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Confrontarsi per distinguersi e per non confondersi


IL CORANO È LA PAROLA DI DIO? (IV)


Esaminando alcune surf del Corano, risultano evidenti le contraddizioni e le falsità storiche e scientifiche che vi sono riportate. Questa realtà rende poco credibile l'autenticità storica del libro e assurda la pretesa della sua ispirazione divina, ponendo anche seri problemi sii all'individuazione certa dei fatti e dei personaggi che hanno dato origine all'Islam.



3) Caratteristiche particolari nel Corano

Veniamo ora all'aspetto più difficile che si osserva nella lettura del Qu'ran, quello costituito dalle caratteristiche scientifiche. Vi si possono infatti osservare dei "grossolani errori scientifici".
Alcuni di queste sono semplici contraddizioni con i primi racconti Biblici tipo:
a) la storia dell'adozione di Mosè da parte della moglie di Faraone (surf 28:9), mentre la Bibbia dichiara che era la figlia di Faraone (Esodo 2:10);
b) l'inclusione nella trinità riconosciuta dai cristiani della persona di Maria (surf 5:116), fatto che contraddice non solo il racconto biblico, ma il credo dichiarato da quasi tutta la cristianità negli ultimi 2000 anni. Una setta marginale ed eretica, quella dei Colloridiani, ha sostenuto quest'idea ed è vissuta nel Medio Oriente al tempo della compilazione del Qu'ran. Potrebbe essere questa la fonte di un errore così grossolano?
Ci sono anche contraddizioni interne, tipo la confusione su Maria, registrata come la sorella di Aronne, la figlia di Iran (Amman nella Bibbia) e pure come madre di Gesù sebbene le due Maria siano vissute a distanza di 1570 anni (surf 18:28; 66:12; 20:25-30).
Un'altra difficoltà in un noto passaggio riguarda un certo Human. Il Qu'ran lo presente come servo di Faraone che aveva costruito un'alta torre fino al cielo per salire dal Dio di Mosè (surf 28:38; 29:38; 40:25, 38). Tuttavia, l'episodio della torre di Babele era avvenuto circa 750 prima (Genesi 11) e il nome Human viene usato in modo corretto nel libro di Ester a Susa molti anni dopo Faraone. Yusuf Ali pensa che il riferimento sia ad un altro Human, ma il nome Human non è egiziano, ma tipicamente persiano).
Una maggiore difficoltà è evidenziata da quelle surf che contraddicono dati scientifici e storici osservabili. Se ne trovano un bel numero nel Qu'ran, ma per ragione di spazio ne citerò soltanto alcuni.
Secondo il Qu'ran (surf 20:85-87, 95-97) è stato un "samaritano" ad aver forgiato il vitello sul monte Horeb, sebbene il termine "samaritano" sia stato coniato secoli dopo, nel 722 a.C..
Il nome Issa è erroneamente attribuito a Gesù, quando il nome corretto in Arabo per Gesù dovrebbe essere Yesuwa. Di particolare interesse sono le strane dichiarazioni nelle surf 16:15; 21:31; 31:10; 78:6-7; 88:19 che affermano che le montagne hanno la stessa funzione dei paletti di una tenda e servirebbero perciò per garantire stabilità alla terra. Sappiamo ora attraverso la geologia che le montagne sono il risultato sia di attività vulcaniche che dello scontro tra due zone tettoniche a zolle. L'esistenza delle montagne è perciò segno dell'instabilità della crosta terrestre e non viceversa.
