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Vivere nell’attesa di Cristo


DAL RAPIMENTO DELLA CHIESA ALLA NUOVA GERUSALEMME (IX)


Alla fine del Millennio a Satana sarà concesso di promuovere una nuova, ma ultima, ribellione contro il Signore, dopo la quale egli sarà giudicato in modo definitivo con una sentenza di condanna eterna, che conosceranno anche coloro che si saranno posti sotto la sua guida, rifiutando di essere lavati dal sangue dell’Agnello.


LA FINE DEL MILLENNIO

L’ultima ribellione


      Abbiamo già visto in precedenza che durante il Millennio il peccato sarà ancora possibile; le stesse malattia e morte, sebbene meno frequenti, colpiranno ancora gli uomini. Ma il fatto che Satana sarà legato per quei mille anni (Ap 20:3) senz’altro limiterà al massimo tali fenomeni: l’uomo, non influenzato direttamente dall’Avversario, cadrà meno spesso in trasgressione e sarà più portato ad avvicinarsi al suo Creatore.
      Ma alla fine del Millennio accadrà qualcosa di inaspettato e, per certi versi, di incomprensibile: “Satana sarà sciolto dalla sua prigione ed uscirà per sedurre le nazioni che sono ai quattro canti della terra, Gog e Magog, per adunarle alla battaglia” (Ap 20:7-8). Al v. 3 vien detto chiaramente che Satana deve essere sciolto, indicando che anche quest’appendice del Millennio è prevista e controllata da Dio, ma ciò non toglie che alle nostre menti limitate può risultare di difficile comprensione perché il Signore permetta anche questo, sapendo bene che non saranno certamente mille anni di prigionia a cambiare la natura del Diavolo. Una spiegazione può essere data dal fatto che l’Eterno non ha mai voluto come seguaci delle marionette, quanto piuttosto degli esseri liberi di amarlo e di servirlo, ma anche di ribellarsi a Lui.
      È sconcertante sapere dalla Scrittura che le seduzioni del Diavolo avranno ancora una volta successo e che da tutte le parti della terra un esercito numeroso come la sabbia del mare (Ap 20:8) sarà riunito da Satana per far guerra ed assediare il campo dei santi e la città diletta (v. 9). Dalle profezie dell’Antico Testamento molti commentatori desumono che comunque gli uomini ribelli saranno una minoranza rispetto alla popolazione mondiale di quel tempo: ciononostante, è ugualmente significativo che la natura umana ribelle a Dio si manifesterà fino all’ultimo, seguendo ancora le seduzioni di Colui che l’aveva già allontanato dal giardino dell'Eden e poi schiavizzato per tanti secoli...
      Ecco svelato allora il motivo di tale ultima possibilità data a Satana: il Signore vorrà ancora una volta dividere il grano dalla zizzania ed avviare alla giusta punizione eterna coloro che anche durante il regno visibile di Cristo sulla terra avranno avuto il cuore lontano dall’Altissimo, pronti a seguire il loro nemico mortale di sempre. Anche da questa circostanza, allora, risulta confermata la verità biblica secondo la quale ciò che rende l’uomo una nuova creatura non è una società perfetta, il benessere o la pace (che si godranno anche e soprattutto durante il Millennio), ma soltanto la fede personale nel sangue di Gesù.
      Nell’ultima ribellione si troveranno insieme Gog e Magog, che stanno ad indicare popoli provenienti da tutte le parti della terra, come già profetizzato in Ezechiele 38-39. Il loro obiettivo sarà duplice: assediare il campo dei santi e la città diletta (che molti commentatori individuano in Gerusalemme).
      Come improvvisa e viscerale sarà l’ultima ribellione dell’umanità, così fulmineo e perentorio sarà il giudizio di Dio che porrà fine all’ultimo tentativo di battaglia della storia umana contro il Creatore onnipotente. In Apocalisse 20:9-10 sta scritto infatti che “dal cielo discese del fuoco e le divorò” (cfr. Ez 38:22). Ancora una volta l’Onnipotente manifesterà la Sua volontà purificatrice mediante il fuoco (cfr. es. Nu 16:1-35), che stavolta però metterà fine per sempre alla ribellione dell’uomo nei Suoi confronti.


