La costituzione della Chiesa Cattolica
TU SEI PIETRO (I)
Oggi, nel mondo religioso e non, si discute molto sul primato del papa: cè chi ritiene, anche in ambito non cattolico, la sua figura come utile e necessaria. Noi sappiamo una cosa sola: che è un ruolo, che Gesù non ha mai voluto né autorizzato e che Pietro non ha mai ricoperto.
Introduzione
Fra i discepoli di Gesù, Pietro è certamente quello che emerge sia per le sue molteplici dimostrazioni di fede, sia per le sue cadute. Il suo nome era Simone, ma Gesù gli diede il nome di Pietro.
Egli aveva una natura ardente, un temperamento vivace, impetuoso; era un uomo franco, aperto, schietto, energico, pieno dentusiasmo, ma anche presuntuoso: faceva troppo assegnamento sulla propria forza morale, mentre, poi, il timore aveva su di lui il sopravvento.
Quando Gesù lo chiamò per farne un suo discepolo, abbandonò prestamente ogni cosa e lo seguì. Questo non fu un sacrificio lieve, ma Pietro non se ne pentì mai. Con Gesù percorse la Galilea, la Giudea, la Samaria. Ovunque andava Gesù, egli era al suo seguito. Fu scelto da Gesù per seguirlo, sul monte della trasfigurazione. Egli era anche tra coloro che più da vicino, avrebbero dovuto pregare con Gesù nellorto del Getzemane.
A lui Gesù predisse il martirio; infatti, così ci è tramandata unanimemente la testimonianza di vari scritti antichi, della morte con la quale avrebbe glorificato il suo Signore.
Lepisodio che, senza alcun dubbio, lo ha reso celebre a tutti i posteri Cristiani, è quello in cui Gesù ebbe a dirgli:
E anchio ti dico: tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte del soggiorno dei morti non la potranno vincere (Mt 16:18).
In realtà sono molti quelli che conoscono queste parole, ma sono pochi quelli che conoscono lintero episodio e sanno coniugarlo con tutti gli avvenimenti che lo riguardano. Rileggiamo perciò per intero quello che è scritto in Matteo 16:13,20:
Poi Gesù, giunto nei dintorni di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «Chi dice la gente che sia il Figlio delluomo?» Essi risposero: «Alcuni dicono Giovanni il battista; altri, Elia; altri, Geremia o uno dei profeti». Ed egli disse loro: «E voi, chi dite che io sia?» Simon Pietro rispose: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Gesù, replicando, disse: «Tu sei beato, Simone, figlio di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli. E anchio ti dico: Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte del soggiorno dei morti non la potranno vincere. Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che legherai in terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai in terra sarà sciolto nei cieli». Allora ordinò ai suoi discepoli di non dire a nessuno che egli era il Cristo.
Il magistero della Chiesa Cattolica, in queste parole rivolte da Gesù a Pietro, vede la sua elevazione a capo della Chiesa. Capo della Chiesa è il Vescovo di Roma, cioè il Papa, che secondo lo stesso magistero, è il legittimo successore di Pietro.
In occasione della incoronazione del Vescovo di Roma, il Cardinale preposto a porre la tiara sul capo del Pontefice neo eletto pronunzia queste parole:
Ricevi la tiara adorna di tre corone, e sappi che sei il padre dei Principi e dei Re, il reggitore del mondo, il Vicario in terra del Salvatore nostro Gesù Cristo, cui è onore e gloria nei secoli dei secoli (Così ha scritto Silvio Romani nella Enciclopedia del Cristianesimo, alla voce: Incoronazione).
La domanda a cui desidero rispondere mediante il presente studio è questa: Con le parole pronunziate da Gesù rivolte a Pietro, come abbiamo letto nel Vangelo di Matteo, è vero che Gesù ha eletto Pietro a capo della Chiesa? E, se eventualmente, quelle parole non costituiscono lelezione di Pietro a capo della Chiesa, che significato hanno?.
Per rendere più scorrevole questo studio, ritengo utile suddividerlo in più parti.
Nella prima parte, che sarà la più lunga, esamineremo la dichiarazione di Gesù fatta a Pietro, allorché gli disse: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa.
