Un cammino difficile fino al momento del...


PASSAGGIO ALLA VITA
     
     
La conversione a Cristo spesso è il frutto di un lavoro lento, ma paziente del Signore nei cuori; di un lavoro spesso anche "violento", quando occorre l'esperienza della sofferenza e della prova per arrivare finalmente a capire!
     
     
Una Bibbia trovata e poi... abbandonata
     
      Sono stata fino all'età di 45 anni una cattolica praticante.
      Temevo Dio, sapevo che tutto ciò che succedeva era per volontà sua, andavo sempre in "chiesa", ma di salvezza non avevo mai sentito parlare e non avevo mai avuto una Bibbia.
      Il mio "nuovo" cammino è cominciato così.
      Circa sedici anni fa vennero a casa due giovani della "chiesa avventista del settimo giorno" e mi proposero di seguire un corso biblico, che consisteva nel rispondere a delle domande su dei tests relativi ai libri dell'Antico Testamento. Bisognava quindi documentarsi leggendo la Bibbia, ma anche con loro di "grazia" e di "salvezza" non si parlava affatto.
      Finito questo corso, che superai, mi regalarono una Bibbia.
      La gioia di avere in mano la Parola diDio fu davvero tanta: non vedevo l'ora che arrivasse la sera per avere tempo per leggerla e la leggevo accanitamente. Cominciai dalla Genesi e continuai a leggerla per diverso tempo.
      Ad un certo punto mi stancai (evidentemente non avevo capito niente...) ed abbandonai la Bibbia su uno scaffale.
      Passarono diversi anni.
     

Chiamata a riflettere attraverso la prova
     
      Fra le miei clienti c'erano delle signore (oggi mie sorelle in Cristo) che venivano e parlavano del Signore.Io rimanevo incantata; a volte mi emozionavo al punto di piangere.
      Il Signore mi parlava già e mi stava chiamando. Fra l'altro, senza che io ancora lo sapessi, queste sorelle già stavano pregando per me.
      Nell'anno 1992 nel mese di luglio ebbi una prova: rischiai la vita a causa di un arresto cardiaco.
      Il soccorso prestatomi fu tempestivo; ebbi subito un cardiologo vicino che mi fece un pronto soccorso con ossigeno e massaggi e, con l'ambulanza, mi portarono di corsa in ospedale, dove fui ricoverata nel reparto di terapia intensiva.Rimasi lì dentro per tre giorni e superai la crisi, grazie certamente al Signore che mi volle tenere ancora in vita.
      Infatti ogni cosa cooperò perché io continuassi a vivere.
      Dopo aver superato questo momento di difficoltà, io ringraziai il Signore per aver compiuto questo miracolo.
      Nel mio cuore però mi chiedevo che cosa Lui volesse da me, per avermi risparmiato.
      Mi sentivo miracolata ed ero certa che dentro di me doveva accadere prima o poi qualcosa d'importante.
     
     
La prima conversione in famiglia
     
      Fui dimessa dall'ospedale e le sorelle venivano spesso a trovarmi.
      Parlando con loro, compresi per la prima volta l'importanza del sangue di Gesù che purifica da ogni peccato (1Gv 1:7). Molte altre cose cominciarono a diventare più chiare nella mia mente e nel mio cuore.
      Passarono ancora dei mesi; queste visite si facevano sempre più frequenti e in ogni occasione leggevamo insieme un brano della Parola di Dio.
      La mia figlia maggiore era quella che aveva più interesse: era molto sensibile all'Evangelo, prendeva appunti e, infatti, nell'ottobre del 1993 fu lei la prima a convertirsi a Cristo.
      Da quel momento in poi, era lei che in casa non faceva altro che parlare del Signore e molte volte m'invitava ad andare con lei alle riunioni.
      Ma io mi rifiutavo sempre: l'orgoglio che avevo dentro di me era molto forte, ma, quando lei non era in casa, io di nascosto andavo a verificare nella Bibbia se le "verità" che mi dicevano erano scritte davvero proprio così (At 17:11).
      Mi resi conto che cominciavo a pensare con sempre maggiore convinzione: "Hanno ragione!Questa è la verità, loro non s'inventano proprio nulla".
     
     
Gesù cambia davvero le persone!
     
