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impreparato?!


EDITORIALE

     Quando ero bambino la "mia" assemblea era visitata abbastanza spesso da un fratello che amava molto lo studio delle profezie bibliche. Scenari di guerra, di distruzione e di morte, talvolta descritti con disegni di orribili bestie dotate di più teste e più corna, colpivano la mia mente e, non lo nascondo, rendevano inquieti i miei sonni. Il tutto cozzava poi con l'educazione alla mansuetudine e alla pace che ricevevo dai miei genitori per i quali era (giustamente!) da considerarsi come diseducativo giocare alla guerra, con la conseguente messa al bando per me e per i miei fratelli di qualsiasi gioco che in qualche modo la evocasse (spade, pistole, soldatini ecc...). Mi riusciva perciò particolarmente difficile leggere, e soprattutto capire, le pagine della Bibbia nelle quali il messaggio dell'amore di Dio appariva oscurato da racconti di violenza e di sangue. Solo più tardi ho compreso che anche questi racconti erano un messaggio di Amore, perché attraverso di essi Dio voleva rendermi consapevole dei terribili frutti prodotti dalla malvagità insanabile del cuore dell'uomo (compreso il mio!) e, nello stesso tempo, voleva avvertirmi del prossimo compiersi dei suoi giusti giudizi su tutti gli uomini (anche qui: me compreso!). Nulla dovrebbe quindi più sorprendermi in quanto figlio di Dio, educato all'ascolto della sua Parola, nulla che Dio non mi abbia già rivelato e che quindi io già non sappia e non debba attendermi. Eppure la visione delle Torri Gemelle in fiamme è stata sconvolgente e anch'io, insieme a tanti altri, mi sono chiesto: "Possibile!?! Possibile che la malvagità degli uomini giunga a tanto? Possibile che l'unica superpotenza si pieghi, sconvolta e distrutta come le sue Torri, ai piedi di un manipolo di fanatici, rivelandosi di colpo impotente, fragile, vulnerabile... svergognata nella sua arroganza politica, economica e militare?". La schiena è percorsa da brividi nel vedermi all'improvviso immerso in quegli scenari di distruzione e di morte che pure il mio Dio, per prepararmi, mi aveva anticipatamente svelato ma che io avevo preferito proiettare in un futuro lontano, in un futuro per altri, non certo per me. Che lo voglia o no, però, quel futuro è ora il mio presente! Cosa devo fare? Devo vivere, come tanti, nella paura della violenza, della guerra, della distruzione, della morte? Oppure devo solidarizzare, nel mio piccolo, con la guerra del Bene contro il Male dichiarata solennemente dal presidente USA (ma chi mi assicura che Bush, e il potere che rappresenta, siano "il Bene")? Lo scenario mondiale che si sta aprendo davanti ai miei occhi mi convince sempre più che il regno dell'Anticristo è vicino, ma ciò significa che è ancor più vicino il grande avvenimento che lo precederà: il ritorno di Gesù! Allora non devo né farmi dominare dalla paura né lasciarmi fuorviare dall'illusione dell'impossibile vittoria degli uomini sulMale. Gesù mi invita a "rialzarmi", a "levare il capo" perché la MIA liberazione "si avvicina"(Lu 21:28). Perciò non posso lasciarmi schiacciare dalla paura, ma devo prepararmi alla gioia della liberazione. Una liberazione che non mi verrà certo da Bush né da nessun altro uomo.Sarà Gesù a liberarmi perché "trasformerà il corpo della mia umiliazione (dei miei terrori, dei miei dubbi, delle mie paure) rendendolo conforme al corpo della sua gloria" (Fl 3:21) e perché "giudicherà il mondo con giustizia" (At 17:31). Ora che il ritorno di Gesù è vicino non posso farmi trovare impreparato; devo vivere senza sorpresa gli eventi che lo precederanno e, soprattutto, devo vivere con fiducia l'attesa della sua apparizione, sapendo che, solo quando essa si realizzerà, tutta la realtà che Dio ha creato "sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella gloriosa libertà dei figli di Dio" (Ro 8:21).
     

Paolo Moretti