Nella surf 7:124 Faraone ammonisce i suoi indovini minacciandoli di metterli a morte in croce. Nella surf 12:41, al panettiere nella storia di Giuseppe viene detto che sarebbe stato messo in croce. Tuttavia non esistevano croci in quei tempi (da non confondersi con l'ankh egiziana che era un oggetto per la fertilità e la vita e non uno strumento di morte). La crocifissione fu praticata per la prima volta dai Fenici e dai Cartaginesi e poi presa "a modello" ampiamente dai Romani vicino al tempo di Cristo, cioè 1700 anni dopo Faraone!
Ci sono altre incongruenze scientifiche notevoli: ad esempio nella surf 41:9-11 si dice che i cieli furono creati dal fumo, al contrario la Bibbia afferma che essi furono creati dall'acqua (Ge 1:1-2). Neuman e Eckelmann, due eminenti fisici, sostengono che il fumo, che è composto da particelle organiche non poteva esistere in uno stato primordiale, mentre l'acqua (la parola ebraica usata è maym era presente secondo quanto ci dicono le nuove ricerche circa l'evoluzione della nebulosa che mostrano la necessità della presenza di idrogeno e ossigeno (o H2O) in uno stato primordiale.
Le meteore e anche le stelle, secondo il Qu'ran sono missili sparati a Satana e a demoni che origliano nel tentativo di ascoltare la lettura del Corano in cielo per poi farne circolare gli insegnamenti contraffatti fra gli uomini (surf 15:16~18; 37:610; 55: 33-35; 67:5; 72:6-9 e 86:2-3). Dovremmo davvero credere che Allah invierebbe meteore fatte di materia fisica contro demoni immateriali che, per di più, carpirebbero ciò che si dice nei consigli celesti? E come si spiega che molte delle meteore piovono a scroscio che di conseguenza viaggiano su percorsi paralleli? Dobbiamo intendere che questi percorsi paralleli implicano che i demoni sono tutti in fila nello stesso momento?
Un altro argomento favorito dai Musulmani oggi, riguarda la formazione del feto (rif. surf 2:259; 22:5; 23:12-14; 40:67; 75:37-39 e 96:1-2). Secondo queste surf il feto attraversa quattro stadi iniziando dallo spermatozoo che diventa l'alaqa.
Sebbene nessuno sappia esattamente che cosa significhi questa parola, molti hanno tentato di darle un significato affermando che è si tratta di un qualcosa che si forma dal nulla e che aderisce ad un grumolo. L'alaqa così formataci diventerebbe a questo punto che verrebbero ricoperte dalla carne.
Ci sono delle difficoltà con queste surf, comunque. Innanzitutto non ci sono stadi grumosi durante la formazione del feto. Inoltre lo scheletro non si forma prima della carne (o dei muscoli) poiché i muscoli e la cartilagine, precursori delle ossa, iniziano a formarsi simultaneamente. Infatti i muscoli si formano diverse settimane prima che vi siano delle ossa calcificate, invece che giungere in un secondo momento, come attesta il Qu'ran.