Il giudizio finale

      Dopo l’ultima ribellione dell’umanità peccatrice contro Dio e dopo l’ultima e definitiva vittoria del Signore contro i Suoi nemici, questi saranno sottoposti al Giudizio Finale, il quale segnerà l’atto estremo della storia dell’umanità prima dell’inizio dello stato eterno.
      Innanzitutto verrà giudicato il Diavolo, il quale sarà “gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove sono anche la Bestia ed il Falso Profeta” ed in quel luogo tutti e tre i componenti della triade satanica “saranno tormentati giorno e notte, nei secoli dei secoli” (Ap 20:10). È interessante constatare che il Diavolo in persona sarà il diretto protagonista dell’ultima seduzione dell’umanità, verrà sconfitto direttamente dal fuoco promanato da Dio Padre e sarà l’ultimo dei tre esseri malefici a raggiungere lo stagno di fuoco e di zolfo.
      Questo non toglierà, però, che i suoi dolori saranno pari a quelli dell’Anticristo e del Falso Profeta e si estenderanno a tutte le ore del giorno e della notte nonché a tutta l’eternità. Satana è destinato alla sconfitta e vivrà l’eternità in mezzo a terribili sofferenze, anche se oggi talvolta può sembrare che riesca a prendere il sopravvento sugli uomini e addirittura sui credenti.
      Il secondo giudizio finale coinvolgerà invece il mondo attuale. L’Apocalisse si limita a dire che prima della venuta della Nuova Gerusalemme “la terra ed il cielo fuggiranno... e non vi sarà più posto per loro... il primo cielo e la prima terra scompariranno ed il mare non ci sarà più” (20:11; 21:1).
      Diverse profezie dell’Antico Testamento ed anche del Nuovo Testamento arricchiscono questo fenomenale evento di numerosi particolari.
      • I cieli e la terra, riservati da Dio al giudizio del fuoco (2P 3:7) un giorno passeranno (Mt 24:35), saranno scossi e tremeranno prima di scomparire (Ag 2:6; Eb 12:26-28).
      • I cieli si dilegueranno come fumo e la terra invecchierà come un vestito (Is 51:6), si schianterà e si screpolerà (24:19).
      • Le stelle si dissolveranno ed i cieli si arrotoleranno come un libro (34:4).
      • Gli elementi infiammati si dissolveranno mentre i cieli passeranno stridendo e la terra con tutto il suo contenuto sarà arsa (2P 3:10).
      Questo mondo ben presto avrà fine, completamente e definitivamente, per far posto ad una nuova creazione, quella eterna di Dio.
      L’ultimo giudizio riguarderà poi gli uomini, i quali saranno giudicati dinanzi al Gran Trono Bianco: tutti i morti, grandi e piccoli, si troveranno in piedi davanti a quel trono e verranno giudicati dalle cose scritte nei libri che saranno aperti in quel momento, cioè secondo le opere loro; chi non sarà trovato scritto nel libro della vita sarà gettato nello stagno di fuoco, dove già sono i componenti della triade satanica (Ap 20:11-15).
      Il trono è “grande” per la sua maestosità che lo distingue da quelli dei versetti 4:2 e 20:4, ed è “bianco” a motivo della sua santità e perfetta giustizia; su di esso è seduto Gesù Cristo stesso, il giusto Giudice scelto da Dio Padre (cfr. es. Gv 5:22,27,30; At 17:31; Ro 2:16); i destinatari sono tutti gli uomini e le donne di tutti i tempi, con la sola eccezione dei santi dell’Antico Testamento, dei figli di Dio del Nuovo Patto e dei credenti usciti dalla Grande Tribolazione. L’oggetto del giudizio saranno le “opere”, da intendersi anche i pensieri, le parole, le omissioni più segrete; nonché l’essere stato scritto nel “libro della vita”, il che lascia aperta – a nostro parere – la possibilità di ingresso nel Cielo a diverse particolari categorie di persone.
      Il luogo di destinazione eterna degli increduli sarà il terribile “stagno di fuoco”, luogo preparato da Dio solo per Satana ed i suoi angeli (cfr. Mt 25:41), che viene descritto nella Bibbia con immagini chiare e spaventose (cfr. es. Mt 22:13; Mr 9:43,48; 2Te 1:9).


LA NUOVA GERUSALEMME

      Il giudizio finale degli empi e la loro condanna alla pene eterne non esauriranno il piano di Dio per l’umanità, anzi ne costituiranno solo una parte, senz’altro la meno gradita al Creatore dei cieli e della terra.
      Gli ultimi due capitoli dell’Apocalisse e della Bibbia dipingono con rapidi e meravigliosi tratti quello che il Signore ha in serbo per i Suoi eletti per tutta l'eternità. Il passaggio dal capitolo 20 al capitolo 21 della Rivelazione di Gesù Cristo è quanto mai repentino: al giudizio si contrappone la comunione, al temporaneo si sostituisce l’eterno, al dolore la pace e la gioia, allo stagno di fuoco i nuovi cieli e la nuova terra con la Nuova Gerusalemme.
      Ormai sono lontani i tempi in cui l’uomo regnava sulla terra, con o senza la guida diretta di Satana; sono lontani anche i tempi terribili della Grande Tribolazione e quelli parzialmente perfetti del Millennio. Con la nuova creazione tutto cambia radicalmente e non c’è assolutamente più posto per niente che ricordi anche lontanamente il passato: il progetto iniziale di Dio per l’umanità si potrà finalmente realizzare e sarà visibile ciò che Egli sta adesso preparando per i Suoi figli.
      I capitoli 21 e 22 di Apocalisse sono l’apoteosi della lettera d’amore di Dio per l’umanità, la realizzazione più piena e profonda delle Sue promesse contenute nella Bibbia. In quest’ultima parte del nostro studio, non riusciremo certamente a descrivere appieno ciò che è davvero indescrivibile, ma potremo solo balbettare qualcosa, commentando il contenuto di questi ultimi due capitoli della Scrittura.
      Quel che sarà la vita dei redenti su nel Cielo lo vedremo solo quando entreremo nella Santa Città. Una cosa sola possiamo dire con certezza: che tutta l’Apocalisse, ed anche le ultime sue pagine, contiene solo parole fedeli e veritiere, mandate dal Signore stesso per mostrare ai Suoi servi ciò che deve accadere fra poco (22:6). Possiamo dunque avvicinarci con piena fiducia a Colui che non è un uomo da mentire, sapendo che le parole di Dio anche qui non cadranno a vuoto senza prima portare il frutto per il quale sono state scritte.


(9. continua)   

Giuseppe Martelli