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Il valore del servizio delle Scuole Domenicali


IN UN MONDO COSÌ

     
È estremamente importante per il futuro dei nostri figli, delle nostre famiglie, delle nostre chiese e dell’affermarsi dell’Evangelo nel mondo che in ogni chiesa locale vi sia, attiva e funzionante, una Scuola Domenicale nella quale si insegni tutto il consiglio di Dio.


Vivere nel mondo avendo chiari i principi della Parola di Dio!

     Paolo descrisse molto chiaramente gli ultimi giorni:
     “Perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi, insensibili, sleali, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, traditori, sconsiderati, orgogliosi, amanti del piacere anziché di Dio” (2Ti 3:2-4).
     Come possono i ragazzi delle nostre chiese affrontare un mondo come questo?
     Come possono, i bambini delle nostre assemblee, vivere accanto ai loro compagni di scuola e di giochi che vivono nel modo descritto da Paolo?
     Cosa fa la Chiesa per aiutare la nuova generazione a “vivere in questo mondo, temperatamente, piamente e giustamente”?
     Negli Stati Uniti, a circa 300 insegnanti di Scuola Domenicale, è stata fatta la seguente domanda:
     “In che modo l’insegnamento che avete ricevuto alla Scuola Domenicale, ha influenzato la vostra adolescenza?”
     Molti ricordavano di aver ascoltato, nella loro infanzia, le storie più conosciute della Bibbia, con poche applicazioni alla vita di tutti i giorni.
     Altri, invece, pensavano con riconoscenza a chi aveva insegnato loro i principi dottrinali basilari, con la relativa applicazione pratica e riconoscevano che questo tipo di insegnamento aveva fornito delle solide basi su cui poggiare la loro vita cristiana.
     Purtroppo, ancora oggi, ci sono degli insegnanti che si limitano a raccontare ai bambini gli eventi biblici più interessanti, senza preoccuparsi di inculcare le basi fondamentali della fede. Spesso si tende a isolare la storia biblica dalle grandi dottrine, né si pensa di applicarle alla vita di tutti i giorni. Questa tendenza è molto dannosa, perché in questo modo non si danno al bambino le basi bibliche e quindi gli strumenti adatti per vincere le tentazioni in un mondo sempre più lontano da Dio.
     Abbiamo bisogno di insegnare ai nostri bambini i grandi principi della sana dottrina.


Attività e strategie devianti

     Un’altro punto debole nelle nostre chiese, è il modo in cui si curano i ragazzi che non fanno più parte della Scuola Domenicale, ma che non possono ancora frequentare il gruppo di giovani.
     Si ha la tendenza di intrattenerli con dei giochi, attività sportive, canti e qualche breve meditazione, dimenticando un fatto fondamentale: anche loro hanno bisogno del cibo solido dalla Parola di Dio!
     Inoltre c’è la tendenza, quando si parla di ragazzi, di preoccuparsi di più dei loro bisogni psicologici che di fornire delle solide basi bibliche su cui costruire la loro vita. Nella migliore delle ipotesi si insegna un po’ qua e un po’ là dalla Scrittura, dimenticando che dobbiamo insegnare “tutto il consiglio di Dio”! Forse si ritiene che ciò che ci hanno lasciato scritto i poeti biblici sia troppo profondo, che i profeti siano troppo difficili e che le epistole, ritenute troppo dottrinali, siano da evitare. Ma è proprio questo modo di pensare che produce un tipo di insegnamento superficiale e un’indottrinamento umanistico.
    
