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Vivere nell’attesa di Cristo


DAL RAPIMENTO DELLA CHIESA ALLA NUOVA GERUSALEMME (XI)


Nella nuova Gerusalemme, per godere la presenza del Signore, potranno entrare solo i redenti dal sangue di Gesù. Tutti coloro che continueranno a vivere nel peccato rifiutando la sua Grazia ne saranno esclusi: per sempre.


Chi vivrà nella nuova Gerusalemme?

      Dopo aver visto le caratteristiche esterne ed interne della Nuova Gerusalemme, esaminiamo quali saranno i suoi abitanti. La Scrittura è quanto mai precisa su questo punto, indicandoci che il Signore Dio sarà il protagonista assoluto della vita nella Santa Città e con Lui vivranno coloro che sono chiamati “i Suoi servitori”, segnalando poi in modo inequivocabile le categorie di persone che non potranno partecipare alla vita eterna.


Il Signore

      Abbiamo detto che i capitoli 21 e 22 dell’Apocalisse individuano senza ombra di dubbio Chi sarà il protagonista assoluto della vita eterna nella Nuova Gerusalemme: essi sono Dio stesso e l'Agnello. È il Signore degli eserciti che ha preparato questi giorni eterni per coloro che avrebbero accolto la Sua salvezza, e quando tutto ciò sarà una realtà tangibile e concreta, l’Eterno non potrà che essere innalzato come Re dei re e Signore dei signori! A tal proposito è interessante esaminare quali siano gli attributi e le azioni di Dio descritti negli ultimi due capitoli della Bibbia.
      Per quanto riguarda i Suoi attributi, ricordiamo che:
      • Egli viene citato innanzitutto come Colui che siede sul Trono (21:5; cfr. 22:3): la sovranità di Dio, che anche oggi sussiste ma è meno agevole a scorgersi, nell’eternità sarà palese e indiscutibile, manifestandosi in modo particolarmente tangibile nella Santa Città.
      • Inoltre Dio stesso, dal Suo Trono, afferma con autorità: Io sono l'Alfa e l'Omega, il principio e la fine”(21:6; 22:13). Sono le stesse parole che Giovanni aveva udito nella visione del figlio d’uomo (1:8, 18) e che Isaia aveva riportato per bocca dell’Eterno (44:6; 48:12), in una plastica espressione che denota l’eternità e la sovranità di Colui che era prima di ogni cosa e che sarà anche dopo di esse.
      • Oltre a ciò, negli ultimi capitoli della Bibbia il Signore viene descritto come il Tempio ed il luminare della Nuova Gerusalemme (Ap 21:22, 23; 22:5): nell’eternità non ci sarà più bisogno di un luogo dove incontrarsi con Dio, perché Egli sarà sempre presente in mezzo al Suo popolo; inoltre la gloria dell’Eterno non inonderà più soltanto alcuni luoghi o momenti della storia, ma illuminerà continuamente il mondo nuovo che il Signore stesso avrà costituito, in adempimento della profezia di Isaia 60:19-20 (cfr. anche Gv 8:12).
      Per quel che concerne poi le azioni di Dio descritte nei capitoli 21 e 22 dell'Apocalisse, nella Nuova Gerusalemme, ci viene detto che il Signore:
      • abiterà con gli uomini e sarà loro Dio (21:3), realizzando così in maniera completa e perpetua il Suo grande progetto di comunione con la creatura ribelle, già preannunciato nell’Antico Testamento (cfr. es. Le .26:11-13) e parzialmente compiuto nel Nuovo Testamento (cfr. es. Gv 14:23).
      • Questa perfetta comunione fra Dio e gli uomini non sarà statica ed infruttuosa: nei tempi eterni il Signore potrà dire un definitivo tutto è compiuto (v .6; cfr. 16:17) perché ormai avrà inaugurato l’ultima e definitiva dispensazione della storia, durante la quale Egli farà ogni cosa nuova (21:5).
      • Per esempio asciugherà ogni lacrima dagli occhi loro (v. 4), cancellando così tutti i ricordi terreni intrisi di dolore, paura e dispiacere; e darà gratuitamente della fonte dell’acqua della vita (v. 6; cfr. 7:17) a coloro che nel tempo presente hanno sete spirituale, traendo quest’acqua “viva” direttamente dalla sorgente del fiume dell’acqua della vita, alla quale l’Agnello guiderà i redenti pur essendo Egli stesso quella fonte (cfr. 7:17; 22:17; Gv 7:37-39).


