Vivere nellattesa di Cristo
DAL RAPIMENTO DELLA CHIESA ALLA NUOVA GERUSALEMME (I)
Il rapimento della Chiesa, con la conseguente liberazione dalla grande tribolazione, costituisce, per tutti coloro che hanno creduto in Cristo, la più grande delle consolazioni. La sintonia dei diversi testi biblici che ne parlano consentono di guardare a questo evento in termini di certezza.
INTRODUZIONE
A) Premessa
Nello studio, affascinante ed impegnativo, che ci siamo proposti con questo lavoro, intendiamo affrontare le profezie bibliche che trattano il periodo intercorrente fra il Rapimento della Chiesa e l'instaurazione delleterno regno di Dio con la Nuova Gerusalemme.
Prima di addentrarci in tale studio, è necessario fissare alcuni punti fermi che possano fare da guida per tutta la successiva trattazione.
La materia da noi prescelta rappresenta il cuore di quella parte della teologia che viene definita escatologia1 . Essa presenta vari tipi di difficoltà, dovute spesso a differenze di impostazione e di interpretazione esistenti nei diversi ambienti di studio (cristiani e non), ma è anche un settore di fondamentale importanza per la conoscenza dell'intera teologia, nonché per la stessa vita quotidiana dei credenti. La Bibbia è piena di riferimenti alla vita futura, ed il solo pensiero delleternità ha orientato e consolato milioni di figli di Dio in tutte le epoche: anche se questo studio non vuole e non può avere pretese esaustive in materia, lo affidiamo ugualmente al solo Saggio affinché possa parlare al cuore dei lettori come ha parlato a quello dello scrittore.
Gli scopi del presente lavoro sono molteplici:
fornire una panoramica delle profezie bibliche sugli ultimi temi, accennando alle diverse interpretazioni esistenti nel mondo cristiano in merito ad esse;
analizzare i brani scritturali che presentano dette profezie;
esporre la nostra posizione negli aspetti controversi;
porsi lo scopo di edificare il lettore e spronarlo a vivere in prospettiva degli eventi biblici che ci separano dalleternità.
Desideriamo porre al centro del nostro lavoro la Persona e l'opera di Gesù Cristo: il Suo ritorno è il grande tema dellescatologia e le promesse scritturali concernenti linstaurazione del Suo Regno sono diffuse da un capo allaltro della Scrittura. È Lui che ai nostri giorni convince i cuori dei cristiani in ordine alle cose future e pone in essi il desiderio di conoscere meglio il progetto di Dio per leternità. È Lui che verrà a prendere la Sua Chiesa e porterà i credenti prima nel Millennio e poi nella Nuova Gerusalemme per regnare in eterno con essi. È Lui lo spirito della profezia ed è Lui che vogliamo innalzare in questo studio, in attesa che torni per innalzarlo eternamente e completamente nei cieli.
B) Ordine della successiva trattazione
Divideremo il lavoro in quattro parti fondamentali, corrispondenti ad altrettanti momenti cruciali dellescatologia, prima di terminare lo studio con delle conclusioni e delle applicazioni pratiche.
Il Rapimento della Chiesa: esamineremo i brani scritturali che parlano di questo straordinario evento durante il quale il Corpo di Cristo sarà preso dal Signore stesso e portato nel Cielo, lasciando la Terra ai suoi abitanti ribelli a Dio.
La Grande Tribolazione: tratteremo la sua durata e le sue caratteristiche, soffermandoci poi su alcune peculiarità di questo terribile periodo in cui lAnticristo regnerà sulla Terra e Dio completerà la formazione del Suo popolo.
Il Millennio: svilupperemo le caratteristiche e le finalità di questo meraviglioso intermezzo della storia in cui il Cristo regnerà visibilmente sulla Terra e vi saranno finalmente pace, giustizia e prosperità, fino allultima ribellione delluomo, guidata ancora una volta da Satana.