Certi insegnanti si limitano a raccontare ai loro alunni, più volte storie come “Davide e il gigante Golia”, “Daniele nella fossa dei leoni”, “L’arca di Noè”. Del Nuovo Testamento sono sufficienti alcuni episodi della vita di Gesù, di Paolo e di Pietro, mentre i brani biblici più profondi vengono spesso ignorati.
     Che dire, per esempio, di insegnare ai ragazzi più grandi una lezione sulla lettera ai Romani, la chiave di tutta la dottrina cristiana?
     Perché non insegnare una serie di lezioni che coprono tutta quanta la Rivelazione, dalla Genesi all’Apocalisse, per spiegare almeno nelle grandi linee il grande e meraviglioso piano di Dio per la salvezza?
     Purtroppo nelle nostre chiese non è raro trovare credenti che ignorano la meravigliosa unità della Bibbia e il piano divino della rivelazione progressiva. Come sarebbe bello se queste verità si conoscessero fin da ragazzi! Conosco credenti incapaci di citare in ordine cronologico Abramo, Isacco, Giacobbe e Giuseppe o di recitare a memoria tutti i libri della Bibbia.
     Perché queste tristi lacune?
     Purtroppo molte Scuole Domenicali non seguono un programma di insegnamento omogeneo. Si ha piuttosto l’abitudine di saltare da un argomento all’altro, secondo le preferenze dell’insegnante.


C’è bisogno di insegnanti dotati e preparati

     Ma se l’insegnante non è profondamente fondato sulla Parola di Dio, come può trasmettere in modo ordinato la sequenza della Rivelazione e come può entusiasmare gli alunni alla scoperta di tutto il consiglio di Dio?
     Un altro punto dolente, infatti, è la scarsa preparazione degli insegnanti.
     Ho saputo di un credente che, una volta, ha dovuto sostituire un insegnante in una classe di Scuola Domenicale, per insegnare la tentazione di Gesù. Ha cominciato con una breve introduzione e poi, convinto che i ragazzi non conoscessero affatto quell’episodio e quindi non sapessero rispondere, ha chiesto quale fosse stata la prima tentazione. Un ragazzo ha subito alzato la mano, seguito da altri. L’insegnante ha chiesto al primo ragazzo di dare la risposta e lui l’ha data esattamente. L’insegnante ha cominciato a stare sulle spine: possibile che quei ragazzi conoscessero quella storia? Forse, solo per combinazione, quel ragazzo aveva dato la risposta esatta!
     L’insegnante aveva letto brevemente la storia biblica poco prima della lezione, tanto per rinfrescarsi la memoria sui fatti principali. Ora lì, nella classe, il suo imbarazzo stava crescendo... Pensò di cavarsela con un’altra domanda: “Chi di voi sa cosa Gesù disse a Satana dopo questa prima tentazione?”. Un altro ragazzo alzò la mano: “L'uomo non vive di pane soltanto...” Poi continuò: “Basta così o devo citare tutto il versetto com’è scritto nel libro del Deuteronomio?”. L’insegnante era costernato: i ragazzi conoscevano il racconto della tentazione molto meglio di lui e aveva appena cominciato la lezione! Una preparazione superficiale e affrettata non è degna del Libro dei libri, né del suo Autore divino.


Cosa si insegna?

     Molti insegnanti sottovalutano la capacità dei loro alunni e quindi evitano di insegnare dottrine fondamentali come la certezza della salvezza e l’ispirazione della Scrittura. Ma la generazione dell’era tecnologica ha sicuramente una memoria capace di recepire e di ricordare i principi generali più che i singoli racconti.
     Si ha paura di trasmettere gli insegnamenti relativi all’ira di Dio, perché i bambini potrebbero spaventarsi e si teme che potrebbe fare effetto sentire nominare il sangue di Cristo. Ma quanta violenza e quanto sangue vedono nei film alla televisione?
     Si preferisce parlare continuamente dell’amore di Dio e non del suo giudizio, del fatto che Gesù salva, ma non del disperato bisogno che tutti i figli di Adamo hanno del suo perdono.
     Insegnare delle verità solo a metà, lascia delle notevoli lacune nella conoscenza biblica, accentua l’egocentrismo e fa sì che le preghiere dei bambini assomiglino a una lista di regali pretesi da Babbo Natale, con delle richieste non negoziabili.
     Molte lezioni per i più piccoli accentuano l’esortazione a essere gentili con gli altri, condividere i giocattoli e aiutare la mamma inculcando così il concetto che la vita è fatta solo di piccoli obblighi che, se eseguiti, fanno stare bene con sé stessi. Sebbene si tratti di esortazioni importanti, sono insufficienti e superficiali. I bambini impareranno a essere bravi, ma non a vivere “piamente” (che è ben diverso!). Sapranno cos’è giusto fare, ma non sapranno come vivere “giustamente”.
     Capite la differenza?
     Come può il ragazzo sviluppare un rapporto umile, solido e biblico con il Signore, se gli sono stati inculcati il pragmatismo oggi imperante e la ricerca delle ambizioni terrene?
     Perché insegnare uno stile di vita superficialmente “cristiano”, invece che inculcare l’importanza di un rapporto intimo e profondo con il Signore e di sottomissione alla sua signoria, che consentirà ai nati di nuovo di essere trasformati di gloria in gloria secondo l’immagine di Cristo?
     È a questo che i figli di Dio sono stati predestinati!
     Quando l’insegnamento non attinge alle grandi verità della Parola, inevitabilmente subentrerà l’umanesimo perché, se il Signore Gesù Cristo non è al centro, ci sarà l’uomo con il suo orgoglio.
    
