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La costituzione della Chiesa Cattolica


TU SEI PIETRO (II)


Il primato del papa non ha alcuna base biblica; la sua origine possiamo perciò ricercarla soltanto nelle pagine della Storia. Anzi in alcune occasioni Pietro ha mostrato chiaramente di non possedere alcuna prerogativa di “capo” nei confronti degli altri apostoli e della Chiesa nel suo insieme.


Una breve sintesi

      Nel precedente articolo, considerando soprattutto il testo di Matteo 16:13-20, abbiamo visto e capito alcune cose che ci mostrano chiaramente che Pietro non è stato elevato da Gesù Cristo a Capo della sua Chiesa, né a suo Vicario col nome di Papa, né lui né alcun altro dopo di lui perché:
      • Pietro non ha mai avuto una funzione direttiva; nel risolvere i problemi della Chiesa nascente;
      • egli si è sempre uniformato a ciò che l’assemblea decideva; per esempio:
      a) per eleggere il dodicesimo Apostolo (At.1:26);
      b) per eleggere i sette Diaconi (At.6:6);
      c) per inviare un Apostolo ai Samaritani (At.8:14);
      d) in occasione della Conferenza di Gerusalemme (At.15:2).


Pietro non si atteggiò mai a “Capo” della Chiesa

      Vediamo ora alcuni altri motivi che spiegano che l’apostolo Pietro non s’impose mai come Capo della Chiesa, né fu ritenuto tale dagli altri apostoli, né fu ritenuto tale dai credenti dalla Chiesa nascente.
      Quest’affermazione, merita, naturalmente, una conferma, che troviamo in alcuni passi della vita di Pietro.
      Pietro, spesso ha dovuto giustificare il suo operato, poco ortodosso rispetto agli insegnamenti di Gesù. Non sono giudizi sulla sua persona, ma ciò che la Scrittura dice di lui, che noi dobbiamo conoscere.


a) Con Cornelio a Cesarea

      Dal libro degli Atti degli Apostoli, apprendiamo che Pietro è stato il primo ad evangelizzare i Gentili. Egli, infatti, mentre era in Ioppe, fu chiamato dal centurione Cornelio affinché si recasse a Cesarea in casa sua e gli parlasse della fede. Pietro, secondo la tradizione giudaica che vietava ai Giudei di metter piede in casa degli incirconcisi, non avrebbe aderito alla richiesta se non avesse avuto una visione da parte del Signor Gesù che gli ordinava di andare.
      Pietro, dunque, andò e annunziò il messaggio della Buona Novella a Cornelio, alla sua famiglia e a quanti trovò radunati in quella casa. Annunziò la salvezza eterna mediante la fede in colui che era morto e resuscitato.
      È detto, che mentre Pietro parlava, lo Spirito Santo cadde su tutti coloro che lo ascoltavano e Pietro prese a dire a coloro che lo avevano accompagnato da Ioppe a Cesarea: “«C’è forse qualcuno che possa negare l’acqua e impedire che siano battezzati questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo come noi?» E comandò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo”. (At 10:47,48). Era la prima volta che alcuni Gentili si convertivano al Cristianesimo; essi erano incirconcisi e non furono circoncisi prima del loro battesimo, perché lo Spirito Santo era caduto su di loro senza che fossero circoncisi.
      Secondo queste considerazioni: “Gli apostoli e i fratelli che si trovavano nella Giudea vennero a sapere che anche gli stranieri avevano ricevuto la Parola di Dio. E quando Pietro salì a Gerusalemme, i credenti circoncisi lo contestavano, dicendo: «Tu sei entrato in casa di uomini non circoncisi, e hai mangiato con loro!»” (At 11:1- 3).
      Ora, se gli altri apostoli e quelli della circoncisione avessero considerato Pietro Capo della Chiesa, avrebbero accettato l’operato senza discussione. Tutt’al più, per lo stupore del fatto nuovo, avrebbero chiesto a Pietro com’erano andate le cose. Al contrario, è scritto: “questionarono con lui, mettendolo sott’accusa”. Pietro ha dovuto giustificare il suo operato, infatti è scritto: “Pietro raccontò loro le cose per ordine fin dal principio, dicendo…” (At.11:4).
      Solo quando poté giustificarsi del suo operato, e solo allora, gli apostoli e quelli della circoncisione, com’è scritto: “si calmarono e glorificarono Dio, dicendo: «Dio dunque ha concesso il ravvedimento anche agli stranieri affinché abbiano la vita»”. (At 11:18).
      Da tutti costoro, Pietro non era considerato Capo della Chiesa.
     