Nella seconda parte esamineremo la missione affidata da Gesù a Pietro allorché gli disse: Io ti darò le chiavi del regno dei cieli.
Tu sei Pietro e su questa pietra
edificherò la mia Chiesa
Abbiamo già letto lintero dialogo fra Gesù e Simon Pietro mentre erano in Cesarea di Filippi. Il testo che tratteremo in questa prima parte come ho detto nellintroduzione riguarda Matteo 16:17,18:
Gesù, replicando, disse: «Tu sei beato, Simone, figlio di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli. E anchio ti dico: Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte del soggiorno dei morti non la potranno vincere.
Il magistero della Chiesa Cattolica afferma che Gesù , con queste parole, ha costituito Pietro, capo di tutta la Chiesa Cristiana, e che il Vescovo di Roma, il Papa, è il suo legittimo successore. Nella Costituzione De Ecclesia del concilio Vaticano Secondo, è stata ribadita questa dottrina fondamentale della Chiesa Cattolica. In essa leggiamo infatti:
Certamente Pietro fu costituito da Gesù Pietra Fondamentale della sua Chiesa e Pastore supremo di tutto il gregge, donde il suo Primato sui fedeli e sugli Apostoli che si perpetua nel Romano Pontefice, successore di Pietro (Costituzione De Ecclesia: Ed. Città Nuova, pag. 14).
Lautore cattolico Silvio Romani dice ancora:
Se successore di S. Pietro non è il Papa, non è nessun altro: così nessuna Chiesa sarebbe la Chiesa di Cristo, ed il Cattolicesimo, fondato da Cristo , come Cristo lha voluto, sarebbe stato liquidato da Nerone con la morte di Pietro, e Cristo nella sua più solenne promessa, sarebbe stato smentito dal fatto, appena un trentennio dopo. Il Papa, dunque, è investito degli stessi poteri e doveri di Pietro e delle sue stesse prerogative, come la Chiesa da venti secoli confessa. (Silvio Romani nella Enciclopedia del Cristianesimo alla voce Papa).
Lo stesso Romani, parlando del primato di Pietro, dice alla voce Primato:
Primato: sommo potere conferito da Gesù a Pietro, che racchiude non soltanto una preminenza onorifica, ma anche una vera e propria autorità e giurisdizione su tutti gli altri Apostoli. Dal Vangelo risulta chiaramente la promessa di questo primato: (tu sei Pietro etc.) e il conferimento (pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle). Dagli Atti degli Apostoli risulta poi, che Pietro, consapevole di questa giurisdizione, la esercitò fortemente nella Chiesa primitiva e nessuno osò negargliela come unusurpazione indebita.
Poniamoci allora alcune domande:
È vero che Pietro è stato costituito da Cristo Capo della Chiesa?
È vero che ha esercitato il Primato in seno alla Chiesa primitiva?
È vero Che nessuno osò negarglielo come fosse una usurpazione?
Vi sono varie ragioni per respingere tutte queste affermazioni!
Ora vedremo le ragioni che escludono il primato di Pietro.
Una indispensabile premessa
La dichiarazione di Gesù: Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa è riportata soltanto dallevangelista Matteo. Gli altri tre evangelisti hanno tutti e tre raccontato lepisodio della testimonianza di Pietro e tutti e tre concludono il loro dire con le parole che Pietro rivolge a Gesù dicendogli: Tu sei il Cristo , il Figlio dellIddio vivente (Mc 8:29; Lu 9:20; Gv 6:68, 69). Tutti e tre gli Evangelisti omettono il resto dellepisodio. Quindi apprendiamo solo da Matteo che Gesù ha detto: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa.
Come mai gli altri tre evangelisti omettono questa frase rivolta da Gesù a Pietro?