La Scrittura insegna che, a causa della caduta, l’uomo è corrotto, la sua anima è destinata all’inferno, la sua mente è ottenebrata e perversa, la sua coscienza è malvagia e il suo corpo è soggetto alle malattie, alla morte e all’umiliazione.
     Ma, a volte, in certe Scuole Domenicali, viene innalzato l’uomo invece di Dio. Raccontando determinate storie bibliche in un certo modo, si presentano degli eroi che fecero prodezze, ma ci si dimentica di porre l’accento sulle gesta di Dio e sui suoi attributi come la sua onnipotenza, onnipresenza, onniscienza, sapienza e santità.
     Dio è stato sminuito nella sua accezione di Creatore eterno e sovrano che ci ha fatti per la sua gloria. Spesso viene presentato come un debole e benevolo “Nonno” che provvede ai suoi figli e li protegge dalle paure e dalle disgrazie. Sempre più spesso, ahimé, è solo: Yahweh-Jirè (l’Eterno provvederà) e mai Yahweh-Tsidkenu (l’Eterno nostra giustizia).
     Molti bambini non capiranno mai che Dio richiede ubbidienza completa, timore e rispetto.
     Ho sentito degli insegnanti insegnare implicitamente l’idea che il peccato è un’offesa agli altri (e quindi non a Dio!). Un concetto veramente antibiblico.


Tre suggerimenti

     Vorrei fare tre brevi suggerimenti a chi si occupa dell'insegnamento nelle Scuole Domenicali o a un gruppo di adolescenti.
    
     1. Insegna le grandi dottrine bibliche.
     Spesso gli insegnanti si concentrano di più sugli aiuti didattici che sulla sostanza della lezione. Ci si preoccupa dei metodi e si tralascia l’importanza della dottrina, con la relativa applicazione pratica alla vita cristiana. Cerca dei manuali per Scuole Domenicali, che seguono un piano di insegnamento che si prefigge di presentare tutto il consiglio di Dio.

     2. Studia prima di tutto e soprattutto la Bibbia.
     Ogni credente serio dovrebbe studiare a fondo la Parola personalmente e poi approfondire gli argomenti su manuali, commentari, dizionari biblici, ecc.
     L’insegnante deve sempre sapere molto di più dell’alunno. Studia a fondo le dottrine fondamentali in modo che, poi, sarai in grado di presentarle in modo chiaro e comprensibile. Sii convinto di ciò che insegni, perché l’hai compreso, interiorizzato e fatto tuo.
    
     3. Cura attentamente la tua vita spirituale.
     Ricorda che una delle “regole d'oro” di chi trasmette ad altri la Parola di Dio è questa: “Non puoi portare nessuno a un livello spirituale superiore al tuo”.
     Vivi una vita di intima comunione con il Signore, ricerchi la sua faccia, la santità progressiva?
     Vuoi sempre di più onorarlo e ubbidirlo in ogni cosa?
     Desideri una vita di profonda consacrazione?
     “Sforzati di presentare te stesso davanti a Dio come un uomo approvato, un operaio che non abbia di che vergognarsi, ma che dispensi rettamente la parola della verità” (2Ti 2:15).

Roy McAtee    
(traduzione e adattamento dall'inglese)