b) Con Paolo ad Antiochia

      Un altro episodio della vita di Pietro, da cui risulta che egli non era considerato Capo della Chiesa, è relativo alla sua andata in Antiochia. Subito dopo la Conferenza di Gerusalemme, di cui abbiamo parlato la volta scorsa, l’apostolo Paolo si recò in Antiochia; vi andò anche l’apostolo Pietro; quindi, per un po’ di tempo i due apostoli si trovarono insieme.
      Di quei giorni, l’apostolo Paolo ricorda un episodio: “Ma quando Cefa venne ad Antiochia, gli resistei in faccia perché era da condannare. Infatti, prima che fossero venuti alcuni da parte di Giacomo, egli mangiava con persone non giudaiche; ma quando quelli furono arrivati, cominciò a ritirarsi e a separarsi per timore dei circoncisi. E anche gli altri Giudei si misero a simulare con lui; a tal punto che perfino Barnaba fu trascinato dalla loro ipocrisia. Ma quando vidi che non camminavano rettamente secondo la verità del vangelo, dissi a Cefa in presenza di tutti: "Se tu, che sei giudeo, vivi alla maniera degli stranieri e non dei Giudei, come mai costringi gli stranieri a vivere come i Giudei?” (Ga 2:11-14).
      Beh.. rivolgendo a Pietro un rimprovero in presenza di tutti, Paolo non lo ha certo considerato Pietro come capo della Chiesa e d’altra parte poi, Pietro non era tanto mansueto da mantenere la calma se fosse stato lui il Capo. È vero che anche i capi possono sbagliare, perché sono uomini come tutti gli altri, ma non è lecito rimproverarli davanti a tutti. Pietro, in quella circostanza, se fosse stato Capo degli apostoli, non avrebbe dovuto temere l’arrivo della delegazione inviata da Giacomo.
      L’Enciclopedia Cattolica del Cristianesimo, alla voce “primato” osa però fare questa affermazione: “Dagli Atti degli Apostoli risulta che Pietro, consapevole di questa giurisdizione, la esercitò fortemente nella Chiesa primitiva, e nessuno osò negargliela come un’usurpazione”.
      È evidente che si tratta di un’affermazione del tutto arbitraria, perché Pietro non ha mai esercitato il primato nella Chiesa primitiva: né per eleggere il dodicesimo Apostolo, né per eleggere i sette Diaconi, né per inviare un Apostolo ai Samaritani, né in occasione della Conferenza di Gerusalemme.
      Non solo, ma quando egli agì in modo diverso dal consueto, trovò forti opposizioni: a Gerusalemme dovette giustificare il suo operato presso i Gentili; ad Antiochia fu rimproverato aspramente dall’apostolo Paolo in presenza di tutti, perché egli era da condannare.
      Quindi, con le parole: “tu sei Pietro ed io su questa pietra edificherò la mia Chiesa” Gesù non aveva eletto Pietro a Capo della Chiesa cristiana e neppure Pietro lo pensava.
      Nella costruzione divina della Chiesa non è previsto alcun capo visibile.


La discussione fra gli apostoli su chi di loro fosse il maggiore

      Abbiamo già visto la volta scorsa, in un’affermazione di Gesù, che nella Chiesa non c’è nessuna gerarchia, nessun Capo spirituale visibile. Leggiamolo questo passo, in Lu 22:24-27:
      “Fra di loro (i discepoli) nacque anche una contesa: chi di loro fosse considerato il più grande. Ma egli disse loro: «I re delle nazioni le signoreggiano, e quelli che le sottomettono al loro dominio sono chiamati benefattori. Ma per voi non dev’essere così; anzi il più grande tra di voi sia come il più piccolo, e chi governa come colui che serve. Perché, chi è più grande, colui che è a tavola oppure colui che serve? Non è forse colui che è a tavola? Ma io sono in mezzo a voi come colui che serve.»”
     