I redenti

      Il Signore è l’essere socievole per antonomasia, tanto è vero che all’inizio della storia non ha voluto rimanere solo ma ha creato i cieli e la terra, con tutti i loro abitanti. allorché ha visto l’umanità incapace di salvarsi con le proprie forze, Egli ha inoltre mandato sulla terra il Suo unigenito Figlio affinché si caricasse dei nostri peccati e ci potesse dare l’opportunità di tornare in comunione con Lui.
      Non c’è allora da stupirsi se per l’eternità Dio non ha pensato a tempi e luoghi di perpetua solitudine ma, com’è scritto nella Parola e come abbiamo già parzialmente visto, Egli ha avuto sin dal principio un progetto di comunione profonda e perfetta con la Sua creatura più amata, che realizzerà appieno nei giorni eterni della Santa Città.
      Chi vivrà nella Nuova Gerusalemme? Su questo punto la Parola di Dio è inequivocabile: non vi abiteranno tutti gli uomini indistintamente, ma solo quelli che sono scritti nel libro della vita dell’Agnello (Ap 21:27) e che non avranno subìto già il giudizio finale davanti al Grande Trono Bianco (20:12, 15). Per quanto riguarda invece i nomi che designano i redenti nell’eternità, l'Apocalisse ci ricorda che:
      • essi saranno chiamati figli di Dio (21:7) perché avranno “vinto” le battaglie materiali e spirituali della vita terrena e pertanto avranno potuto ereditare tutte le realtà celesti descritte negli ultimi capitoli della Bibbia;
      • essi saranno pure chiamati beati, cioè eternamente e perfettamente felici, perché avendo lavato le loro vesti nel sangue dell’Agnello avranno il diritto di accostarsi all’albero della vita e di entrare per le porte della Santa Città (22:14);
      • essi avranno inoltre il Suo nome sulla fronte (22:4), significando così la loro perpetua appartenenza a Colui che li ha riscattati a caro prezzo e non li abbandonerà giammai (cfr. 14:1 per i 144.000 ebrei usciti dalla Grande Tribolazione).
      Entrando nello specifico, i redenti saranno popoli di Dio (21:3), in un plurale molto significativo perché include almeno due grandi categorie: i riscattati del popolo d’Israele, che aspettano anch’essi la venuta della Nuova Gerusalemme (cfr. es. Ro 11:4-5; Eb 11:10, 16); ed i redenti di tutte le nazioni, membri della Chiesa universale, che vivranno con tutti gli altri santi nella Santa Città, come promesso da Dio stesso (Ap 21:13-14; cfr. Eb 13:14; 2P 3:13).
      Cosa faranno i redenti durante l’eternità? L’Apocalisse non ci rivela ogni particolare, ma ci dice comunque che essi svolgeranno almeno tre attività principali:
      • innanzitutto serviranno il Signore degli eserciti, avendo così l’immenso privilegio di ricambiare almeno in minima parte gli enormi servigi resi dal Cristo nella Sua vita terrena (Ap 22:4);
      • essi poi vedranno la Sua faccia, godendo così dell'immediata presenza e della perfetta comunione con il loro Salvatore, che potranno in tal modo adorare ed onorare senza i limiti della carne (22:4; cfr. Gv 3:2; Mt 5:8);
      • infine i redenti di tutti i tempi regneranno con il Sovrano dell’universo e svolgeranno “nei secoli dei secoli” il compito di emissari e governatori del Re dei re (Ap 22:5; cfr. 1:6; 1P 2:9), in un modo ancora più completo e perfetto rispetto a quanto era già accaduto nel Millennio (cfr. Ap 5:10; 20:6).