4) Una soluzione è possibile?

L'Islam afferma che la rivelazione per il Qu'ran fu ricevuta da Maometto e compilata in una forma scritta finale da Zaid ibn Thabit, tra il 646-650 d.C. sotto gli auspici del terzo califfo Uthman. Gli storici assumono due posizioni in risposta a questa affermazione della tradizione musulmana.
La prima posizione, sostenuta dallo storico John Burton, concorda con la tradizione musulmana, sostenendo che il Qu'ran sia stato composto durante o subito dopo la vita di Maometto. Sono in pochi comunque in Occidente a concordare con Burton. Molti trovano la sua tesi poco sostenibile, poiché ci sono pochi testi scritti sui quali basare qualsiasi conclusione certa.
La seconda posizione è una sfida diretta alla tradizione musulmana ed è sostenuta da John Wansbrough, dell'Università di Londra.
Egli sostiene che il Qu'ran, così come lo conosciamo noi, con i suoi problemi letterari e strutturali, non può essere venuto all'esistenza prima del 800 d.C. Il Qu'ran - egli suggerisce - non è un testo pervenutoci grazie ad una sola persona, perché implica il lavoro di scrittori diversi dal nono secolo in poi.
Wansbrough amplia questa tesi sostenendo che l'intero corpus dei primi documenti islamici debbano essere considerati come una "Storia della salvezza", una storia cioè che "non è un resoconto storico di evidenti salvifici aperto allo studio degli storici; la storia della salvezza infatti non vi compare, poiché il testo ha una forma letteraria con un proprio contesto storico pilotato".
In altre parole, chi lo ha stato scritto aveva già uno schema in mente. Così le "registrazioni" letterarie della "storia delle salvezza", sebbene si presentino come contemporanee agli eventi descritti, appartengono in realtà ad un periodo successivi agli eventi. Ciò che è veramente accaduto ci viene presentato attraverso delle tarde interpretazioni, per cui vi è un tutt'uno inestricabile fra i fatti e la loro interpretazione.
Sotto questa crosta esiste almeno un granello di verità storica? Anche se esistesse, diventerebbe quasi impossibile identificarlo.
Wansbrough sostiene che il Qu'ran, il Tsafir e la Sira siano tutte componenti della storia salvifica islamica, che egli suggerisce sia stata scritta per indicare il ruolo di Dio nel dirigere gli affari dell'umanità, specialmente durante i tempi di Maometto.
Egli afferma che non sappiamo, e probabilmente non sapremo mai, che cosa sia realmente accaduto. Tutto quello che possiamo sapere è ciò che altri più tardi hanno creduto che fosse successo. Ma la storia salvifica islamica fu formulata per una cultura religiosa specificamente araba. Così si adottarono e si adattarono a questa cultura idee e storie giudaico-cristiane. Wansbrough indica prove nel Qu'ran che si rifanno a estrapolazioni del contesto religioso giudaico-cristiano.
Se l'analisi di Wansbrough è corretta,
diventa profondamente difficile sostenere che il Qu'ran sia una fonte credibile per l'lslam. La datazione del Qu'ran non è comunque l'unico elemento a smentire la sua autenticità.
In risposta, ci sono molti studiosi musulmani che ritengono che la continua presenza di un numero di uomini che avrebbero memorizzato il Quran nella sua completezza, confermi la sua credibilità. Questi uomini erano chiamati Hafiz.
Ancora oggi esistono molti di questi Hafiz che vivono nel Medio Oriente e in Asia (ce n'è perfino uno che studia a Londra). Ma oggi possiamo scoprire se essi hanno memorizzato il Qu'ran correttamente dal momento che possiamo far riferimento al testo scritto che abbiamo e accertare se ciò che essi riportano corrisponde al testo.
Ma, dobbiamo chiederci: a che cosa facevano riferimento i primi compilatori al fine di accertare la correttezza degli Hafiz dei loro giorni?
Dove sono i loro documenti?
Se gli Hafiz memorizzava semplicemente quello che sentivano da altri individui con una sorta di trasmissione orale, allora il loro racconto è oltremodo sospetto perché tutti sappiamo che la tradizione orale, in particolar modo quella religiosa, è per la sua stessa natura tesa all'esagerazione, all'essere abbellita e di conseguenza alla corruzione.
I problemi interni al Qu'ran, strutturali e letterari, i racconti impuri e le contraddizioni scientifiche riportate sulle sue pagine rappresentano difficoltà che non rendono certo credibile la sua presunta autorità divina e portano piuttosto a pensare che il Qu'ran non sia altro che una raccolta creata andando a pescare dalle fonti più diverse: racconti religiosi dei popoli vicini, racconti popolari, tradizioni che erano in voga in quell'epoca ecc...
Ma dove possiamo allora trovare le vere origini dell'Islam se le sue tradizioni e il Qu'ran non sono credibili?