Questa contesa, avvenne tra i discepoli, dopo aver celebrato l’ultima Pasqua con il loro Signore, cioè: quando cominciarono a intuire che Gesù parlava della propria morte. Avvenne, cioè, molto tempo dopo che Gesù disse a Pietro: “Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”. Ora, se Gesù lo avesse costituito Pietro capo della Chiesa, la contesa fra i discepoli non ci sarebbe stata, perché loro avrebbero dovuto sapere che Gesù aveva già nominato Pietro come loro futuro capo. Invece Gesù disse: “Ma per voi non dev'essere così!”. Essi disputavano per sapere chi di loro doveva essere reputato maggiore, cioè chi di loro doveva essere il capo quando Gesù sarebbe venuto meno.È evidente perciò che alle parole rivolte da Gesù a Pietro (Mt 16:18), essi non avevano dato alcun significato o perlomeno non le avevano certo considerate come un’investitura di Pietro a Capo della Chiesa.
      Ecco perché lo stesso Evangelista Matteo chiarisce il concetto delle parole di Gesù, mostrando con altre frasi che il Maestro non aveva nominato nessuno come Capo della Chiesa: “Ma voi non vi fate chiamare «Rabbì»; perché uno solo è il vostro Maestro, e voi siete tutti fratelli. Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli. Non vi fate chiamare guide, perché una sola è la vostra Guida, il Cristo” (Mt 23:8-10).


Nessun “Capo” è previsto nella costruzione della Chiesa

      L’apostolo Paolo in due diverse epistole accenna alla costruzione della Chiesa primitiva, modello della Chiesa di tutto il tempo della grazia. In nessuna delle due epistole egli accenna alla presenza o alla costruzione di un Capo visibile della Chiesa. Ecco le relazioni di Paolo sulla costruzione della Chiesa: “E Dio ha posto nella chiesa in primo luogo degli apostoli, in secondo luogo dei profeti, in terzo luogo dei dottori, poi miracoli, poi doni di guarigioni, assistenze, doni di governo, diversità di lingue” (1Co 12:28).
      Nella costruzione della Chiesa primitiva, modello della Chiesa di Cristo di tutti i tempi, al primo posto Paolo dice che Dio ha posto “degli apostoli”; non dice che Dio ha costituito un Capo, come invece ha affermato il Concilio Vaticano II, nella costituzione dogmatica della Chiesa; e questo perché Gesù, con le parole “Tu sei Pietro ed io su questa pietra edificherò la mia Chiesa” non aveva costituito Pietro come Capo del Collegio Apostolico e Capo della Chiesa. La Chiesa primitiva aveva un Capo, ma questo Capo, era lo stesso Gesù, che non ha mai ceduto ad alcuno le Sue prerogative di Capo della Chiesa.
     
