Una moglie
Caro Marco,
(
) Da circa due anni sento il peso da parte del Signore di assumere precise responsabilità nella guida spirituale della mia famiglia. Il mio lavoro mi porta via tanto tempo, ma grazie a Dio riesco a trovare quasi ogni giorno un momento per fare una breve riflessione biblica insieme a mio figlio dodicenne. (
) Sono un po preoccupato per mia moglie: è una brava credente che ama il Signore, ma ho limpressione che rimanga sempre allo stesso livello spirituale, senza progredire. Ha un carattere molto forte e per me non è sempre facile incoraggiarla ad avere un maggior zelo nello studio personale della Parola di Dio. (
) Mi piacerebbe che fossimo più uniti su questo punto.
Ritengo che sia compito del marito guidare la famiglia anche dal lato spirituale, ma non so come fare per aiutare mia moglie a crescere nel suo rapporto con Cristo, senza essere accusato di esprimere dei giudizi nei suoi confronti (
).
Un marito
Queste due lettere esprimono le due facce della stessa medaglia. Da una parte troviamo una moglie che desidera essere guidata da un marito che invece è latitante; dallaltra, un marito lamenta la scarsa corrispondenza della moglie alla sua guida. Credo che queste due situazioni rispecchino molto bene una realtà che è molto più diffusa di quanto si pensi. Possiamo perciò soffermarci su alcuni elementi comuni ad entrambe.
Un preciso ordine divino
È evidente che entrambe le relazioni vivono un certo senso di disagio e di frustrazione che, alla lunga, potrebbe anche portare al risentimento tra marito e moglie.
Il Signore ha stabilito un preciso ordine allinterno della famiglia, affidando ad entrambi i coniugi dei compiti specifici, da svolgere sulla base della peculiarità dei loro ruoli, ma anche per la loro conformazione psichica.
La moglie essendo più legata allemotività è generalmente più portata ad esprimere affetto e calore sia al marito che ai figli, accudendovi con amore e premura; mentre il marito più razionale è più portato per natura ad affrontare il problema del mantenimento e della guida della famiglia.
Qualunque cambiamento di questo ordine divino procura alterazioni e disagio allinterno della dinamica familiare. Quando si invertono i ruoli o si rinuncia ad assumersi le proprie responsabilità cominciano i guai, perché si va contro le precise istruzioni di Dio.
Il livello spirituale dellintera famiglia ne risente e le difese contro lavversario delle nostre anime si abbassano pericolosamente.
Quando manca la guida spirituale
Ogni giorno siamo sempre più bombardati dai dardi infuocati del maligno. I nostri figli sono costretti a vivere in un mondo spiritualmente ostile e trascorrono gran parte delle loro giornate con persone che non conoscono Dio e non Lo amano (non è un giudizio, ma una constatazione!). Se allinterno della famiglia non controbilanciamo questo tempo con una sana e ferma guida spirituale, indicando con chiarezza ai nostri figli la via da seguire, come possiamo sperare che essi sappiano prendere le giuste decisioni e fare le giuste scelte?
Chi ama suo figlio lo corregge per tempo (Pr 13:24). Correggerli per tempo significa istruirli con amore e fermezza fin dalla tenera età. Ma se rinunciamo ad istruirli personalmente nella Parola del Signore, come possiamo difenderli dagli attacchi della mondanità?
Quel che abbiamo udito e conosciuto, e che i nostri padri ci hanno raccontato, non lo nasconderemo ai loro figli, diremo alla generazione futura le lodi del Signore, la sua potenza e le meraviglie che egli ha operate. Egli... ordinò ai nostri padri di farle conoscere ai loro figli, perché fossero note alla generazione futura, ai figli che sarebbero nati. Questi le avrebbero così raccontate ai loro figli, perché ponessero in Dio la loro speranza e non dimenticassero le opere di Dio, ma osservassero i suoi comandamenti (Sl 78:3-7).
Dobbiamo comprendere limportanza della guida spirituale nella famiglia, secondo le indicazioni della Scrittura, se vogliamo essere collaboratori di Dio. Se questa manca, allora non lamentiamoci se i nostri figli prendono una brutta piega e si lasciano influenzare dal mondo!
Un desiderio benedetto
In entrambe le lettere pubblicate, si nota un chiaro desiderio: quello di obbedire alla volontà di Dio nella propria famiglia. Peccato che questo desiderio non sia sentito con la stessa intensità anche dai rispettivi coniugi. Tuttavia, è comunque un desiderio che, se viene coltivato e attuato con impegno, sarà fonte di benedizioni da parte del Signore, poiché è scritto: Io onoro quelli che mi onorano (1Sa 2:30). Si tratta di farne partecipe il coniuge, in modo da realizzare nella propria famiglia le direttive divine.
Come?
Ecco alcuni suggerimenti, sia per la sorella che per il fratello che hanno scritto.
