L’attenzione rivolta su Israele


I RAMI DEL FICO SI FANNO TENERI
     
     
Una lettera aperta degli “Ebrei per Gesù”, rivolta a tutti i cristiani evangelici, sollecita la nostra attenzione su quanto sta accadendo in questi ultimi mesi in Palestina ed incoraggia fortemente un più marcato impegno nella preghiera per la pace di Gerusalemme e per tutto il popolo d’Israele.
     

     
Un comunicato struggente
     
      A motivo della situazione in atto nel Medio Oriente, l’agenzia missionaria “Jews for Jesus” (Ebrei per Gesù) ha pubblicato sul New York Times del 23 ottobre 2000 un comunicato sotto forma di un avviso pubblicitario a piena pagina.
      Il testo del comunicato era il seguente:

LETTERA APERTA DI “JEWS FOR
      JESUS”
AI CRISTIANI EVANGELICI:
      Ora è il momento di sostenere Israele.

Cari fratelli e sorelle in Cristo,
      siamo profondamente addolorati dalla situazione di violenza e di spargimento di sangue, che in questi giorni ha luogo nel Medio Oriente.
     
      • L’antica faida di sangue si è ancora una volta imposta all’attenzione del mondo.
      • Ancora una volta tutti gli sforzi di pace dei leaders politici e umanitari hanno fallito.
      • Ancora una volta l’opinione pubblica mondiale ha preso posizione contro Israele.
     
      Questo non dovrebbe essere una sorpresa per coloro che conoscono la parola di Dio.
      “Io farò di Gerusalemme una coppa di stordimento per tutti i popoli circostanti. Anche Giuda sarà coinvolto, quando Gerusalemme sarà assediata” (Zaccaria 12:2).
     
      Eppure l’unica speranza di pace mai sorta per l’uomo, viene proprio dal Medio Oriente, perchè è Gesù, il Messia, il Principe di pace.
     

      • Soltanto Lui può dare a Gerusalemme e al mondo intero la pace vera e duratura.
      • Soltanto quando i Palestinesi e gli Ebrei potranno dirsi: “Ti amo nel nome di Gesù”, soltanto allora la gente di questo mondo constaterà la potenza dell’Evangelo.
     
      Come credenti nel Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, questa deve essere la nostra speranza.
     

      • Come cristiani evangelici dobbiamo essere ubbidienti alla esortazione della Scrittura:
      “Shaalu shalom Yerushalaim – Pregate per la pace di Gerusalemme!“ (Salmo 122:6).
     
      • Come discepoli di Gesù, dobbiamo dimostrare che amare Israele non significa affatto odiare gli arabi: “...amerai il tuo prossimo come te stesso” (Levitico 19 :18).
      • Come popolo di Dio, impegnato per la pace, noi chiediamo la cessazione del conflitto da ambo le parti.
      • Come coloro che amano il Dio di Israele dobbiamo ricordare la Sua promessa relativa ai figli di Abramo: “Benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà” (Genesi 12:3).
      • Come persone sottomesse all’autorità della Parola di Dio, dobbiamo ricordare che gli Ebrei sono coloro “...ai quali appartengono l’adozione, la gloria, i patti, la legislazione, il servizio sacro e le promesse. A loro appartengono i padri, e da loro proviene secondo la carne, il Cristo, che è sopra tutte le cose di Dio, benedetto in eterno” ( Romani 9:4-5).
     
      Cari amici in Cristo,
      “i carismi e le vocazioni di Dio sono irrevocabili“ (Romani 11:29). Similmente irrevocabile deve essere, in questa ora oscura, il nostro sostegno a favore della sopravvivenza di Israele.
     
      • Il tempo di sostenere Israele è ora.
      • Ora è il tempo in cui i credenti devono pregare per la pace di Gerusalemme.
      • Ora è il tempo in cui i credenti devono pregare affinché Dio protegga tutti gli innocenti coinvolti in questo conflitto.
      • Ora è il tempo per i credenti di dimostrare, sia agli Ebrei come agli Arabi, il loro amore per il Messia.
     

      Per coloro che sono interessati noi abbiamo la prova che tra Arabi ed Ebrei può avere luogo pace e riconciliazione. A questo scopo offriamo, a chi ce ne farà richiesta, una copia del libretto “Sulha“. Si tratta di una avvincente storia personale di due famiglie, una israeliana e l’altra araba, che sono riuscite a stabilire tra loro un rapporto di vera pace.
     
     
Due reazioni di segno diverso
     

      Questo comunicato era rivolto esplicitamente ai cristiani evangelici, ma è stato inevitabilmente notato anche dai lettori ebrei del New York Times. A dir la verità ce lo aspettavamo. Ma quello che ci ha sorpreso, è stata una telefonata del direttore di un giornale ebraico. Questo giornale ha una tiratura di circa 100.000 copie, destinate a lettori ebrei di New York, Toronto, Chicago, Miami, San Francisco... Il direttore voleva sapere se eravamo interessati a pubblicare il nostro comunicato anche sul loro settimanale. Avrebbero pensato alla traduzione in lingua ebraica, e offrivano anche uno sconto sulla tariffa di pubblicazione. Sfortunatamente, la persona che ci ha fatto questa proposta è stato poi dissuaso dal suo intento, a causa delle pressioni dei capi della sua comunità.
      Nel frattempo però, un altro giornale a tiratura nazionale, il “Jewish Post and Opinion” ha pubblicato pari pari il nostro comunicato, senza aggiungere alcun commento negativo!
      Questa è stata veramente una meravigliosa opportunità di presentare agli ebrei di tutto il mondo la messianicità di Gesù, come un inevitabile argomento sul quale riflettere e prendere posizione.

     

(Testo raccolto, tradotto
      ed inviato da Elio Milazzo)