Chi vivrà
nella nuova Gerusalemme?
Dopo aver visto le caratteristiche esterne ed interne della Nuova Gerusalemme, esaminiamo quali saranno i suoi abitanti. La Scrittura è quanto mai precisa su questo punto, indicandoci che il Signore Dio sarà il protagonista assoluto della vita nella Santa Città e con Lui vivranno coloro che sono chiamati i Suoi servitori, segnalando poi in modo inequivocabile le categorie di persone che non potranno partecipare alla vita eterna.
Il Signore
Abbiamo detto che i capitoli 21 e 22 dellApocalisse individuano senza ombra di dubbio Chi sarà il protagonista assoluto della vita eterna nella Nuova Gerusalemme: essi sono Dio stesso e l'Agnello. È il Signore degli eserciti che ha preparato questi giorni eterni per coloro che avrebbero accolto la Sua salvezza, e quando tutto ciò sarà una realtà tangibile e concreta, lEterno non potrà che essere innalzato come Re dei re e Signore dei signori! A tal proposito è interessante esaminare quali siano gli attributi e le azioni di Dio descritti negli ultimi due capitoli della Bibbia.
Per quanto riguarda i Suoi attributi, ricordiamo che:
Egli viene citato innanzitutto come Colui che siede sul Trono (21:5; cfr. 22:3): la sovranità di Dio, che anche oggi sussiste ma è meno agevole a scorgersi, nelleternità sarà palese e indiscutibile, manifestandosi in modo particolarmente tangibile nella Santa Città.
Inoltre Dio stesso, dal Suo Trono, afferma con autorità: Io sono l'Alfa e l'Omega, il principio e la fine(21:6; 22:13). Sono le stesse parole che Giovanni aveva udito nella visione del figlio duomo (1:8, 18) e che Isaia aveva riportato per bocca dellEterno (44:6; 48:12), in una plastica espressione che denota leternità e la sovranità di Colui che era prima di ogni cosa e che sarà anche dopo di esse.
Oltre a ciò, negli ultimi capitoli della Bibbia il Signore viene descritto come il Tempio ed il luminare della Nuova Gerusalemme (Ap 21:22, 23; 22:5): nelleternità non ci sarà più bisogno di un luogo dove incontrarsi con Dio, perché Egli sarà sempre presente in mezzo al Suo popolo; inoltre la gloria dellEterno non inonderà più soltanto alcuni luoghi o momenti della storia, ma illuminerà continuamente il mondo nuovo che il Signore stesso avrà costituito, in adempimento della profezia di Isaia 60:19-20 (cfr. anche Gv 8:12).
Per quel che concerne poi le azioni di Dio descritte nei capitoli 21 e 22 dell'Apocalisse, nella Nuova Gerusalemme, ci viene detto che il Signore:
abiterà con gli uomini e sarà loro Dio (21:3), realizzando così in maniera completa e perpetua il Suo grande progetto di comunione con la creatura ribelle, già preannunciato nellAntico Testamento (cfr. es. Le .26:11-13) e parzialmente compiuto nel Nuovo Testamento (cfr. es. Gv 14:23).
Questa perfetta comunione fra Dio e gli uomini non sarà statica ed infruttuosa: nei tempi eterni il Signore potrà dire un definitivo tutto è compiuto (v .6; cfr. 16:17) perché ormai avrà inaugurato lultima e definitiva dispensazione della storia, durante la quale Egli farà ogni cosa nuova (21:5).
Per esempio asciugherà ogni lacrima dagli occhi loro (v. 4), cancellando così tutti i ricordi terreni intrisi di dolore, paura e dispiacere; e darà gratuitamente della fonte dellacqua della vita (v. 6; cfr. 7:17) a coloro che nel tempo presente hanno sete spirituale, traendo questacqua viva direttamente dalla sorgente del fiume dellacqua della vita, alla quale lAgnello guiderà i redenti pur essendo Egli stesso quella fonte (cfr. 7:17; 22:17; Gv 7:37-39).
I redenti
Il Signore è lessere socievole per antonomasia, tanto è vero che allinizio della storia non ha voluto rimanere solo ma ha creato i cieli e la terra, con tutti i loro abitanti. allorché ha visto lumanità incapace di salvarsi con le proprie forze, Egli ha inoltre mandato sulla terra il Suo unigenito Figlio affinché si caricasse dei nostri peccati e ci potesse dare lopportunità di tornare in comunione con Lui.
Non cè allora da stupirsi se per leternità Dio non ha pensato a tempi e luoghi di perpetua solitudine ma, comè scritto nella Parola e come abbiamo già parzialmente visto, Egli ha avuto sin dal principio un progetto di comunione profonda e perfetta con la Sua creatura più amata, che realizzerà appieno nei giorni eterni della Santa Città.
