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Ricordando il passato


GEORGE MÜLLER ED IL SUO CONTRIBUTO ALLE SCUOLE ELEMENTARI IN ITALIA
(1860-1932)



Attraverso l'attività missionaria di George Müller, fondata sul principio, sempre coerentemente vissuto, del "vivere per fede", Dio estese abbondanti benedizioni dalla Gran Bretagna fino nella nostra Italia. Furono soprattutto alcune località del Piemonte a conoscerne l'influenza, particolarmente rilevante sul piano dell'istruzione elementare.


Un'opera che continua

      Il nome di George Müller è ormai diventato una "leggenda" negli ambienti evangelici britannici e le sue numerose biografie si leggono come la storia di una serie di miracoli, troppo frequenti e straordinari per poter essere creduti.
      In realtà tali miracoli, frutto di un'intensa vita di fede e di preghiera, possono essere tutti provati da accuratissima documentazione.
      Visitando Bristol, città importante a sud-ovest della Gran Bretagna, dove Müller passò la maggior parte della sua vita, si trova non solo un corso che porta il suo nome, ma nella parte più alta della città si giunge a Cottom Park, dove si erge un bell'edificio che porta l'iscrizione "The George Müller Foundation".

     
Le cinque case per orfani che Müller aveva fatto costruire a Bristol.

Qui, a Bristol, l'opera da lui iniziata continua, sia pure in direzioni diverse, ma con lo stesso scopo, cioè il bene del prossimo, mediante la predicazione del Vangelo, la preghiera e la fede.

     
Nella casa paterna

     Dio può servirsi e si serve di ogni genere di persona.George Müller, nato in un villaggio della Prussia nel 1805, era destinato dal padre, modesto impiegato, allo studio della teologia per diventare pastore luterano, a quel tempo una posizione molto stimata e onorevole.
      Il giovane era molto intelligente e giunse senza problemi all'Università, ma gli studi teologici non avevano alcun significato per lui e la sua condotta era deplorevole: mentiva, rubava dove e quando poteva, si ubriacava, frequentava prostitute, accumulava debiti dappertutto, per cui finì anche in prigione. Liberato dopo un mese con l'aiuto del padre, sempre indulgente nei suoi confronti ed a lui molto affezionato, cercò invano di migliorare la sua condotta.



La conversione

     Müller aveva un amico, serio e studioso, che frequentava una riunione di preghiera che aveva luogo in casa di un credente.
      Tutto ad un tratto, un giorno George si sentì irresistibilmente spinto ad accompagnare l'amico.Venne accolto dai presenti con quell'amore e quella cordialità tipici dei veri seguaci diCristo.
      George fu profondamente impressionato dagli inni, da un breve messaggio, ma soprattutto quando vide tutti i presenti inginocchiarsi e udì preghiere di lode e di intercessione, in un'atmosfera di spiritualità così profonda, l'eterna verità del Vangelo lo colpì in tutta la sua chiarezza.
      "Compresi qualcosa della ragione per cui Cristo era morto sulla croce... – scriverà più tardi – la punizione da noi meritata ricadeva su di Lui; realizzai così in una certa misura la profondità del suo amore per me e fui costretto ad amarlo in ritorno".
     

Nuove prospettive

     George Müller ritornò agli studi teologici, era un uomo radicalmente cambiato e, dopo solo due mesi, ricevette la chiamata del Signore a divenire missionario, cosa che provocò una disperata reazione nel padre, che aveva sperato ben altra carriera per il figlio!
      Müller fu costretto a lasciare il tetto paterno ed a rifiutare ogni aiuto finanziario; così, appena convertito, fu chiamato a praticare quella che sarà la norma per tutta la sua vita: confidare nel Signore e in Lui solo per tutti i bisogni suoi e di quelli che Dio avrebbe affidato alle sue cure; in breve, decise di "vivere per fede".
      Immediatamente trovò modo di guadagnarsi la vita dando lezioni private di tedesco ai molti professori americani che visitavano l'Università di Halle.Queste lezioni erano ben remunerate e ben presto Müller poté attuare un suo grande desiderio: recarsi a Londra per prepararsi alla missione.Ostacoli di ogni genere vennero via via rimossi.
      Müller giunse a Londra ma, pochi mesi dopo, una gravissima malattia interruppe i suoi studi e lo portò quasi sull'orlo della tomba. A ventitre anni il giovane George, estenuato dalla malattia, desiderava ardentemente di morire, ma questa volta la sua preghiera non fu esaudita.
      Per la necessaria convalescenza Dio lo guidò a Teignmouth nella provincia del Devon, una bella città salubre e quieta, che era a quel tempo uno dei centri del movimenti dei fratelli di Plymouth1, nonché centro di risveglio spirituale.


