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vagliati come il grano


EDITORIALE

      I figli di Dio, ancora oggi, possono essere oggetto delle sfide di Satana a Dio. Molte delle prove, spesso ripetute, che si abbattono su chiese locali, su nuclei familiari e su singole persone sono il frutto di queste sfide.No! Satana non si è fermato a Giobbe, i suoi “dardi infuocati” continuano ad essere scagliati e il loro bersaglio non sono certo i suoi figli, “i figli del diavolo”, che sono ovviamente ben protetti e coccolati nelle tenebre dell’inganno e della menzogna. Il suo obiettivo sono i figli che lo hanno abbandonato, che alle sue promesse effimere e corrotte hanno preferito le promesse eterne e sante di Dio, i figli che hanno scelto di uscire dalle tenebre per vivere nella luce. Sono dunque “i figli di Dio” il bersaglio contro il quale egli si accanisce a scagliare “i suoi dardi”.
     Così, al momento dell’arresto e del processo a Gesù, Satana non si scagliò contro scribi, farisei e anziani del popolo, non aveva bisogno di farlo perché erano già pedine saldamente in suo potere; egli si scagliò piuttosto contro i discepoli di Gesù, contro chi gli stava sfuggendo di mano. Gesù stesso rivelò a Pietro questo piano: “Simone, Simone, ecco Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano, ma io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno” (Lu 22:31-32). Se Paolo ci esorta a ricorrere allo “scudo della fede” per “spegnere tutti i dardi infuocati del maligno” (Ef 6:16), è perché Satana continua ancora oggi a sfidare Dio, a chiedergli il permesso di vagliare i suoi figli. Ma perché Dio non respinge le richieste di Satana?Perché lascia che i suoi figli siano esposti ai suoi attacchi, alle sue tentazioni?
     I motivi sono essenzialmente tre:
     1. Dio vuole che i chicchi di grano mostrino le loro qualità e il loro valore, che siano completamente liberati dalla pula.Al tempo di Gesù le spighe di grano venivano percosse: a terra rimanevano i chicchi, mentre la pula, essendo più leggera, veniva portata via dal vento. Quando nella prova ci sottomettiamo e ci affidiamo a Dio, le percosse di Satana, pur facendoci piangere e soffrire, produrranno il risultato di liberarci dalla “pula” delle nostra impurità e imperfezioni e di rendere ancora più forte e preziosa la nostra fede.
     2. Il valore della presenza di Cristo in noi, lo scopriamo proprio nei momenti di difficoltà e di prova. Gesù non respinse la richiesta di Satana di vagliare i suoi discepoli, ma promise loro la sua presenza, la sua intercessione. Quando siamo nel mezzo delle tempesta, è possibile provare la sensazione di sentirlo lontano, di essere stati lasciati soli, di essere stati abbandonati da Gesù. Ma non è così! Gesù sta pregando per noi: là, alla destra del Padre, intercede perché gli attacchi e le accuse del maligno non ci offendano. La sensazione di essere stati abbandonati è un altro dei “dardi infuocati del maligno”, un’altra tentazione, un’altra menzogna.
     3. Per vincere occorre gareggiare, combattere; la fede diventa vittoriosa soltanto dopo aver combattuto e lottato. Mentre era vagliato da Satana, Pietro scoprì la sua fragilità e la sua incapacità di combattere, ma scoprì anche la causa della sua sconfitta: essersi tenuto a debita distanza da Gesù, aver distolto il suo sguardo da lui. Non imitiamolo: guardiamoci dall’orgoglio, dalla presunzione di potercela cavare bene da soli; affidiamoci completamente a Gesù, che prega e intercede per noi, perché è in lui e soltanto in Lui che saremo sempre “più che vincitori”.

Paolo Moretti