Secondo alcuni, questa risposta di Gesù sarebbe stata interpolata nel IV secolo per sostenere la tesi che Pietro era stato costituito da Cristo capo di tutta la Chiesa e che il Vescovo di Roma ne era lunico e legittimo successore. Questa opinione, però, non ha alcun fondamento storico ed è da rigettare: la Parola non può avere mistificazioni di sorta. Inoltre è da notare che se il passo fosse stato interpolato ad arte, non avrebbe lasciato la porta aperta alle discussioni, ma sarebbe stato interpolato in modo diverso, con parole meno equivoche, che non avrebbero lasciato alcun dubbio. Inoltre lavrebbero aggiunto anche negli altri Evangeli! È, quindi, più credibile ciò che credono tutti, cioè che il passo sia autentico. Anzi, al momento opportuno, vedremo come esso ha un grande valore, anche se non ha lo stesso significato che gli attribuisce la Chiesa Cattolica Apostolica Romana, in genere e in particolare: dal Concilio Vaticano II in po. Il passo, quindi, è da ritenersi autentico, guai a dubitarne!
Come spiegare dunque, lomissione da parte degli altri tre evangelisti, di quelle parole? È certo che, se Gesù avesse voluto mettere Pietro a capo della Sua Chiesa, lomissione di questa costituzione sarebbe grave. Ma noi sappiamo che gli evangelisti hanno scritto gli Evangeli sotto la guida e lispirazione dello Spirito Santo, questo esclude che possa esserci stata una tale omissione. Da bravi conoscitori del messaggio di Gesù, essi sapevano che il Maestro con quelle parole da loro omesse, non intendeva elevare Pietro a capo della Cristianità, la Sua Chiesa Universale, quindi lomissione non è un fatto che mette sottaccusa la Parola scritta, ma, come vedremo, sottaccusa sono quelli che rivoltano i concetti fondamentali della Parola! Molte cose hanno dovuto omettere gli evangelisti nei loro Evangeli, anche per motivi di spazio; levangelista Giovanni lo ha dichiarato dicendo: (21:25) Or vi sono ancora molte altre cose che Gesù ha fatte; se si scrivessero a una a una, penso che il mondo stesso non potrebbe contenere i libri che se ne scriverebbero (Gv 21:25). Gli Evangelisti si sono limitati a riportare i fatti salienti, e per gli altri tre Evangelisti i fatti salienti, più importanti relativi alla conversazione di Gesù con i Suoi discepoli in Cesarea di Filippi, erano costituiti dalla confessione di fede di Pietro: Tu sei il Cristo il Figlio delliddio vivente. Giovanni nel suo Evangelo lo dichiara solennemente, dicendo: Ma questi sono stati scritti, affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e, affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome (Gv. 20:31). Per i tre Evangelisti, o sarebbe meglio dire: per Lo Spirito Santo, le parole che Gesù rivolse a Pietro non erano tanto importanti quanto quelle della confessione di fede di Pietro a Gesù; del resto, come vedremo in seguito, le parole di Gesù erano una ripetizione delle parole di Pietro e ne sottolineavano il valore, ma non costituivano il fatto nuovo della presunta elevazione di Pietro a Capo dei credenti. Per questo quelle parole non sono scritte nei vangeli di Marco, Luca e Giovanni.
Un errore da evitare
Nelle parole di Gesù rivolte a Pietro, che costituiscono loggetto del nostro studio, osserviamo che Gesù disse: Tu sei Pietro ed io su questa pietra edificherò la mia Chiesa. Il significato greco di questi due vocaboli impiegati nel Sacro Testo è diverso: Petros significa ciottolo, una qualunque pietra; Petra, invece, significa roccia, macigno. Una più precisa traduzione del testo originale sarebbe questa: Tu sei un ciottolo, ed io su questa roccia (la tua affermazione) edificherò la mia Chiesa. Questa più precisa traduzione del testo originale greco eviterebbe lerrore che induce a confondere il significato di petros con petra. Cristo, infatti, non ha edificato la Sua Chiesa su un ciottolo qualunque, ma lha edificata sulla roccia. Chi sia questa roccia lo vedremo più avanti; e se a noi è difficile comprendere il senso delle parole di Gesù, non era difficile per i discepoli, sapere che la Roccia è Cristo, come dice Paolo in 1Corinti 10:4 (bevvero tutti la stessa bevanda spirituale, perché bevevano alla roccia spirituale che li seguiva; e questa roccia era Cristo), laffermazione di Pietro: Tu sei il Figliuolo dellIddio vivente, era il riconoscimento della persona di Gesù, che il Padre aveva mandato nel mondo come Messia e Salvatore di tutti i credenti. Proprio per questa ragione Gesù ebbe a dirgli: Tu sei beato, Simone, figlio di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli. E anchio ti dico:Tu sei Pietro, (un ciottolo) e su questa pietra (la roccia, laffermazione da te espressa) edificherò la mia Chiesa (Mt 16:17,18).