Pastore e predicatore

     In quest'ambiente Müller iniziò la sua attività di predicatore.Studioso assiduo della Parola di Dio, ottimo conoscitore del greco e dell'ebraico, la sua predicazione fu subito coronata da benedizioni ed una delle chiese di Teignmouth lo invitò a diventare il loro pastore ufficiale con uno stipendio di cinquanta sterline all'anno, una modesta somma che però Müller rifiutò, fedele com'era ai suoi principi.
      Accettando l'incarico, persuase gli anziani a lasciarlo continuare a vivere di quei doni che Dio avrebbe provveduto, non volendo in alcun modo venir meno ai suoi principi.
      Un dono preziosissimo gli venne dalla persona di Mary Groves2, che egli sposò nel 1830.

      Due anni dopo Müller sentì che Dio lo chiamava a servirlo in una città più grande: la coppia si trasferì a Bristol, dove i due coniugi vissero membri di una piccola comunità chiamata Bethesda Chapel.Col tempo questa divenne una numerosissima chiesa che esiste tuttora.
      Müller predicò in questa ed in varie altre chiese ed il suo ministerio fu molto benedetto.


Promozione della conoscenza delle Sacre Scritture

      Il 5 marzo 1834 Müller, sempre metodico ed ordinato, decise di strutturare il suo lavoro e fondò la cosidetta S.K.I. (Scripture Knowledge Institution), organo necessario per promuovere la conoscenza delle Sacre Scritture nelle scuole per bambini ed adulti, fornendo insegnanti e libri di testo adatti, assistendo finanziariamente bambini poveri perché potessero frequentare queste scuole, promuovendo la distribuzione della Bibbia ed aiutando missionari e scuole missionarie in tutti i Paesi del mondo.
      All'epoca della fondazione Dio aveva provveduto 167 sterline. Müller, la moglie e la figlia vivevano in un piccolo appartamento, in modo molto semplice.
      In cinquant'anni le somme ricevute salirono a mezzo milione di sterline. Fedele al principio che Dio provvede tramite la preghiera, Müller proibiva che si facessero appelli o pubblicità, ma una volta all'anno pubblicava un rapporto nel quale veniva dato un resoconto dettagliato del denaro ricevuto (fino a mezzo scellino) e di come il denaro stesso veniva usato e distribuito.


La cura degli orfani

     Due anni dopo la fondazione della S.K.I, Dio chiamò Müller ad un'altra forma di servizio per cui forse è diventato ancora più conosciuto: la cura degli orfani.

      Un'epidemia di colera si era abbattuta sulla città.
      Il terribile morbo aveva colpito soprattutto i giovani fra i venti e i trent'anni.Questi, morendo, avevano lasciato numerosi bambini orfani in tenera età, senza tetto, senza cibo e senza alcuna cura.
      La crisi richiedeva un'azione immediata: Müller pregò che Dio confermasse la sua approvazione, provvedendo mezzi, case e personale per ricoverare gli orfani in condizioni disperate.
      Gli inizi furono modesti: centotrenta bambini vennero accolti in varie case, ma presto si sentì il bisogno di costruire un edificio per ricevere trecento bambini.
      Dio provvide diecimila sterline per l'acquisto di un vasto terreno dove venne eretta la prima costruzione.Col tempo vennero aggiunte altre quattro costruzioni ed il numero degli orfani ospitati salì rapidamente a duemila.