La Nuova Gerusalemme: affronteremo gli ultimi due capitoli dellApocalisse nel contesto dellintera Bibbia, per sottolineare alcune peculiarità dello stato eterno e del compimento definitivo del progetto di Dio per lumanità da Lui creata.
C) Le opinioni sul Millennio
Prima di addentrarci nello studio che ci accingiamo a compiere, è necessario premettere che le varie letture escatologiche esistenti nel mondo cristiano risentono dellimpostazione di fondo data dallinterpretazione del Millennio di cui parla Apocalisse 20:1-10, nel suo rapporto cronologico con il ritorno di Gesù Cristo ed alla Grande Tribolazione. Questi argomenti saranno trattati in modo specifico nel prosieguo del nostro studio, per cui ora è necessario e sufficiente introdurre una breve esposizione delle opinioni presenti nel mondo cristiano in relazione ad essi, al fine di poter inquadrare meglio tutto il lavoro che seguirà.
Tre sono gli approcci esistenti nei vari ambiti del cristianesimo odierno:
1. Amillenarismo.
Diffuso soprattutto nella chiesa cattolica, sostiene che non vi sarà alcun Millennio o periodo futuro nel quale Cristo verrà a regnare fisicamente sulla Terra, perché il Suo regno è già presente con la dispensazione della Chiesa. Tutte le promesse bibliche aventi per destinatario Israele o aventi per oggetto il Regno vengono spiritualizzate ed allegorizzate a favore della chiesa cattolica: questo porta per esempio a relativizzare o negare il Rapimento dei credenti, il ritorno fisico di Gesù e lo stesso periodo della Grande Tribolazione, perché la chiesa cattolica come vicaria di Cristo è considerata la destinataria di tutte le promesse di Dio riguardanti il futuro.
2. Post-millenarismo.
È una variante dellamillenarismo, diffusa nella chiesa cattolica oltre che in ambienti protestanti liberali, ed insegna che la prima venuta di Gesù e le conquiste operate dal cristianesimo e dalla stessa società umana hanno già legato Satana e pertanto il Signore non dovrà far altro che tornare per introdurre tutta lumanità nei giorni eterni. Il Millennio diventa allora un periodo simbolico di durata indeterminata, che corrisponde più o meno allera della Chiesa cristiana; il Regno di Cristo viene considerato già presente nella Chiesa ed il Suo ritorno avverrà alla maturazione del millennio della cristianità; la Grande Tribolazione non sarebbe altro che un insieme di simboli ed allegorie che non troveranno applicazione concreta nella storia dellumanità, caratterizzata da continuo progresso materiale e spirituale.
3. Premillenarismo.
È la posizione tradizionale ed ortodossa delle chiese protestanti ed evangeliche: si insegna che Cristo tornerà fisicamente prima di instaurare il Suo regno visibile sulla Terra durante il Millennio. Le promesse della Bibbia vengono riferite ad Israele per lAntico Testamento ed alla Chiesa (e talvolta anche ad Israele) per il Nuovo Testamento; il Rapimento dei credenti è una realtà futura come le sofferenze della Grande Tribolazione, anche se sussistono differenze di vedute intorno alla questione se la Chiesa vivrà almeno in parte tali dolori o se sarà rapita prima della Tribolazione; Israele avrà un ruolo importante nel Millennio e nella realizzazione delle promesse divine; leternità è un dono di Dio solo per coloro che sono diventati Suoi figli.
Allinterno del pre-millenarismo si distinguono poi tre diversi punti di vista (cfr. Maybin William, La grande tribolazione, in IL CRISTIANO, Rimini, dicembre 1989, p.376s.), che differiscono tra loro in ordine al momento preciso in cui la Chiesa sarà rapita:
Pre-tribolazionismo.
Il Rapimento avrà luogo prima della Grande Tribolazione e la Chiesa non vivrà in alcun modo le sofferenze di questo terribile periodo.
Tribolazionismo.