È indispensabile evitare lerrore di confondere la petra, che è la roccia, con il petros che è il sasso, il semplice ciottolo.
Evitando questo errore, il testo appare più chiaro.
Una disputa molto significativa
NellEvangelo di Luca leggiamo quanto segue:
Fra di loro (i discepoli) nacque anche una contesa: chi di essi fosse considerato il più grande. Ma egli disse loro: «I re delle nazioni le signoreggiano, e quelli che le sottomettono al loro dominio sono chiamati benefattori. Ma per voi non dev'essere così; anzi il più grande tra di voi sia come il più piccolo, e chi governa come colui che serve. Perché, chi è più grande, colui che è a tavola oppure colui che serve? Non è forse colui che è a tavola? Ma io sono in mezzo a voi come colui che serve (Lu 22:24-27)
Questa contesa avvenne tra i discepoli dopo aver celebrato lultima cena con il loro Signore, quando cominciarono a intuire che Gesù parlava della Sua morte. Questa avvenne, quindi, molto tempo dopo che Gesù ebbe a dire a Pietro: Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa. Orbene, se con queste parole Gesù avesse costituito Pietro capo della Chiesa, questa contesa fra i discepoli non sarebbe sorta, perché essi avrebbero ben saputo che Gesù aveva costituito Pietro come loro futuro capo. Ma essi disputavano per sapere chi di loro fosse reputato maggiore, perché alle parole rivolte da Gesù a Pietro non avevano dato il significato di una elezione a capo della Chiesa.
Qualcuno può osservare che i discepoli non avevano compreso le parole di Gesù, come del resto non avevano compreso molte altre cose, altrettanto importanti. Anche ammettendo questa ipotesi, lepisodio narrato da Luca, non si ferma alla disputa fra i discepoli, ma ha anche un seguito: Luca ci dice che Gesù intervenne nella loro disputa. Orbene, se Gesù avesse costituito Pietro come capo della Chiesa, avrebbe detto loro: Perché disputate? Non ricordate che in Cesarea di Filippi ho costituito Pietro come vostro capo e capo della Chiesa?. Al contrario, invece, Gesù intervenne per dichiarare loro che nessuno doveva ambire al primato per signoreggiare sul gregge, ma che coloro che avessero voluto essere grandi dinanzi agli occhi dellEterno, avrebbero dovuto comportarsi da servi, come Egli si era comportato, servo. Con il Suo intervento Gesù elimina lidea che, con le parole rivolte a Pietro in Cesarea di Filippi, lo abbia costituito Principe degli Apostoli e capo di tutta la Chiesa.
Uguaglianza fra i discepoli
LEvangelista Matteo, lo stesso che ha riportato nel suo Vangelo le parole di Gesù che noi stiamo esaminando, riporta un altro discorso che Gesù fece ai suoi discepoli in unaltra circostanza; infatti, Gesù ebbe a dir loro:
Ma voi non vi fate chiamare «Rabbì»; perché uno solo è il vostro Maestro, e voi siete tutti fratelli. Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli. Non vi fate chiamare guide, perché una sola è la vostra Guida, il Cristo.
Anche questo discorso, è stato fatto dopo aver detto a Pietro: Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa e anche qui dissipa ogni idea di primato. Con questa Sua dichiarazione, Gesù stabilisce due principi:
1. La perfetta eguaglianza fra i discepoli; nessuno di loro avrebbe dovuto farsi chiamare dagli altri: Maestro, Padre, Guida, dovendosi fra loro considerare tutti fratelli, nessuno maggiore degli altri.
2. Con questa categorica proibizione di farsi chiamare dagli altri uomini: Maestro, Padre, Guida, ci dice che questi attributi appartengono a Dio Padre e a Lui solo.
