Negli ultimi decenni, allinterno delle nostre Assemblee, si è sviluppata una sensibilità particolare nei confronti della necessità che ogni assemblea locale avesse degli Anziani riconosciuti i quali, sotto la guida del Signore e per lunzione dello Spirito Santo, ne orientassero il cammino. Sono convinto che è stata una sensibilità promossa dallo Spirito Santo, attraverso un rinnovato ascolto della sua Parola. Dobbiamo però riconoscere che non sempre questa sensibilità è stata percepita e vissuta nellottica spirituale della consacrazione al Signore e del servizio nella e per la sua Chiesa; spesso purtroppo ci si è lasciati trascinare dal desiderio, tutto carnale, di emergere al di sopra degli altri e di esercitare potere su di loro. Questo fenomeno non costituisce certo una novità nella storia della Chiesa, altrimenti lapostolo Pietro non avrebbe ravvisato il bisogno di rivolgere agli Anziani del suo tempo le ben note esortazioni ad essere esempi del gregge e non suoi dominatori (1P 5:1-4). Ma il fatto che certe problematiche siano state sempre presenti nella storia della Chiesa non deve portarci a giustificarne la presenza nelle Assemblee del tempo in cui noi stiamo vivendo. E in questo tempo, che è il nostro, cioè quello in cui il Signore ci chiama a misurare la nostra fedeltà e sottomissione a Lui, dobbiamo con amarezza osservare che allinterno delle Assemblee è sempre più frequente il triste fenomeno di Anziani che vivono il loro ruolo in una commistione perniciosa di servizio e potere. E, quando il servizio viene usato soprattutto per esercitare potere, non si è più consacrati al Signore, ma a sé stessi. Sono infatti del tutto estranei alle indicazioni della Parola di Dio sia il desiderio di alcuni di voler essere Anziani a tutti i costi (O mi riconoscete come anziano o me ne vado) sia, soprattutto, il porsi, da parte di altri, al di sopra della chiesa (Io sono lanziano, quindi dovete darmi ascolto, altrimenti...).
Quando nella chiesa di Gerusalemme sorse il problema relativo allassistenza quotidiana delle vedove (e fu il primo problema interno ad una chiesa locale di cui ci parla la Scrittura), lo Spirito Santo la portò a vivere cinque momenti essenziali che costituiscono un esempio concreto, ancora per noi oggi, di come devessere impostata una relazione fra gli Anziani e lassemblea di cui sono parte: 1. gli apostoli, nella loro qualità di Anziani, focalizzarono il problema; 2. convocarono tutta lassemblea per proporle la soluzione; 3. lassemblea ascoltò la soluzione e la accolse con favore; 4. tutta lassemblea rese operante la soluzione proposta, eleggendo sette diaconi e presentandoli agli apostoli; 5. gli apostoli, in qualità di Anziani della chiesa, ratificarono il modo con cui era stata applicata la soluzione.
Gli Anziani di Gerusalemme proposero, non imposero, e lasciarono alla chiesa il compito di applicare la soluzione. Daltro canto la chiesa ascoltò con attenzione la proposta formulata dagli Anziani, la esaminò, la fece sua, si assunse la responsabilità di attuarla, lasciando però agli Anziani la responsabilità della ratifica definitiva. Questo prezioso esempio di comunione ed interazione fra gli Anziani e tutta la chiesa locale dovrebbe essere tenuto ancora presente nelle Assemblee. Quali furono le conseguenze? La Parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli si moltiplicava grandemente... (At 6:7). Una chiesa locale cresce, quando non li lascia bloccare da discussioni e contese, ma sottopone alla guida dello Spirito Santo le proprie relazioni interne.