Il Rapimento avverrà durante la Grande Tribolazione, più o meno dopo i primi tre anni e mezzo, e quindi la Chiesa parteciperà (seppure parzialmente) ai dolori di questo periodo.
Post-tribolazionismo.
Il Rapimento si verificherà solo alla fine dei sette anni della Grande Tribolazione, e pertanto la Chiesa vivrà interamente le afflizioni tremende che vi saranno allora.
Personalmente, per i motivi che andremo esponendo nel presente studio, ritengo che la posizione più sostenibile alla luce della Scrittura sia quella pre-millenarista con una lettura tendenzialmente pre-tribolazionista6 degli eventi descritti nella Parola di Dio. Tale posizione, ovviamente, sarà privilegiata in questo lavoro, ma non mancheremo di rappresentare anche altri punti di vista, specie all'interno del pre-millenarismo.
IL RAPIMENTO DELLA CHIESA
La lettura pre-millenarista della Scrittura distingue con chiarezza due venute del Cristo: la prima si è già realizzata quando la Parola si è incarnata ed ha abitato un tempo fra noi uomini (Gv. 1:14), la seconda avrà luogo in due momenti diversi, caratterizzati il primo dal Rapimento della Chiesa ed il secondo dalla Sua apparizione fisica finalizzata al giudizio del mondo empio.
Il tema principale del nostro studio è proprio il ritorno di Gesù Cristo, nei suoi due momenti costitutivi.
A) I dati scritturali
Nella Bibbia troviamo diversi casi di Rapimento o di traslazione personale: ciò che accadde ad Enoc (Ge 5:24; Eb 11:5), ad Elia (2Re 2:1,3,9-12) ed allo stesso Gesù (At 1:9-10) fa ben comprendere che il Rapimento futuro della Chiesa non sarà un fatto isolato ma unoperazione divina che già in passato fu attestata dalla Scrittura.
Del Rapimento della Chiesa parlano numerosi brani biblici (Mt 24:31, 40-41; Lu 17:34-36; Gv 14:2-3; 1Co 15:50-53 e 1Te 4:13-18) e sarà nostra cura esaminarli ora uno per uno, al fine di analizzare quanto il Signore ha voluto lasciarci in merito ad un tema così affascinante.
1Tessalonicesi 4:13-18
La nostra analisi dei brani biblici sul Rapimento inizia con lultimo dei testi citati perché è senzaltro quello che tratta più esaustivamente la materia in esame, specie per quanto riguarda la descrizione degli eventi che caratterizzeranno il fenomeno eccezionale che stiamo studiando. In linea ermeneutica generale, premettiamo di condividere pienamente lopinione di quanti ritengono che il brano in questione non contiene un linguaggio simbolico, ma letterale. Non pretendiamo in questa sede di esaurire il tema in questione, nè tantomeno di proporre unesegesi completa del passo, ma ci limiteremo piuttosto a dare alcune indicazioni sulle modalità attuative del Rapimento, come le riscontriamo nel nostro brano.
Innanzitutto vediamo che i destinatari sono i credenti di Tessalonica (v. 1:1), denominati fratelli (v .13). Lo scopo che si prefigge lapostolo è duplice: da un lato egli desidera che i cristiani di Tessalonica non vivano nellignoranza circa il destino dei figli di Dio che si sono addormentati in attesa della resurrezione, e per questo esplicita come mai nella Scrittura le caratteristiche del loro Rapimento futuro (v. 13); dallaltro lato Paolo esorta i fratelli ad incoraggiarsi reciprocamente con le parole concernenti il ritorno di Cristo (v. 18), per non rischiare di essere tristi come gli altri che non hanno speranza (v. 13).
Il fondamento delle dichiarazioni paoline è stabile in un duplice senso: vi è innanzitutto la fede nella resurrezione di Cristo, che comporta anche la fede che Gesù ricondurrà con Lui quelli che si sono addormentati (v. 14); in secondo luogo vi è la parola del Signore, non attestata nei Vangeli ma ugualmente proclamata dal Cristo (cfr. Gv 20:30; 21:25) e fatta propria dalla Chiesa primitiva (v. 15).