L’apostolo Pietro era giunto alla fine dei suoi giorni e presagendo il suo prossimo martirio, ebbe a scrivere (1P 1:14,15): “So che presto dovrò lasciare questa mia tenda, come il Signore nostro Gesù Cristo mi ha fatto sapere. Ma mi impegnerò affinché dopo la mia partenza abbiate sempre modo di ricordarvi di queste cose”. Notate: non dice: “ricordatevi di me”, ma: “ricordatevi di queste cose”.
      Proprio questa sua ultima lettera, che potremmo considerare alla stregua di un testamento spirituale, comincia con queste parole: “Simon Pietro, servo e apostolo di Gesù Cristo, a coloro che hanno ottenuto una fede preziosa quanto la nostra…” (2P 1:1).
      Pietro si considerava un Apostolo, non un Capo né della Chiesa, né degli apostoli; al contrario, egli si è sempre considerato uguale agli altri; sappiamo, infatti, che egli era in Babilonia quando scrisse la sua prima epistola; Egli curava la chiesa che era in Babilonia e ognuna delle molte chiese che la circondavano, era retta da uno o più anziani. Rivolgendosi agli altri anziani, ebbe a scrivere loro queste parole:
      “Esorto dunque gli anziani che sono tra di voi, io che sono anziano con loro e testimone delle sofferenze di Cristo e che sarò pure partecipe della gloria che deve essere manifestata” (1P 5:1).
      Pietro non si è mai considerato superiore agli altri apostoli e anziani; egli aveva ben udite le parole che furono rivolte da Gesù a tutti gli apostoli, subito dopo l’ultima cena: (Lu 22)
      “Ma per voi non dev’essere così; anzi il più grande tra di voi sia come il più piccolo, e chi governa come colui che serve” e Pietro non ha pensato che Gesù si fosse contraddetto.
      È escluso, quindi il primato di Pietro. È ovvio che se Pietro non ha ricevuto da Cristo alcun Primato, non lo ha mai esercitato, e non lo ha potuto neanche trasmettere ad altri.


Da chi il papa ha ricevuto il suo “primato”?

      Sta di fatto però, che i Vescovi di Roma, hanno esercitato e continuano ad esercitare questo Primato. Ma, se questo non lo hanno ricevuto né da Cristo, né da Pietro, da chi lo hanno ricevuto?
      La risposta a questa domanda non può essere data dalla Bibbia, perché la Bibbia esclude il Primato di Pietro.
      Dalla storia apprendiamo che verso l’anno 590 della nostra era, l’Imperatore d’Oriente, Maurizio, conferì al Vescovo di Costantinopoli, Giovanni il digiunatore, il titolo di Vescovo Universale. Gregorio Magno, che allora era il vescovo di Roma, protestò contro questo conferimento di titolo e di potere e scrisse una lettera a Giovanni il Digiunatore, che diceva testualmente così: “Io dichiaro positivamente e liberamente, che chiunque si chiama Vescovo Universale o vuole che gli si dia un tale titolo, ha l’orgoglio ed il carattere dell’Anti-Cristo, di cui è il precursore (Meyner, “Storia dei Papi”, pag. 51).
      È evidente, perciò, che fino ad allora, il Vescovo di Roma, non esercitava ancora questo Primato. Anzi, per far sì che altri non ambissero al Primato, il Vescovo di Roma scriveva quelle parole al Vescovo di Costantinopoli, Giovanni il Digiunatore.
      Ma la storia aggiunge che l’Imperatore Maurizio fu assassinato dal Generale Foca, che si autoproclamò Imperatore d’Oriente. Foca, divenuto Imperatore, conferì il titolo di Vescovo universale al vescovo di Roma Bonifacio III nell’anno 607 e riconfermò tale titolo al suo successore Bonifacio IV nell’anno 610, insieme al dono del Pantheon, tuttora presente in Roma, (il Pantheon era un luogo dedicato a tutte le divinità pagane), nel Pantheon pontificava il Romano Pontefice dell’epoca Imperiale.
      Il Pontefice di quell’epoca, ovviamente, non era il Papa, ma un membro del collegio sacerdotale del culto pagano; vi era una gerarchia che andava dal Pontefice Massimo ai vari gradi dei Pontefici minori. Essi avevano il controllo di tutto il culto pubblico e privato e interpretavano la tradizione giuridico-religiosa.
      Anastasio il cronista dice che l’Imperatore Foca, riconobbe Bonifacio III “Capo di tutte le Chiesa Cristiane”, durante i nove mesi del suo Vescovato. Ma la cosa più curiosa e interessante è il suo atto di donazione del Pantheon di Roma a Bonifacio IV, affinché fosse trasformato in luogo di culto Cristiano.
      La storia quindi racconta come il Vescovo di Roma abbia ricevuto, sì, il Primato, ma non da Cristo, né dall’apostolo Pietro, ma dall’imperatore Foca, negli anni che vanno dal 607 al 610 della nostra era cristiana


Chi è allora “la pietra”?