C) Una critica esterna al Corano

Fortunatamente non dipendiamo unicamente dalle fonti musulmane o dal Corano stesso per la raccolta di informazione sul Corano e sull'Islam. Esistevano altre genti a quel tempo e nelle zone vicine che ci hanno lasciato materiale che possiamo utilizzare. Abbiamo ad esempio molto materiale nella letteratura greca, siriana, armena, ebraica, aramaica e copta dal periodo delle conquiste (settimo secolo) in poi. Abbiamo inoltre una notevole quantità di iscrizioni arabiche anteriori alle tradizioni musulmane.
Tutto questo materiale sembra contraddire molto di ciò che le tradizioni e il Corano dicono. t proprio questo materiale che si è dimostrato di maggiore aiuto per accertare se il Corano è la vera e ultima parola di Dio. L questo il materiale con cui gli arabi dovranno confrontarsi in futuro e contro cui dovranno preparare una pronta difesa. Vediamo allora cosa ha da dirci questo materiale.

1) La Hijra
E' stato scoperto un papiro datato 643 d.C. che parla dell'"amio 22", suggerendo che sia successo qualcosa nel 622 d.C. fra gli arabi (questa data coincide con l'anno della hijra o fuga di Maometto). Ma non sappiamo cosa sia effettivamente successo visto che il papiro non lo dice. Potrebbe essere la data in cui Maometto traslocò da Mecca a Medina o è la data in cui comincia la conquista araba?
Sebbene la tradizione islamica è certa che si tratti qui della Wjra dalla Mecca a Medina, non può fornire nessuna fonte antica (in altre parole una fonte del settimo secolo) che attesti la veridicità storica di questo esodo.
Il manoscritto arabo più antico che abbiamo, è una biografia del profeta riportata su un papiro del tardo periodo di Umayyad, ovvero verso il 750 d.C., più di cento anni più tardi.
Tutto il materiale arabo che abbiamo a disposizione (monete, papiri, iscrizioni)
omette il nome del periodo (la tomba datata "anno 29 dell'hijra" e citata da molti musulmani è conosciuta solamente da una fonte letteraria tarda).
Queste informazioni riguardo alla hijra ci danno la prima potenziale evidenza suggerendo che molti dei dati trovati nel Corano e nelle tradizioni islamiche non corrispondono a fonti esterne esistenti.

