A Poggio Ubertini: il 7° Campo di Formazione


UN CAMPO AL SERVIZIO
DELLA CHIESA
E DELLA SCRITTURA

     

Nel mese di agosto oltre un centinaio di giovani, provenienti da ogni parte d'Italia si sono ritrovati insieme per condividere un periodo d'intenso ascolto della Parola di Dio, in giornate che il Signore, nella sua grazia si è compiaciuto di benedire in modo particolare.


Due realtà preziose

      Affermare che spesso non ci rendiamo neppure conto di quanto preziose ed importanti siano per la nostra vita cose a cui ormai siamo talmente abituati da darle per scontate, può sembrare una banalità. Ma è certamente una banalità su cui vale la pena soffermarsi, specie quando si tratti di realtà legate alla nostra vita e alla nostra crescita spirituale. Abbiamo avuto il privilegio di concentrare la nostra attenzione su almeno due di queste realtà, strettamente connesse fra loro, nel corso del campo di Formazione che si è svolto a Poggio Ubertini dal primo al dieci di Agosto di quest'anno: la chiesa, nella sua valenza universale e nelle sue espressioni locali, è la prima di queste realtà; la seconda è il suo stesso fondamento, la sua linfa vitale: la Parola di Dio.
     

Progetto di Dio, deviazioni umane
     

      Ampio spazio è stato dedicato alla prima di queste realtà - e questo è certamente un motivo di gratitudine verso il Signore e verso quei fratelli che da Lui si sono fatti guidare nella scelta e nella preparazione dei temi - negli studi di Corrado Primavera e Otello Becchetti. Abbiamo potuto considerare il modello neotestamentario di Chiesa: una Chiesa che è stato il Signore Gesù stesso ad edificare, e di cui è l'unico fondamento, e della quale entravano a far parte tutti coloro che ubbidivano al comando di ravvedersi e farsi battezzare; una Chiesa in cui a tutti poteva essere ben visibile che le promesse di Dio si realizzavano; nelle sue realtà locali la conduzione della chiesa era affidata ai vescovi o anziani (il cui ministero non era un potere gerarchico, ma piuttosto una chiamata al servizio).
     
Fin dai primi secoli, anche prima dell'avvento di Costantino, il confronto con il mondo circostante, e in particolare con le autorità civili, ha portato a delle modifiche: si è incominciato ad attribuire una particolare importanza al presidente del collegio degli anziani (figura peraltro estranea al modello del Nuovo Testamento), per giungere, nel terzo secolo, ad un Cristianesimo ormai guidato dai vescovi, fra i quali si inizia a creare una sorta di gerarchia. In questo contesto si inserisce, all'indomani delle persecuzioni, l'opera dell'imperatore Costantino, che mira attraverso alcuni interventi giuridici, a sostituire il Cristianesimo al paganesimo; in questo periodo nasce la "Cattolica Ecclesia": vengono imposte delle forme uniformi per tutto l'impero, e chi non vi si assoggetta viene considerato dissidente. Nel 381, con Teodosio, questo processo raggiunge il suo culmine, e il Cristianesimo in comunione col vescovo di Roma venne dichiarato l'unica religione ufficiale dell'impero Romano; da questo momento in poi le strutture della "chiesa" sono state adattate ai modelli dell'amministrazione imperiale romana. La degenerazione finale prodotta da questo processo è stata la chiesa papale.
      Ma il rischio delle degenerazioni è motivo di riflessione anche molto attuale, dato che non è scontato che i credenti si sottomettano alle scelte che il Signore fa per loro, come abbiamo avuto occasione di considerare durante lo studio tenuto dal fratello Otello Becchetti sull'importanza della vera chiesa voluta da Dio, primo ambito di formazione e crescita per ogni credente: così abbiamo potuto riflettere sui rischi connessi con alcuni esperimenti abbastanza tipici del nostro tempo, quali la chiesa-famiglia da un lato, espressione dell'individualismo caratteristico di questa epoca, di un cammino sempre più incentrato sui nostri bisogni, e - all'estremo opposto - le chiese grandissime, costituite da migliaia di persone, in cui si è sempre meno conosciuti ed è sempre più facile perdersi nell'anonimato.
     

Ogni scelta che si ponga al di fuori della volontà di Dio è però destinata al fallimento
     
     
Molte caratteristiche della chiesa locale come Dio l'ha progettata sono state ricordate nel corso dello studio, e lo spazio limitato di un articolo come è questo renderebbe impossibile riportarle tutte, ma mi piace ricordare la prima che fra tali caratteristiche è stata elencata: la chiesa, contro ogni tentazione verso il moltitudinismo o l'ecumenismo, è costituita esclusivamente da credenti salvati nati di nuovo, che essendo scesi nelle acque del battesimo abbiano testimoniato chiaramente di questo cambiamento avvenuto nella loro vita.
     