Chi vivrà nella Nuova Gerusalemme? Su questo punto la Parola di Dio è inequivocabile: non vi abiteranno tutti gli uomini indistintamente, ma solo quelli che sono scritti nel libro della vita dellAgnello (Ap 21:27) e che non avranno subìto già il giudizio finale davanti al Grande Trono Bianco (20:12, 15). Per quanto riguarda invece i nomi che designano i redenti nelleternità, l'Apocalisse ci ricorda che:
essi saranno chiamati figli di Dio (21:7) perché avranno vinto le battaglie materiali e spirituali della vita terrena e pertanto avranno potuto ereditare tutte le realtà celesti descritte negli ultimi capitoli della Bibbia;
essi saranno pure chiamati beati, cioè eternamente e perfettamente felici, perché avendo lavato le loro vesti nel sangue dellAgnello avranno il diritto di accostarsi allalbero della vita e di entrare per le porte della Santa Città (22:14);
essi avranno inoltre il Suo nome sulla fronte (22:4), significando così la loro perpetua appartenenza a Colui che li ha riscattati a caro prezzo e non li abbandonerà giammai (cfr. 14:1 per i 144.000 ebrei usciti dalla Grande Tribolazione).
Entrando nello specifico, i redenti saranno popoli di Dio (21:3), in un plurale molto significativo perché include almeno due grandi categorie: i riscattati del popolo dIsraele, che aspettano anchessi la venuta della Nuova Gerusalemme (cfr. es. Ro 11:4-5; Eb 11:10, 16); ed i redenti di tutte le nazioni, membri della Chiesa universale, che vivranno con tutti gli altri santi nella Santa Città, come promesso da Dio stesso (Ap 21:13-14; cfr. Eb 13:14; 2P 3:13).
Cosa faranno i redenti durante leternità? LApocalisse non ci rivela ogni particolare, ma ci dice comunque che essi svolgeranno almeno tre attività principali:
innanzitutto serviranno il Signore degli eserciti, avendo così limmenso privilegio di ricambiare almeno in minima parte gli enormi servigi resi dal Cristo nella Sua vita terrena (Ap 22:4);
essi poi vedranno la Sua faccia, godendo così dell'immediata presenza e della perfetta comunione con il loro Salvatore, che potranno in tal modo adorare ed onorare senza i limiti della carne (22:4; cfr. Gv 3:2; Mt 5:8);
infine i redenti di tutti i tempi regneranno con il Sovrano delluniverso e svolgeranno nei secoli dei secoli il compito di emissari e governatori del Re dei re (Ap 22:5; cfr. 1:6; 1P 2:9), in un modo ancora più completo e perfetto rispetto a quanto era già accaduto nel Millennio (cfr. Ap 5:10; 20:6).
Chi non vi entrerà
La Bibbia è il libro ispirato dallunico vero Dio e spesso presenta verità strane o addirittura inaccettabili per noi uomini. Ad esempio, nel nostro tempo domina, almeno nella cultura occidentale, una concezione post-modernista per la quale (tra laltro) non esistono valori assoluti: fra le altre cose si afferma spesso che se cè un Dio, questi alla fine accoglierà presso di sé tutti gli uomini a motivo della sua natura buona e generosa.
La Scrittura, invece, su questo punto ci avverte che leternità non sarà aperta a tutti gli uomini e che la Nuova Gerusalemme non potrà essere frequentata (in particolare) da alcune categorie di persone.
Il Giudizio del Gran Trono Bianco (Ap 20:11-15) farà giustizia di tutte le iniquità commesse e non portate alla croce di Cristo. Di conseguenza tutti coloro che non saranno stati riscattati dal sangue dellAgnello non potranno partecipare alla vita gloriosa della Santa Città.