2) La Qibla

Secondo il Corano, la direzione della preghiera verso La Mecca (la Qibla), fu fissata o canonizzata per tutti i musulmani nel 624 d.C. (vedi surf 2:144,149-150).
Eppure, le testimonianze più antiche provenienti dall'esterno della tradizione musulmana relativa alla direzione in cui pregavano i musulmani e, implicitamente, la posizione del loro santuario indica un'area molto più a nord della Mecca, in qualche parte dell'Arabia nord-occidentale.
Secondo la ricerca archeologica eseguita da Creswell e Fehervari sulle moschee antiche del Medioriente, le piante del pianterreno di due moschee Umayyad in Iraq, quella di Hajjaj in Wasit (indicataci da Creswell come "la più antica moschea dell'Islam esistente tutt'oggi") e un'altra più o meno dello stesso periodo vicina a Baghdad, hanno entrambe le Qibla (la direzione verso cui queste moschee sono rivolte) non verso la Mecca, ma verso nord. La moschea di Wasit è fuori asse di 33 gradi e quella di Baghdad di 30 gradi.
Questa concorda con la testimonianza di Baladhiuri secondo cui pure la Qibla della prima moschea di Kufa in Iraq (costruita circa nel 670 d.C.), era rivolta ad Ovest quando avrebbe dovuto invece essere rivolta quasi direttamente al Sud. La pianta originale della moschea di Amr b. al'As, trovata in Fustat, città sede di presidio fuori del Cairo in Egitto, dimostra che ancora una volta la Qibla era rivolta troppo al Nord.
L interessante notare come questo concordi con la tradizione islamica compilata da Ahmad b. al-Maqrizi secondo cui "Amr pregava rivolto leggermente verso Sudest o Est-Sudest quindi non verso sud.
Consultando una mappa, troverete dove queste moschee erano rivolte. Tutti e quattro gli esempi sopra citati collocano la Qibla non verso la Mecca ma verso Gerusalemme. Alcuni Musulmani affermano che non si dovrebbero prendere troppo seriamente queste scoperte poiché molte moschee persino oggi hanno la direzione delle Qibias sbagliata.
L comunque certo che non più tardi del 705 d.C. la direzione di preghiera verso la Mecca non era stata ancora definita.
Secondo il Dr. Hawting, che insegna le origini dell'Islam alla School of Oriental and African Studies (SOAS) a Londra, nuove scoperte archeologiche di moschee in Egitto e nello Yemen (le moschee di Sanaa venute adesso alla luce) risalenti ai primi anni del 700 dimostrano anch'esse che fino a quel tempo i Musulmani effettivamente pregavano, non verso la Mecca, ma verso il nord, cioè verso Gerusalemme.
Hawting ritiene che non è stata trovata nessuna moschea risalente a questo periodo (il settimo secolo) che sia rivolta verso la Mecca. Comunque Hawting avverte anche che non tutte le Qibla sono rivolte verso Gerusalemme.
Alcune moschee in Giordania sono rivolte verso nord, mentre altre moschee nordafricane sono rivolte verso sud: c'era evidentemente della confusione su come posizionare il santuario. Eppure il Corano ci dice che la posizione della Qibla era fissata verso la Mecca già nel 624 d.C. e che quella direzione è rimasta fino al giorni nostri.
Alcuni sostengono che forse i primi Musulmani non sapessero la direzione de La Mecca. Eppure erano commercianti del deserto, carovanieri. La loro fonte di guadagno dipendeva dal loro saper attraversare il deserto, il quale ha ben pochi punti di riferimento, e, a causa delle tempeste di sabbia, nessuna strada. Essi, soprattutto sapevano seguire le stelle. La loro vita dipendeva da questo. Certamente sapevano la differenza fra nord e sud. E perché mai tante moschee si affacciano verso Gerusalemme?
La risposta potrebbe essere duplice:
• Esisteva ancora una buona relazione fra i Musulmani (chiamati Haggarenes, Saracens o Mahgrayes) e gli Ebrei, e, di conseguenza, non c'era bisogno di cambiare la Qibla; perfino il Corano ammette che questa originariamente puntava verso Gerusalemme
• La Mecca non era ancor ben conosciuta. Consideriamo:

3) Gli Ebrei
Il Corano afferma che Maometto troncò ogni relazione con gli Ebrei nel 624 d.C. (o poco tempo dopo il 622 d.C.) e quindi spostò la Qibla in quel momento (surf 2:144, 149-150). Comunque le vecchie fonti non musulmane dipingono una buona relazione fra i Musulmani e gli Ebrei al momento delle prime conquiste (negli ultimi anni 620 d.C.) e anche più tardi.

La "Dottrina Iacobi"
Prendiamo per esempio la prima Testimonianza di Maometto e del suo "movimento" che è disponibile a noi fuori della tradizione islamica: un libretto greco antiebraico chiamato la "Doctrina Iacobi" che fu scritto in Palestina fra il 634 e 640 d.C. La Doctrina mette in guardia nei confronti degli "Ebrei che si mischiano con i Saraceni" e del pericolo di vita corso da chi finiva nel~ le loro mani. Questa relazione sembra proseguire negli anni della conquista araba; tanto è vero che una vecchia fonte armena dichiara che il governatore di Gerusalemme, nel dopo-conquista, era un ebreo.
Il fatto significativo qui è che gli Ebrei e gli Arabi sembrano essere alleati durante il tempo della conquista della Palestina e perfino un po' di tempo dopo.
Nella "Doctrina" la familiarità ebreoaraba è evidenziata di nuovo da indicazioni sulla loro comune ostilità verso il Cristianesimo. L'autore credeva che gli arabi e gli ebrei fossero alleati durante buona parte delle conquiste.
L'autenticità di questo racconto è confermata dal grande compilatore della Sira di Maometto, Muhammad ibn Ishaq, nel documento conosciuto come "La costituzione
dí Medina". Se questi testimoni hanno ragione, allora ci si deve chiedere come mai gli Ebrei e i Saraceni fossero alleati fino al 640 d.C. quando, secondo il Corano, Maometto avrebbe troncato i suoi legami cori loro già nel 624 d.C., quindi più di 15 anni prima?