Il centro del passo è quello dei vv. 15b-17, i quali riguardano le modalità attuative del Rapimento e pertanto interessano in modo particolare il presente studio. Sul quando avverrà, il testo non afferma nulla e riteniamo che l'uso della prima persona plurale nei vv. 15 e 17 non possa essere considerato un' esplicita dichiarazione sulla particolare imminenza del Rapimento, quanto piuttosto una dimostrazione della viva attesa esistente a quel tempo nella Chiesa. Sul come il Rapimento avrà luogo, invece, il nostro brano presenta dovizia di particolari e gli elementi principali (che comunque non devono ritenersi esaustivi) si possono riassumere nei seguenti:
Latto centrale sarà un Rapimento in senso stretto ovvero una traslazione dalla terra al cielo: lautore sarà niente meno che il Signore stesso che scenderà dal cielo, ed il risultato sarà quello di portare tutti i credenti di tutti i tempi sulle nuvole, ad incontrare il Signore nell'aria affinché essi possano finalmente essere sempre con il Signore.
Dei destinatari del Rapimento si parla in termini di ordine di precedenza: prima i morti in Cristo, ovvero i credenti che si sono addormentati, i quali risusciteranno; subito dopo tutti i figli di Dio viventi saranno rapiti insieme con loro. Abbiamo qui un chiaro riferimento alla prima resurrezione, che coinvolgerà solo i credenti di tutti i tempi che saranno vivi oppure già morti allepoca del Rapimento.
I segnali visibili o, piuttosto, udibili, mediante i quali avrà luogo il Rapimento saranno tre: un ordine impartito direttamente dal Cristo; una voce d'arcangelo, che manifesterà lintervento conseguenziale di un essere spirituale al servizio del Signore; la tromba di Dio, che rappresenterà il sigillo del Padre alleccezionale evento.
1 Corinzi 15:50-53
Il secondo brano paolino che tratta del Rapimento della Chiesa, seppure in modo più indiretto, è inserito nel contesto del capitolo 15 della prima lettera ai Corinzi, nel quale lapostolo dei Gentili ricorda gli eventi cristologici che sono alla base della fede cristiana (v. 1-8) e poi si sofferma sullimportanza centrale della resurrezione di Cristo in relazione alla realtà della futura resurrezione dei morti (v. 12-28), nonché su alcune caratteristiche della resurrezione medesima (v. 35-49).
Nel nostro brano vengono confermate alcune peculiarità del Rapimento descritto in 1Tessalonicesi 4 e ne vengono aggiunte altre. Vediamole insieme:
La tromba di Dio diventa qui l'ultima tromba che suonerà ed anzi squillerà per annunciare che Dio sta per operare la traslazione della Chiesa. Per inciso, luso dellaggettivo ultima può far ritenere ai post-tribolazionisti che ci troviamo alla fine della Grande Tribolazione, ma si può anche ribattere che essa può considerarsi lultima tromba per la Chiesa ma non per lumanità intera.
Un altro elemento in comune con 1Tessalonicesi 4 è lesplicito riferimento alla resurrezione dei morti: qui però si aggiunge che i credenti morti torneranno in vita incorruttibili ed immortali, perché ciò è necessario, in quanto carne e sangue non possono ereditare il regno di Dio.
A chiarire i concetti di incorruttibilità ed immortalità, lapostolo Paolo svela il mistero che tutti i credenti saranno trasformati, ed in questo senso il corpo corruttibile e mortale diverrà incorruttibile ed immortale.
I paralleli con 1Tessalonicesi 4 si completano con lespressione non tutti morremo (lett. non tutti ci addormenteremo): al momento del Rapimento vi saranno dei cristiani viventi i cui corpi saranno anchessi trasformati e diverranno anchessi incorruttibili ed immortali.