      Nel mese di dicembre del 1993 ebbi una nuova ricaduta: fui di nuovo ricoverata in ospedale.
      Ero molto preoccupata per le mie figlie, ma loro mi tranquillizzavano; soprattutto la maggiore, quella che era diventata credente, mi ripeteva in continuazione: "Mamma non ti devi preoccupare di niente!". Questo fu per me di grande aiuto, perché in quell'occasione vidi il grande cambiamento che era avvenuto nella vita di mia figlia.
      Era davvero una ragazza diversa: felice e sicura di essere salvata. Spesso mi testimoniava: "Mamma, non so come spiegartelo, ma dentro di me è avvenuto qualcosa di meraviglioso!". Io gioivo nel sentirmi dire queste parole.
      Dopo qualche giorno mi ripresi, fui dimessa dall'ospedale e ritornai a casa, ma mi resi conto che non ero la stessa: qualcosa stava succedendo.
      Il cambiamento che avevo visto con gioia in mia figlia stava cominciando ad avvenire lentamente dentro di me, ma c'era sempre in me l'orgoglio, quello stesso orgoglio che purtroppo impedisce agli uomini di arrendersi a Cristo.
      Avevo capito che il Signore oltre a salvarmi voleva anche trasformarmi e sapevo che dovevo assolutamente vedere questi cambiamenti avvenire nella mia vita, ma pensavo che il Signore lo potesse fare da solo anche senza che io fossi disponibile.Quando ho capito che un atteggiamento del genere era davvero sbagliato, la sera prima di andare a letto, cominciai a pregare sempre più intensamente: chiedevo al Signore di operare in me questo cambiamento che mi avrebbe poi dato la certezza di essere salvata. Sono andata avanti così per un po', ma non succedeva niente.
     
     
Un'esperienza personale
     
      Una sera ero così angosciata, perché avevo paura di essere perduta per sempre e credevo che ormai non mi sarebbe giunta alcuna risposta.
      Mi arrabbiai e quella sera non pregai; in un sfogo dissi: "Signore, forse io non posso essere salvata oppure (che Dio mi perdoni!) quello che è scritto nella Bibbia non è vero per niente".
      Poi mi addormentai e feci un sogno. Senza riconoscere il posto in cui mi trovavo, vedevo tante persone andare verso la stessa direzione, le seguii e le vidi entrare in un locale molto grande, come un cinema. Era pieno di gente, si faceva fatica ad andare avanti; vidi che sulla parete stavano proiettando a grandezza naturale un film sulla vita di Gesù. Ansiosa, mi avvicinai alla parete: udii ancora una volta il messaggio di ravvedimento e di grazia che veniva annunciato ad una grande folla. Io ascoltavo e piangevo e dissi: "Signore, perché dici queste cose agli altri e a me non rispondi?".In quel momento Gesù si voltò verso di me, stese il braccio e mi afferrò la mano, mi strinse forte e disse sorridendo: "Vieni!". Il cuore mi balzò in petto dalla gioia e mi svegliai tutta spaventata.
      Gesù mi aveva afferrata e in quel momento sentivo ancora la sua stretta di mano, tutto sembrava vero. Il Signore mi aveva invitato ad andare a Lui.Subito capii che ero io che dovevo fare il primo passo, ero io che dovevo dire di "Sì!" alla sua chiamata.
      Gesù non avrebbe mai potuto cambiare il mio cuore, finché io non fossi stata disponibile ad accettarlo come Signore e come Salvatore della mia vita. Raccontai il sogno alle mie figlie, ma non dissi loro nulla in merito alla mia decisione.
     
     
Arresa a Cristo!
     
      Alla sera c'era l'adunanza della chiesa; mia figlia si stava preparando per andare ed io le dissi: "Stasera vengo anche io con te!".La gioia che vidi nei suoi occhi fu grandissima. Da quella sera non sono mai mancata all'adunanza.
      Accettai ilSignore nel mio cuore pochi giorni dopo, il 19 gennaio del 1994. Gesù entrò finalmente nella mia vita, e, oltre che nella mia, anche in quella della mia figlia minore.
      Dopo sei mesi, il 24 luglio del 1994, ho sentito il desiderio di ubbidire all'ordine del Signore Gesù e ho chiesto di essere battezzata (Mc 16:16). È stato un giorno meraviglioso per me, ho avuto occasione infatti di poter testimoniare la mia fede in Gesù Cristo ai miei familiari e ai miei amici che erano presenti.
      A Lui tutta la gloria e il ringraziamento per quello che ha fatto nella mia vita!
      Sono felicissima di essere stata perdonata da Dio e sono grata a Lui per questa stupenda grazia: quella di essere diventata una sua figlia (Gv 1:12). Ora so che sono salvata per l'eternità e quando un giorno il Signore mi chiamerà, sono certa che vivrò tutta l'eternità insieme a Lui.
     

Enza Biscotti