Cronista armeno del 660 d.C.
Il primissimo racconto attendibile della vita del "profeta" è contenuto in Una cronaca armena del 660 d.C. circa, che viene attribuito da alcuni al vescovo Sebeos. Il cronista parla di Un certo Maometto che avrebbe dato vita ad una comunità religiosa comprendente sia Ismaeliti (cioè Arabi) sia Ebrei, sulla base della loro discendenza comune da Abramo; gli Arabi da Ismaele, e gli Ebrei da Isacco.
Il cronista credeva che Maometto avesse attribuito ad entrambe le comunità il diritto di nascita nella "Terra Santa", e forniva una loro genealogia monoteista, Non si tratta di un'idea priva di precedenti, perché il diritto di nascita nella "Terra Santa" per gli Ismaeliti era già stato discusso, ed anche rigettato, nella Genesi di Rabbah, nel Talmud Babilonese e nel Libro del Giubileo.
Quindi Maometto non avrebbe rivolto il suo sguardo soltanto verso l'Arabia, ma anche verso la Palestina insieme con gli Ebrei. Secondo una ricerca fatta da Crone Cook, si trova questo orientamento palestinese perfino nelle tradizioni islamiche posteriori.
La rottura fra gli Ebrei e gli Arabi, secondo il cronista armeno del 660 d.C., avvenne dopo la conquista di Gerusalemme nel 640 d.C..
Di nuovo troviamo un numero di fonti non musulmane che contraddicono quello che dice il Corano, testimoniando l'esistenza di un buon rapporto fra gli Arabi e gli Ebrei per almeno 15 anni oltre la data fissata dal Corano.

4) La Mecca
1 musulmani ritengono che "La Mecca è il centro dell'Islam e il centro della storia". Secondo il Corano, il primo santuario
stabilito per il genere Umano era quello di Bakkah (o Mecca), "benedetta, guida del creato" (surf 3:96).
Nella surf 6:92 e 42:5 La Mecca è indicata come “laMadre delle città".
Secondo la tradizione musulmana, Adamo mise la pietra nera lì, nella Ka'ba originale, mentre Abramo ed Ismaele ricostruirono la Ka'ba molti anni più tardi (surf 2:125-127). Quindi, implicitamente, La Mecca è considerata dai musulmani la prima e più importante città del mondo!
A parte l'ovvia difficoltà nel trovare prove archeologiche o documentarie che Abramo sia andato o Vissuto a La Mecca, il problema insormontabile resta quello di trovare dei riferimenti alla città prima della creazione dell'Islam.
Eppure, dalla ricerca svolta da Crune e Cool, con l'eccezione di Lui incerto riferimento a una città di quella zona, chiamata "Makoraba" dal geografo greco-egiziano Tolomeo del Il secolo d.C. (e non siamo neanche sicuri se questo riferimento di Tolomeo si riferisse a La Mecca perché egli menziona il nome solo incidentalmente), non c'è assolutamente menzione della Mecca o Ka'ba in nessun documento antico autentico; o almeno fino alla fine del VOI secolo.
Infatti, essi ritengono che i primi riferimenti in assoluto, s'on quelli trovati in una versione siriana dell'Apocalisse di pseudo-Methodius..
Comunque, anche se questa Apocalisse risale alla fine del VOI secolo, i riferimenti a La Mecca sono stati trovati soltanto nel](-, copie successive e non sono presenti nelle tradizioni europee o quelle siriane più recenti e non appaiono nel "Codice Vaticano" il quale è ritenuto dagli etimologisti come il testo più antico.
Il successivo riferimento a La Mecca, secondo Crune e Cool, si trova nella Continuato Bizantina Arabica che è una fonte che risale agli inizi del governo del califfo Hisham che governò fra il 724 e il 743 d.C.
Quindi la più antica testimonianz