Qualcuno forse potrebbe essere stato tentato di voltar pagina, leggendo il titolo delleditoriale e sentendo qualche brivido corrergli lungo la schiena. Infatti, anche se non sempre si conosce lesatto significato della parola spiritismo, si sa però che ha a che fare con il mondo dei morti e, in realtà, questo termine si usa proprio per indicare linsieme dei fenomeni che vengono attribuiti ad interventi degli spiriti dei defunti e, quindi, per indicare la pratica, purtroppo oggi sempre più diffusa, di entrare in comunicazione con loro attraverso procedimenti medianici, pilotati cioè dalla presenza di un medium. Lo spiritismo costituisce indubbiamente una forte e suggestiva attrazione per tutti gli uomini: chi non ha mai desiderato di parlare, almeno per una volta e anche se per pochi attimi, con una persona cara che è venuta a mancare?Chi non ha mai desiderato di riascoltare la sua voce, di sapere come sta e in quale luogo sia andata ad abitare?
Ma fin dalle prime pagine della sua Parola (De 18:9-14) il Signore ci ricorda che lo spiritismo costituiva una delle pratiche abominevoli delle nazioni con le quali il popolo dIsraele avrebbe dovuto confrontarsi. Lo spiritismo è frutto, quindi, di una cultura pagana, di una cultura cioè che non tiene conto di Dio, della sua Parola, delle sue rivelazioni. Il Signore avverte Israele che egli detesta chiunque fa queste cose e gli annuncia addirittura che il suo giudizio stava per abbattersi su quelle nazioni proprio a cause di queste pratiche abominevoli. Più tardi gli Israeliti cominciarono ad amare ciò che il Signore odiava e a gradire ciò che Egli detestava, per questo il giudizio di Dio si abbatté inesorabile su di loro. E ciò, nonostante i richiami dei profeti, fra cui val la pena di ricordare quello ben noto di Isaia: Un popolo non deve forse consultare il suo Dio? Si rivolgerà ai morti in favore dei vivi? (8:19).
Con profonda tristezza dobbiamo osservare che lo spiritismo, così come entrò nella vita e nella cultura dIsraele provocandone il giudizio di Dio, è entrato nella vita e nella cultura della cristianità nominale. Linvocazione dei defunti, la loro consultazione, la ricerca della loro presenza e dei loro interventi protettivi e miracolosi sono ormai talmente parte della cultura religiosa del cattolicesimo da essere considerati come fatti normali. Che il Signore li reputi abominevoli e li detesti sembra non importare più a nessuno. Ci sono signori la cui parola conta evidentemente più del Signore e della sua Parola. Chi ha assistito, anche parzialmente come è successo a me, ad una recente puntata della trasmissione televisiva Porta a porta dedicata a padre Pio, si sarà reso conto che lo spiritismo oggi ha trovato una nuova culla (S.Giovanni Rotondo) con la sponsorizzazione fin troppo esplicita del Vaticano. Ormai le case, le strade, le piazze di paesi e città (e non solo del sud!) sono piene di immagini e di statue di una persona morta che viene consultata ed invocata. E i miracoli? Non sono altro che opera di Satana ed espressione del giudizio di Dio che, a chi non ha creduto alla verità manda una potenza derrore (vedi 2Te 2:9-12).
Per coloro che amano la Parola di Dio e che credono che Lui solo debba essere cercato, consultato, invocato, amato, venerato, lodato è venuto il momento di farsi avanti, di far udire alta e chiara la loro voce profetica e di gridare che per un popolo, che continua ad amare ciò che Dio detesta e a considerare gradevole ciò che per Dio è abominevole, non può esserci nessuna aurora di riscatto morale e spirituale, di rinnovamento e di crescita. Comportarsi come figli di luce richiede anche il coraggio di denunciare le opere infruttuose delle tenebre (Ef 5:8-11).