Gesù aveva stabilito luguaglianza di tutti gli apostoli e di tutti i membri della Chiesa, locale e universale nella quale solo lo Spirito Santo è il suo degno rappresentante, e non un uomo: Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v'insegnerà ogni cosa e vi rammenterà tutto quello che v'ho detto (Gv 14:26). È Lui il delegato, il Vicario, non un uomo! Perciò, Egli ha proibito ai discepoli di tutti i tempi, di assumere le funzioni di capo di tutta la Chiesa. Ne consegue che chi si appropria di questi attributi, se ne appropria arbitrariamente, usurpando ciò che appartiene a Dio.
Per questa ragione Gregorio I detto Magno, Vescovo di Roma, scrisse una lettera al Patriarca metropolitano di Costantinopoli, Giovanni, il Digiunatore, che aveva assunto il titolo di Vescovo Universale, dicendogli: Io dichiaro positivamente e liberamente che chiunque si fa chiamare Vescovo Universale, o vuole che gli si dia un tale titolo, ha lorgoglio ed il carattere dellanticristo, di cui egli è il precursore. (Ep.VI, 80: citata da E. Meynier: in Storia dei Papi, tipografia Alpina Torre Pellice 1932 pag. 71).
Pietro non ha mai esercitato le funzioni di Capo della Chiesa. Dopo lascensione di Gesù in cielo, non ha mai esercitato le funzioni di principe degli apostoli e della Chiesa. Vi furono, infatti, dei provvedimenti presi dalla Chiesa, che se essa avesse avuto un capo, sarebbero stati presi solo da Pietro. Dalla Parola di Dio risulta invece che nessuna particolare funzione sia stata mai compiuta da Pietro. Anzi... Esaminiamo alcuni esempi:
Lelezione del dodicesimo apostolo: lapostolo Pietro, in un discorso rivolto alle circa 120 persone radunate, fece loro rilevare che il tradimento di Giuda e il suo successivo suicidio avevano fatto scendere il numero dei discepoli da 12 a 11. e qui suggerì di procedere allelezione del dodicesimo apostolo scegliendolo fra coloro che erano stati in compagnia di Gesù a cominciare dal battesimo di Giovanni sino alla Sua ascensione. Ad eleggere il dodicesimo apostolo, però, non fu Pietro ma si tirò a sorte tra due discepoli che avevano questi requisiti, e la sorte cadde su Mattia che fu associato agli undici. (At 1:26). Se Pietro avesse esercitato la funzione di capo del gruppo, nello stesso modo come Gesù aveva eletto i 12 discepoli, egli avrebbe eletto il dodicesimo venuto meno. Ma non fu lui ad eleggerlo, perché non ha mai esercitato la funzione di Capo.
Elezione dei sette diaconi: moltiplicandosi il numero dei convertiti, aumentavano anche le esigenze. Gli apostoli non tenevano dietro a tutti i servizi e necessità. Gli apostoli fecero presente a tutti i membri della Chiesa che era necessario trovare tra i membri sette uomini, dei quali si fosse avuta ottima testimonianza e che essi avrebbero costituito come diaconi. Quando questi sette uomini furono trovati, i membri li presentarono agli apostoli, i quali, dopo aver pregato, imposero loro le mani (At 6:6). Non fu Pietro ad eleggere i diaconi, ma avrebbe dovuto farlo lui se avesse esercitato la funzione di capo della Chiesa. Fu la Chiesa a scegliere gli uomini e il collegio degli apostoli a consacrarli come Diaconi.
LEvangelo in Samaria: in seguito ad una persecuzione a cui andò incontro la Chiesa di Gerusalemme, tutti furono dispersi, tranne gli Apostoli. I dispersi uscirono da Gerusalemme e cominciarono ad annunziare altrove il messaggio della Buona Novella. Con gioia i Samaritani accettarono il messaggio di salvezza annunziato loro da Filippo che era uno dei Diaconi. Era indispensabile che lopera da lui iniziata fosse portata a compimento dagli Apostoli. Se Pietro fosse stato il Capo della Chiesa, egli stesso, venuto a conoscenza di questa esigenza, avrebbe inviato in Samaria uno degli Apostoli. Leggiamo, invece, che gli Apostoli che erano a Gerusalemme, avendo inteso che la Samaria aveva ricevuto la Parola di Dio, vi mandarono Pietro e Giovanni (At 8,14). Pietro, dunque, anziché ordinare ad altri di andare, ha ricevuto lui lordine di andare, perché non era il Capo della Chiesa.