Chi non vi entrerà

      La Bibbia è il libro ispirato dall’unico vero Dio e spesso presenta verità strane o addirittura inaccettabili per noi uomini. Ad esempio, nel nostro tempo domina, almeno nella cultura occidentale, una concezione post-modernista per la quale (tra l’altro) non esistono valori assoluti: fra le altre cose si afferma spesso che se c’è un Dio, questi alla fine accoglierà presso di sé tutti gli uomini a motivo della sua natura buona e generosa.
      La Scrittura, invece, su questo punto ci avverte che l’eternità non sarà aperta a tutti gli uomini e che la Nuova Gerusalemme non potrà essere frequentata (in particolare) da alcune categorie di persone.
      Il Giudizio del Gran Trono Bianco (Ap 20:11-15) farà giustizia di tutte le iniquità commesse e non portate alla croce di Cristo. Di conseguenza tutti coloro che non saranno stati riscattati dal sangue dell’Agnello non potranno partecipare alla vita gloriosa della Santa Città.
      In particolare, ci viene detto che non vi sarà niente di immondo (21:27) né alcuna cosa maledetta (22:3), con specifico riguardo alle seguenti nove categorie di uomini peccatori:
      • i codardi (21:8; gr. deilos, lett. “paurosi”): sono coloro che hanno avuto timore della persecuzione subìta a motivo della fede in Cristo e per questo hanno manifestato la mancanza di una vera conversione spirituale, proprio come il seme caduto nei luoghi rocciosi (cfr. Mt.13:20-21)134;
      • gli increduli (21:8), che comprendono tutti coloro che hanno respinto la grazia di Dio perché non hanno esercitato la fede richiesta dalla Bibbia ma hanno preferito credere solo in sé stessi;
      • gli abominevoli (21:8; un participio del verbo bdelyssomai, lett. “detestare, aborrire”), i quali sono tutti coloro che vivono oggi immersi nei vizi e nelle passioni tipiche della nostra società corrotta e pagana (cfr. 21:27), ovvero coloro che si sono dati a pratiche odiate da Dio come l’occultismo ed il satanismo (cfr. Ro 1-2, con lo stesso verbo greco usato in 2:22);
      • gli omicidi (21:8; 22:15), che hanno tolto la vita ai loro simili, forse con particolare riferimento agli assassini dei figli di Dio che sono già apparsi sulla terra e che in futuro imperseveranno durante la Grande Tribolazione (cfr. Ap 17:6; 18:24);
      • i fornicatori (21:8; 22:15), cioè tutti coloro che al tempo presente si compiacciono di ogni genere di immoralità e di libertinaggio e magari ne teorizzano la liceità e la necessità (cfr. Ro 1:18-32);
      • gli stregoni (21:8; 22:15), ossia chiunque ha praticato e fatto praticare le arti occulte più disparate, casomai servendosi di artifici, inganni o vere e proprie pozioni magiche (cfr. De 18:10-12);
      • gli idolatri (21:8; 22:15), che hanno indirizzato ed aiutato altri a indirizzare la gloria e la loro adorazione non sull’unico vero Dio ma sugli uomini oppure su qualsiasi genere di idolo, da una statua della madonna al culto per il denaro o per il successo (cfr. es. Mt 6:24; At 12:22-23);
      • i bugiardi (21:8), i quali hanno amato e praticato la menzogna (22:15), intesa come falsità (cfr. 21:27) e come opposto della verità, sotto qualunque forma si manifesti (cfr. es. 2Te 2:10-11). Essi hanno dimostrato così di essere progenie di colui che è il “padre della menzogna” cioè Satana stesso, e pertanto di non appartenere al Signore che invece è santo e verace (cfr. Gv 8:44; Ap 15:3; 22:8-9);
      • i cani (22:15), che biblicamente sono gli individui impuri, profani e spregevoli a Dio, perché si ribellano contro le norme da Questi stabilite (cfr. Mt 15:26, con riferimento ai pagani; Fl 3:2-3, in relazione ai cosiddetti “giudaizzanti” della Chiesa primitiva).
      Come si può vedere dall’elenco appena riportato e tratto dalla Bibbia, non vi potrà essere posto nella Nuova Gerusalemme per qualsivoglia tipo di peccato e di ribellione a Dio, al contrario di quanto invece accadrà nel Millennio: tutti coloro che fanno parte oggi di una delle categorie suddette, o che comunque non hanno ricevuto il perdono dei peccati in Cristo, sono destinati per loro libera scelta allo stagno ardente di fuoco e di zolfo che è la morte seconda (Ap 21:8), con un destino eterno di dolore indicibile e di terribile separazione dal loro Creatore (cfr. es. Mt 22:13; Mr 9:43; Lu 16:24).
      Per questo motivo il libro di Dio si conclude con un ultimo, pressante appello evangelistico. Lo Spirito di Dio e la Chiesa di Cristo (sin dal tempo presente) dicono con forza a tutti gli increduli: “Vieni!” (Ap 22:17).
      Se TU hai sete del Dio vivente e desideri una comunione profonda con Lui, per il tempo e per l’eternità, vieni!.
      Se vuoi, prendi in dono l’acqua della vita e confessa i tuoi peccati direttamente a Dio, chiedendoGli perdono con tutto il cuore per il sangue di Gesù... vieni!
      Chi scrive è un peccatore come te, ma un giorno ha riconosciuto di non essere a posto con Dio come pensava e si è inginocchiato davanti alla croce di Cristo, ricevendo una nuova vita come promesso nella Bibbia... perciò alla fine di questo studio ti dice appassionatamente: “Vieni!”
      La vita quaggiù è vuota e squallida senza la presenza e la sovranità dell’Eterno sulla tua persona.
      Perché continuare a vivere seguendo la tua natura peccaminosa, lontano da Dio e dalla Sua Parola?
      Perché continuare a vivere sotto il giusto giudizio di Dio già qui sulla terra e subìre la condanna futura, casomai dopo i terribili dolori della Grande Tribolazione?
      TU... scegli oggi per Cristo... vieni adesso ai piedi del Golgota e chiedi perdono per le tue iniquità all’Unico che può cambiare la tua vita... Entra a far parte del popolo di Dio, con la gioia della Sua presenza nel tuo cuore e dell’appartenenza a Lui per tutta l’eternità!
      Ti supplico, però, fallo subìto!
      Colui che ha attestato tutte le verità contenute nell’Apocalisse dice pure: “Sì, vengo presto!”
     
Gesù sta per ritornare, e nessuno ne conosce i tempi... oggi è il giorno della salvezza, adesso tu puoi ricevere Cristo come tuo personale Salvatore e Signore, per i giorni attuali e per quelli eterni.
      Allora, cosa deciderai?


(11. continua)   

Giuseppe Martelli