Per la moglie
Cara sorella,
è vero che lordine stabilito da Dio per la relazione coniugale conferisce alla moglie un ruolo di sottomissione al marito (Ge 3:16; 1 Co 11:2,3), ma è altrettanto vero come giustamente dici che a questi è ordinato di guidare la moglie con amore, rispetto e, se necessario, con il sa-sacrificio di sé stessi (Ef 5:25ss; Cl 3:19; 1Pi 3:7). La sua guida deve essere una guida damore e realizzata con un profondo senso di responsabilità spirituale, rivolta a tutta la famiglia.
La giustificazione del lavoro e della stanchezza a volte può essere una scusa, ma generalmente luomo vive il suo lavoro come unestensione di sé stesso, come una parte inscindibile dalla sua persona. Certe volte questo gli assorbe più energie mentali che fisiche e lo coinvolge più di quello che tu pensi.
Tuttavia, è assolutamente sbagliato rifugiarsi in una comoda poltrona a guardare per ore la TV! È un comodo stratagemma per isolarsi e per dare le dimissioni dalle proprie responsabilità.
Mi rattrista moltissimo quando nelle case dei credenti mi capita di vedere disse-minate dappertutto le guide ai programmi televisivi al posto di buoni libri di edificazione cristiana.
È meno faticoso stare passivi davanti al televisore piuttosto che impegnarsi in uno studio personale della Bibbia!
È un triste segno del declino spirituale della chiesa, quando si preferisce sacrificare la propria mente sullaltare del vano divertimento piuttosto che applicarla per qualcosa che abbia un valore eterno!
Incoraggia tuo marito a riflettere sul tempo che dedica alla cura spirituale della famiglia.
Una recente statistica ha calcolato che il tempo medio giornaliero che un italiano dedica al dialogo con i figli si aggira intorno agli otto minuti!
Cosa possiamo trasmettere alla futura generazione in otto minuti?
Come possiamo raccontare le meraviglie, la potenza e lamore di Dio in un tempo così breve?
Quanto tempo invece dedichiamo alla visione di insulsi varietà televisivi, che ci riempiono la mente di un profondo nulla?
Dimostrati desiderosa di seguire la sua guida, esortandolo ad assumersi gradualmente questa responsabilità. Nella tua lettera non ci sono molti dettagli, perciò non so se questo problema ti amareggia in senso generale o in senso personale. Comunque, sta di fatto che una moglie che ha a cuore la guida spirituale della sua famiglia, non si tira indietro di fronte alle difficoltà. Quando un marito nota che la moglie ha stima di lui e vuole seguire le sue direttive, è incoraggiato ad assumersi le sue responsabilità dirigenziali.
Se tuo marito tergiversa, comincia a proporgli di trovare un momento nel quale voi due potete leggere insieme un brano biblico e commentarlo. Puoi chiedergli spiegazioni riguardo ad un passo che hai già letto per sentire ciò che pensa lui al riguardo. Puoi suggerirgli di condividere qualche pensiero con i figli, esaminando alla luce della Parola di Dio, una situazione o una scelta che devono affrontare. Incoraggialo a stabilire un tempo di preghiera in comune. È difficile che un marito credente, che ama il Signore, rifiuti questa opportunità.
Tuttavia, un marito che non è abituato a prendersi queste responsabilità può spaventarsi alle tue richieste, perché non sa come gestirle. Forse si rende conto che finora è stato mancante e perciò sente il peso di un fallimento in questarea. In quel caso cercherà di giustificarsi, accampando la scusa del poco tempo e del troppo lavoro, ma tu con gentilezza fagli notare che per cominciare non è necessario dedicare tanto tempo.
Ricordagli (sempre con affetto e non con risentimento o con un atteggiamento di accusa) quali sono le giuste priorità allinterno di una famiglia che si definisce cristiana. Spesso, infatti, è un problema di disordine nelle priorità, cioè si dà più importanza a ciò che nellottica di Dio invece non ne ha: divertimento, televisione, benessere fisico, rinuncia a combattere. La priorità della Scrittura è invece inequivocabile: Cercate prima il regno e la giustizia di Dio (Mt 6:33).
Non accusarlo se finora non ha rispettato le direttive di Dio per la guida spirituale della famiglia: è possibile che in quel caso il suo orgoglio lo porterebbe ad irrigidirsi e a trovare ogni scusa per questa mancanza. Potrebbe addirittura rivoltare laccusa nei tuoi confronti, dicendoti che non spetta a te decidere cosa lui deve fare o non fare.
Fagli capire che non è mai troppo tardi per obbedire a Dio. Il Signore lo aiuterà a rispettare il ruolo che gli ha conferito, come guida della famiglia, se lui riconoscerà il suo sbaglio e chiederà perdono a Colui che giudica rettamente. Gli sbagli passati possono essere trasformati dalla misericordia di Dio, poiché tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio (Ro 8:28).
Il primo passo è sempre quello più difficile da fare. A volte un marito credente, che però non si è mai curato di guidare la sua famiglia da un punto di vista spirituale, si sente ridicolo e ipocrita a farlo ora, perché gli sembrerà di farlo solo per una richiesta della moglie. Digli chiaramente che non è così.
