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Smascherati dagli eventi


FALSI PROFETI DEL NOSTRO TEMPO!


Sono davvero seri i pericoli che si corrono quando all’ascolto della Parola di Dio si sostituisce quello della parola degli uomini, presentataci come “profetica” e come “proveniente” da Dio. Noi siamo convinti che Dio ci ha già rivelato tutto quello che Egli voleva rivelarci: perciò nessuna ulteriore rivelazione sarà aggiunta a quella già scritta nella Scritture. Le “rivelazioni aggiuntive” non sono altro che falsità ed inganno.


Premesse

      Ci eravamo ormai abituati a leggere nelle pubblicazioni di rinomati leader carismatici il fatto che essi facciano circostanziate predizioni (che essi chiamano “profezie”) riguardo a un sedicente e grandioso risveglio in Europa o nel mondo.
      Chi non conosce tali predizioni nei libri di Yonggi Cho, Wimber, Bonnke, Ben Hin, per citarne alcuni. Essi hanno dichiarato il modo, il tempo ultimo dell’adempimento e il fatto che si trattava di una rivelazione diretta del Signore o del suo Spirito. Purtroppo sono pochi coloro che hanno il discernimento spirituale e sono pochissimi coloro che si preoccupano di verificare, se tali predizioni si siano poi avverate o meno e se tali auto-nominati “profeti” siano, quindi, legittimi messaggeri del Signore o, al contrario, “falsi profeti”.
      E poi, nel caso in cui si è constatato che le predizioni di tali famosi e sedicenti “profeti” non si sono avverate, quando mai si è letto che essi si siano ravveduti, abbiano confessato pubblicamente di essersi sbagliati e di essere stati traviati da falsi spiriti e abbiano chiesto pubblicamente perdono a Dio e ai credenti per aver diffuso delle “false profezie”? Si cercherà inutilmente.
      Non ci saremmo certamente aspettati che anche esponenti di chiese, movimenti ed organizzazioni evangeliche non carismatiche si fossero cimentati negli ultimi anni in avventate predizioni su grandiosi risvegli o su immani catastrofi entro certe date chiaramente stabilite. Anche qui dovremmo fare una lista, ma per brevità citiamo solo il libro di Bill Bright “Aspettare l’azione di Dio” pubblicato nel 1995 in America e conosciuto altrove anche col titolo “Il risveglio in arrivo” (Germania 1997).


Bill Bright e “Il Risveglio in arrivo”

      Chi conosce Bill Bright (Orlando/Florida) lo apprezzerà per tanti motivi. Lui è, infatti, fondatore e presidente di “Campus Crusade for Christ” (CCfC), opera meglio conosciuta da noi come “Studenti Italiani per Cristo”. Bill Bright si vanta a pagina 26 del suo libro – noi citiamo dalla versione tedesca “Die kommende Erweckung” – di avere fondato un’opera mediante la quale “l’Evangelo è stato comunicato ad almeno 1,5 miliardi di persone e... parecchie decine di milioni sono state condotte ad una decisione per Cristo”. Di là dalle valutazioni numeriche, su cui non possiamo né vogliamo esprimere un giudizio, sta di fatto che “Campus Crusade for Christ” è conosciuta in genere come un’opera missionaria sobria e fondata su basi bibliche.
      Quando il libro uscì, aveva certamente affascinato tante persone già a causa della “affermazione profetica” contenuta nel titolo. Anche coloro che erano stati subito presi da una certa diffidenza, avevano certamente preferito leggere attentamente il libro, prima di esprimere un qualche giudizio. Qual è, quindi, la predizione di Bill Bright in questione?
      Bill Bright scrive a pagina 18:
      “Il suo [= di Dio] messaggio rivolto a me questa mattina era inequivocabile e chiaro... Lo Spirito Santo mi aveva detto: «L’America e ampie parti del mondo sperimenteranno un grande rinnovamento spirituale prima della fine dell’anno 2000! E questo rinnovamento susciterà la più grande raccolta spirituale nella storia di chiesa»”.
      Per evidenziare che si trattava proprio di un messaggio diretto di Dio, l’autore fa appello alla propria lunga esperienza spirituale personale: “Ho trascorso più di 50 anni nello studio della Parola di Dio e nell’ascolto della voce di Dio. Il suo messaggio quel giorno non poteva essere più chiaro” (p. 19)
      Sul modo come tale presunto risveglio sarebbe dovuto accadere entro la fine del 2000 (!), Bill Bright affermava: “Solo pochi sembrano poter afferrare come si diffonderà facilmente il fuoco di Dio del risveglio su tutto il mondo, ma i passati risvegli hanno mostrato come Dio sia realmente potente. Il risveglio inizierà dal popolo di Dio, ma poi schiere di non-cristiani si volgeranno ovunque a Cristo come mai prima d’ora: nel governo, nell’istruzione, nei media, in Hollywood” (p. 80-81).