La conferenza di Gerusalemme: lEvangelo era stato annunziato anche ai pagani, e molti di loro si erano convertiti al Cristianesimo. Ma, le Chiese Cristiane, fino ad allora, erano formate, da credenti che provenivano dal Giudaesimo, i quali erano tutti circoncisi, ma i pagani non lo erano. Perciò nacque una discussione, perché alcuni fra i Giudei convertiti, affermavano che i pagani convertiti dovevano anche loro essere circoncisi secondo il rito di Mosè per essere salvati. Altri Giudei convertiti, invece, erano pienamente convinti che ai fini della salvezza la circoncisione non aveva alcun valore. Come si risolse la situazione? Fu stabilito che le parti controverse, rappresentate dai più ragguardevoli salissero a Gerusalemme agli Apostoli e Anziani per trattare questa questione. (At 15.2). Ebbene, se Pietro fosse stato il Capo della Chiesa, egli stesso avrebbe dovuto convocare quei credenti per risolvere la controversia dando delle direttive secondo i suggerimenti dello Spirito Santo. Rileviamo invece che non fu Pietro a convocare la Conferenza di Gerusalemme ma le Chiese nelle quali nacque il dissenso; non fu Pietro a presiedere la Conferenza e a proclamare quanto era stato stabilito; perciò, risulta che anche in occasione della Conferenza di Gerusalemme, Pietro non ha esercitato la funzione di Capo della Chiesa. Infatti leggiamo: Allora gli apostoli e gli anziani si riunirono per esaminare la questione. Ed essendone nata una vivace discussione, Pietro si alzò in piedi e disse: «Fratelli, voi sapete che dall'inizio Dio scelse tra voi me, affinché dalla mia bocca gli stranieri udissero la Parola del vangelo e credessero. E Dio, che conosce i cuori, rese testimonianza in loro favore, dando lo Spirito Santo a loro, come a noi; e non fece alcuna discriminazione fra noi e loro, purificando i loro cuori mediante la fede. Or dunque perché tentate Dio mettendo sul collo dei discepoli un giogo che né i padri nostri né noi siamo stati in grado di portare? Ma noi crediamo per essere salvati mediante la grazia del Signore Gesù allo stesso modo di loro». È evidente qui, che Pietro non ha aperto i lavori della Conferenza per ricevere i convenuti e presentare il dilemma da affrontare. È detto, infatti, che prima che Pietro aprisse la bocca per parlare, era nata una vivace discussione fra i convenuti. Inoltre Pietro, nel prendere la parola, reclama lascolto non come Capo della Chiesa, ma come colui che prima era stato eletto da Cristo Gesù per portare levangelo ai Gentili, riferendo che Dio aveva dato lo Spirito Santo ai Gentili, che non erano circoncisi, deducendone che la circoncisione non era indispensabile ai fini della salvezza. Pietro non fu neppure lultimo a parlare per concludere i lavori della Conferenza in quanto dopo di lui parlarono Barnaba, Paolo ed infine per concludere i lavori parlò Giacomo, il fratello di Gesù, Anziano della Chiesa di Gerusalemme. A concludere i lavori della Conferenza fu, dunque, Giacomo con una proposta conclusiva approvata dal collegio degli Apostoli ed inviata tramite lettera alle chiese. Pietro, in tutto questo, non ha avuto una funzione direttiva. Nel risolvere il problema, si è uniformato agli ordini impartiti da Dio Padre, da Gesù Cristo e dallo Spirito Santo. Pietro, dunque, non ha esercitato la funzione di Capo della Chiesa in nessuna circostanza, come le vicende del libro degli Atti ci ricordano.
(1. continua)
Michele Mascitti