Non mancarono giorni di prove e di ansietà; qualche volta capitò che non c'erano mezzi per comprare il cibo per il pranzo.Müller si riuniva in preghiera con tutto il personale e di solito un dono inaspettato giungeva alla porta o tramite qualche persona in visita e nessuna mancava mai del necessario.


L'aiuto all'Italia e alle scuole evangeliche del Piemonte

      Larghe somme di denaro vennero date per la S.K.I e distribuite a missionari in molte parti del mondo, fra cui l'Italia dove, come vedremo, vennero aperte alcune scuole evangeliche.

Gli alunni e gli insegnanti della scuola elementare evangelica di Casorzo (AT) nell'anno
scolastico 1911-1912 dinanzi all'ingresso delle scuole e del locale di culto della locale
assemblea.

      Alcuni anni fa ebbi il privilegio di passare alcuni giorni a Bristol e di visitare la "Müller House", dove si trovano gli uffici dell'Istituzione fra cui lo studio di Müller stesso, conservato esattamente come era al tempo della sua morte.
    
Alla colta scuola degli Evangelici

   A Casorzo, nei primi decenni del secolo, erano attive due scuole materne ed elementari: una di matrice cattolica, l'altra, molto ambita per il livello culturale ed educativo dei docenti, era gestita dagli Evangelici.
   Nel paese monferino astigiano c'era (e c'è tuttora) una comunità evangelica molto attiva e unita.
   Alla scuola elementare erano iscritti, però, non soltanto gli appartenenti alla stessa comunità, ma anche altri allievi di fede religiosa diversa.
  Nella foto che pubblichiamo è ritratto un gruppo di ellievi che frequentavano l'elementare dagli Evangelici nel 1911.


   Questo trafiletto è apparso nell'anno 1995 su una pagina del giornale "La Stampa" di Torino. La foto degli alunni di Casorzo, alla quale si fa riferimento in conclusione, è la stessa che appare sopra.
 
    
   Ebbi il permesso di esaminare vari documenti sul lavoro delle scuole evangeliche in Piemonte e di fotocopiare alcuni rapporti con i nomi ed i voti dei vari allievi.
      L'inizio dell'aiuto all'Italia data dal 1861, cioè dall'anno della proclamazione dell'Unità (unità allora parziale, senza Roma).I nomi degli evangelisti non sono riportati per esteso, ma solo le sigle, mentre le somme di denaro inviate sono minuziosamente citate e, tenendo conto del valore della sterlina a quel tempo, sono somme abbastanza generose. Negli anni sessanta c'erano dieci evangelisti che ricevevano aiuto finanziario.
      Citare solo le sigle era una misura di precauzione, data la situazione politica in Italia e l'antagonismo della chiesa romana.
      Per quanto riguarda le scuole, non ho trovato date precise del loro inizio, ma dal 1870 in poi, vennero inviati separatamente doni per pagare le insegnanti (che dovevano avere un regolare diploma!).I nomi più citati sono quelli del Piemonte: Rivalta Bormida (vedi l'articolo di Laura e Angelo Giachero su IL CRISTIANO n.6/2001; pagg. 287-289), Casorzo Monferrato, Castino d'Alba, Spinetta Marengo, ma ne esistevano altre. Per un certo periodo il nostro caro T.P.Rossetti ebbe anche l'incarico di sorvegliare l'andamento delle scuole!
      Purtroppo il materiale riguardante gli aiuti all'Italia non è mai stato catalogato, ma meriterebbe uno studio accurato che allora non ebbi tempo di fare.
      L'attività delle scuole continuò fino al 1932; ho trovato un pacco di lettere e altri documenti con nomi di allievi e di insegnanti dal 1927 al 1932.
      Un certo signor Buttrum, residente a Spinetta, riceveva e distribuiva il denaro per gli stipendi degli insegnanti.
      Il governo fascista e la crescente ostilità per la Gran Bretagna misero un termine al prezioso contributo educativo di queste scuole, contributo che, però, non fu mai dimenticato.
      Alcuni anni fa, infatti, il quotidiano "La Stampa" diTorino ha pubblicato infatti la foto che è riprodotta in questo articolo.
      La pubblicazione della foto è stata accompagnata da un elogio davvero molto lusinghiero (vedi il riquadro qui sopra). Si tratta di una foto relativa alla scuola evangelica di Casorzo.
      I nostri fratelli piemontesi riconosceranno alcuni nomi di insegnanti elencati in un rapporto del 1927:
      • a Rivalta Bormida (AL) insegnarono Angela RussoAngeleri e Lidia Demaria Recagni;
      • a Castino d'Alba (CN) Maria Arzani;
      • a Casorzo Monferrato (AT) Clelia Guelfi e Alma Bosco;
      • a Spinetta Marengo (AL) Teresina Quargnento e Zilpa Gay Gallo.