Non scoraggiarti, ma offrigli il tuo esempio di donna, moglie e madre credente che si sottomette al Signore.
Dedica molto tempo alla preghiera per tuo marito e per i tuoi figli.
Combatti con risolutezza e il Signore combatterà al tuo fianco.
Per il marito
Il fratello che invece si lamenta perché ha limpressione che la moglie non cresca spiritualmente, ha lo stesso problema, ma capovolto. Lui rispetta le indicazioni del Signore sulla guida spirituale della famiglia, ma non riesce a coinvolgere la moglie nella crescita.
Perché?
Un marito credente che desidera guidare spiritualmente la sua famiglia ha lautorità spirituale per farlo. Questa autorità gli viene conferita da Dio stesso, poiché il capo della donna è luomo (1Co 11:3b). Questa sua posizione di autorità spirituale è però subordinata alla sua propria sotto-missione a Cristo, poiché il capo di ogni uomo è Cristo (1Co 11:3a).
La sua autorità spirituale sulla moglie sarà tanto più efficace quanto più egli si sottometterà al Signore, vivendo una vita coerente con i Suoi insegnamenti, non solo a parole, ma nei fatti. Può capitare che certi uomini, quando sono nellassemblea o addirittura sul pulpito, esprimano una profonda spiritualità, ma poi, nelle mura domestiche, sconfessano nei fatti e nelle azioni limmagine di sé che vogliono dare agli altri. Un esempio negativo è peggiore di una malattia.
La vera consacrazione a Cristo invece, quando Lo si proclama Re di ogni ambito della nostra vita, permette al marito di sperimentare una profonda relazione con Lui. Sarà proprio questa relazione che suggellerà lautorità spirituale che egli ha sulla moglie e sui figli, proprio tramite la conoscenza e lapplicazione dei principi divini contenuti nella Sua Parola.
Questi, oltre ad approfondire il rapporto con Dio, conferiscono la saggezza e la forza necessarie per guidare la propria famiglia.
La casa si costruisce con la saggezza e si rende stabile con la prudenza; mediante la scienza, se ne riempiono le stanze di ogni specie di beni preziosi e gradevoli. Luomo saggio è pieno di forza, chi ha scienza accresce la sua potenza; infatti, con sagge direttive potrai condurre bene la guerra (Pr 24:3-6).
Caro fratello,
non avere paura ad esercitare la tua autorità su tua moglie per incoraggiarla a crescere nel suo rapporto con Cristo: farlo è una tua precisa responsabilità. Stai attento, però, a esercitare lautorità e non lautoritarismo. La differenza è enorme.
Lautorità non ha bisogno di alzare la voce o di imporre qualcosa, perché traspare dalla persona, esattamente come nel Signore Gesù, che stupiva le folle per lautorità con cui diceva le cose. Lautorità è una caratteristica che ci viene conferita da Dio stesso ed esprime prima di tutto il nostro desiderio di glorificare Lui e non noi stessi.
Al contrario, lautoritarismo ha bisogno di imporsi, di urlare, di fare scenate, o, al contrario, di rinchiudersi in un ostinato mutismo per far pesare la mancata obbedienza alle sue parole. Questo autoritarismo non ha alcun supporto spirituale.
Un marito che esercita autoritarismo e non autorità è un marito che non è sottomesso a Cristo e abusa del suo ruolo per mascherare una profonda debolezza spirituale.
In virtù della tua autorità spirituale, esorta tua moglie ad avere un tempo di riflessione biblica insieme a te, nel quale potete scambiarvi opinioni, pensieri, suggerimenti. Organizzatevi un piano di studio biblico sistematico: un libro della Bibbia, un argomento specifico o un personaggio. Questo aiuterà tua moglie ad essere più regolare nella lettura della Bibbia e darà a tutti e due la possibilità di arricchirvi in conoscenza.
Continua a portare avanti i momenti di riflessione anche con tuo figlio, e cerca di coinvolgere anche tua moglie. Può essere linizio di una forma di culto di famiglia, nel quale potete sperimentare insieme le ricchezze della Parola, nellintimità della vostra casa. Vostro figlio farà tesoro di ciò che imparerà in queste occasioni, e manterrà per tutta la vita limmagine dei genitori uniti davanti al Signore. Ci rendiamo conto dellimportanza di questo?
Manifesta a tua moglie un sincero interesse per la sua vita spirituale; falle capire che senti una profonda responsabilità di condurre la tua famiglia nella via del Signore.
Lamore che provi per lei è una motivazione più che valida per incoraggiarla a crescere nel suo cammino con Cristo.
Non lasciamoci scoraggiare dalle difficoltà. Non spaventiamoci se allinizio sembra difficile. Sicuramente il diavolo cercherà con ogni mezzo di farci desistere, ma un credente può confidare nella bellissima promessa di Gesù:
Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo! (Gv 16:33).
Marco Distort