L’analisi biblica delle asserzioni

      Chi cerca di esercitare il discernimento biblico, dopo aver letto delle asserzioni del genere, non può rimanere che sconvolto, poiché ciò non trova nessun accordo con la Parola di Dio.
      Non si deve pensare che coloro che contestano tali affermazioni, abbiano qualcosa contro il risveglio. Ogni sincero cristiano non potrebbe desiderare di meglio con tutto il proprio cuore che ampie parti del mondo si convertano a Gesù Cristo.


Un parallelo eloquente

      Quando diciamo qui di seguito, si riferisce all’intero fenomeno dei moderni “profeti”. Quando un credente che ha discernimento biblico legge o sente frasi del genere, lì per lì non può che dichiarare con Geremia: “Amen! L’Eterno faccia così! L’Eterno confermi le tue parole che hai profetizzato!” (Gr 28:6).
      Ora, però, a che cosa si riferiva il profeta legittimo? Un falso profeta, di nome Hananjah, aveva annunciato la liberazione dalla prigionia babilonese e il ritorno in patria in pochissimo tempo. In precedenza i falsi profeti avevano negato del tutto la cattività babilonese!.
      Hananjah aveva profetato:
      “Così parla l’Eterno degli eserciti, il Dio d’Israele: «Io spezzo il giogo del re di Babilonia. Entro due anni, io farò tornare in questo luogo tutti gli arredi della casa dell’Eterno, che Nebukadnezar, re di Babilonia, ha tolto da questo luogo e ha portato a Babilonia; e ricondurrò in questo luogo - dice l’Eterno - Jekonia [= Jojakin], figlio di Jojaqim, re di Giuda, e tutti quelli di Giuda che sono stati portati in cattività in Babilonia; perché spezzerò il giogo del re di Babilonia»” (Gr 28:2ss). Come si vede, i dati sono molti precisi come nel caso di Bill Bright e di altri auto-nominati “profeti”.
      Diventa chiaro come in tempi di difficoltà si confonda facilmente ciò che si desidera con ciò che è reale, allora come oggi.
      Al tempo di Geremia e di Hananjah si desiderava molto che si arrivasse a un’immediata conclusione del giudizio divino e a un veloce ritorno dei Giudei deportati. In tale situazione, è chiaro che la gente era molto più propensa ad ascoltare personaggi come Hananjah.
      Ora, però, che cosa aveva preannunciato Dio mediante il suo profeta Geremia? Gerusalemme ed il tempio sarebbero stati distrutti e il popolo avrebbe sperimentato una prigionia lunga 70 anni (Gr 19:1-15; 25:8-11; 27:19-22).
      Tutto ciò si adempié letteralmente; il re Jojakin non ritornò mai più a Gerusalemme (2Re 25:27ss; Gr 22:26s) e gli arredi del tempio furono restituiti solo alla fine della prigionia, al tempo di Ciro, re di Persia (Ed 1:7ss).