In particolare, ci viene detto che non vi sarà niente di immondo (21:27) né alcuna cosa maledetta (22:3), con specifico riguardo alle seguenti nove categorie di uomini peccatori:
i codardi (21:8; gr. deilos, lett. paurosi): sono coloro che hanno avuto timore della persecuzione subìta a motivo della fede in Cristo e per questo hanno manifestato la mancanza di una vera conversione spirituale, proprio come il seme caduto nei luoghi rocciosi (cfr. Mt.13:20-21)134;
gli increduli (21:8), che comprendono tutti coloro che hanno respinto la grazia di Dio perché non hanno esercitato la fede richiesta dalla Bibbia ma hanno preferito credere solo in sé stessi;
gli abominevoli (21:8; un participio del verbo bdelyssomai, lett. detestare, aborrire), i quali sono tutti coloro che vivono oggi immersi nei vizi e nelle passioni tipiche della nostra società corrotta e pagana (cfr. 21:27), ovvero coloro che si sono dati a pratiche odiate da Dio come loccultismo ed il satanismo (cfr. Ro 1-2, con lo stesso verbo greco usato in 2:22);
gli omicidi (21:8; 22:15), che hanno tolto la vita ai loro simili, forse con particolare riferimento agli assassini dei figli di Dio che sono già apparsi sulla terra e che in futuro imperseveranno durante la Grande Tribolazione (cfr. Ap 17:6; 18:24);
i fornicatori (21:8; 22:15), cioè tutti coloro che al tempo presente si compiacciono di ogni genere di immoralità e di libertinaggio e magari ne teorizzano la liceità e la necessità (cfr. Ro 1:18-32);
gli stregoni (21:8; 22:15), ossia chiunque ha praticato e fatto praticare le arti occulte più disparate, casomai servendosi di artifici, inganni o vere e proprie pozioni magiche (cfr. De 18:10-12);
gli idolatri (21:8; 22:15), che hanno indirizzato ed aiutato altri a indirizzare la gloria e la loro adorazione non sullunico vero Dio ma sugli uomini oppure su qualsiasi genere di idolo, da una statua della madonna al culto per il denaro o per il successo (cfr. es. Mt 6:24; At 12:22-23);
i bugiardi (21:8), i quali hanno amato e praticato la menzogna (22:15), intesa come falsità (cfr. 21:27) e come opposto della verità, sotto qualunque forma si manifesti (cfr. es. 2Te 2:10-11). Essi hanno dimostrato così di essere progenie di colui che è il padre della menzogna cioè Satana stesso, e pertanto di non appartenere al Signore che invece è santo e verace (cfr. Gv 8:44; Ap 15:3; 22:8-9);
i cani (22:15), che biblicamente sono gli individui impuri, profani e spregevoli a Dio, perché si ribellano contro le norme da Questi stabilite (cfr. Mt 15:26, con riferimento ai pagani; Fl 3:2-3, in relazione ai cosiddetti giudaizzanti della Chiesa primitiva).
Come si può vedere dallelenco appena riportato e tratto dalla Bibbia, non vi potrà essere posto nella Nuova Gerusalemme per qualsivoglia tipo di peccato e di ribellione a Dio, al contrario di quanto invece accadrà nel Millennio: tutti coloro che fanno parte oggi di una delle categorie suddette, o che comunque non hanno ricevuto il perdono dei peccati in Cristo, sono destinati per loro libera scelta allo stagno ardente di fuoco e di zolfo che è la morte seconda (Ap 21:8), con un destino eterno di dolore indicibile e di terribile separazione dal loro Creatore (cfr. es. Mt 22:13; Mr 9:43; Lu 16:24).
Per questo motivo il libro di Dio si conclude con un ultimo, pressante appello evangelistico. Lo Spirito di Dio e la Chiesa di Cristo (sin dal tempo presente) dicono con forza a tutti gli increduli: Vieni! (Ap 22:17).
Se TU hai sete del Dio vivente e desideri una comunione profonda con Lui, per il tempo e per leternità, vieni!.
Se vuoi, prendi in dono lacqua della vita e confessa i tuoi peccati direttamente a Dio, chiedendoGli perdono con tutto il cuore per il sangue di Gesù... vieni!
Chi scrive è un peccatore come te, ma un giorno ha riconosciuto di non essere a posto con Dio come pensava e si è inginocchiato davanti alla croce di Cristo, ricevendo una nuova vita come promesso nella Bibbia... perciò alla fine di questo studio ti dice appassionatamente: Vieni!
La vita quaggiù è vuota e squallida senza la presenza e la sovranità dellEterno sulla tua persona.
Perché continuare a vivere seguendo la tua natura peccaminosa, lontano da Dio e dalla Sua Parola?
Perché continuare a vivere sotto il giusto giudizio di Dio già qui sulla terra e subìre la condanna futura, casomai dopo i terribili dolori della Grande Tribolazione?
TU... scegli oggi per Cristo... vieni adesso ai piedi del Golgota e chiedi perdono per le tue iniquità allUnico che può cambiare la tua vita... Entra a far parte del popolo di Dio, con la gioia della Sua presenza nel tuo cuore e dellappartenenza a Lui per tutta leternità!
Ti supplico, però, fallo subìto!
Colui che ha attestato tutte le verità contenute nellApocalisse dice pure: Sì, vengo presto!
Gesù sta per ritornare, e nessuno ne conosce i tempi... oggi è il giorno della salvezza, adesso tu puoi ricevere Cristo come tuo personale Salvatore e Signore, per i giorni attuali e per quelli eterni.
Allora, cosa deciderai?
(11. continua)
Giuseppe Martelli