Anche se non si parla esplicitamente di Rapimento, limmediatezza di questo evento è reso ancor più chiaramente dal fatto che la resurrezione dei morti avverrà in un momento, in un batter d'occhio.
I brani dei Vangeli
È significativo che i tre passi evangelici i quali secondo noi parlano profeticamente del Rapimento della Chiesa, si riferiscano ad altrettante dichiarazioni del Signore Gesù stesso, Colui che tornerà a prendere con Sé i credenti di tutti i tempi. A tal proposito, bisogna sottolineare che Gesù rivelò soltanto la volontà divina del Suo ritorno, ma non si addentrò mai sulle modalità esplicative di questultimo, svelate qualche decennio più tardi dallo Spirito Santo per bocca di Paolo, come abbiamo visto poc'anzi.
I tre brani in argomento, bisogna riconoscerlo, non sono di facile comprensione e hanno dato luogo alle più disparate interpretazioni.
a) In Matteo 24:4-51 troviamo il lungo discorso profetico di Gesù sul Monte degli Ulivi, stimolato dalla domanda dei discepoli riportata al v. 3: Dicci, quando avverranno queste cose e quale sarà il segno della tua venuta e della fine dell'età presente? Nella sua risposta, il Signore Gesù parla direttamente agli apostoli e mediatamente a tutti i cristiani: la lettura pre-tribolazionista sostiene in genere che Egli non abbia qui lesigenza di porre una netta cronologia degli eventi relativi alle due diverse fasi della Sua venuta e così Gesù svela prima alcuni tratti del periodo della Grande Tribolazione (vv. 4-28) e del Suo ritorno visibile alla fine di esso (vv. 29-35), per poi parlare del momento del Rapimento (vv. 36-50), già introdotto con la parentesi del v. 31. Ovviamente, un tribolazionista sfumerebbe questa suddivisione ed un post-tribolazionista la annullerebbe del tutto, sostenendo che piuttosto proprio il brano in questione (come il successivo) avvalora le loro opinioni in materia. Tutte e tre le interpretazioni del brano trovano validi sostenitori fra gli studiosi pre-millenaristi.
Adottando tale ultima visuale, dai vv. 31 e 40-41 del brano evangelico in esame (come poi nel successivo passo di Luca) riscontriamo alcune modalità di attuazione del Rapimento che in parte confermano quelle già esposte finora ed in parte le arricchiscono di particolari. Per quanto riguarda il brano che stiamo esaminando, la traslazione della Chiesa sarà preceduta da un gran suono di tromba mediante il quale gli angeli di Dio riuniranno gli eletti dai quattro venti, da un capo allaltro dei cieli (v 31), senza che di questo la gente si accorgerà in alcun modo, perché continuerà a vivere la sua esistenza lontana da Dio (vv. 37-39). I vv. 40-41 espongono con chiarezza laspetto selettivo del Rapimento: sta scritto infatti che due saranno nel campo; luno sarà preso e laltro lasciato; due donne macineranno al mulino; luna sarà presa e laltra lasciata. I versetti residui focalizzano lattenzione sullimpossibilità di conoscere il momento esatto in cui avverrà il Rapimento (v. 36) e sulla conseguenziale responsabilità del cristiano di vegliare e di essere sempre pronto per il ritorno di Cristo, in modo da non rischiare di essere punito da Lui (vv. 42-51).