Il termine è scaduto

      Bill Bright fissava il termine temporale per l’adempimento della sua predizione a “prima della fine dell’anno 2000”. Esso è scaduto da tempo, ma nulla è accaduto riguardo alle meravigliose cose da lui annunciate.
      Certo l’Evangelo continua ad essere predicato e il Signore continua a salvare le anime; gloria a Dio! Ogni osservatore deve, però, chiedersi con un po’ di sobrietà: dov’è “il più grande rinnovamento spirituale nella storia della chiesa”, che era stato annunziato come certo? Dove troviamo oggigiorno in “America e in ampie parti del mondo” qualcosa che superi i giorni degli apostoli, il tempo del Riforma, i risvegli del XVIII (Inghilterra e America) e del XIX secolo (l’età d’oro della missione mondiale)?
      La Scrittura ci dà una chiara “prova del nove” per valutare ogni “profeta” auto-nominato:
      “E se tu dici in cuor tuo: «Come riconosceremo la parola che l’Eterno non ha detta?», quando il profeta parla in nome dell’Eterno, e la cosa non succede e non si avvera, quella è una parola che l’Eterno non ha detta. Il profeta ha parlato con presunzione, perciò tu non lo temere!” (De 18,21s).
      Non è un caso che proprio i libri di Geremia e di Ezechiele - essi annunciano il tramonto di Giuda - siano pieni di polemica da parte dei profeti legittimi contro i falsi profeti, i quali sono chiamati con disprezzo “indovini”.
      Non basta aver “trascorso più di 50 anni nello studio della Parola di Dio e nell’ascolto della voce di Dio”, come afferma Bill Bright, per reclamare la legittimità della propria visione (“Il suo messaggio quel giorno non poteva essere più chiaro”). Confrontato col test biblico (“la cosa non succede e non si avvera”), ogni cristiano sobrio e che ama la verità, non può far altro che constatare chiaramente che Bill Bright ha agito con presunzione e che Dio non ha parlato per mezzo di lui.


Quale risveglio al tempo della fine?

      Non vediamo le “schiere di non-cristiani” che, “come mai prima d’ora”, si rivolgono “ovunque a Cristo”. Come scriviamo da anni io ed altri in varie pubblicazioni, l’unico risveglio a cui stiamo assistendo da tempo e che la Scrittura annuncia per il tempo della fine, è quello dell’esoterismo, dell’occultismo, dell’empietà e della sfrenatezza morale.
      Qui di seguito riporto una citazione di un missionario tedesco che opera in Africa e che ha preso posizione sullo stesso tema:
      “Leggi di tolleranza anticristiane minano le basi di fede cristiane. L’occultismo fa giganteschi progressi e permea tutta la società occidentale (Harry Potter Halloween, Pokemon, ecc.), le convivenze omosessuali sono legalmente parificate al matrimonio, si agisce in modo sprezzante con vita umana (leggi sulla clonazione), e a livello mondiale l’Islam si espande in modo almeno così forte come il cristianesimo. La stessa cristianità occidentale è superficiale, dipendente da miracoli, innamorata di sé stessa, orientata allo spasso e tiepida come non mai. Essa stipula spaventosi compromessi con la chiesa cattolico-romana (ecumenismo, comune dottrina sulla giustificazione, ecc.) ed assomiglia così più a Babilonia, la grande prostituta (Ap 17), che alla sposa di Cristo, la quale si mantiene pura per il suo sposo ed è nella sua attesa” (Mark Schibli, “Bill Bright und «die kommende Erweckung»”, Fest und Treu [= “Bill Bright e «il risveglio in arrivo»”, Fermo e fedele], Una lettera aperta a Campus Crusade, 2° Trimestre 2001, CLV editrice, Bielefeld, RFT, p. 8).
      Come cristiani che amano la Bibbia dobbiamo assolutamente accettare le predizioni della Parola di Dio circa il tempo della fine, sebbene ci prodighiamo con tutte le forze per l’espansione dell’Evangelo e per l’insegnamento della sana dottrina. Constatiamo che le profezie non parlano riguardo all’ultimo periodo della Chiesa di un risveglio mondiale, ma di una seduzione eccezionale della cristianità, dell’apostasia e dell’avvento dell’anticristo:
      “Non fatevi sedurre da nessuno, in alcuna maniera; poiché prima [di quel giorno] deve venire l’apostasia ed essere manifestato l’uomo del peccato, il figlio della perdizione” (2Te 2:3). (Per l’approfondimento cfr. anche: Mt 24:3ss; 2Te 2:1-12; 1Ti 4:1ss; 2Ti 3:1-9; 4,3s; 2P 2:1-22; 1Gv 2:18s; Gd 1:3-19; Ap 3:16s.)
     