La chiesa degli ultimi tempi
     
     
In qualche modo lo studio che ha anche concluso il Campo, tenuto dal fratello Marcello Cicchese, si ricollega a queste tematiche, dato che buona parte della seconda epistola a Timoteo, oggetto dello studio, è dedicata proprio ai tempi difficili che la Chiesa avrebbe vissuto negli ultimi tempi, e non tanto a causa dei nemici esterni - su cui l'apostolo si era particolarmente soffermato all'inizio del suo ministero - quanto a causa della seduzione che si sarebbe sviluppata al suo interno, con l'amore di sé che diventa in qualche modo peculiare anche dei cristiani; e non è forse un caso che - distorcendo l'autentico insegnamento di Gesù - oggi una sorta di psicologia Cristiana abbia fatto proprio lo slogan: "Ama te stesso", dimenticando che l'amore di sé stessi è descritto proprio come una delle peculiarità della chiesa apostata degli ultimi tempi.
     

L'autorità della Scrittura a confronto con la cultura moderna
     
     
Al rapporto fra la psicologia e il Vangelo è stato dedicato lo studio tenuto da Paolo Moretti, durante il quale abbiamo dapprima riconosciuto che, nella misura in cui rimane nell'ambito dei suoi limiti, costituiti dall'indagine dei meccanismi con cui funziona la nostra mente, la psicologia, la più moderna delle scienze, può avere una sua utilità. D'altra parte non si possono tacere i problemi che insorgono quando essa pretende di dare delle risposte definitive sulle ragioni più profonde del nostro agire morale e si presenta come cura del comportamento: nel momento in cui pretende di curare le componenti della nostra anima, essa invade il campo della rivelazione biblica e dell'opera di Dio. Egli solo infatti - quando si tratta dell'anima - ha l'autorità per fare la diagnosi corretta e fornire la cura adeguata. Tutte le circa 1.200 scuole psicologiche esistenti condividono il presupposto di fondo - nettamente in contrasto con l'insegnamento biblico - che l'uomo sia fondamentalmente buono e privo di inclinazioni malvagie, e che tutti i problemi affettivi, comportamentali e morali, trovino origine all'esterno dell'uomo, nella società.
      Grazie allo studio di Marco Distort, abbiamo avuto modo di confrontarci con alcune tematiche di "psicologia cristiana". Le quattro personalità descritte del semplice, dello stolto, del beffardo e del saggio ci hanno portato a riflettere sul fatto che queste quattro personalità riflettono quattro atteggiamenti diversi coi quali ci si pone davanti alla Parola di Dio. Anche in rapporto a questo studio, sarebbe difficile portarne una sintesi completa in questo spazio, ma mi piace ricordare almeno una caratteristica della quarta delle personalità esaminate, il saggio, che non è necessariamente una persona che "sa" le cose, ma desidera sempre impararle ed ha quindi un atteggiamento di umiltà e di ascolto nei confronti della Scrittura.
     

E la scienza?
     
     
Un atteggiamento particolarmente importante anche quando ci si confronta con le problematiche portate alla ribalta dalla scienza contemporanea, come ci hanno ricordato i fratelli Tonino Cicerale ed Emanuele Negri. Gli studi sull'origine della vita tenuti dal fratello Cicerale hanno dapprima messo in risalto l'inconsistenza delle varie teorie scientifiche odierne in rapporto a questo problema, le quali non reggono il confronto con l'esperienza di laboratorio; tutti gli esperimenti che sono stati fatti per cercare di trovare delle conferme, hanno in effetti finito con lo smentire tali ipotesi evoluzionistiche; nella seconda parte abbiamo ricordato che tutta la scienza trascende davanti a Gesù e che il principio organizzatore della vita non è nella materia ma nella vita stessa.
      Lo studio sulla malattia tenuto da Emanuele Negri ci ha infine portato ancora una volta a riflettere su quanto siano privilegiati quanti possono, anche nella sofferenza, avere il conforto della Parola di Dio, che ci ricorda come Dio si serva anche delle prove per esaminarci, correggerci e farci crescere; davanti alla guarigione dobbiamo sempre ricordare come la fonte ultima di ogni guarigione è il Signore stesso.
     

Non solo studio...
     
     
Ancora una volta dunque il Signore si è servito di questi giorni estivi per la nostra crescita ed edificazione. Ovviamente gli studi hanno avuto una parte importante, ma uno degli aspetti che fanno di questo Campo un'esperienza particolarmente utile è che si ha la possibilità - sia pure per un periodo limitato di tempo - di vivere ciò che si studia. E davvero bello poter vivere facendosi guidare dalla Parola di Dio anche quando si fa una partita a pallone (nel mio caso solo in qualità di "tifoso" o quando si chiacchiera durante il tempo libero, o mentre si pranza, perfino quando si dorme (e in camerate di cinque o sei ragazzi che fino a una settimana prima magari neppure si conoscevano questo può essere davvero molto difficile). Ormai sono passate diverse settimane da quando ci siamo salutati; che il Signore possa aiutare tutti noi (e non penso solo a quanti hanno come me goduto di questi giorni di benedizione) a esserGli riconoscenti per queste due perle veramente preziose che ci ha donato e su cui ci siamo potuti soffermare, e ad apprezzare entrambe sempre di più e sempre meglio; nello stesso tempo però mi pare anche doveroso (ma si tratta di un dovere cui adempio con profondissima gioia) ringraziarLo per aver messo in cuore ad alcuni fratelli di dedicare tanto lavoro per l'organizzazione e la riuscita di un'iniziativa come questa, e manifestare anche a questi fratelli la riconoscenza mia e di tanti giovani come me che attraverso questi campi ricevono sempre nuove benedizioni e nuovi stimoli al servizio per Lui.

Roberto Cappato