      Dalla Bibbia, invece, emerge un altra verità
: Cristo ha edificato la Sua Chiesa sulla “Pietra” o sulla “Roccia”; se Pietro non è la “Pietra” su cui Cristo ha fondata la Sua Chiesa, chi è la “pietra”?
      Gesù ha fondato la sua Chiesa su Sé Stesso! La Pietra angolare su cui poggia tutto l’edificio della Chiesa è Cristo; lo dicono sia Paolo che Pietro. In Ef 2:19-22 Paolo infatti scrive: “Così dunque non siete più né stranieri né ospiti; ma siete concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio. Siete stati edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Cristo Gesù stesso la pietra angolare, sulla quale l'edificio intero, ben collegato insieme, si va innalzando per essere un tempio santo nel Signore. In lui voi pure entrate a far parte dell'edificio che ha da servire come dimora a Dio per mezzo dello Spirito” (Ef 2:19-22).
      Cristo è la “Pietra angolare”, la Roccia sulla quale l’intero edificio è fondato. Il salmista, prevedendo la caduta d’Israele, aveva così profetizzato: “La pietra che i costruttori avevano disprezzata è divenuta la pietra angolare” (Sl 118:22): Gesù vedendo che i capi religiosi Giudei non credevano in Lui, citò questo passo per annunziare che proprio loro, stavano adempiendo questa profezia, col rigettare Lui, che era La Pietra Angolare, e disse: “Non avete mai letto nelle Scritture: «La pietra che i costruttori hanno rifiutata è diventata pietra angolare; ciò è stato fatto dal Signore, ed è cosa meravigliosa agli occhi nostri? Perciò vi dico che il regno di Dio vi sarà tolto, e sarà dato a gente che ne faccia i frutti. Chi cadrà su questa pietra sarà sfracellato; ed essa stritolerà colui sul quale cadrà». I capi dei sacerdoti e i farisei, udite le sue parabole, capirono che parlava di loro; e cercavano di prenderlo, ma ebbero paura della folla, che lo riteneva un profeta” (Mt 21:42-45).
      I Giudei costituivano il popolo di Dio; a loro furono fatte le promesse, a loro furono affidati gli oracoli di Dio; ma poiché respinsero Cristo che era la “Pietra Angolare”, furono rigettati come popolo, e al loro posto, come popolo di Dio, sorse la Chiesa. Per Paolo, come per lo stesso Gesù, la Pietra angolare su cui poggia l’intero edificio della Chiesa è Gesù.
      Anche per Pietro è Cristo la Pietra angolare della Chiesa; in un discorso tenuto a Gerusalemme davanti ai Capi del popolo, Pietro, ripieno dello Spirito Santo, disse: (At 4:8-12) “Allora Pietro, pieno di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani, se oggi siamo esaminati a proposito di un beneficio fatto a un uomo infermo, per sapere com’è che quest’uomo è stato guarito, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele che questo è stato fatto nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, che voi avete crocifisso, e che Dio ha risuscitato dai morti; è per la sua virtù che quest’uomo compare guarito, in presenza vostra. Egli è «la pietra che è stata da voi costruttori rifiutata, ed è divenuta la pietra angolare». In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati” (At 4:8-12). Qui è confermato che Cristo è “la pietra”.
      Pietro, come sappiamo, ha anche scritto due lettere cattoliche (cioè: universali, dirette a tutti i cristiani di tutti i tempi); nella sua prima lettera, afferma: “Infatti si legge nella Scrittura: «Ecco, io pongo in Sion una pietra angolare, scelta, preziosa e chiunque crede in essa non resterà confuso». Per voi dunque che credete essa è preziosa; ma per gli increduli «la pietra che i costruttori hanno rigettata è diventata la pietra angolare, pietra d’inciampo e sasso di ostacolo». Essi, essendo disubbidienti, inciampano nella parola; e a questo sono stati anche destinati” (1P 2:6-8).


La Chiesa ha un solo Capo: Cristo!