Conclusione

      Umanamente parlando, avremmo certamente desiderato che prima del 2000 la visione di Bill Bright si fosse adempiuta e che ci fosse stato un grande risveglio a livello mondiale. Ora, però, non è questo ciò che conta qui, ma ciò che Dio preannuncia veramente nella sua Parola per gli ultimi tempi della Chiesa. Dinanzi a ciò, è intollerabile che leader rinomati di opere evangeliche, come Bill Bright, facciano tali false “profezie” e le divulghino in tante lingue, usando le offerte delle chiese, producendo così danni incalcolabili all’attendibilità dell’Evangelo. In questo modo, un tale “profeta” arreca anche una perdita di credibilità verso l’opera da lui fondata e/o guidata. Poi, tali sedicenti asserzioni “profetiche” (con relativo “flop” predizionale successivo) rendono insicuri coloro che avevano piena fiducia nella profezia biblica e nella chiara precisione della Parola di Dio. Alla fine non si sa più a che cosa credere riguardo al futuro, e al riguardo si finisce per rimuovere del tutto la questione; ciò provocherà però un immancabile appiattimento sull’oggi. Mark Schibli dice al riguardo:
      “Il bambino (la profezia biblica ispirata da Dio) viene buttato via con tutta l’acqua sporca (le false profezie degli entusiastici), e il risultato è che le persone che si trovano seriamente alla ricerca [della verità], non vogliono sapere più nulla della profezia” (ibid, p. 8).
      Ogni credente che ama la Scrittura e che è venuto alla conoscenza della sedicente “profezia” di Bill Bright, si sarà certamente domandato se lui, dopo il decorso del termine da lui declamato, abbia preso in qualche modo posizione riguardo alla sua cosiddetta “profezia”. Ci si sarebbe aspettato che avesse organizzato una conferenza stampa, avesse dato un’intervista pubblica e avesse scritto almeno un articolo in importanti riviste cristiane, per spiegare le cose e per scusarsi. Ma finora non è accaduto nulla. Le richieste fatte alla centrale di CCfC da vari esponenti evangelici, sono rimaste senza risposta da parte di Bill Bright. Il direttore della CCfC tedesca ha detto a rappresentanti della rivista Idea-Spektrum (28/2001, p. 12) che il libro di Bright è quasi esaurito e che non sarà più pubblicato. Ma ciò non basta. Non basta neppure la spiegazione che il libro sarebbe stato inteso come “motivazione per pregare e digiunare, affinché Dio agisse entro la fine del 2000”. Non basta neppure l’affermazione che negli ultimi anni ci sia stato un movimento spirituale internazionale e che alcune centinaia di migliaia di persone abbiano partecipato a incontri di preghiera per il risveglio, perché ciò è assolutamente lontano dalla “più grande raccolta nella storia della Chiesa”.
      Confidiamo che Bill Bright si penta di aver fatto false asserzioni, spacciandole per “profezia” divina, e che confessi di essere stato preda di uno spirito bugiardo.
      Un tale atto pubblico mostrerebbe una vera grandezza d’animo e una genuina umiltà, e gli porterebbe anche il perdono di tanti cristiani che lui ha prima illuso e poi turbato. Ciò libererebbe anche la CCfC da una terribile e disagevole ipoteca per il futuro.

Nicola Martella