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al mercato delle religioni




    EDITORIALE

           Al mercato delle religioni cosa ci offre oggi la borsa? Mentre sto scrivendo sono decisamente in rialzo le quotazioni degli stregoni del Senegal (già qualificato per i quarti di finale nei mondiali di calcio), mentre appaiono in ribasso clamoroso i segni della croce e l'acquasanta di Trapattoni ma anche "padre Pio" la cui immagine un quotidiano toscano ha accostato con un disgustoso fotomontaggio, e in prima pagina, al dito indice di Del Piero alzato verso il cielo in segno di giubilo. E che dire del papa e della sua Polonia subito eliminata? In questo caso: quotazioni fallimentari...
    Sono anni che, seppur con "passione" un po' in declino, seguo gli eventi calcistici; ricordo ancora le emozioni del "mio" primo campionato del mondo: era il 1958 e si giocava in Svezia; era l'anno del debutto di Pelé, ma io ricordo soprattutto che dai miei amici (bontà loro!) fui soprannominato "MacDonald", il mitico portiere della Scozia di quei tempi, da non confondere con la nota catena di fast-food. In tutti questi anni, però, mai mi era accaduto di veder accostati gli eventi pallonari alla religione. Scorrendo i titoli dei giornali, nei giorni caldi del torneo nippo-coreano, si è avuta quasi l'impressione che le partite di calcio non fossero scontri fra squadre, ma scontri fra dèi e fra religioni (vediamo un po' qual è il dio e quale la religione che funzionano meglio!!). Si sono, così, visti giocatori (ma anche arbitri) pronti a farsi il segno della croce, si è parlato a lungo dei portafortuna e degli amuleti usati dalle varie squadre e dai cosidetti "campioni", si è mostrata al rallentatore la mano di Trapattoni mentre svitava la boccettina contenente l'acquasanta donatagli dalla sorella suora e mentre la spargeva sul terreno di gioco (ma... c'era dell'acqua santa anche nelle bottigliette di plastica che ha preso a calci durante lo scontro con la Corea?!?); e, ancora: le telecamere hanno indugiato sui giocatori arabi e turchi intenti a genuflettersi davanti ad Allah e ci hanno mostrato sugli spalti le danze tribali degli stregoni camerunensi, nigeriani e senegalesi; dulcis in fundo: un noto quotidiano ha pubblicato la foto del papa davanti al televisore, "in preghiera per la sua Polonia". Le religioni sembrano diventate protagoniste di una sorta di mercato: si vuole un dio in funzione dell'uomo e dei suoi desideri, raramente corrispondenti ai suoi reali bisogni, e non ci si preoccupa di modificare e orientare la propria vita in funzione di Dio! E non mi si venga a dire, come ha scritto un giornalista spiritualmente cieco, che un segno della croce (nient'altro più che gesto scaramantico) e l'acquasanta sono metodi accettabili perché "hanno radici nel cristianesimo", ma... in quale cristianesimo?Non sicuramente in quello di Cristo e degli apostoli! No: non c'è alcuna differenza fra Trapattoni e gli stregoni africani che ho visto danzare sugli spalti in splendidi e coloratissimi costumi! Entrambi vivono in modo pagano la loro fede: cercano dio solo per ottenere dei favori e lo cercano a modo loro, con i loro metodi, con i loro strumenti. Ormai, nel grande mercato delle religioni non si è più disposti ad ascoltare Dio, a conoscere le sue esigenze per la nostra vita, a cercare e a seguire le sue indicazioni di cammino, a sottomettersi a Lui. Si preferisce (ahimé anche in ambienti cristiani) credere in un dio da supermarket, da fiera dei sogni, dal miracolo sempre pronto e facile, dal successo garantito. Chi vince, in questo mercato, vivrà una fede gonfia d'orgoglio; chi perde, invece, vivrà una fede depressa e frustrata: ma false entrambe! Mi auguro, e chiudo con una battuta, che nessuno valuti la qualità della mia fede in base ai criteri di successo di questo mercato: infatti, come molti sanno, sono tifoso... della Fiorentina!

Paolo Moretti