      Per Pietro, come del resto per Paolo, Cristo è il Capo della Chiesa, che le porte dell’Ades non potranno mai vincere, Egli è l’unico Capo della Chiesa visibile e invisibile; lo scrive chiaramente Paolo: “Questa potente efficacia della sua forza (di Dio) egli l'ha mostrata in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla propria destra nel cielo, al di sopra di ogni principato, autorità, potenza, signoria e di ogni altro nome che si nomina non solo in questo mondo, ma anche in quello futuro. Ogni cosa egli ha posta sotto i suoi piedi e lo ha dato per capo supremo alla chiesa, che è il corpo di lui, il compimento di colui che porta a compimento ogni cosa in tutti” (Ef 1:20-23).
      E in Colossesi 1:18 è lampante: Egli è il capo del corpo, cioè della chiesa; è lui il principio, il primogenito dai morti, affinché in ogni cosa abbia il primato”. La Chiesa è paragonata dall’apostolo Paolo ad un corpo, e dice che Cristo ne è il Capo; ora, ogni corpo ha un solo capo, se ne avesse due, sarebbe un mostro.
      Per ribadire il concetto che la Chiesa ha un solo Capo, lo stesso apostolo dice altrove: “Il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della chiesa, lui, che è il Salvatore del corpo” (Ef 5:23).
      Cosa deduciamo da queste parole?
      Come ogni moglie degna di questo nome, ha un solo marito, così anche la Chiesa ha un solo Capo. Anche qui, il riferimento è a Cristo. Proseguendo l’apostolo Paolo aggiunge: “Ora come la chiesa è sottomessa a Cristo, così anche le moglie devono essere sottomesse ai loro mariti in ogni cosa” (Ef 5:24).
      In altre parole: “Le mogli debbono essere soggette ai loro mariti anche quando sono assenti; così anche la Chiesa deve essere sempre soggetta a Cristo e a lui solo anche mentre attende il Suo ritorno! Ma se nel tempo della Sua attesa, si assoggetta a un altro capo: diviene infedele”.
      Paolo considera la Chiesa come la fidanzata di Cristo: “Vorrei che sopportaste da parte mia un po' di follia! Ma, sì, già mi state sopportando! Infatti sono geloso di voi della gelosia di Dio, perché vi ho fidanzati a un unico sposo, per presentarvi come una casta vergine a Cristo” (2Co 11:1-4). Poi leggiamo un lamento. “Ma temo che, come il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, così le vostre menti vengano corrotte e sviate dalla semplicità e dalla purezza nei riguardi di Cristo. Infatti, se uno viene a predicarvi un altro Gesù, diverso da quello che abbiamo predicato noi, o se si tratta di ricevere uno spirito diverso da quello che avete ricevuto, o un vangelo diverso da quello che avete accettato, voi lo sopportate volentieri”.
      Quali considerazioni possiamo trarre da queste parole? Ecco: “La Chiesa visibile è considerata come una casta vergine fidanzata a Cristo, che attende lo sposo per celebrare le nozze. Ebbene, una fidanzata che vive lontana dal suo promesso sposo e vuole conservarsi casta e pura, non ha, e non può avere, un sostituto fidanzato che alimenti il suo amore. Così la Chiesa fidanzata con Cristo, non ha e non può avere, di alcuna specie, un sostituto di Cristo che rapina le Sue qualità e la Sua volontà, che faccia da supremo maestro in materia di fede.”
      Un’ultima considerazione: se una sposa si prostituisce al vicario dello sposo, perché questi è fisicamente assente per un tempo, quando lo sposo torna e viene a conoscenza dei fatti, il meno che possa fare è rigettarla. Così Cristo rigetterà la Chiesa infedele che si è prostituita a chi avrà preteso di essere suo vicario. La Chiesa fedele, è fidanzata ad un unico Sposo, ed a lui è soggetta in ogni cosa, anche quando Lui è assente. È a Lui che pensa, a Lui che prega, è Lui che riverisce, è Lui che adora, perché è Lui il Signore della sua vita!

(2. continua)

Michele Mascitti