritano i versetti prelevati dalla lettera agli Ebrei da chi sostiene la perdita della fede:
Eb 6:4-6: hanno gustato... se cadono, è impossibile rimuoverli da capo a ravvedimento, poiché crocifiggono di nuovo per conto loro il Figlio di Dio, e lo espongono a infamia;
Eb 10:26-29: Perché se pecchiamo volontariamente Di qual peggior castigo...
Eb 10:36-39: noi non siamo di quelli che si traggono indietro a loro perdizione, ma di quelli che hanno fede per salvar lanima
Eb 12:25: Guardate di non rifiutare Colui che parla... molto meno scamperemo noi se voltiam le spalle a Colui che parla dal cielo.
Il contesto: un ebreo scrive ad Ebrei che hanno conosciuto il Cristo della Grazia ma non vogliono lasciare la Legge. Chi rifiuta Cristo rifiuta Dio e la Legge peccando di incredulità (Eb 3:12-14). Gli Ebrei sono esortati a ritenere ferma sino alla fine la fiducia, v.14, in Gesù, ricordandosi che cosa accadde a coloro che per incredulità (Eb 3:16-19) non entrarono nel riposo perché la buona novella
la parola udita non giovò loro nulla non essendo stata assimilata per fede... (Eb 4:1-3, 6).
Lebreo che scrive agli Ebrei presenta la perfezione della Grazia in Cristo, ammonendo ad essere uomini fatti; gli Ebrei che avrebbero dovuto essere maestri invece hanno bisogno di essere nuovamente ammaestrati sulla Parola di Dio:avete di nuovo bisogno che vi sinsegnino i primi elementi degli oracoli di Dio (Eb 5:11-14).
Il desiderio è che questi Ebrei confusi non ritornino sotto la Legge altrimenti annullerebbero il sacrificio di Cristo (Eb 6:6) e se Cristo non salva, come può farlo la Legge? (Eb. 6:9-20). Poiché la legge, avendo unombra dei futuri beni... non può mai... render perfetti quelli che saccostano a Dio (Eb 10:1).
Lebreo ricorda agli Ebrei che noi (Ebrei in Cristo) siamo stati santificati, mediante lofferta del corpo di Gesù Cristo fatta una volta per sempre (Eb 10:10).
Avendo dunque, fratelli, libertà dentrare nel santuario in virtù del sangue di Gesù
. avendo noi un gran Sacerdote... accostiamoci con piena certezza di fede... (Eb 10:19-21). Riteniamo fermamente la confessione della nostra speranza (Gesù), senza vacillare (Eb 10:23).
Chi rifiuta Cristo pecca volontariamente (Eb 10:26-27), bestemmia contro lo Spirito Santo (Mt 12:31-32); commette lunico peccato che non sarà mai perdonato (1Gv 5:16). Chi calpesta il Figlio di Dio, chi profana il sangue del patto, chi oltraggia lo Spirito della Grazia conoscerà il giudizio di Dio (Eb 10:29-31).
In Cristo, Gentili ed Ebrei credenti in Cristo entrano nella stessa Chiesa dei primogeniti grazie al nuovo patto e al sangue dellaspersione:
Perciò, ricevendo un regno che non può essere scosso, siamo riconoscenti, e offriamo così a Dio un culto accettevole, con riverenza e timore! Perché il nostro Dio è anche un fuoco consumante. Non rifiutiamo perciò Colui che parla (Eb. 12:22-29).
La lettera agli Ebrei è decisamente una lettera teologica; lebreo che scrive, non si pone il problema della fede che si può perdere, ma affronta il tema della Legge e della Grazia. Gli Ebrei che avevano conosciuto Cristo pensavano che la Legge non fosse venuta meno per la vita eterna (Lu 10:25), secondo loro Gesù era un aiuto per compiere la Legge. Mentre sappiamo che il giusto vivrà per fede, non per le opere della Legge, ma per Grazia (Ga 2:16-20).
Le chiese della Galazia erano fortemente disturbate da questo errore teologico (Ga 1:6-9; 3:1-5; 4:19-21; 5:2-4, 7-12, 15) fino a divorarsi gli uni gli altri. Paolo scrive la lettera ai Galati di suo pugno (Ga 6:11-15) affinché non ci siano dubbi sullinsegnamento e lautorità apostolica.
I riti della Legge ai fini della vita eterna sono aboliti, perché compiuti in Cristo Gesù nostro Signore,
In Cristo abbiamo tutto pienamente... in Lui abita corporalmente tutta la pienezza della deità (Cl 2:9-10).
(4.fine)
Massimo Arnesano