Scribi, dottori della legge, sacerdoti, Farisei, Sadducei: unautentica parata della cultura religiosa di quel tempo sfilava davanti agli occhi di Pietro e Giovanni, mentre, nel Sinedrio di Gerusalemme (At 4:1-22), si preparavano a render conto della speranza che era in loro. Possiamo immaginare il loro timore di popolani senza istruzione chiamati, dopo una notte trascorsa in carcere, a confrontarsi con uomini colti e preparati. Il confronto fra dei rozzi pescatori ignoranti e uomini preparati e, per di più, abituati a discutere e dibattere appariva in partenza come un confronto impari: la difesa di Pietro e Giovanni rappresentava già in partenza una sconfitta annunciata. Ma con grande meraviglia degli uomini colti, uno dei due pescatori cominciò a parlare, rivelando una insospettabile franchezza: nessun disagio era avvertibile nel suo atteggiamento e nelle sue parole, anzi con il coraggio e con la chiarezza che gli vennero dallessere pieno di Spirito Santo, trasformò la sua difesa in unapologia del reato per il quale era stato accusato ed arrestato. È come se Pietro avesse detto: Mi avete gettato in prigione perché parlavo di Gesù, ebbene io sono qui non soltanto per continuare a parlare di Gesù, ma anche per dirvi che non possiamo fare a meno di parlare di Lui. Pietro, in sostanza, si dichiarava felice di aver commesso quel reato e annunciava che non avrebbe potuto fare a meno di commetterlo ancora. Quale fu la reazione degli uomini colti? Minacce, imposizioni, di nuovo minacce! La loro cultura era davvero tutta qui, miseramente espressa dalla paura delle idee e del confronto: Ordiniamo loro con minacce di non parlare più a nessuno! AGerusalemme avvenne quello che per secoli si sarebbe poi più volte ripetuto nella storia: uomini senza istruzione, ma ripieni di Spirito Santo, avrebbero tappato la bocca a uomini istruiti e religiosi, ma dal cuore indisposto ad aprirsi alla luce dello Spirito. Più volte nella storia altri tribunali avrebbero emesso la sentenza di non far parlare più, di mettere a tacere, a volte anche per sempre!
Pietro e Giovanni erano senza istruzione secondo il mondo (non avevano frequentato scuole, non avevano diplomi da incorniciare ed esporre), ma avevano ricevuto listruzione e la cultura più straordinarie, perché, come i loro stessi giudici riconobbero, erano stati con Gesù!
Per questo Pietro quando, dopo diversi anni da quellepisodio, si trovò davanti al bisogno della crescita culturale dei primi cristiani, necessaria per non essere trascinati nellerrore degli scellerati e per conservare la fermezza della fede, indicò una sola strada: crescete nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore e Salvatore Cristo Gesù (2P 3:17-18). Cioè: cercate di stare sempre di più con Gesù, perché in Lui sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della conoscenza (Cl 2:3)! Ecco il cammino che anche noi oggi dobbiamo percorrere, per acquisire la vera cultura! Certamente, nelle occasioni in cui il mondo (compreso quello religioso!) ci processerà, saremo anche noi giudicati senza istruzione, saremo guardati con commiserazione o disprezzo, saremo emarginati, invitati a non parlar più o scoraggiati a continuare a parlare... Ma, se saremo stati davvero con Gesù attraverso la pienezza della presenza del suo Spirito in noi e attraverso il perseverante ascolto della sua Parola, allora godremo la stessa franchezza di Pietro nel testimoniare, a qualsiasi prezzo, che è in Lui che noi abbiamo tutto pienamente e nel denunciare senza riserve che, quando manca del timore del Signore, ogni scienza e cultura sono ciarpame e spazzatura