Il locale della scuola evangelica di Rivalta Bormida (AL), rimasto pressoché identico fino
ad oggi e attualmente ancora utilizzato per gli incontri dell'assemblea di questo paese.

Interessanti sono anche alcuni fogli con le liste degli scolari, vi sono riportati i voti da loro ottenuti nelle varie materie e nella condotta, citata per prima, tutti scritti nella elegante calligrafia del tempo. (Quello che appare riportato qui sotto, attraverso una fotocopia purtroppo non molto chiara, è proprio uno di questi fogli).


Uno dei documenti rinvenuti a Bristol nella "Müller House" e riguardante la scuola evange-
lica di Casorzo Monferrato (AT).

Conclusione

     È molto incoraggiante pensare che un solo individuo, di origine modesta, abbia potuto svolgere un'opera di portata mondiale: per decenni, missionari sostenuti dalla S.K.I hanno portato la Buona Novella in varie parti del mondo ed a Bristol migliaia di orfani hanno ricevuto vitto, alloggio ed un'ottima educazione, adeguata ai tempi.
      L'opera continua al giorno d'oggi.Gli orfani non sono più alloggiati in vaste case, ma in piccole "abitazioni-famiglie", curata da coppie di credenti preparati a svolgere questo compito.
      Da vari anni si sono aggiunte anche delle case per anziani.

      Il segreto di un tale successo è la fede assoluta in nel Dio onnipotente: nel Dio che salva, che mantiene le sue promesse e che risponde alle preghiere dei suoi figli che obbediscono alla sua voce e camminano secondo la sua volontà.

Daisy D.Ronco   



  1. Fratelli di Plymout: con questo appellativo s'intende riferirsi ad un movimento di risveglio evangelico iniziato nella terza decade del XIX secolo in varie parti della Grande Bretagna e dell'Irlanda. Plymout nel sud-ovest dell'Inghilterra, Bristol e Dublino in Irlanda furono i centri principali all'inizio, ma presto il movimento si estese all'Europa. 
  Purtroppo, fin dall'inizio, ci furono tensioni dovute a forti personalità ed interpretazioni teologiche diverse che causarono una divisione irreparabile. A riguardo, per avere notizie più dettagliate, si possono consultare i seguenti testi:  
  • F.R. Coad, "History of the Brethren Movement", The Paternoster Press.  
  • H. Rowdon, "The Origins of the Brethren", Pickering & Inglis.  
  • Timothy C. F. Stunt, "From awakening to Secession", T. & T. Clark Edimburgh.  
  • D. Maselli, "Tra risveglio e millennio", Ed. Claudiana, Torino.  
  • D. Maselli, "La libertà della Parola", Ed. Claudiana, Torino.  
  • D.D. Ronco, "Per me vivere è Cristo", Ed. UCEB, Fondi (LT).  
  • D.D. Ronco, "Crocifisso con Cristo", Ed. UCEB, Fondi (LT).   

  2. Mary Groves, figlia di Antony Norris Groves (1795-1853), "eroe" del movimento dei Fratelli. Ricco di famiglia, prospero dentista, obbedì all'appello del Signore, distribuendo tutto il suo denaro ai poveri (cf. Mr 10:21) e partì missionario in India.