b) Il brano di Luca 17:22-37, può considerarsi parallelo al precedente pur essendo inserito in un contesto che presenta notevoli differenze con quello di Matteo 24. Qui linput viene da una domanda dei farisei sul momento dellinstaurazione del Regno di Dio (v. 20), alla quale Gesù risponde che esso non viene in modo da attirare gli sguardi ma anzi è già in mezzo a loro (vv. 20-21). Queste caratteristiche del Regno portano il Signore a farne un parallelo ai discepoli intorno alla Sua venuta: un pre-tribolazionista direbbe qui che Gesù parla innanzitutto della fase finale della Sua manifestazione al mondo (vv. 22-33) ed usa in parte argomenti già esposti in Matteo 24:4-28, a dimostrazione della portata escatologica di questultimo (vv. 23-24; cfr. Mt 24:4-5, 22-27; vv. 31-33; cfr. Mt 24:16-19; v. 37; cfr. Mt 24:28). Inoltre, una lettura pre-tribolazionista sosterrebbe che in questo brano Gesù modifica luso di Matteo 24 della storia di Noè, aggiungendovi anche quella di Lot, ed applicandole entrambe alla Grande Tribolazione invece che al Rapimento: ciò viene legittimato dal focalizzare lattenzione sul verbo perire piuttosto che sullinciso la gente non si accorse di nulla (vv. 26-29; cfr. Mt 24:38-39).
La parte che riguarda il Rapimento sarebbe invece quella dei vv. 34-36, dove la principale novità rispetto a Matteo 24 non è tanto linversione degli esempi là esposti quanto linserimento iniziale dellinciso in quella notte due saranno in un letto; luno sarà preso e laltro lasciato (v. 34). Questo, oltre a ribadire il carattere selettivo del Rapimento, conferma implicitamente che tale evento avrà dimensioni cosmiche e tempi brevissimi, se è vero che nello stesso momento in qualche parte del mondo si dormirà essendo notte ed in qualche altra si lavorerà ai campi o si farà girare la macina in pieno giorno.
c) Nel passo di Giovanni 14:2-3, infine, troviamo una splendida sequenza di promesse che Gesù inserisce nel contesto del discorso dellultima cena (capp.1 3-17), ed in particolare in un momento in cui i discepoli avevano paura del futuro a causa delle parole del Maestro sulla Sua prossima dipartenza (cfr. 13:32-33, 36). Gesù esorta innanzitutto i discepoli a non essere turbati ma piuttosto ad avere fede in Dio ed anche in Lui (14:1), e continua al v. 2 togliendo il velo ad una meravigliosa realtà futura sino ad allora tenuta nascosta: nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. LEterno è un Dio generoso e potente: Egli ha preparato nella Sua casa celeste molte dimore per i Suoi figli, ed esse sono lì per essere degnamente abitate da tutti coloro che hanno lavato i loro peccati nel sangue dell'Agnello.
Ma quando ciò avverrà? Nel v. 3 il Signore getta il Suo balsamo consolatore sulle preoccupazioni dei discepoli: Egli deve andare al Padre perché solo quando ciò sarà accaduto potrà preparare un luogo adatto alla residenza eterna dei credenti e poi tornare per loro allo scopo di accoglierli presso di Lui, affinché dove Gesù si trova in questo momento possano essere per sempre anche i figli di Dio. Ecco svelate in poche parole delle realtà spirituali profonde e meravigliose: è Gesù che ora sta preparando un luogo splendido per accogliere eternamente i Suoi seguaci; quando tale accurata preparazione sarà completata, di certo il Cristo tornerà con il preciso scopo di prenderci con Sè e di cominciare a gustare insieme la vita eterna e la comunione spirituale più profonda che si possa immaginare...
Non è meraviglioso tutto ciò?
(1. continua)
Giuseppe Martelli
1.Il termine escatologia deriva dal prefisso greco éskhatos = ultimo e dal suffisso greco logòs = discorso (cfr.Devoto, Dizionario Etimologico.Avviamento alla etimologia italiana, Le Monnier, Firenze, 1968, p. 154).
Pertanto il significato letterale del vocabolo sarebbe quello di discorso sulle ultime cose, da cui: ogni dottrina che riguardi il destino finale delluomo e delluniverso (F.Palazzi, Novissimo Dizionario della lingua italiana, Ceschina, Milano, 1957, p.425).
Su questo tema vedi S.Negri, Elementi di escatologia, Movimento Biblico Giovanile, Rimini 1996.